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Corpologo in cui pressioni interiori e stimoli esterni si incontrano

-

È fondamentale che il bimbo acquisisca la coscienza della possibilità di

movimento del corpo nello spazio.

ESPRESSIVITA’ CORPORE NELLA SCUOLA PRIMARIA

Prevede sviluppo mimico gestuale per acquisire competenze. L’espressività è

lo strumento per stimolare curiosità verso l’apprendimento; è necessario

favorire fin dai primi anni di vita una percezione e conoscenza del corpo.

Di fronte ad una richiesta motoria il bimbo è spesso portato ad una risposta

imitativa. Non è fondamentale la precisione del movimento, ma ciò che è in

grado di suscitare. Il movimento in se è sterile e astratto.

Bisogna istaurare un buon rapporto insegnante-alunno. L’insegnante non

deve soffocare la creatività dell’allievo. È fondamentale favorire il passaggio

dall’espressività spontanea alla comunicazione gestuale intenzionale.

IPOTESI DI ITINERARIO DIDATTICO DEL LINGUAGGIO GESTUALE

Antecedenti percorsi didattici avranno portato il bimbo alla conoscenza del

proprio corpo, controllo alla contrazione e alle decontrazione, ampiezza,

velocità ritmo,, posture e dello schema corporeo globale

Percorso didattico:

Sviluppo del linguaggio gestuale

- Sviluppo comunicazione gestuale

- Sviluppo dell’espressione spontanea a passaggio

- all’improvvisazione

Espressione spontanea su fabulazione

- Animazione corporea

- Imitazione gestuale e mimo

- Drammatizzazione

-

Elementi gestuali:

armonizzare l’azione del corpo e il singolo gesto espressivo

- armonia generale del movimento

- controllare spazi e tempi

- collegamento con l’altro (ogni azione viene rapportata a quella

- dell’altro)

collegamento con la scenografia

-

INTEGRAZIONE SCOLASTICA

ALUNNI DISABILI

L’essere umano si realizza nel rapporto con gli altri. Per integrazione

s’intende la capacità di vivere in maniera collaborativa nell’ambiente

scolastico. Quando si parla d’integrazione si fa riferimento all’intera comunità.

Inserimentoammettere l’alunno in classe senza alcun intervento adattivo

Integrazioneprocesso attivo che coinvolge tutti gli elementi del gruppo

Negli anni ’70 venne superato il concetto di uguaglianza, per cui il bambino

doveva essere come gli altri, per assumere quello di diversità come risorsa

individuale per cui ciascuno è diverso da tutti gli altri per vissuto e identità,

per stili di apprendimento e per capacità comunicative.

Legge n°118 del 1971slancio per l’inserimento degli alunni escludendo i più

gravi con deficienze intellettive e menomazioni di gravità tali da impedire

l’apprendimento. Sarà poi facilita la frequenza degli invalidi alle scuole media

superiore e universitarie.

Documento Falcucci gennaio 1975 estende agli handicappati più gravi

l’inserimento come sperimentazione didattica.

Legge 1977 principio della programmazione educativa con attività integrative

organizzate da alunni della stessa classe, oppure di classi diverse per

interventi individualizzati, prevedendo insegnati specializzati, docenti di

sostegno, poi si fissa 20 come numero di persone presenti in una classe in

cui c’è un allievo handicappato.

Aboliva il voto nella scuola di base

ANNI 80: tutela legislativa e alunni disabili

Legge 270 del 1982 estende l’istituzione dei posti di sostegno alla scuola

materna statale e un collegamento tra servizi socio sanitari e amministrazione

scolastica.

PEIpiano educativo individualizzato in cui si dispongono disposizioni

formative sull’azione di sostegno in favore di handicap.

Circolare 250 del 1985integrazione scolastica e bisogni educativi,

integrazione di alunni con handicap gravi, comunità scolastica e interventi di

sostegno.

Il diritto all’integrazione si ha per la scuola dell’obbligo, rimane esclusa la

scuola superiore secondaria.

Sentenza della corte costituzionale n°215 del 1987 rende illegittimi la legge

del 72, che riteneva necessario facilitare, ma non assicurare la frequenza

della scuola secondaria di secondo grado a tutti gli allievi senza gravità,

assicurandone l’iscrizione e la frequenza.

ANNI ‘90

Legge del quadro 104 del 1992 raccoglie varie disposizioni e riempie vuoti

legislativi in merito al sostegno alle famiglie. Si contribuisce con un progetto

globale e individuale contemporaneamente.

La famiglia ha un ruolo attivo nella PDF(profilo didattico funzionale) e PEI

(piano educativo individualizzato), poi è prevista una coordinazione tra servizi

culturali sanitari e scolastici.

La disposizione è quella di fissare criteri con accordi di programma tra scuola

amministrazioni comunali e ASL, precisare i compiti di quest’ultima

nell’indiivuda l’handicap.

Fine degli anni ’90 si ha un processo di trasformazione: le scuole autonome

riconoscono la diversità di ciascuno

- promuovono le potenzialità di ciascuno

- adottano iniziative per il raggiungimento del successo formativo

- regolano i tempi d’insegnamento e svolgimento delle singole

- discipline

adottano forme di flessibilità dell’organizzazione educativa e

- didattica

assicurano iniziative di recupero e di sostegno

-

art.26 inserimento di disabili. L’unione riconosce e rispetta il diritto dei disabili

di beneficiare di misure per garantire l’autonomia e la partecipazione alla vita

sociali.

riforma Moratti regola il nuovo sistema scolastico con PSP e un percorso

fatto da 3 i:

inserimento: mettere dentro

- inclusione: far partecipare allo stesso modo

- Integrazione: riconoscimento di valori/potenzialità,

- bisogni/opportunità, diritti/doveri.

SPECIALE NORMALITA’

Specialitàalcune caratteristiche della persona(condizioni di salute, funzioni e

struttura del corpo, capacità personali)

Normalitàbisogno all’educazione e formazione verso lo sviluppo normale.

La speciale normalità la troviamo nelle persone di insegnati, compagni,

familiari con l’impegno di una collaborazione, consapevoli dei bisogni di tutti.

Bisogna far perno sulle isole di abilità (punti di forza)

CORPO MOTRICITA’ E INEGRAZIONE

La centralità del corpo e dei suoi linguaggi nella relazione col disabile

rendono l’ambito motorio strumento per l’attivazione del percorso educativo.

La disabilità è spesso legata a difficoltà di alcune forme di apprendimento e

sviluppo cognitivo assieme a motricità possono dare conoscenza del

percorso di sviluppo psicofisico, in cui è importante la spinta all’agire.

L’educazione fisica promuove la sicurezza e l’autonomia, aiuta nel processo

evolutivo, favorisce l’incontro con l’altro attraverso il contatto fisico e i percorsi

della comunicazione, relazione, esperienza.

RUOLO DEL CORPO

Le attività sono regolate da dinamiche intersoggettive che dicono come

comportarsi e cosa aspettarsi.

Comunicare:

Costruire un significato con gli altri

- Parte costitutiva dell’agire

- È codificato o convenzionale: si usano simboli condivisi

- Consente interazione tra io e mondo esterno

- Contribuisce all’elaborazione di contenuti mentali e alla costruzione

- del patrimonio intellettivo.

Usare il vissuto, senso motorio, consente di partire dall’azione corporea per

stimolare livelli di comprensione logico-concettuali. Sperimentando il lavorare

insieme si arriva a risultati superiori piu che portare avanti un lavoro

individuale.

FUNZIONI DELL’ATTIVITA’ MOTORIA NELLE SCUOLE

Sviluppo armonico della persona

- Scelta di un percorso personalizzato

- Attiva il coinvolgimento di tutti

- Favorisce l’apprendimento formale e non

- Valorizza il gioco come momento di apprendimento e integrazione

- Acquisizione di corretti stili di vita

- Educa ad una sana competizione

- Stimola il contatto con la natura

- Si amplia l’offerta formativa nei percorsi motori

- Si diffonde la cultura del sapere motorio

- Si sostiene l’impegno scolastico ed extrascolastico

- Si integrano i disabili

- Si valorizzano le eccellenze

- Si concilia la pratica agonistica e frequenza scolastica

- Si previene disagio e dispersione

-

PROGETTO ARCOBALENO

Proposto per i 3 ordini scolastici

- Provare a dare risposte al termine diversità

- Nasce l’esigenza di cambiare il concetto di diversità

- Insegnare uno scambio continuo con gli altri

- Scuola e famiglia lavorano insieme con una comunione di valori e

- intenti

Attività di conversazione, dibattito, narrazioni, osservazione e lettura

- di immagini, giochi di ruolo, esercizi di rilassamento, attività

manipolative

Finalità  vivere l’incontro con il diverso come momento di confronto e fonte di

ricchezza

Finalità educative  riconoscere il valore di ognuno, essendo aperti e

disponibili all’ascolto, allo scambio e alla cooperazione

Metodologia gli allievi sono coinvolti con un approccio attivo e collaborativo

fornendo loro gli strumenti e le occasioni necessarie. È importante creare un

e senso di appartenenza al gruppo. L’insegnante assume il ruolo di stimolo e

guida.

LABORATORI

approccio più idoneo per la costruzione di un sapere collaborativo con una

valorizzazione della dimensione attiva dell’apprendimento (metodologia)

Dewey l’intelligenza ha bisogno di certe condizioni per affermarsi, deve

essere nutrita di eventi che la fortificano. Il “sapere” unito al “fare” diventa un

“saper essere”

Maria Montessori agendo sull’ambiente il bimbo stimola e educa i sensi, che

sono alla base del ragionamento. Lei individua nella mano il principale organo

dell’intelligenza, poichè la manipolazione in un bimbo attiva l’intero apparato

senso-percettivo, permettendo la fusione di 2 intelligenze: mano e mente.

I bimbi, nel laboratorio, vivono relazioni interpersonali e di collaborazione tra

loro e con i docenti. Realizzano progetti condivisi e svolgono compiti comuni

usando conoscenze e abilità, che servono allo scopo e valorizzano

l’intelligenza distribuita

Si fa una ricerca integrata ed integrale perché non si separano teoria, tecnica,

pratica, corporea e mentale. Cresce la motivazione e l’autostima poiche

aumenta ampiezza e spessore delle competenze di ciascuno, che ssi

confrontano con quelle degli altri.

Interazionecol gruppo, ricerca di prove ed errori

- Condivisionedi significati

- Consapevolezzadi mettere in atto un percorso di “scoperte”

- Intenzionalitànel laboratorio tutto è programmato e predisposto

- intenzionalmente.

Laboratorio:

Interdipendenza positivasuccesso individuale = successo di gruppo

- Responsabilità individuale e di gruppo

- Interazione costruttiva  raggiungere obiettivo con strategie comuni

- Abilità interpersonali  riconoscono la capacità di prendere decisioni

- Valutazione del gruppo

-

Organizzazione in piccoli gruppi, così che tutti possano lavorare e che

permetta all’insegnate di capire chi ha maggiori difficoltà. L’insegnate deve

definire i ruoli e le funzioni che i bimbi devono assicurare in relazione ai

compiti assegnati.

Il laboratorio proporne attività di libera espressività corporea.

Curricolo composto da 3 unità di apprendimento:

Obiettivi formativi: individuare le parti del corpo su se stessi e sugli

1. altri

Obiettivi formativi: comprendere ed eseguire gesti comunicativi

2. Obiettivi formativi: saper esprimere i contenuti con il corpo

3.

Verifica e valutazione:

UDA : indicare gli organi di senso

1. UDA: eseguire gesti comunicativi con le mani ed espressioni facciali

2. per comunicare emozioni, usare il corpo per comunicare significati.

UDA: raccontare avvenimenti, storie ed emozioni col corpo.

3.

Verifica  cerco di capire se i bimbi hanno percepito l’argomento , e in che

modo misuro l’apprendimento

Valutazione attribuisco un valore all’apprendimento

TEORIA, TECNICA E DIDATTICA

DELL’ATTIVITA’ MOTORIA PER L’ETA’

EVOLUTIVA

Tecnica complesso di norme da eseguire in ginnastica

2 aspetti:

Descrittivo : richiede un linguaggio specifico

- Applicativo : si riferisce al movimento

-

TERMINOLOGIA DIDATTICA

Il corpo umano si divide in busto (scheletro assile) e arti (scheletro

appendicolare).

Scheletro assile: capo, collo, tronco

Scheletro appendicolare: arto superiore (spalla, braccio, avambraccio, mano)

e arto inferiore (anca, coscia, gamba,piedi)

Le articolazione sono parti molli e dure che unicono due o più ossa vicine.

Nell’arto superiore abbiamo l’articolazione scapolo-omerale , nell’arto

inferiore quella coxo-femorale.

Gli assi del corpo:

Longitudinale : dalla sommità del capo al punto di unione dei talloni

- Trasversale : da una spalla all’altra

- Sagittale : dal petto al dorso

-

I piani del corpo:

Frontale: incontro asse longitudinale e trasversale, divide il corpo il

- parte anteriore e posteriore

Sagittale: incontro asse sagittale e longitudinale, divide il corpo in sx

- e dx.

Trasversale: incontro asse sagittale e trasversale, divide il corpo in

- superiore e inferiore.

Atteggiamento figura che assume il corpo del ginnasta o parte di esso.

Atteggiamenti parziali di busto e arti:

busto lungo, breve, torto o ruotato

- 

arti lungo, breve, semibreve, torto o ruotato. Gli arti superiori in

- 

atteggiamento lungo possono essere dirette (arti paralleli) e

intermedie (es. avanti-alto). Quando le braccia sono tra 2 assi

orizzontali: avanti-fuori, avanti-indietro.

atteggiamenti totaliatteggiamenti del busto combinati con quelli degli arti

inferiori. Ginocchio

- Raccolta

- Massima raccolta

- Squadra

- Massima squadra

-

4 elementi fondamentali:

Posizione delle varie parti del corpo

- Situazione in cui operiamo

- Orientamento rispetto ad un attrezzo

- Rapporto tra corpo e attrezzo

-

Baricentro”somma dei pesi di tutti i segmenti corporei”, cambia a seconda

dalla posizione che assumiamo .

Stazioneposizione del corpo con gli arti inferiori al suolo per un tot di tempo

Stazione eretta

- Stazione seduta

- Stazione a ginocchio

-

Decubito posizione del corpo con il busto al suolo per un tot di tempo

Decubito supino

- Decubito prono

-

Movimentiatti motori volontari o no che cambiano la figura del corpo.

Attivi: prodotti dalla contrazione dei muscoli striati (volontari)

- Passivi: si compiono per azione della gravità

-

Esercizi ginnici:

Semplici (1 parte del corpo)

- Composto (1 parte del corpo che riproduce diversi movimenti)

- Combinati (+ parti del corpo)

-

Principali forme di combinazione:

Successione

- Simultaneità

- Alternanza

-

I passi, la corsa, i balzi, i saltelli e i salti, vengono considerati normali attività

motorie educative e vengono distinti considerando la quantità del lavoro

muscolare ce producono nel tempo: blanda, moderati, intensi.

Assistenza azioni che assicurano gli allievi da danni fisici e morali

Assistenza preventivasalvaguardia della salute degli allievi(ambiente,

attrezzi,indumenti…)

Assistenza ginnastica nelle esercitazioni ai grandi attrezzi, aiutare l’allievo a

evitar posture o esercitazioni errate. Può essere diretta, se effettuata da un

insegnante o indiretta, se effettuata da un allievo

PREREQUISTI MOTORI

SCHEMA CORPOREO

È la costruzione lenta e progressiva attraverso 3 stadi di sviluppo:

Corpo vissuto (0-3 anni) : si delinea una prima immagine

1. Corpo percepito(3-6 anni): si organizza s.c. attraverso gioco ec…

2. Corpo rappresentato(6-12anni):è in grado di disporre della propria

3. immagine per compiere operazioni

Secondo Plaget lo s.c. sul piano intellettivo è definito da operazioni

concrete.

Elaborazione dello schema corporeoorganizzazione delle sensazioni

relative al nostro corpo. Uno schema corporeo incerto determina deficit

nella relazione soggetto-mondo influendo sul piano della posizione,

della motricità e della relazione.

SCHEMI MOTORI DI BASE

Schema motoriomomento che precede e condiziona le articolazioni

muscolari, determinato dalle precedenti sensazioni cinestesiche che hanno

lasciamo il ricordo di ogni azione motoria. Gli schemi motori sono costituiti da

tutti i movimenti naturali e dipendono dal tipo di esperienze vissute in età

infantile, dette “grezze”.

Movimentoschema dinamico che comporta la variazione di posture.

Schemi motori di base elementi semplici che caratterizzano la struttura del

movimento; dipendono dalla maturazione del SNC, caratterizzano il

potenziale motorio, sono il presupposto di base su cui possono esser

apprese le abilità generali.

Principali schemi di base:

Camminare

- Correre

- Saltare

- Lanciare-afferrare

-

Gli schemi motorie posturali sono collegati allo sviluppo dello schema

corporeo.

L’evoluzione delle competenze motorie passa per 3 tappe:

Consolidamento degli schemi motori di base

1. Apprendimento delle abilità motorie generali

2. Apprendimento delle abilità motorie sportive

3.

LATERALIZZAZIONE

orientamento del corpo, che avviene tra i 3 e 5 anni, determina la dominanza

cerebrale.

Dominanza lateralebagaglio genetico di disuguaglianza nei 2 lati del corpo.

Destrismo ominanza emisfero cerebrale sx

- : d

Mancinismo: dominanza emisfero cerebrale dx.

-

La mano non dominate viene detta complementare.

Emisfero dominantesede dell’iniziativa motoria

Emisfero complementarefunzione spaziale

Lateralizzazione conclusione del processo di dominanza.

Metà dominante: funzione di attacco e slancio

- Metà complementare: difesa e appoggio

-

Una scarsa affermazione della lateralizzazione può provocare problemi a

livello linguistico, rendere difficile la coordinazione, influenzare capacità di

orientamento dello schema corporeo nello spazio. Il processo di

lateralizzazione si completa verso i 12 anni.

CAPACITA’ MOTORIE

CAPCITA’ COORDINATVE: determinate da processi neuro-muscolari ed

energetici

Generali:

- Apprendimento motorio

o Controllo motorio

o Adattamento e trasformazione dei movimenti

o

Speciali:

- Destrezza fine

o Equilibri

o Elasticità di movimento

o Coordinazione e fantasia motoria

o

CAPACITA’ CONDIZIONALI: determinate da fattori energetici

Forza a capacità di opporsi ad una resistenza esterna mediante una

- contrazione muscolare, che può essere di tipo

concentrica(accorciamento del muscolo), isometrica(statica) o

eccentrica(allungamento del muscolo durante la contrazione, il

muscolo subisce il lavoro più che eseguirlo).

-Resistenza: capacità dell’organismo di resistere ai lavori di lunga

durata. I lavori di resistenza sono dei lavori di tipo aerobico

caratterizzati da lunga durata ed intensità medio-bassa, in cui il

substrato energetico che viene principalmente consumato è quello

lipidico.

-Velocità: è la capacità di compiere un gesto motorio nel più breve

tempo possibile. Lavori di velocità di breve durata, ma con intensità

alta, sono lavori di tipo anaerobico, i quali possono essere di due tipi,

lattacido o alattacido a seconda della tipologia del lavoro, ad

esempio la durata.

MOBILIZAZIONE ARTICOLARE: influenzata da processi energetici e

neuromuscolari. La mobilità articolare è la capacità di compiere gesti con la

più ampia escursione articolare possibile; avere una buona mobilità articolare

favorisce l’economicità e la precisione del gesto. Essa può essere di due tipi:

-Attiva(dinamica): azione dei muscoli che distendono gli antagonisti;

-Passiva: dovuta ad inerzia, azione del partner o attrezzo.

Abilità motorie  presupposti immediati per l’esecuzione di una singola

prestazione, le capacità coordinative sono un presupposto essenziale per

una serie di attività. Si dividono in open skill (es. basket) e closed skill

(ginnastica)

Capacità coordinativauna volta acquisite rimangono permanenti.

Capacità condizionalidiminuisce se non viene allenata, dipende cmq dalla

genetica

CAPACITA’ MOTORIE ABILITA’ MOTORIE


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze motorie per la prevenzione e la salute
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marghe.15 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di TTD Attività motoria dell'età evolutiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Valentini Manuela.

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