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Aritmie

Fisiopatologia

È difficile conoscere il nostro cuore dal punto di vista elettrofisiologico. Immaginiamo quindi che l'intervento farmacologico sia altrettanto complesso. Le aritmie cardiache sono frequenti problemi nella pratica clinica. Si manifestano in più del 25% dei pazienti trattati con digitali, 50% di quelli anestetizzati, più dell'80% in pazienti con infarto miocardico (in questo caso porta ad aritmia ventricolare poiché il tessuto cardiaco è stato leso dall'infarto). È un problema che richiede un trattamento perché un ritmo cardiaco troppo rapido, troppo lento, o non sincronizzato può ridurre l'output cardiaco e può portare anche ad un ritmo letale con fibrillazione ventricolare. Anche i farmaci in uso possono essere letali, tanto che vanno sempre rivalutati i loro rapporti rischio-beneficio.

Sintomi

  • Extrasistole (è come un vuoto o un battito mancato che può essere anche non percepito)
  • Tachicardia (può essere regolare ma anche irregolare, che porta a spossatezza, vertigini, respirazione difficile e si manifesta con una sensazione di aumento dei battiti)
  • Bradicardia (si manifesta con affaticamento, vertigini e possibile perdita di coscienza)

Diagnosi

  • ECG
  • Holter o elettrocardiogramma delle 24 ore
  • Test farmacologici
  • Studi elettrofisiologici endocavitario e transesofageo
  • Sforzo con cicloergometro
  • Alternanza dell'onda T

Trattamenti farmacologici

  • Pacemakers
  • Defibrillatore cardiaco impiantato
  • Catetere ablazione

Le cellule cardiache del nodo atrio-ventricolare e senoatriale si depolarizzano in modo spontaneo: depolarizzazione, apertura dei canali sodio, apertura canali calcio, contrazione. L'impulso nasce dal nodo senoatriale con le cellule che si depolarizzano, si propaga in tutto l'atrio (entra il calcio), si contrae, il sangue va nel ventricolo. L'impulso rallenta e ciò permette di concentrare al nodo atrio-ventricolare che poi verrà propagato al ventricolo.

Potenziali di membrana a riposo, arriva l'impulso che causa l’upstroke, ripolarizza, entra calcio, esce potassio. Nella fase zero e uno entra il sodio. Nella fase due entra il calcio. Nella fase tre esce il potassio. Nella fase quattro c'è un resetting degli ioni per preparare a un nuovo ciclo.

In condizioni di aritmia c'è un'alterata partenza dell'impulso, conduzione alterata dell'impulso oppure entrambi. I canali del sodio possono essere a riposo, inattivi, aperti. I canali del calcio L o T. I canali del potassio invece sono talmente tanti che non riesco essere specifico farmacologicamente e questo lo pago in termini di sicurezza durante il trattamento. L'aritmia consiste in una depolarizzazione...

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Scienze biologiche BIO/14 Farmacologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 9ricky2 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Farmacologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Corsini Alberto.
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