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Etruscologia

Lezione 26/10/2016

Le pultes sono le zuppe di Roma arcaica andrea.zifferero@unisi.it 3476287668 numero studio 37 mercoledì dalle 9 alle 11 ricevimento al Funaioli Mazzi.

Orari

  • Martedì aula 5 Funaioli Mazzi 16-18
  • Mercoledì Fieravecchia 16-18
  • Giovedì Fieravecchia 11-13

Lezione 27/10/2016

L'età etrusca inizia dalla seconda metà del VIII secolo a.C. fino alla conquista romana I sec. a.C. L'articolazione dell'età etrusca si inizia in un periodo compreso tra l'età del bronzo e l'età del ferro. Si dividono in populi. L'etrusco è una lingua arioeuropea. I Falisci sono linguisticamente imparentati con i Latini e si scontrarono spesso con i Romani. Gli etruschi si espandono al nord fino al Mantovano, la zona veneta con la città di Spina e la diffusione nell'Italia meridionale e soprattutto nella Campania, provincia di Caserta con Capua e la provincia di Salerno.

Divisione dell'età etrusca

  • Età del Bronzo (recente e finale) XI-X sec. a.C.
  • Età del Ferro (primo e recente) IX-VIII sec. a.C.
  • Orientalizzante (terzo quarto dell'VIII sec inizi del VII secolo a.C.), caratterizzato dall'influsso del Vicino Oriente soprattutto sui beni di lusso come la ceramica (lamina di bronzo), gioielli. Nascono delle aristocrazie terriere e le differenziazioni di casta grazie ai quali si attivano commerci di beni di prestigio dall'oriente.
  • Periodo arcaico (VI sec. a.C.)
  • Periodo classico (V-IV sec. a.C.)
  • Periodo ellenistico (fine IV-I sec a.C.)

Il sistema di cronologia italiche segue delle sequenze determinate dalla presenza di dinastie registrate in documenti della civiltà egizia di cui conosciamo l'inizio e la fine. Sappiamo quando hanno regnato tali faraoni. Il faraone Boccoris è menzionato in un vaso in faience trovato in una tomba a Tarquinia con un cartiglio del nome del faraone grazie a questo si stabilisce la cronologia.

È stata creata la dendrocronologia che ha rivoluzionato le cronologie del mondo antico, si basa sul rinvenimento dei villaggi protostorici su piattaforme di tronchi che si trovavano ai lati delle rive. Queste sono inquadrabili dal periodo di frequentazione degli abitati. Ad ogni anello di accrescimento dei tronchi coincide un anno. I botanici si sono accorti che le sequenze degli anelli erano dello stesso periodo della creazione dei villaggi. Si è formata una cronologia di confronto un po' differente da quella tradizionale. Tra il 780-770 in cronologia tradizionale abbiamo un rialzamento della dendrocronologia che ci riporta circa 60 anni indietro.

L'isola Ortigia è la prima colonia siracusana e ci può riportare al 733 a.C. anno in cui fu fondata la città di Siracusa. Il rituale funerario nell'età del ferro è la cremazione inserito in un'urna cineraria con dei codici rigidi creando pure delle manipolazioni delle forme del corpo. Il rituale funerario segna la separazione di un individuo dalla comunità dei vivi e lo introduce attraverso un rito di passaggio nella comunità dei morti. Queste comunità hanno un rapporto familiare. L'archeologo deve identificare gli spazi e le regole che legano i defunti. Le identità crescono in base all'età. Ci sono anche distinzioni di cittadini etruschi e lo notiamo dalla differenza dei riti.

Lezione 02/11/2016

La cultura materiale sono le caratteristiche che determinano la cultura di un popolo. La cultura materiale che riguarda un archeologo proviene dagli immondezzai degli abitati oppure dai santuari dove troviamo le offerte votive, dalle tombe da cui vengono i doni ai defunti di alimenti. Sappiamo dalle fonti che in occasione dei Matralia, festa per la Mater Matuta, le donne che governavano una famiglia in onore della santa cuocevano delle focacce rituali offrendole alla divinità che collega la tomba femminile di Veio della metà dell'VIII secolo dove è stato trovato un testum ovvero il recipiente che serviva per cuocere una focaccia non lievitata.

Il rituale funerario viene studiato sulle sepolture e quindi è l'insieme codificato di regole che caratterizza la comunità dei morti all'interno della necropoli. Ci interessa la definizione delle regole nel corso del tempo, le analisi dello spazio nei confronti della comunità che lo utilizza e la comparazione del rituale funerario a livello territoriale. La tomba a pozzetto ha un incavo dove viene riposta la ceramica e una conca dove si trova il cinerario. Nella tomba di Tarquinia a Selciatello di sopra troviamo un'urna cineraria biconica (costituite da due tronchi di cono contrapposti per le basi) con un elmo come coperchio, l'urna ha una decorazione a pettine e di tipo geometrico a meandri. Nel corredo troviamo una tazza con ansa bifora, fibula e un rasoio semilunato. Possiamo quindi individuare degli indicatori di ruolo come il rasoio e l'elmo che ci aiutano a capire il sesso e l'identità bellica del defunto. L'espressione del corredo funerario ci restituisce una combinazione di corredo formata da urna + coperchio, fibula, rasoio + vaso. Per capire l'evoluzione del rito funerario nella zona di Tarquinia compariamo gli altri corredi funerari con questo.

Lezione 03/11/2016

Dal VII secolo in poi il fornello a campana tipica della Roma campana e laziale per l'ebollizione viene sostituito dal fornello a calotta aperta questo cambiamento non avviene nella cultura latina ma in quella etrusca. Bisogna considerare sempre che il cambiamento culturale che tracciamo nell'evoluzione della cultura materiale è alla base dei processi interpretativi che selezioniamo nello studio di un'area. Probabilmente il fornello a calotta è stato ripreso dalla tradizione greca.

Nella necropoli di S.Giuliano abbiamo un corredo con insieme di oggetti simili al corredo di Poggio Selciatello quello che cambia è lo scarso numero di oggetti personali con una serie di vasellame come una tazza, tazza carenata, scodella, piattelli su basso e alto piede. Questa tomba ci dà indicazioni del rango elevato del defunto. Altri oggetti che possiamo trovare nei corredi sono elmi pileati che sembrano le tegole di una capanna protostorica, vaso biconico.

Lezione 08/11/2016

Tra le forme tipiche della fase I di Veio c'è una nuova forma di cinerario è l'urna a capanna, in ceramica d'impasto composta di solito dal corpo e il tetto che si appoggia sul corpo, generalmente ha una porta davanti movibile che si rifanno alle capanne tipiche dell'età del ferro. Le urne a capanna spesso si trovano con indicazioni di corredo di tipo maschile, sono piuttosto rare e in posizione centrale così che ci fa pensare ad un ruolo particolare di questi defunti. Esternamente all'interno di tombe a pozzetto.

La necropoli delle rose di Tarquinia del primo ferro fu scoperta nel 1947 ed è stata trovata in un'area periferica che doveva essere urbanizzata di queste abbiamo la documentazione planimetrica così si può capire il rapporto dei corredi con lo spazio della necropoli per interpretare il complesso. Ci sono tre tipi di tombe: A, tombe maschili con elmo fittile in terracotta; B, ipotetica tomba maschile con corredo fittile; C, tomba maschile con rasoio di categoria B; D, tomba femminile. In alcune di queste tombe maschili l'elmo è crestato e ricorda il tetto della capanna con tralicci incrociati. Quest'urna a capanne dà un valore importante al defunto e soprattutto trovandosi al centro potrebbe rappresentare uno dei fondatori della necropoli quindi più anziano. Una necropoli può essere di tipo centrifugo oppure avere nuclei di tombe sincroniche distribuite allo stesso modo nello spazio. Il tipo di urna a capanna lo ritroviamo anche a Vetulonia. La capanna potrebbe rappresentare la casa del defunto o la casa della famiglia.

In una necropoli di Veio detta Quattro Fontanili si trova alla periferia nord-orientale del centro di Veio recuperata integralmente scoperta grazie a delle arature profonde che hanno intaccato l'altura dell'abitato di Veio, scavata dalla British school in collaborazione con l'Università di Roma. Sono state trovate tombe a pozzetto e tombe a fossa.

Lezione 09/11/2016

L'archeologia processuale avvicina l'archeologia dalla veste di storia dell'arte ad una veste di un'analisi di ricerca sul campo usando le scienze dure cioè quelle esatte come la fisica.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/06 Etruscologia e antichità italiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher storia92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Etruscologia e antichità italiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Vicari Andrea.
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