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Arte Ialica – I Piceni: storia ed archeologia di età orientalizzante

I Piceni: storia di una popolazione di origini sabelliche

I Piceni sono una popolazione di origine sabellica e, come tale, si riconosce un comune mito di fondazione, ossia il Ves Sacrorum, rito secondo il quale una determinata popolazione consacrasse un intero anno di nascite ad una divinità che giunta alla maggiore età sarebbe dovuto andare in cerca del proprio territorio, spesso guidati da un animale totem. I Piceni vedono il picchio come loro animale sacro e rappresentativo (picus), che gli avrebbe indicato la strada.

Secondo una ipotesi recente di G. Colonna, la migrazione partì dalla Sabina interna, ove presso Tiora Matiena (Amiterno), vi fosse un santuario non archeologicamente noto ove un picchio donava responsi oracolari dalla sommità d'una colonna. La migrazione seguì il percorso naturale dai monti Aquilani, attraverso Monterale e Amatrice, verso Ascoli Piceno, destinata a divenire centro della popolazione, stanziandosi comunque in tutte le Marce, grosso modo zona in cui si stanziarono, arrivando fino a Chienti, Tronto, Vomanno, Pescara e Alfedena.

Nei pressi di Novilara, tra VIII e VI secolo, si stanzia una comunità subculturale alla realtà picena, riconosciuta da G. Colonna, strettamente collegata anche con la realtà umbra, oggetto della sua espansione. Nella zona di Ancona, Colle Cappuccini, vediamo strutture insediative dell'età del bronzo finale, ma con il IX secolo, l'età del ferro, le testimonianze diverranno archeologicamente più consistenti.

Seguendo i percorsi del Potenza e del Chianti troviamo resti di agglomerati urbani che mostrano posizioni particolarmente arroccate, individuabili attraverso le posizioni dei ritrovamenti di alcuni sepolcri. Già dall'VIII secolo insediamenti costieri erano inseriti in una zona di penetrazione verso l'Adriatico dislocato lungo la via dell'ambra, "rotta" commerciale lungo la quale passava il commercio dell'ambra che partiva dall'Europa nord orientale, passava per la Grecia, attraversava la foce del Po fino a Numana, tagliando dall'Adriatico verso l'Illiria.

La posizione favorevole di queste città ci viene testimoniata anche da ricchi corredi funerari a Numana e Felsina. Malgrado questa posizione privilegiata vide anche la formazione di importanti centri insediativi essi resteranno prevalentemente protourbani sino alla colonizzazione romana.

Nel VII secolo, dunque, l'inizio dell'età orientalizzante si riflette soprattutto nell'ambito funerario: i corredi iniziano ad essere sempre più ricchi, cosa che identifica un inizio di stratificazione sociale.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/06 Etruscologia e antichità italiche

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