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La riforma della scuola primaria

Riforma Moratti

La Riforma Moratti regola il nuovo sistema scolastico, è aperta alla tradizione e al novum per introdurre nuovi modi di pensare. Centralità della persona o libertà: costruire indipendenza e padronanza di sé in relazione agli altri. Con la riforma Moratti, nella scuola primaria è prevista l'iscrizione di un bambino a partire dai 5 anni e mesi 4 compiuti. Fin dal primo anno è previsto l'insegnamento dell'inglese e dell'uso del computer e di una valutazione biennale. Abolizione dell'esame di 5ª elementare. I programmi ministeriali hanno subito un cambiamento drastico per quanto riguarda lo studio delle materie storia, geografia, scienze. Legge n°59 del 1997  autonomia organizzativa, didattica, finanziaria e di ricerca del sistema scolastico italiano.

Temi della riforma

  • Personalizzazione: Legge delega n°53 del 2003 o Moratti  il sistema scolastico favorisce crescita e valorizzazione della persona nel rispetto di crescite a ritmi differenti, identità di ciascuno e scelte della famiglia per quanto riguarda la cooperazione tra scuola e genitori. Per rendere efficace il percorso educativo:
    • Fornire a tutti le stesse opportunità di apprendimento
    • Contenere il rischio di insuccesso scolastico
    • Sviluppare capacità di autoapprendimento
    • Elevare standard di apprendimento
    • Consentire l’approccio con il mondo del lavoro

Si raggiungono medesimi obiettivi con itinerari diversi: si passa da obiettivi generali a specifici. P.O.F  piano dell’offerta formativa, progetto di “differenziazione didattica” e modalità d’insegnamento in varie forme.

Competenze: insieme di capacità potenziali

Asse educativo = conoscenze + abilità = competenze. Le conoscenze sono un insieme di informazioni, nozioni, dati e regole di comportamento. Possono essere di natura:

  • Semantica (sapere significato)
  • Dichiarativa (sapere che cosa)
  • Procedurale (sapere come)
  • Condizionale (sapere dove, quando e perché)

Le abilità  operazioni e procedure per ottenere risultati, sapendo le “ragioni del fare”. Lo scopo dell’istruzione è l’acquisizione di competenze nelle discipline di studio. L’azione formativa tende a far raggiungere una macrocompetenza a lungo termine interdisciplinare. Accertamenti tramite: test, prove oggettive, interrogazioni, valutazioni con agenti esterni, autovalutazione. Successivamente si ha una certificazione.

La normativa

  • Legge 53/03 o Moratti  delega al governo la definizione di norme generali sull’istruzione e quella dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale, in un quadro formativo. Inoltre, favorisce la crescita e la valorizzazione della persona umana nel rispetto dei ritmi dell’età evolutiva, differenze e identità di ognuno.
  • Legge 59/97  impianto generale dell’autonomia scolastica e didattica
  • DPR 275/99  regolamento con norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche (POF, flessibilità)

Il quadro normativo è completato da:

  • Decreto attuativo n°59 febb 2004  4 capi dedicati alla scuola dell’infanzia e al 1 ciclo di istruzione (scuola primaria e secondaria di primo grado). I suoi 4 allegati, A, B, C e D, danno indicazioni nazionali per piani personalizzati delle attività educative nella scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo grado e nella fine del primo ciclo d’istruzione (6-14 anni)
  • Decreto legislativo n°286 novembre 2004  istruzione del servizio di valutazione del sistema educativo e Formazione INVALSI
  • Circolare ministeriale 10 novembre 2005 n°48  definisce una linea guida e impiego del portfolio nelle scuole dell’infanzia e primo ciclo d’istruzione.

Documenti della riforma

  • Documenti nazionali elaborati dallo Stato:
    • Profilo educativo culturale e professionale dello studente (PEUP) alla fine del primo e del secondo ciclo
    • Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati
  • Documenti elaborati dalla scuola autonoma:
    • P.O.F.
    • Piani di studio personalizzati
    • Portfolio

Documenti nazionali: PECUP

Alla fine del primo ciclo, orienta le scelte educative autonome di ogni istituzione scolastica, traccia il profilo dello studente rispetto alla maturazione alla fine di ogni ciclo. Indica ciò che uno studente a 14 anni dovrebbe saper fare per essere cittadino e cosa ci si aspetta dalla sua crescita, e mostra come conoscenze e abilità apprese dalla scuola siano state formative come competenze personali. Il PECUP ha carattere:

  • Educativo (sapere essere)
  • Culturale (sapere e saper fare)
  • Professionale (delinea attitudini e competenze per la scelta futura)

È articolato in: identità (conoscenza di sé, relazione con gli altri, orientamento), strumenti culturali (principali campi del sapere e saper fare); gli OSA contenuti precisano gli strumenti da usare in ogni scuola), convivenza civile (sollecitazione da parte degli insegnanti sui vari tipi di educazione). Sintesi dei traguardi appresi alla fine del ciclo di istruzione.

Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati

Presentano obiettivi generali del processo formativo e specifici di apprendimento. Legge 53/2003  riforma ordinamenti scolastici  individua il nucleo dei piani di studio scolastici = indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati. Piani di studio personalizzati tengono conto dell’autonomia scolastica e lasciano lo spazio all’azione delle scuole autonome, indicando solo gli obiettivi generali formativi e specifici di apprendimento.

Scuola dell'infanzia

La scuola dell'infanzia è un luogo d’incontro e cooperazione delle famiglie. Obiettivi generali del percorso formativo (OGPF):

  • Maturazione identità personale
  • Conquista dell’autonomia
  • Sviluppo delle competenze

Obiettivi specifici di apprendimento (OSA) indicano i livelli di prestazione che le scuole sono tenute ad assicurare:

  • Il sé e l’altro
  • Corpo, movimento e salute
  • Ricezione e produzione di messaggi
  • Esplorare, conoscere, progettare

Scuola primaria

La scuola primaria è un ambiente nel quale matura l’autonomia, relazioni e riflessioni logico-critiche. Promuove l’acquisizione di tutti i tipi di linguaggio e un primo livello di padronanza delle conoscenze e abilità. La conoscenza viene creata con l’esperienza: si passa dal sapere, al saper fare all’agire. Assicura delle condizioni culturali, relazionali per il pieno sviluppo della persona, indipendentemente da sesso, razza. Crea le basi per l’adozione di valori a livello sociale e nazionale. Pone le basi per un’immagine positiva di sé.

OGPF (Obiettivi generali del processo formativo)

  • Valorizzare l’esperienza del bimbo: apprezzare il patrimonio comportamentale ereditato e dedicare attenzione alla sue discussioni.
  • Corporeità come valore: avvalorare l’espressione corporea come risultato di dimensioni relazionali, affettive, sociali e operative.
  • Esplicitare idee e valori presenti nell’esperienza
  • Dalle categorie empiriche a quelle formali
  • Confronto interpersonale
  • Diversità di persone e culture come ricchezza
  • Praticare impegno personale e solidarietà sociale

OSA (Obiettivi specifici di apprendimento)

Ordine di 3 consapevolezze: Ordine epistemologico di presentazione delle conoscenze e abilità che costituiscono specifici obiettivi non va confuso con il loro ordine di svolgimento didattico. Gli OSA indicati per le varie discipline obbediscono al principio di sintesi e dell’ologramma: uno rimanda all’altro. Vengono indicati i livelli essenziali di prestazione che le scuole devono assicurare. Ogni scuola organizza gli OSA dei vari obiettivi formativi delle varie unità di apprendimento. OGPF  traguardi attesi a livello nazionale, ma riferiti al termine di ogni segmento scolastico. OSA  conoscenze e abilità garantite ad ogni bimbo (ridefiniti in base all’allievo).

POF

Dichiarazione di ciò che la scuola intende fare per svolgere al meglio la sua funzione istituzionale (scelte educative e didattiche). Il POF illustra l’identità della scuola, i percorsi comuni adottati, le scelte didattiche, le modalità di uso delle risorse disponibili e i criteri di valutazione e autovalutazione. Il POF deve essere coerente con obiettivi generali e specifici a livello nazionale; deve prevedere una quota oraria riservata alla determinazione delle regioni; deve definire piani di studio personalizzati.

PSP

Piano di studio personalizzato, insieme delle unità d’apprendimento interdisciplinari e disciplinari con un carattere flessibile ad eventuali differenziazioni. Le indicazioni nazionali propongono obiettivi generali, specifici. Le scuole rendono operativi gli obiettivi specifici come obiettivi formativi, quest’ultimi, dopo verifica, diventano competenze. Queste strutture progettuali sono le unità di apprendimento (UDA) il cui complesso dà origine al PSP (funzione d’integrazione) + OBIETTIVI FORMATIVI = + UNITA’ DI APPRENDIMENTO = PIANO DI STUDIO PERSONALIZZATO.

OF (Obiettivi formativi)

Azione progettuale richiesta dai docenti, sono degli OSA contestualizzati, cioè riferiti ad una classe o a un gruppo di alunni. OF sono percepiti dagli allievi come traguardi per la maturazione e mirano alla formazione integrale della persona. La sua identificazione può scaturire da:

  • Esperienza dell’alunno: per formulare obiettivi formativi da raggiungere, coerenti a e OSA
  • Documenti prescrittivi = PECUP + OSA; POF + PSP + PORTFOLIO
  • Obiettivi formativi del primo biennio: si parte dall’esperienza diretta dei bimbi con attività motivanti
  • Obiettivi formativi del secondo biennio: organizzare singole attività per discipline

Portfolio delle competenze individuali

Documento che consente di conoscere attitudini e competenze coinvolgendo allievo e famiglia. Ha come finalità la presentazione dell’alunno con la descrizione dei percorsi seguiti, continuità tra ordini di scuola, orientamento e valutazione. È compilato dall’insegnante tutor in collaborazione con i colleghi. Organizzazione didattica  due modalità di lavoro:

  • Curricolo obbligatorio  attività svolte in un gruppo classe omogeneo
  • Curricolo opzionale (3h sett)  attività di laboratorio con gruppo di livello

Il “collegio” scolastico sceglie il “modello didattico organizzativo” sulla base dei bisogni territoriali, ispirazione culturale, risorse. Si definisce una “quota obbligatoria” destinata alle discipline. Formazione di classe o gruppi di alunni. Assegnazione dei docenti alle classi e ai laboratori.

Tempi della didattica

La qualità dei processi d’insegnamento è connessa dai tempi usati. Possono essere:

  • Formali  fissati a livello nazionale e differenziati in base al livello scolastico
  • Sostanziali  stabiliti dalle scuole
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marghe.15 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di TTD Attività motoria dell'età evolutiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Valentini Manuela.
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