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Terapia della gotta

Trattamento dell'attacco acuto di gotta

Il trattamento degli attacchi acuti di gotta include l'uso di colchicina, FANS e inibitori specifici dei COX2 come l'etoricoxib. Altri FANS o glucocorticoidi possono essere utilizzati, così come la colchicina.

Colchicina

Farmacodinamica

  • Effetti antimitotici (causa effetti collaterali), blocca la mitosi in G1 mediante l'interazione dei microtubuli e la formazione del fuso.
  • Inibizione della motilità dei neutrofili e del rilascio di citochine e di istamina dai mastociti.
  • Inibizione del rilascio di insulina e del movimento dei granuli di melanina.
  • Diminuisce la temperatura corporea.
  • Inibisce il centro del respiro.
  • Aumenta la risposta ai simpaticomimetici.

Farmacocinetica

L'assorbimento della colchicina è rapido ma variabile. Ha un legame farmacoproteico del 50% e subisce un significativo ricircolo enteroepatico. La deacetilazione è epatica e il 10-20% viene escreto con le urine. L'emivita è di 9 ore.

Usi terapeutici

Oggi la colchicina è un farmaco di seconda scelta a causa degli effetti collaterali importanti e della ristretta finestra terapeutica. È utile per un immediato sollievo negli attacchi di gotta, ma i FANS sono preferibili nei pazienti con patologie cardiache, epatiche, renali e gastrointestinali.

  • Prevenzione della gotta ricorrente.
  • Trattamento della febbre mediterranea familiare.

Effetti collaterali

Il tratto gastrointestinale è molto sensibile (elevato indice mitotico ricircolo enteroepatico), con sintomi precoci di nausea, vomito, diarrea e dolori addominali, ai quali bisogna interrompere il trattamento. L'intossicazione acuta causa gastropatia emorragica. La somministrazione per endovena riduce l'indice terapeutico e non dà sintomi gastrointestinali di preavviso.

Dal terzo all'ottavo giorno può comparire soppressione del midollo osseo. L'impiego cronico può portare a miopatia prossimale. Una grave intossicazione è associata a proteinuria, ematuria e necrosi tubulare acuta. A lungo termine può causare azoospermia.

Inibitori della xantino-ossidasi

Allopurinolo

Chimica: Analogo dell'ipoxantina, inizialmente sintetizzato come antineoplastico.

Farmacodinamica

L'allopurinolo inibisce la xantina ossidasi prevenendo la formazione di urati dalla xantina e dall'ipoxantina. Allopurinolo e alloxantina (metabolita primario, ottenuto dall'attività proprio della xantina ossidasi) inibiscono l'enzima. Nelle urine appaiono oltre all'acido urico anche le xantine e le ipoxantine. Ciò permette di non esporre il tubulo urinario a concentrazioni di urati eccessive ed evitare la cristallizzazione. Ipoxantina e xantina sono efficacemente escrete e non si depongono nei tessuti. Quindi si ha la discesa dell'uricemia al di sotto della soglia di solubilità.

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Scienze biologiche BIO/14 Farmacologia

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