• la trasmissione del sapere è basata prevalentemente
sul tipo empirica;
L’etnomusicologia • i prodotti musicali sono sempre sottomessi alla
Non pochi hanno dell’etnomusicologia un’idea parziale e pratica;
riduttiva. Anche perché, trattandosi di una disciplina • ogni esecuzione musicale non si configura mai come
relativamente recente e per questo ancora soggetta a esatta riproduzione di un modello preesistente, ma
continue trasformazioni, spesso ci si riferisce a concezioni e sempre come condotta creativa.
a pratiche di ricerca ormai superate da tempo. Dall’etimo In questo senso, l’etnomusicologia studia le forme e i
composito etno-musico-logia si possono trarre due diverse comportamenti musicali di tradizione orale.
interpretazioni: Entrambe le definizioni non ci dicono come, ma soltanto
cosa l’etnomusicologia tradizionalmente studia.
1. Musicologia etnica (dei diversi popoli);
2. Etnologia della musica. Etnomusicologia e musicologia: le ragioni di
un autonomia di campo
L’una privilegia la specificità musicale – ovvero le forme, le Oggetto privilegiato dell’etnomusicologia sono tutte le
tecniche, le tecnologie e i prodotti dell’attività musicale – e musiche al di fuori della tradizione colta europea di cui la
adotta competenze e strumenti di descrizione e analisi musicologia occidentale non si occupa. Una doppia
prettamente musicologici; l’altra che invece pone al centro opposizione – oralità/ scrittura e euro colto / folklorico etnico
dell’attenzione tutte le manifestazioni del comportamento – delimita tradizionalmente, le soglie fra etnomusicologia e
musicale, adottando perciò un punto di vista antropologico e musicologia.
strumenti di indagine propri dell’etnografia e dell’a La “rivoluzione antropologica” che ha caratterizzato l’ultimo
demologia. Pertanto, l’etnomusicologia studia le forme e i secolo, ha permesso di constatare che oggi è possibile
comportamenti musicali della società e culture d’interesse ritenere che la musica costituisca un “universale” del
etologico. comportamento umano, come il linguaggio o lì
Quali sono queste società e culture? Una caratteristica organizzazione sociale.
comune a tutte queste società e culture è di basare La ricerca etnomusicale ha sempre considerato il prefisso
prevalentemente la trasmissione del proprio sapere, e del etno- nel suo senso più generale, ritenendo tutti i possibili
proprio saper-fare, sull’oralità piuttosto che sulla scrittura. strata musicali come manifestazioni equivalenti, e di pari
Ma al di là delle diverse soglie rilevabili fra oralità e scrittura, dignità, di un unica esigenza umana di esprimersi
in tutte queste società e culture la memoria, individuale e creativamente mediante i suoni. Ciò che diversifica, nei
collettiva, ha un ruolo preponderante nei processi di quattro angoli del mondo, i vari piani e livelli di
creazione e trasmissione, per cui:
organizzazione sonora musicale sono naturalmente le È questa esigenza di identificare “leggi ”generali che
condizioni storiche, economiche e socio – culturali. divarica i metodi e i modelli di analisi dell’etnomusicologia
A proposito del crescente interesse dell’etnomusicologia per da quelli delle discipline storiche, accomunandoli a quelli
i generi della cosiddetta popular music dimostra che essa dell’antropologia culturale.
può anche affrontare questioni interne al mondo musicale Anche l’intuizione e la speculazione hanno un loro peso
occidentale, a patto di non esprimere giudizi di valore, come innegabile nel determinare le scelte e gli esiti di una ricerca
la musicologia è porta a fare. che ponga al centro dell’attenzione i comportamenti umani.
Per altri versi, la convenzionale divisione di ruoli fra Ciò che soprattutto accomuna l’etnomusicologia alle
etnomusicologa e musicologia non è che il prodotto delle discipline antropologiche sono le fasi e le procedure di
particolari condizioni storiche in cui le due discipline si sono raccolta, elaborazione e generalizzazione dei dati. Va da sé
parallelamente sviluppate. In effetti, la prima può essere che l’oggetto stesso dell’indagine conferiscono
definita come “studio delle forme e dei comportamenti all’etnomusicologia una fisionomia autonoma. È pertanto che
musicali di tradizione orale”. L’etnomusicologia si è andata saranno prese in esame le modalità dello studio
invece configurando sempre più come “studio della musica etnomusicologo:
in quanto aspetto universale del comportamento umano”, a) i settori d’indagine;
b) le fasi, le tecniche e i metodi di lavoro;
musica in quanto forma espressiva. c) i prodotti della ricerca.
Non va dimenticato, a questo proposito, che etnologia, Questi tre piani si sono proporzionalmente sviluppati con l
musicologia ed etnomusicologia sono concretizzazioni progredire della etnomusicologia.
diverse di u unico modello di pensiero, di scienza e di
cultura: quello occidentale. I settori d’indagine
La vocazione comparativa resta tutt’oggi un tratto L’etnomusicologo nella raccolta dei dati “sul campo” può
fondamentale della ricerca etnomusicologica; quel che è porsi l’obiettivo di esaminare sistematicamente tutti gli
progressivamente cambiato sono i termini del confronto; è aspetti, al fine di identificare i tratti peculiari di una singola
forse proprio questa la ragione che rende difficile cogliere il cultura. Si configura pertanto, anche in etnomusicologia, la
senso più profondo dell’etnomusicologia. possibilità di uno studio settoriale.
Fra i settori privilegiati, si possono considerare:
Etnomusicologia e antropologia: le ragioni di
una convergenza di metodi 1. lo studio dei repertori musicali e dei loro tratti
L’antropologia permetterà ora di definire il come e il cosa distintivi;
2. lo studio delle modalità di esecuzione vocale degli
essa affronta, lo studio dei fenomeni musicali in una strumenti musicali che, in ambiti di tradizione orale,
prospettiva trans culturale, disciplina che si occupa del
comportamento umano e dei suoi prodotti.
costituiscono spesso l’unica tracci materiale della etnomusicologa non ha mai cessato di assolvere. Il primo è
musica; quello di documentare la produzione musicale di vari popoli,
3. lo studio, nei repertori cantati, dei testi verbali, in completando e rendendo disponibile una sorta di “atlante”
generale, la questione dei rapporti fra linguaggio e delle diverse culture musicali. Il secondo è quello di
musica; realizzare questa opera di documentazione prima che buona
4. lo studio del complesso dei tratti stilistici, che parte di tali forme e comportamenti musicali scompaiano. Il
permettono di identificare un intero sistema musicale problema non va sottovalutato, in quanto è ormai evidente
o parti di esso; che nelle attuali dinamiche di cambiamento buona parte
5. lo studio delle occasioni di “fare musica”nella vita delle musiche tradizionali non scompare, ma si trasforma.
sociale: attività e valori della cultura; Tali processi posso costituire oggetto di studio etnomusicale.
6. lo studio del ruolo sociale, delle pratiche di
apprendimento: musicisti, intesi come specialisti, e I prodotti della ricerca
pertanto come interlocutori privilegiati; I brani musicali registrati sul campo, accompagnati dalle
7. lo studio delle idee e dei concetti relativi alla musica e relative schede, costituiscono già una prima fase
ad aspetti specifici (tecnici, teorici, estetici ecc.) della documentaria. La successiva elaborazione, può avere come
produzione. esiti una serie di pubblicazioni destinate alla comunità
scientifica e/o a un pubblico più vasto.
Per quanto un ricercatore possa essere soprattutto Tali studi possono essere presentati sottoforma di testi scritti
interessato a uno o alcuni soltanto dei settori elencati, è o servirsi del medium di un supporto sonoro, ma sono
evidente che, nella fase dell’indagine sarà portato a possibili anche soluzioni del tipo libro + disco, libro +
raccogliere dati anche sugli altri aspetti per un motivo musicassetta, così come esistono edizioni e riviste
deontologico, essendo tenuto a documentare nel modo più specializzate di etnomusicologia. Negli ultimi anni si è inoltre
completo possibile le culture musicali che studia. intensificata una produzione documentaria audiovisiva. Così
anche in etnomusicologia si è delineata una specifica
Le fasi, le tecniche e i metodi di lavoro “antropologia visiva” della musica, che ha i suoi cultori e i
Lo studio etnomusicologico implica essenzialmente tre fasi: suoi specialisti. Fra questi vi era Diego Carpitella, il quale
a) la ricerca sul campo; riteneva determinante, per l’interpretazione dei fenomeni
b) l’elaborazione dei dati raccolti sul campo, che implica musicali, l’indice visuale.
di solito un attività di studio nella quale i reperti
vengono schedati, trascritti e analizzati;
c) la valutazione in chiave comparativa dei dati risultanti.
Sebbene il fine ultimo sia la comprensione della musica, vi
sono alcuni compiti più immediati che la ricerca Esperienza che ho spesso proposto nelle prime lezioni del
Gli universalia e la trasformazione del corso di etnomusicologia è quella di far ascoltare tre brani
concetto occidentale di musica estremamente diversi tra loro, per chiedere poi agli studenti
Il rilevamento della diversità è alla base dell’intera quali dei tre potessero essere considerati degli esempi
esperienza etnomusicologica e che, l’osservazione e il musicali e quale brano risultasse loro maggiormente
confronto procedettero soprattutto per differenze, per cui il assimilabile alla concezione musicale della nostra cultura.
problema era quello di individuare le costanti. La cosiddetta 1)“Gioco vocale” degli Inuit del Canada, generalmente
“questione degli universalia” fu al centro delle eseguito da due donne che, poste una di fronte all’altra,
preoccupazioni dei primi ricercatori, giacché era su di esse eseguono alcune formule melodico – ritmiche costituite da
che dovevano affinare l’osservazione e concentrare gli sforzi una particolarissima miscela di suoni sonori – sordi e espirati
di interpretazione. Pertanto, la ricerca delle differenze si – inspirati, fino a quando una delle due sbaglia, resta senza
basò sull’implicito che dovessero essere considerati musicali fiato o ride, perendo cosi la sfida;
tutti quei fenomeni che rivelavano essenziali analogie 2) “Invito alla preghiera” di un Muezzin di Damasco,
formali con la musica occidentale. M tale procedimento era un’esecuzione vocale piena di fioriture e melismi, una
destinato a scontrarsi con la realtà delle cose. tradizione classica araba.
3) “Finale” di Continuo di Bruno Maderna, una composizione
L’inganno delle forme per suoni elettronici.
Se infatti, per simulare si confrontasse il secondo preludio de Quasi nessuno riconosce Maderna e tantomeno identifica il
Il Clavicembalo ben temperato di Bach con un brano per suo brano come musicale. Il gioco vocale eschimese suscita
arco musicale della tradizione centro – africana, potremmo molte domande sull’identificazione delle voci. Quasi tutti
rivelare la stessa realizzazione metrico – ritmica e anche un concordano invece nel riconoscere la musicalità dell’appello
analoga combinatoria di accenti dinamici e melodici. Ma i del muezzin che è in realtà è il brano non musicale della
due brani sono molto diversi. Le melodie a intervallo unico serie.
(africana), ricorrono nella musica di numerose società, In molti casi la forma non è di per se sufficiente a garantire
soprattutto a struttura semplice. Diego Carpitella ha messo la musicalità di un evento sonoro.
in evidenza come l’alternanza di un intervallo in terza
mobile, ricorra anche i particolari dialoghi degli indios Dalla musica alle musiche
Yanoàma e l’ambitus melodico è realizzato come “scala La musica viene utilizzata:
continua”, per cui gli intervalli sono solo ”punti di
riferimento, mobili,di un’alea di suoni”. - per designare un ambito di attività e comportamenti.
Diventa dunque legittimo chiedersi in che misura le due - Per definire i prodotti di tale attività
- Per differenziare l’esecuzione strumentale da quella
strutture sonore possano partecipare di un’unica definizione vocale
di musica.
- Per distinguere la teoria e la notazione scritta dalle Le tappe di evoluzione del progetto
diverse pratiche vocali e strumentali etnomusicologico.
- In senso metaforico per alcune prerogative attribuite La storia di oltre cent’anni di studi etnomusicologici può
all’espressione musicale : sonore, temporali ed essere letta come la cronaca del passaggio da una
estetiche. definizione a priori a una nuova griglia in grado di spiegare
posteriori le profonde alterità musicali delle varie culture.
Può capitare di trovarsi di fronte a definizioni varie ma la
prima di Jean Jacque Rousseau è veritiera << musica è l’arte Il periodo iniziale, i primi quattro decenni del secolo, fu
di combinare suoni in modo gradevole all’orecchio >>. Le caratterizzato dal tentativo di individuare delle costanti e fasi
definizioni dei dizionari ci ricoducoo all’inizio del Medioevo evolutive universali della musica. L’ipotesi era che i
quando la musica assunse la fisionomia di un’autonoma fenomeni musicali si fossero sviluppati da forme più
scienza dei suoni. La trattatistica medievale operò la elementari a forme complesse. Non poteva che avere al suo
distinzione tra musici, i veri artisti, e cantori, gli esecutori apice la produzione musicale più progredita, cioè quella
materiali. Nella nostra cultura la musica è comune ad ogni occidentale. Si trattava perciò di datare la nascita di forme,
individuo e gruppo sociale, come in tutte le culture strumenti e usi musicali.
d’altronde, era pertanto inevitabile che l’impatto con le
culture extraoccidentali mettesse in crisi anche il concetto A partire dagli anni 40/50 si verificò un fiorire di ricerche sul
occidentale di musica. campo e studi sistematici sulle diverse culture musicali.
Questa seconda fase fu influenzata dai funzionalismi
Le osservazioni di Alexander John Ellis sulle scale delle varie antropologici. È questo il periodo della etnomusicologia
nazioni diedero vita a quel censimento delle differenze propriamente detta, contraddistinto da un accantonamento
divenuto poi il terreno di pertinenza dell’etnomusicologia. del problema degli universalia e da una ricchissima
Nella constatazione di Ellis esistono scale molto diversificate, produzione documentaria.
artificiali e soggette a variazioni. A partire dagli anni 60, verranno di nuovo affrontate le
Più tardi , in conseguenza dell’ingresso dell’etnomusicologia questioni nomo tetiche. Torna dunque alla ribalta il
in ambiti istituzionali e accademici, la coscienza delle alterità problema degli universalia in musica, sulla scorta dei dati
musicali comincia a diffondersi livello di senso comune e empirici forniti dalle ricerche sul campo. Quest’ultima fase,
non a caso, si assiste a rapide e significative mutazioni. ancora attuale, è inoltre caratterizzata dal tentativo ormai
dichiarato di dare fondamento unitario allo studio della
musica in quanto specifico comportamento umano. Anche la
storia dell’etnomusicologia ha la sua preistoria , in “Storia
della musica” di padre Martini non viene trattato per
esempio solo il popolo greco e romano ma ci sono anche lento e progressivo declino. Il comparativismo dei primi studi
alcuni capitoli sugli Egizi, sugli Ebrei, su i Caldei e su altri resta ancorato alle forme e agli studi musicali. Il limite
popoli orientali. Possiamo andare ancora indietro includendo maggiore del comparativismo musicale è che considera una
le prime sommarie trascrizioni di canti indigeni e le parziali teoria a priori della musica quindi la comparazione “a
descrizioni di testi musicali della poesia popolare compiute tavolino” prevale nettamente rispetto alla ricerca sul campo.
dai pionieri dello studio folklorico, testi che Rosseau inserirà Con l’avvento del nazismo e il conseguente abbandono della
nel suo “Dictionnaire de musique ” . in quest’epoca si Germania da parte di molti ricercatori la scuola berlinese
collocano i primi studi consacrati a musiche non europee e prende tre diverse diramazioni:
alcuni parziali recuperi ad esempio “Historie generale de la
musique” di Fétis dove viene espressa la convinzione, per - In Germania ed in Austria gli studiosi che accettarono
quei tempi straordinaria, che la storia della musica debba di convivere con l’ideologia hitleriana (Schneider) e
estendersi all’intera umanità. Nel 1884 può considerarsi la negli Stati Uniti D’America con Kolinski e Sachs.
nascita dell’etnomusicologia a passo con gli studi di Ellis che - Una filiazione americana che darà vita
affermavano l’esistenza di altre scale. all’etnomusicologia propriamente detta
- Una filiazione europea nella quale il comparativismo
La musicologia comparata delle origini comincia ad essere ridimensionato. In
Particolarmente importante per i futuri sviluppi questo filone europeo si colloca anche
dell’etnomusicologia si rivelerà il Phonogramm- Archiv l’etnomusicologia italiana .
dell’università di Berlino. “La Scuola di Berlino” fu infatti il Gli sviluppi europei hanno un grande aiuto da due studiosi la
primo centro operativo di studi etnomusicali. Significativo è il cui opera è situata in una prospettiva comparativa e
fatto che essa nasce all’interno di un Istituto di psicologia. storico-evoluzionista, ma con caratteri autonomi :
Questo nuovo campo di studi, denominata “etnomusicologia Schaeffner, capostipite dell’etnomusicologia francese, e
comparata”, u
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