Cap 1: Il bambino che diventò un uccello Muni
Il bambino che diventò un uccello muni è uno dei 12 miti sugli uccelli dei Kaluli. La storia verte su un fratello e una sorella che vanno a pesca di gamberetti in un fiume. Una volta lì, la sorella pesca un gamberetto, il fratellino più piccolo chiede questo alla sorella, lei dice che non può darglielo perché è per il padre. La stessa cosa succede due volte ancora e la sorella non dà i gamberetti al fratello perché dice che sono per la madre e il fratello più grande. Il bambino finalmente pesca un gamberetto e contento lo stringe nella mano, quando la riapre al posto dell'arto ha un'ala. Così inizia la sua mutazione in uccello muni. Una volta trasformatosi inizia a volare via dicendo che non ha fratelli e che voleva un gamberetto e non gli è stato dato. La sorella lo prega di non andare ma lui va via e lei rimane sola.
Il maschile, il femminile e il rapporto tra ade
Nella società Kaluli i fratelli più grandi, soprattutto le sorelle, devono mettere al primo posto le esigenze dei fratelli più piccoli. Nella storia quindi si crea un'anomalia rispetto al canone societario perché la sorella, prima di pensare al fratellino, pensa alla madre, al padre e addirittura al fratello più grande.
Il cibo, la fame e la reciprocità
Un’altra anomalia si presenta poiché il cibo nella società rappresenta un mezzo di condivisione, nel mito la cosa non si presenta proprio. Il bambino, nonostante abbia fame, non viene sfamato dalla sorella. Il fatto oltre ad essere impensabile per i Kaluli è anche molto patetico.
La tristezza, la perdita e l'abbandono
La situazione di anomalia crea una sensazione di tristezza nel bambino. Quando si trasforma e vola via lascia una sensazione di perdita e abbandono nella sorella. Le situazioni di solitudine sono immaginate dai Kaluli solo nei momenti di maggiore sconforto, poiché essere soli per loro è motivo di depressione.
Gli uccelli
Per i Kaluli la solitudine è morte. Allo stesso tempo per loro gli uccelli sono gli spiriti dei defunti. Quindi il bambino sentendosi ignorato dalla sorella si sente solo, quindi come morto. L’analogia porta quindi il bambino a sentirsi nello stato d’uccello. L’uccello muni tra l’altro è associato alle anime dei bambini defunti.
Il lamento
Quando il bambino diventa uccello muni, prima fa un lamento rapido e isterico poi, uno più melodico e lento. Il lamento nel contesto sociale Kaluli rispecchia questa variazione. I Kaluli reagiscono così in caso di perdita e abbandono. Il lamento maschile e femminile sono molto diversi tra loro: mentre nel primo caso ci sono picchi di emotività che sale e scema velocemente, nel secondo caso si tratta di un lamento isterico passando poi via via a quello più lungo e melodico.
Poetica
La poetica è integrata alla canzone e non esiste separata da essa. Il linguaggio usato è quello quotidiano, anche se ci sono parole tipo ADELOMA che sono atipiche. Anche se linguisticamente è corretto, non è mai usato nel linguaggio quotidiano. Ade = fratelli, Loma = senza. Il linguaggio poetico è associato al linguaggio degli uccelli.
Canzone
Nel Bosavi esistono 6 tipi di canzone, ma i Kaluli ne hanno inventata solo una: Gisalo. È un tipo di canzone che viene recitata solamente nelle sedute medianiche e solamente in spazi chiusi e al buio. Le cerimonie con queste canzoni hanno come scopo quello di far piangere gli spettatori. Per fare ciò si fa un uso pieno e drammatico di tutte le risorse poetiche possibili.
Cap 2: Per te sono uccelli, per me sono voci nella foresta
Steven Feld, quando arrivò nel Bosavi, capì subito l’importanza che avevano gli uccelli nel mondo Kaluli. Proprio per questo voleva capire bene come fossero concettualizzati nelle menti delle popolazioni locali. Dopo diverse domande che aveva posto a un Kaluli, Jubi, questo gli rispose: “Per te sono uccelli, per me sono voci nella foresta”. Questa risposta è stata illuminante per Feld perché ha capito che lui imponeva la sua cultura alla visione degli uccelli. Per capire bene avrebbe dovuto passare il suo tempo libero con i Kaluli nella foresta.
La logica generale di classificazione si basa sulle somiglianze di becchi e piedi. Il gruppo è quello degli uccelli che si dividono in terricoli e arboricoli. La ramificazione seguente suddivide in 2 famiglie il primo gruppo e in 5 il secondo. Queste si suddividono a loro volta in altre piccole famiglie che prendono il nome dall’esemplare più grande che vi appartiene.
Stagioni, tempo e spazio
Anche le stagioni sono scandite dagli uccelli. L’arrivo del Gruccione Coda Azzurra per esempio sancisce l’inizio della stagione Ten (da Aprile a Settembre). Gli uccelli scandiscono la loro vita, si svegliano quando gli uccelli cantano e dormono quando gli uccelli dormono.
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