Due ritratti del Ghana
Di Nicola Scaldaferri
Tale studio mostra al meglio la connessione tra apertura e chiusura della tradizione delle popolazioni del Ghana e contemporaneamente la stretta relazione tra il possesso di determinate abilità musicali e l’esercizio del potere. Alhaji Abubakari Lunna avvolge nella segretezza la pratica musicale nell’ambito famigliare e locale così da riservare per se stesso un sapere che gli attribuisce il potere. Le abilità ed i saperi musicali sono segreti da occultare e svelare solo con strategie.
Introduzione
Si tratta di un documentario articolato in due episodi dedicati a due figure provenienti da contesti differenti, ma sono accomunate per essere al centro di un’attività musicale molto intensa che coinvolge le loro famiglie e comunità. Il primo personaggio è Alhaji Abubakari Lunna, suonatore di “lunna” ovvero il tamburo parlante dei lunsi che sono i musicisti professionisti attivi tra la popolazione dei Dagomba (hanno una struttura famigliare patrilineare e sono di religione islamica), nel nord del Ghana. Il secondo è Williams Thomas Cheetham, fondatore e capo di una comunità religiosa cristiana d’ispirazione carismatico-pentecostale che fa largo uso di pratiche musicali e molto attiva nel sud del Ghana ovvero nei pressi della capitale Accra. La ricerca si è svolta nell’ambito del PRIN 2004.
Le tematiche che emergono da tale ricerca mostrano la singolare relazione tra parola e suono strumentale dei tamburi parlanti, il ruolo della musica nei culti religiosi, il confronto critico fra modelli tradizionali africani e modelli occidentali, i miti di fondazione di strumenti e pratiche musicali, le tecniche tradizionali di trasmissione per imitazione del sapere musicale, le connessioni tra musica e contesto culturale, il ruolo di singoli personaggi ecc. Nel soggiorno presso il villaggio di Karankasso in Burkina Faso si è studiato il balafon ed i membri delle famiglie Konaté e Traoré, i primi costruttori di balafon ed i secondi di tamburo a clessidra.
Intorno agli studi in Africa Occidentale e Ghana
È un’area geografica importante in tali studi in quanto fu il punto di partenza della tratta degli schiavi e dunque è la matrice dei fenomeni musicali afro-americani. Si ricordano, tra i ricercatori, i padri della disciplina in Francia come Schaeffner, che lavorò soprattutto in Guinea e Costa d’Avorio, e Rouget, principalmente in Benin. Importante è anche l’attività documentaristica di Rouch in Niger.
In Ghana si ricorda il padre della musicologia africana, ovvero Nketia; importante per la musicologia internazionale è il ghanese Agawu che studia i fenomeni della sua terra d’origine. Si ricorda anche Collins che si occupò della “high life music”, fenomeno che caratterizza in primis il Ghana. Numerosi sono gli studiosi statunitensi che hanno effettuato in tale stato le loro ricerche, come Chernoff sulla musica dei Dagomba e dei Lunsi. Una delle ricerche più rilevanti è quella di Feld: portò alla notorietà alcune forme musicali sconosciute come un complesso di suonatori di clacson; scrisse “Jazz cosmopolitanism in Accra: five musical years in Ghana” e fece 4 film. Punto cruciale è il ritorno del jazz in Ghana ed Africa Occidentale grazie a John Coltrane.
La ricerca
Gli studi in Ghana si sono basati su rapporti creati con i musicisti del posto. Gli studi si sono svolti a nord con la popolazione dei Dagomba ed a sud vicino alla capitale Accra.
Il primo tema individuato è sugli strumenti parlanti, i tamburi; il secondo tema è il ruolo della musica nelle religioni soprattutto quelle pentecostali. I musicisti professionisti sono indicati col nome “griot”. Si tratta di un tema dell’Africa occidentale, ma con una prospettiva trasculturale in quanto Alhaji ha contatto con l’occidente. Il secondo tema, quello delle pratiche musicali religiosi, è più proiettato al cosmopolitismo urbano con l’uso di tecnologie e media, ma allo stesso tempo legato alla tradizione musicale.
Il soggiorno in Ghana si articolò in tre fasi: in primis ad Accra dove si sono fondati i rapporti con i musicisti nell’università a Legon; poi con base alla città di Tamale presso il TICCS (Tamale Institute of Cross Cultural Studies) importante per l’organizzazione degli studiosi di quest’area; infine ad Accra con le riprese e l’intervista a Cheetham e la sua comunità religiosa oltre ad un gruppo di allievi di Nii Otoo Annan presso la University of Legon con la visita dell’atelier della costruzione degli strumenti da parte degli strumenti e la biblioteca di Legon. Piria ha registrato i suoni di tale società.
“Se io canto, i tamburi devono suonare quello che io dico”
Alhaji spiega così come funzionano i tamburi e dunque mostra come la continuità tra parlare, suonare e cantare sia fondamentale in tale società basata su una lingua tonale, la “dagbani”, dove il significato delle parole dipende dal tono in cui vengono pronunciate; dunque gli strumenti musicali devono...
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