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Etruscologia e antichità italiche - popoli dell'Italia antica: il latium vetus ed i sabini Appunti scolastici Premium

Appunti contenenti una tesina sui popoli dell'Italia antica: il latium vetus ed i sabini per l'esame di Etruscologia e antichità italiche del professor La Regina. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la fine del periodo Regio (509 a.c primo anno della repubblica). Voto: 30 e lode

Esame di Etruscologia e antichità italiche dal corso del docente Prof. A. La Regina

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lettere greche, ad attestare precoci rapporti con città di formazioni greche, come la tradizione

insegna (Romolo e Remo avrebbero appreso la scrittura nella città di Gabii secondo la tradizione, la

continuazione storica di Osteria di Osa e altri due villaggi).

Roma, adottando un modello urbanistico in uso in Etruria e influenzato dalla città greche coloniali,

riesce a dotarsi, nell'arco di poche generazioni, di tutte le infrastrutture necessarie per la vita di una

società complessa e articolata.

Durante il predominio etrusco di epoca regia, sotto appunto i Tarquini, vediamo la nascita di zone in

cui la popolazione si può riconoscere, come spazzi pubblici, privati, templi e complesse opere

idrauliche e di ingegneria, non dissimili a livello teorico da quello operato in altre città Latine

(Lavinio, Decima, Ardea, Satricum), ma semmai diverso per quantità e soprattutto, secondo le fonti,

malato di un senso di gigantismo dal sapore tirannico sotto Tarquinio il Superbo.

Zone destinate ad attività mercantili, come il Foro Boario, sono le prime zone in cui si interviene,

dotate quasi da subito di edifici di carattere pubblico e di esercizio del potere: gia dal VII secolo

viene regolarizzato da un battuto, mentre le estremità delle piazze divengono la Curia ed il

Comitium (funzione pubblica), mentre lungo la piazza una serie di edifici abitativi per i sovrani,

delle quali conosciamo poco se non attraverso i “palazzi” di altri centri latini come Murlo e

Acquarossa; la “Regia”, tuttavia, potrebbe rappresentare un esempio di antica residenza di re,

utilizzato originariamente dal Rex Sacrorum e connesso simbolicamente e topograficamente al

tempo di Vesta.

Con la fine del periodo Regio (509 a.c primo anno della repubblica) Roma si trova a dominare su

gran parte del Latium Vetus ed ad avere una grossa importanza anche a livello internazionale: il

primo trattato romano-cartaginese, la vittoria del 504 a.c ad Ariccia da Aristodemo di Cuma sugli

etruschi di chiusi alleati dei Tarquini alla ricerca del proprio ritorno egemone su Roma.

Con l'inizio della repubblica non si arresta l'opera edilizia pubblica e soprattutto sacra, infatti è

prorprio ai primi anni del V secolo che su deve la dedica dei templi di Saturno (499), Mercurio

(495) e Cerere, Libero e Libera (493), oltre alla prosecuzione del grande cantiere iniziato dai

Tarquini per il tempio di Giove Ottimo Massimo sul Campidoglio. A livello cultuale si attestano

influenza greche che si notano con l'introduzione del culto dei Dioscuri (484) a Roma e Lavinio e

della costruzione del tempio di Apollo Medico (431-Lavinio, metropoli fondata da Enea secondo la

Tradizione).

Se tante sono le informazioni su roma tra il VII e il V secolo non possiamo dire lo stesso di altre

città del Lazio per questo periodo. E' stato comunque possibile ricostruire i casi di alcuni centri

lungo il basso corso del Tevere, successivamente scomparsi: Ficana, ad esempio, che ha visto la sua

fine a causa delle mire espansionistiche di Roma, mostra un insediamento di tipo protourbano in

cresicita fino agli anni centrali del VII secolo. Uno dei casi più interessanti di questo centro è

rappresentato da un abitazione dalla struttura complessa che non rappresenta l'evoluzione della

semplice struttura a capanna. L'edificio è in posizione dominante nell'abitato ed è protetto da una

copertura di tegole; la grande quantità di vasellame ritrovata al suo interno suggerisce

l'appartenenza all'elite locale.

Altro centro fondamentale di questa parte del Lazio durante VII secolo è Praeneste: la tradizione

riporta la nascita dell'insediamento in epoca antica, ma la fioritura maggiore è di età orientalizzante

(VII secolo), alla quale si attestano gran parte dei materiali rivenuti. Le tombe a camera destinate ad

inumazione portano alla luce ricchissimi corredi, malgrado essi non siano paragonabili a quelli

coevi di altri insediamenti, poiché caratterizzati da maggiore sobrietà. Troviamo una serie di

prodotti d'importazione, quali una coppa di vetro assira, una kotyle d'oro protocorinzia, vasi

d'argento dorati fenici-ciprioti, calderone e patera della stessa origine ecc ecc, (tombaTombe

Bernardini e Barberini), dotate di un repertorio iconografico tipicamente regale di elaborazione del

vicino oriente.

La ricchezza di preneste non si arresta in età arcaica malgrado problemi di natura esterna, quali

l'invasione volsca del V secolo e a causa, soprattutto della pressione di Roma del IV secolo: la

produzione di ciste bronzee utilizzate dalle Dominae è fiorente e attestata fino al III secolo e attesta

dunque la ricchezza della classe aristocratica locale.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze archeologiche
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francescofederico.migliaccio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Etruscologia e antichità italiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof La Regina Adriano.

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