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Esperienza che ho spesso proposto nelle prime lezioni del

Gli universalia e la trasformazione del corso di etnomusicologia è quella di far ascoltare tre brani

concetto occidentale di musica estremamente diversi tra loro, per chiedere poi agli studenti

Il rilevamento della diversità è alla base dell’intera quali dei tre potessero essere considerati degli esempi

esperienza etnomusicologica e che, l’osservazione e il musicali e quale brano risultasse loro maggiormente

confronto procedettero soprattutto per differenze, per cui il assimilabile alla concezione musicale della nostra cultura.

problema era quello di individuare le costanti. La cosiddetta 1)“Gioco vocale” degli Inuit del Canada, generalmente

“questione degli universalia” fu al centro delle eseguito da due donne che, poste una di fronte all’altra,

preoccupazioni dei primi ricercatori, giacché era su di esse eseguono alcune formule melodico – ritmiche costituite da

che dovevano affinare l’osservazione e concentrare gli sforzi una particolarissima miscela di suoni sonori – sordi e espirati

di interpretazione. Pertanto, la ricerca delle differenze si – inspirati, fino a quando una delle due sbaglia, resta senza

basò sull’implicito che dovessero essere considerati musicali fiato o ride, perendo cosi la sfida;

tutti quei fenomeni che rivelavano essenziali analogie 2) “Invito alla preghiera” di un Muezzin di Damasco,

formali con la musica occidentale. M tale procedimento era un’esecuzione vocale piena di fioriture e melismi, una

destinato a scontrarsi con la realtà delle cose. tradizione classica araba.

3) “Finale” di Continuo di Bruno Maderna, una composizione

L’inganno delle forme per suoni elettronici.

Se infatti, per simulare si confrontasse il secondo preludio de Quasi nessuno riconosce Maderna e tantomeno identifica il

Il Clavicembalo ben temperato di Bach con un brano per suo brano come musicale. Il gioco vocale eschimese suscita

arco musicale della tradizione centro – africana, potremmo molte domande sull’identificazione delle voci. Quasi tutti

rivelare la stessa realizzazione metrico – ritmica e anche un concordano invece nel riconoscere la musicalità dell’appello

analoga combinatoria di accenti dinamici e melodici. Ma i del muezzin che è in realtà è il brano non musicale della

due brani sono molto diversi. Le melodie a intervallo unico serie.

(africana), ricorrono nella musica di numerose società, In molti casi la forma non è di per se sufficiente a garantire

soprattutto a struttura semplice. Diego Carpitella ha messo la musicalità di un evento sonoro.

in evidenza come l’alternanza di un intervallo in terza

mobile, ricorra anche i particolari dialoghi degli indios Dalla musica alle musiche

Yanoàma e l’ambitus melodico è realizzato come “scala La musica viene utilizzata:

continua”, per cui gli intervalli sono solo ”punti di

riferimento, mobili,di un’alea di suoni”. - per designare un ambito di attività e comportamenti.

Diventa dunque legittimo chiedersi in che misura le due - Per definire i prodotti di tale attività

- Per differenziare l’esecuzione strumentale da quella

strutture sonore possano partecipare di un’unica definizione vocale

di musica.

- Per distinguere la teoria e la notazione scritta dalle Le tappe di evoluzione del progetto

diverse pratiche vocali e strumentali etnomusicologico.

- In senso metaforico per alcune prerogative attribuite La storia di oltre cent’anni di studi etnomusicologici può

all’espressione musicale : sonore, temporali ed essere letta come la cronaca del passaggio da una

estetiche. definizione a priori a una nuova griglia in grado di spiegare

posteriori le profonde alterità musicali delle varie culture.

Può capitare di trovarsi di fronte a definizioni varie ma la

prima di Jean Jacque Rousseau è veritiera << musica è l’arte Il periodo iniziale, i primi quattro decenni del secolo, fu

di combinare suoni in modo gradevole all’orecchio >>. Le caratterizzato dal tentativo di individuare delle costanti e fasi

definizioni dei dizionari ci ricoducoo all’inizio del Medioevo evolutive universali della musica. L’ipotesi era che i

quando la musica assunse la fisionomia di un’autonoma fenomeni musicali si fossero sviluppati da forme più

scienza dei suoni. La trattatistica medievale operò la elementari a forme complesse. Non poteva che avere al suo

distinzione tra musici, i veri artisti, e cantori, gli esecutori apice la produzione musicale più progredita, cioè quella

materiali. Nella nostra cultura la musica è comune ad ogni occidentale. Si trattava perciò di datare la nascita di forme,

individuo e gruppo sociale, come in tutte le culture strumenti e usi musicali.

d’altronde, era pertanto inevitabile che l’impatto con le

culture extraoccidentali mettesse in crisi anche il concetto A partire dagli anni 40/50 si verificò un fiorire di ricerche sul

occidentale di musica. campo e studi sistematici sulle diverse culture musicali.

Questa seconda fase fu influenzata dai funzionalismi

Le osservazioni di Alexander John Ellis sulle scale delle varie antropologici. È questo il periodo della etnomusicologia

nazioni diedero vita a quel censimento delle differenze propriamente detta, contraddistinto da un accantonamento

divenuto poi il terreno di pertinenza dell’etnomusicologia. del problema degli universalia e da una ricchissima

Nella constatazione di Ellis esistono scale molto diversificate, produzione documentaria.

artificiali e soggette a variazioni. A partire dagli anni 60, verranno di nuovo affrontate le

Più tardi , in conseguenza dell’ingresso dell’etnomusicologia questioni nomo tetiche. Torna dunque alla ribalta il

in ambiti istituzionali e accademici, la coscienza delle alterità problema degli universalia in musica, sulla scorta dei dati

musicali comincia a diffondersi livello di senso comune e empirici forniti dalle ricerche sul campo. Quest’ultima fase,

non a caso, si assiste a rapide e significative mutazioni. ancora attuale, è inoltre caratterizzata dal tentativo ormai

dichiarato di dare fondamento unitario allo studio della

musica in quanto specifico comportamento umano. Anche la

storia dell’etnomusicologia ha la sua preistoria , in “Storia

della musica” di padre Martini non viene trattato per

esempio solo il popolo greco e romano ma ci sono anche lento e progressivo declino. Il comparativismo dei primi studi

alcuni capitoli sugli Egizi, sugli Ebrei, su i Caldei e su altri resta ancorato alle forme e agli studi musicali. Il limite

popoli orientali. Possiamo andare ancora indietro includendo maggiore del comparativismo musicale è che considera una

le prime sommarie trascrizioni di canti indigeni e le parziali teoria a priori della musica quindi la comparazione “a

descrizioni di testi musicali della poesia popolare compiute tavolino” prevale nettamente rispetto alla ricerca sul campo.

dai pionieri dello studio folklorico, testi che Rosseau inserirà Con l’avvento del nazismo e il conseguente abbandono della

nel suo “Dictionnaire de musique ” . in quest’epoca si Germania da parte di molti ricercatori la scuola berlinese

collocano i primi studi consacrati a musiche non europee e prende tre diverse diramazioni:

alcuni parziali recuperi ad esempio “Historie generale de la

musique” di Fétis dove viene espressa la convinzione, per - In Germania ed in Austria gli studiosi che accettarono

quei tempi straordinaria, che la storia della musica debba di convivere con l’ideologia hitleriana (Schneider) e

estendersi all’intera umanità. Nel 1884 può considerarsi la negli Stati Uniti D’America con Kolinski e Sachs.

nascita dell’etnomusicologia a passo con gli studi di Ellis che - Una filiazione americana che darà vita

affermavano l’esistenza di altre scale. all’etnomusicologia propriamente detta

- Una filiazione europea nella quale il comparativismo

La musicologia comparata delle origini comincia ad essere ridimensionato. In

Particolarmente importante per i futuri sviluppi questo filone europeo si colloca anche

dell’etnomusicologia si rivelerà il Phonogramm- Archiv l’etnomusicologia italiana .

dell’università di Berlino. “La Scuola di Berlino” fu infatti il Gli sviluppi europei hanno un grande aiuto da due studiosi la

primo centro operativo di studi etnomusicali. Significativo è il cui opera è situata in una prospettiva comparativa e

fatto che essa nasce all’interno di un Istituto di psicologia. storico-evoluzionista, ma con caratteri autonomi :

Questo nuovo campo di studi, denominata “etnomusicologia Schaeffner, capostipite dell’etnomusicologia francese, e

comparata”, un fondamentale apporto viene da un Bartok. Schaeffner riprende criticamente le tesi e la

musicologo Curt Sachs che mette a punto la prima classificazione di Sachs contrapponendo a un’origine

sistematica ed universale classificazione degli strumenti linguistica della musica un’immagine cinesica e proponendo

musicali e ricercherà una teoria e una storia dell’evoluzione una filogenesi fondata sull’evoluzione degli apparati

musicale. risonatori e sui materiali. Per Shaeffner gli strumenti

I contributi apportati alla disciplina dai continuatori della musicali sono innanzitutto dei segni che rinviano al sistema

scuola di Berlino riguardano la proposta di nuovi metodi di di pensiero, alle credenze e alle tecnologie dello specifico

approccio, descrizione ed analisi. Il nome di musicologia contesto culturale. Egli rivela una perfetta consonanza con la

comparata permane fino agli anni 50 anche se le teorie e i Scuola sociologica Francese, per cui nessun fenomeno può

metodi originari della Scuola di Berlino sono destinati ad un essere compreso se non viene ricollocato nel suo spazio

sociale che dona loro un senso. Schaeffner introduce lo È soprattutto negli Stati Uniti che, dagli anni 30, la disciplina

studio dei fatti musicali in una dimensione antropologica. ha il suo più notevole incremento e consolidamento.

Fondamentale per un etnomusicologia sul campo sono gli

Bartòk giunge ad una critica dell’impostazione originaria studiosi Franz Boas e Alfred Kroeber, essi privilegiano un

della scuola di Berlino. Bartok è un’instancabile raccoglitore metodo di ricerca induttivo, inferendo teorie e leggi

e trascrittore di musica popolare, secondo una tradizione di esclusivamente dai dati raccolti sul campo.

attenzione per il folklore musicale che in Europa dell’Est

vedeva impegnati i compositori, alla ricerca di un’identità Boas influenza Herzog , il suo apporto teorico e critico è

musicale nazionale. Per Bartòk è essenziale la distinzione notevole, per i nessi da lui rilevati tra certi tratti fonetici e

tra musica popolare (contadina) e popolaresca (urbana), il configurazioni musicali, fra analisi linguistica e musicale.

maggior contributo teorico di Bartòk è forse nell’aver Questione prima ripresa da due suoi illustri allievi e in

sostenuto l’inscindibilità fra ricerca sul campo e analisi a seguito sviluppati da una serie di ricercatori americani ed

tavolino, anteponendo la descrizione alla comparazione. europei.

Gli orizzonti descritti da Bartòk vengono ampliati da Brailoiu, Già negli anni 20 Frances Densmore si era dedicata

a lui si devono il concetto di “sistema” applicato all’identificazione e all’analisi di specifiche aree

all’organizzazione musicale, le prime indicazioni per lo studio culturali-musicali, pubblicando studi in cui le informazioni

delle varianti e della variazione, il principio di classificare i etnografiche si fondevano con comparazioni sistematiche

canti secondo i generi riconosciuti all’interno dello specifico delle varianti musicali e ponendo questioni del genere : cosa

contesto culturale, le prime monografie d’etnografia in quella specifica musica è propria ad una tribù? Cosa la

musicale su una regione limitata. assimila un genere particolare?

A David McAllester si deve l’introduzione di un tipo di

L’etnomusicologia propriamente detta e monografia divenuto poi un modello per molti ricercatori: la

l’abbandono delle generalizzazioni. prima parte contiene i dati etnografici , la seconda le

Le esperienze di Bartok e di Brailoiu sono indicative per un trascrizioni e le analisi musicologiche.

progressivo passaggio dalle generalizzazioni alle descrizioni.

Questa tendenza caratterizza la fase che, per comodità, può Come sostiene Mantle Hood , molte culture musicali devono

essere definita dell’etnomusicologia propriamente detta. Il essere studiate sistematicamente prima di una prospettiva

termine “ethno-musicology”, apparso per la prima volta in realmente universale.

un opuscolo di Kunst e viene ufficialmente adottato nel 1955

con la costituzione , negli Stati Uniti, della Society for

Ethnomusicology . due piani distinti, quello dell’espressione e quello del

Sistemi e culture musicali contenuto. Ognuno di questi piani rinvia ad un sistema

Si affermano con decisione, due nozioni che saranno alla strutturato ma nessuno di essi ha un suo valore autonomo

base degli sviluppi successivi della disciplina : quelle di dell’esercizio del linguaggio. Tali piani devono essere indotti

SISTEMA MUSICALE e di CULTURA MUSICALE. da essa con un processo di astrazione. Richiedono

Il SISTEMA MUSICALE riguarda le regole e le relazioni che l’identificazione dei modelli, che rendano manifesta

connotano un determinato linguaggio musicale. Si potrà così l’organizzazione strutturale della lingua parlata da una

parlare di sistema pentatonico o di sistema ritmico infantile. determinata comunità.

La nozione di CULTURA MUSICALE rinvia invece alle relazioni, Tornando alla langue musicale, si può dunque immaginare un

alle funzioni e ai tratti che permettono di riconoscere un sistema musicale come un insieme di sistemi interrelati in

determinato sistema musicale come proprio di una cui è possibile distinguere vari livelli: da quello minimale dei

determinata cultura. È chiamata in causa la relazione fra suoni pertinenti, alle diverse organizzazioni dei suoni in unità

espressione individuale e collettiva all’interno di una data formali, alle modalità di esecuzione, ai repertori, ai generi,

comunità, che trova la sua prima formulazione e una chiave all’occorrenza dei diversi prodotti musicali per specifiche

interpretativa moderna nella linguistica, e in particolare funzioni e occasioni. L’identificazione di un sistema musicale

nell’opposizione fra lingua e parole. è un’operazione altrettanto complessa di quella che occorre

È il caso di ricordare come la dicotomia lingua/parole per individuare la struttura di una lingua.

(Langue/Parole) avesse avuto già nel 1929, una prima L’antropologia della musica e l’opposizione

apparizione in ambito etno-folklorico a opera di due insigni

linguisti funzionalisti del circolo di Praga, i quali definirono in etico-emico

questo modo le relazioni fra creazione collettiva e individuale Si fa strada a partire dagli anni 60, una nuova concezione e

in ambiti di tradizione orale definizione del campo di studi: quella di “Antropologia della

musica” --> Espansione dell’ambito disciplinare da livelli

Attraverso le categorie di “creazione collettiva”, “variazione descrittivo-storici a sempre più globali livelli analitico-

individuale” e “censura preventiva” i linguisti praghesi sistematici. L’antropologia della musica è legata all’opera

danno un’idea estremamente precisa dei meccanismi di dell’americano Merriam, “The Antropolgy of music”, secondo

produzione dei fatti folklorici. Un sistema linguistico non è il quale l’etnomusicologia può essere definita “lo studio della

una pura sommatoria di eventi, anzi è essenzialmente musica e della cultura”. Tale definizione contiene un’implicita

qualcosa d’altro: un insieme strutturato i cui elementi non critica alle tradizionali concezioni che ponevano l’accento sul

hanno valore indipendentemente dalle relazioni che li dove piuttosto che sul come e sul perché, e ripropone in

tengono assieme. Così nella lingua si può distinguere fra vari termini completamente nuovi la questione degli Universalia.

livelli di unità costituenti, che esercitano la loro funzione su Il punto di vista di Merriam: la musica è un universale come

comportamento umano ma non come lingua. Le sue forme e rilevano come questi tipi di analisi siano applicabili

funzioni variano con i sistemi sociali e culturali, così come i concretamente solo a repertori di piccola entità. Ma la

concetti ad essa associati. È fondamentale per Merriam la maggiore critica degli antropologi della musica agli

conoscenza delle categorie di pensiero e delle valutazioni dei etnomusicologi formalisti riguarda il fatto che questi ultimi

diretti produttori della musica, senza cui l’analisi stessa perdono completamente di vista i moventi dell’espressione

viene invalidata. musicale, ovvero la dinamica sociale e culturale in cui la

musica si iscrive e di cui non è che una delle procedure di

Comincia a muoversi una serie di ricercatori fra cui l’europeo formalizzazione e di relazione.

Hugo Zemp, l’americano Paul Berliner e il britannico John

Blacking. Quest’ultimo , oltre a infrangere le barriere Per certi versi la contrapposizione tra approccio formalista e

artificiose fra musica scritta europea e musiche etniche di antropologico corrisponde all’opposizione tra punto di vista

tradizione orale, sostiene la priorità dell’analisi ETICO e punto di vista EMICO. Tale distinzione trae origine

comportamentale su quella formale ai fini di una dalla dicotomia tra fonetica e fonologia ed è stata

comprensione della musica. Si potrebbe ritenere che la generalizzata dal linguista Pike, per cui tale studio può

componente antropologica abbia finito con l’avere il essere affrontato con un approccio etico se i fenomeni sono

sopravvento su quella musicologica prevalente alle origini. analizzati da un punto di vista fisico ed esterno, oppure con

Va invece rilevato come anche l’analisi musicologica abbia un approccio emico se il ricercatore si situa all’interno della

registrato, specialmente nel corso degli ultimi decenni, cultura osservata e tenta di ricostruire un sistema astratto in

importanti progressi. La tendenza linguistico-semiologica cui siano considerati solo i fatti pertinenti a quella cultura.

continua infatti, i suoi studi e in anni recenti sono apparse Negli anni Ottanta diversi antropologi della musica si sono

accurate analisi distribuzionali e generative riguardanti schierati, a volte in modo radicale, per l’approccio emico, col

specifici generi e forme musicali. proposito di individuare, nelle culture da loro studiate, le

L’approccio musicologico si basa sul presupposto che sia specifiche etnoteorie della musica. Nell’ultimo decennio, il

possibile svelare le regole di un determinato sistema confronto fra antropologi della musica ed etnomusicologi

musicale limitando l’analisi ai soli materiali sonori. Un formalisti ha conosciuto cos’ anche momenti fortemente

qualsiasi corpus musicale è costituito necessariamente di un conflittuali di dibattito.

numero finito di tratti e deve essere possibile, dall’analisi del In realtà in quest’ultimo periodo tendono tutti verso una

corpus, risalire ai codici e ai paradigmi che ne regolano ricerca costante di metodi più rigorosi e scientifici, verso il

l’organizzazione interna. fine unitario di individuare le relazioni fra “campo dei suoni”

I risultati di tali studi sono molto spesso puntuali e musicali e sistemi di pensiero. È chiaro a tutti oramai che

convincenti , ma i sostenitori della corrente antropologica l’etnomusicologia è concepita come uno studio

interdisciplinare nel quale possono essere utilmente applicati 2) I problemi di metodo posti dalla trasformazione

approcci derivanti da molte discipline. È proprio questa dell’oggetto etnomusicologico e della necessità di

interdisciplinarietà a sollevare non pochi problemi. nuovi strumenti teorici, costituiscono il secondo

importante segnale. La recente ricerca etnomusicale

La trasformazione dell’oggetto in studio si è trovata infatti nella necessità di affidare alcuni dei

In realtà le questioni in campo ai fini di un aggiornamento suoi tradizionali obbiettivi ad altri ambiti disciplinari.

del modello etnomusicologico sono attualmente molte e Ad esempio degli UNIVERSALIA della musica che sono

spinose. Nel suo continuo mutare l’etnomusicologia ha divenuti oggetto di studio della psicologia cognitiva; le

mantenuto alcuni caratteri costanti : la sua vocazione componenti culturali dei diversi sistemi musicali, che

descrittivo-comparativa, la funzione di tracciare una sono divenute una parte significativa

demarcazione fra musica e sistemi. È certo però che alcuni dell’investigazione antropologica ed etnoscientifica. In

segnali indicano che la disciplina si trova ancora una volta di altri termini la disciplina sembra oggi di fronte ad un

fronte all’esigenza di rinnovare il suo statuto scientifico: bivio: o accetta di svolgere un ruolo puramente

etnografico e di essere considerata solo un’area alla

1) Il primo di questi segnali è costituito da una radicale quale altri attingano per le proprie specifiche finalità,

trasformazione del suo tradizionale oggetto di studio. oppure riafferma il suo ruolo nomotetico e si pone in

Non siamo al punto dell’esaurimento di materiale condizione di definire tipologie, tracciare ipotesi

perché gran parte della documentazione raccolta generali e misurare autonomamente i risultati delle

negli ultimi decenni attende ancora una sua compiuta proprie e delle altrui ricerche. Sintomi di questo tipo ci

sistemazione analitica; non lo siamo infine perché, sono già, si ha assistito infatti, alla ripresa di interesse

stanno emergendo nuove identità etnico-musicali, per l’individuazione dei modelli relative

prima impensabili: ad esempio abbiamo la cosiddetta all’improvvisazione per le musiche di tradizione orale.

world music e le nuove musiche sincretiche africane, (seminario europeo di etnomusicologia di Siena del

asiatiche, latino-americane ecc… il campo di 1989)

investigazione si è ulteriormente allargato e questo 3) Le moderne e sofisticate tecnologie di cui può oggi

nuovo villaggio globale della musica ha bisogno disporre la ricerca costituiscono un terzo sintomo dei

soprattutto dell’etnomusicologia per una sua corretta cambiamenti in atto nel campo degli studi

segnaletica stradale. Il senso del prefisso etno va etnomusicali. Gli attuali sistemi di registrazione

quindi ricosiderato : acquista, cioè, sempre più valore digitale o le più recenti e sofisticate risorse tecniche a

l’affermazione di Blacking secondo cui tutta la musica, disposizione dell’etnomusicologia visiva permettono

in quanto prodotto di specifici rapporti sociali, è livelli di fedeltà prima impensabili nell’accostare e

musica etnica. restituire per immagini tali realtà.

4) Un ultimo segnale è costituito dal mutamento La ricerca coincise con lo studio simpatetico della cultura

avvenuto nei rapporti fra musicologi ed tradizionale del sud , con le prime ricerche sugli zingari di

etnomusicologi nel segno di un nuovo ed intenso Abruzzo e Molise, delle comunità contadine del Lazio, della

confronto di problemi e metodiche e del Campiana, della Sardegna e della Sicilia. Ma fu la raccolta

riconoscimento di una non soluzione di continuità fra i 18, di Ernesto De Martino e Diego Carpitella, nella spedizione

due campi disciplinari. Il meeting annuale della in Lucania a Marcare un reale cambiamento. Si instaurò

Society for Etnomusicology americana da alcuni anni quella nuova metodologia di indagine sul campo che

si tiene congiuntamente, anzi in completa fusione, con caratterizza, da allora in poi, gli studi etnomusicali italiani,

quelli dell’american musicological Society e della collocando la registrazione dei documenti musicali nel

Society for music theory. Tutto lascia credere che in quadro di una più ampia prospettiva di ricerca di carattere

tempi brevi si assisterà a quella riunificazione del etnografico, folkloristico e storico-culturale in genere. La

campo di studi musicali per la quale ricerca investì 12 località e la documentazione raccolta fu

l’etnomusicologia, con la sua stessa esistenza e con la consistente: ninne nanne, canti di lavoro, canti nuziali,

sua continua evoluzione, obiettivamente ha operato. canzoni epico-liriche, passioni, lamenti funebri, giuochi

cantati, tarantelle, pastorali, zampognare e altre musiche

per tamburello, zampogna e organetto. Un tipo di ricerca del

tutto nuovo del nostro paese basato su: testo letterario,

L’etnomusicologia in italia melodia, interpretazione del cantore, occasione del canto,

Si può dare l’inizio della moderna etnomusicologia italiana a condizioni materiali di esistenza su cui il canto nasce,

partire dalla costituzione, nel 1948, ad opera di Giorgio formando una concreta unità, momenti non isolabili

Nataletti, del Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare astrattamente. Questo perché il canto popolare esprime un

(CNSMP) dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Rispetto certo modo di esistenza ed è necessario conoscere tale

al quadro internazionale, la nascita dell’etnomusicologia in modo se si vuole conoscere il canto. Il primo e più immediato

italia si colloca nel momento di passaggio dalla fase della risultato fu una fisionomia musicale della Lucania fino ad

musicologia comparata a quella delle raccolte intensive che allora sconosciuta. Scrive infatti Carpitella nel resoconto

caratterizzarono gli studi del dopoguerra. Carpitella stesso della missione: “ la richiesta di un determinato canto o

scrisse : il problema urgente cui il CNSMP doveva far fronte musica popolare ad un intermediario borghese aveva come

era quello di raccogliere materiale più possibile, risultato una risposta negativa; la richiesta dello stesso canto

registrandolo sul campo. A tal fine la rai assicurò al centro le o musica popolare ad un cantore o esecutore popolare aveva

attrezzature e l’assistenza tecnica per le riprese sonore in come risultato una risposta invece positiva. Altra esperienza

loco. interessante è stata quella di far ascoltare le registrazioni dei

canti e delle musiche popolari agli stessi cantori ed esecutori

popolari, e ai loro compaesani con un ritrovamento della (la taranta), sembra avere i suoi antecedenti storici nella

coscienza espressiva del loro patrimonio musicale e la catartica musicale greca e mostra vari punti di contatto con i

possibilità di stabilire quale fosse il grado di coscienza del riti di possessione diffusi in varie culture del mediterraneo e

canto e quale la stima dei compaesani per l’esecutore o il dell’africa. Il contributo etnomusicologico di Carpitella fu

cantore popolare.” determinante infatti evidenzio le strette relazioni fra i vari

momenti del rito entro un ordine temporale di luogo,

Questo modo di fare ricerca ebbe come conseguenza un cromatico e sonoro; in particolare, la struttura musicale della

cambiamento radicale di atteggiamento nei confronti della pizzica-taranta, rivelò una stretta connessione con i due

produzione musicale folklorica: non più come residuo momenti dell’esasperazione e del controllo della crisi.

dell’arte musicale colta, ma come espressione di un Carpitella in questo caso, utilizzò anche la cinepresa

linguaggio autonomo e di pari dignità. La ricerca del 1952, realizzando così il primo documento filmico su tale

sempre in Lucania sfociò nel rivelamento della fenomeno. Nell’attenta analisi di Carpitella continuo fu il

sopravvivenza, in vari paesi della basilicata, di un rito confronto con le situazioni problematiche sul bocet rumeno.

musicale della lamentazione funebre e l’analisi Le lucide intuizioni di Carpitella sono ancora al centro del più

etnomusicologica di Carpitella ne permise il confronto non generale dibattito scientifico sui rapporti fra musica e trance

solo con le descrizioni riscontrabili nella letteratura classica, che si è poi sviluppato a livello internazionale. La ricerca

ma anche con analoghe pratiche rituali in altre aree italiana di quegli anni non fu né arretrata, né autarchica

folkloriche. Queste espressioni permisero di confutare rispetto al più generale sviluppo dell’indagine etnomusicale.

definitivamente alcuni luoghi comuni sulla musica popolare Le migliaia di brani musicali da allora raccolti negli Archivi di

italiana. Significativa fu l’aspra polemica epistolare fra etnomusicologia di S. Cecilia e dell’Archivio

carpitella e Massimo Mila sull’autonomia del folklore etnico-linguistico-musicale costituiscono un patrimonio di

musicale italiano. A conferma di ciò la campagna di documentazione sonora su cui l’etnomusicologia italiana

rilevamento delle tradizioni musicali nelle diverse regioni potrà lavorare per molti anni a venire.

italiane che carpitella aveva intrapreso assieme a Lomax, nel

1954. Il quadro che apparve fu sorprendente e una Se lo studio delle musiche della tradizione orale italiana non

multiforme realtà musicale venne alla luce: la raccolta 24 del ha mai assunto le sembianze di un’archeologia dei relitti

CNSMP, comprendente il vasto corpus di registrazioni e folklorico-musicali ciò si deve all’aver avuto a che fare con

l’antologia in due dischi che poi ne fu tratta. Nel 1959 contesti musicali viventi. Non a caso fu una forte

Carpitella fece di nuovo parte di un’ equipe per studiare sul motivazione politica a determinare un notevole sviluppo

campo il complesso fenomeno del tarantismo della ricerca anche in Italia settentrionale, grazie in primo

pugliese-salentino. Tale ricerca rappresenta il primo tentativo luogo a Gianni Bosio e dell’Istituto Ernesto De Martino di

sistematico di descrivere e comprendere una terapia Milano. Le attività di ricerca sul campo nel progetto di Bosio

coreutico-musicale che, al di là dello specifico mito del ragno catalizzarono una nuova generazione di ricercatori. Va a

Roberto Leydi, che con Bosio fu protagonista di La fase attuale degli studi

quell’esaltante periodo, il merito di aver recuperato alcuni Si giunge al momento attuale, ci sono quattro problemi

aspetti dei risultati più rilevanti di quelle esperienze. A Leydi generali:

si devono l’avvio e il proseguimento fino ad ogi di una ricerca 1. Trasformazione dell’oggetto in studio

organologica sugli strumenti popolari italiani, in un 2. Questioni di metodo

panorama di raffronto europeo e mediterraneo, che avrà la 3. Impatto delle nuove tecnologie

sua prima testimonianza nel Dizionario della musica 4. Nuovi rapporti fra etnomusicologia e musicologia

popolare europea. A lui si deve anche l’introduzione di

un’importante questione: la necessità di una identificazione 1: in Italia il divario tra la documentazione raccolta negli anni

storico-geografica degli stili musicali folklorici e l’esigenza di 50 e quella oggi reperibile sul campo è enorme. Solo in aree

un’organologia sistematica degli strumenti popolari italiani. sempre più ristrette del meridione continentale e insulare è

Si deve a lui inoltre la creazione nel 1970 della più prolifica ancora possibile documentare una tradizione vivente, ma

collana di etnomusicologia italiana, la “Albatros”. anche in tali situazioni il tasso di alterazione dei repertori è

consistente. Ciò obbliga a fare i conti con due termini,

Nuovi nuclei di ricerca nascono in quel periodo, viene “arcaico” e “autentico”.

costituito a Palermo il Folkstudio, con lo scopo di promuovere

lo studio della musica folklorica che dal 1970 darà vita anche Per avere un’idea del processo degli stili si confrontino le due

ad un Archivio Etnofonico Siciliano. Il Folkstudio si attiverà trascrizioni di uno stesso canto polivocale femminile

per sviluppare la ricerca nelle aree scoperte dell’isola e per appartenente a S. Costantino Albanese registrato da

compiere e pubblicare studi monografici sui particolari Carpitella nel 1945 e raccolto di nuovo nell’agosto del 1990

generi tradizionali. dal gruppo di ricerca dell’Università della Basilicata. Risulta

evidente come , a distanza di 25 anni, gli elementi di

Proprio nel 1973 il Primo convegno sugli studi “normalizzazione” rispetto ai canoni eurocolti siano

etnomusicologici in Italia, organizzato a Roma da Carpitella. molteplici:

-> Importante data! - Sparizione dei salti di registro

L’istituzione delle prime due cattedre di etnomusicologia, - Minor tasso di abbellimenti e fioriture

alla facoltà di Lettere a Roma a Carpitella, e alla facoltà di - Scomparsa degli urti di seconda nelle cadenze prima

Lettere a Bologna a Leydi, i Seminari internazionali di dell’unisono

etnomusicologia diretti da Carpitella, i workshop di Leydi, - Passaggio a una ritmica regolare

- Perdita della tecnica a voce lacerata

una serie di evoluzioni fino ad arrivare al 1988 , istituzione di

un insegnamento di etnomusicologia all’Università della

Basilicata e al Dama in Calabria.

Molti dei lavori compiuti in questi anni, vanno nella direzione una stessa natura musicale e delle concezioni che nelle

di un confronto, ed alcuni studi sono anche compiuti “fuori società corrispondono ad un “suono organizzato”.

paese”. In gran parte delle culture non esiste un termine che traduca

il concetto occidentale di musica. Per esempio in Somalia il

2: Argomenti come il tarantismo e l’argismo ebbero termine “Muusika” identifica la musica occidentale eseguita

un’attenzione maggiore nei confronti delle metodologie di con strumenti di importazione, mentre la tradizione musicale

studio sviluppate nell’Europa dell’Est, ci fu un rifiuto per popolare viene identificata in tre modi: poesia, canto e

ricerche animate da puro tecnicismo. danza.

In ambito di tradizione orale, ad esempio, distinguere fra due

3: per quel che riguarda le nuove tecnologie categorie , musica e danza, è fuorviante, poiché un solo

l’etnomusicologia italiana si sta attrezzando. Ne da una termine li identifica entrambi.

significativa testimonianza un recente numero monografico Ci sono solo due parole atte a rappresentare i quattro

dell’organo della Società italiana di Etnomusicologia, principali termini musicali in kikamba : kwina, cioè cantare o

“Culture musicale”, interamente dedicato all’argomento. danzare, e wathi, canto o danza. Combinati possono

Abbiamo l’uso del computer per la schedatura, nuovi attrezzi significare sia danzare una danza che cantare un canto, ma

per l’audiovisivo, ma più debole è la situazione dell’editoria vi sono altre due combinazioni. La musica di una

discografica che per esempio non pubblica ancora in determinata cultura è l’insieme delle forme e dei

compact disc. comportamenti che quella cultura ritiene siano di ordine

musicale. Più difficile risulta invece individuare quei caratteri

4: si è assistito a questi ultimi anni al consolidarsi di nuove che, per la loro universalità, siano in grado di validare una

concordanze fra i due comparti dello studio musicale e, al definizione di musica.

maturare di una nuova coscienza comune su analisi e

metodo. Esempio della collaborazione fra Società italiana di L’opposizione suono-rumore

Etnomusicologia e Società italiana di Musicologia. Anche I verbi suonare e cantare, implicano sempre la produzione di

nelle università il rapporto tra le due ha sviluppato risultati particolari eventi caratterizzati dal ricorrere e combinarsi di

concreti. un numero finito di unità sonore. In ambito musicale la

nozione di suono non coincide necessariamente con quella di

Per una tipologia del suono musicale fisica acustica ma è frutto di una valutazione soggettiva che

può variare in funzione delle culture, dei gruppi sociali e dei

È indispensabile stabilire quali fenomeni debbano rientrare in periodi storici.

tale definizione di musica. Per una descrizione dei fenomeni Nell’inchiesta etnomusicologica, il pericolo di fraintendere o

musicali occorrerà tener conto di tutte quelle manifestazioni reinterpretare in modo eurocentrico tali valutazioni

che indipendentemente dal contesto, sembrano condividere suggerisce molta cautela, in quanto bisogna determinare se

termini corrispondenti alle nozioni di “musica” e “rumore” acustici. Ogni cultura ha i suoi stili vocali e possono essere

esistono e soprattutto se possiedono lo stesso campo classificati in base alle specifiche caratteristiche. Il sistema

semantico dei termini della lingua usata dal ricercatore. cantometrico di Lomax fornisce uno dei metodi più

A volte la combinazione suono-rumore può essere semplici per la descrizione e degli stili vocali nelle diverse

intenzionale: in molte culture africane i tamburi e gli culture. I 37 parametri prendono in considerazione tutti gli

strumenti a corde sono corredati di lamine metalliche e aspetti dell’esecuzione vocale, gli ultimi 7 descrivono i tratti

sonagli il cui rumore ha la funzione di arricchire e potenziare più specifici dell’emissione del canto. Merriam sostiene che

il suono. Anche le circostanze di esecuzione possono le intuizioni di Lomax non sono sufficienti per formare una

conferire o negare il suono, l’esempio più significativo è terminologia adatta. I parametri danno un’idea realistica

quello dei tamburi parlanti africani: la loro intonazione della complessità, dell’esecuzione vocale e rendono in modo

multipla è sia musicale e sia utilizzata per riprodurre veritiero i tratti caratteristici di uno stile vocale. È importante

messaggi a distanza. Vi sono anche casi in cui il rapporto fra rilevare subito che la coesistenza fra un testo verbale e un

musica e lingua non viene messo in causa: nella società contesto musicale ha precise conseguenze sull’esecuzione

Akana se si raschia via il fango da un recipiente col vocale, la voce è infatti influenzata da fattori linguistici. I

coperchio di una scatola di sigarette produce un rumore, se registri canori anche loro sono condizionati: da sesso, età e

viene fatta la stessa cosa durante una rappresentazione ruolo sociale. Zumthor dice: “la madre, prima di stabilire un

musicale questo acquisterà un diverso significato ed avrà, dialogo parlato con il figlio, entra nel suo gioco riadattando

quindi, un valore musicale. in esso la sua parola per cantilenare una ninna nanna o per

Ciò che conferisce musicalità ai suoni è soprattutto pronunciare una qualche parola in Baby-Talk. In alcune

l’intenzione di agire in modo musicale, questa può essere popolazioni la lingua delle donne è diversa da quella degli

valutata in base: uomini e la differenza consiste anche nelle impostazioni

- Esistenza di modalità e tecniche di utilizzo vocali.”. La differenza di registro, dunque, ha anche valenze

fonico della voce culturali e simboliche. Quanto alle modalità di emissioni del

- Presenza di oggetti destinati a produrre musica canto l’ipotesi che la differenza possa essere considerata un

- Particolare temporalità attribuita agli eventi indice culturale è sostenuta da Lomax che giunge alla

sonori convinzione che alcune emissioni e timbri particolari sono

- Esistenza di sistemi e regole per caratteristici di società a struttura semplice, ma anche

l’organizzazione dei suoni l’utilizzo di una in un registro sia maschile che femminile

rifletta anche la diversità di ruolo sociale fra i sessi. I

La voce condizionamenti fisiologici prevalgono su quelli culturali e

La voce umana è il primo e più universale strumento sociali nel canto infantile, infatti il canto infantile rivela altri

musicale. Lo strumento vocale ha una precisa consistenza tratti relativi al comportamento vocale. Fra le molteplici

sonora e si possono descrivere ed analizzare i parametri


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Etnomusicologia, basato su appunti personali e studio autonomo del testo Il Concetto di Musica: Contributi e Prospettive delle Ricerca Etnomusicologica di Giannattasio (cap 1-5, 8, 10-11) consigliato dal docente Giuriati. Gli argomenti trattati sono: la musicologia comparata, i sistemi e le culture musicali, l’antropologia della musica e l’opposizione etico-emico.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in arti e scienze dello spettacolo
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sallyacido di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Etnomusicologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Giuriati Giovanni.

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