Università Cattolica Milano
Corso di Laurea in Scienze motorie e dello sport
Teoria, Tecnica e didattica dell’età evolutiva
Prof. Frattini Gabriella, Catella Manuela, Bonali Mauro
Allievo Alessandro Valsecchi corso F anno accademico 2017/2018
Percorso formativo
Titolo: Sviluppare gli schemi motori del correre e del saltare con attività a coppie e a gruppi
Classe 1a
Teoria, Tecnica e didattica dell’età evolutiva Pagina 1 di 21
Università Cattolica Milano
Corso di Laurea in Scienze motorie e dello sport
Premessa
Riferimenti scientifici
Al giorno d’oggi si ritiene che l'attività motoria sia uno degli strumenti più efficaci per la formazione dei soggetti in età evolutiva, sia sul piano del carattere, sia su quello della personalità e dello sviluppo psico-fisico; permette inoltre l’incremento significativo della qualità della vita e favorisce l’integrazione sociale e la collaborazione.
Infatti la pratica appropriata di attività di movimento permette ai giovani di sviluppare in modo salutare l’apparato muscolo-scheletrico (ossa, muscoli e giunture), sviluppare un salutare sistema cardio-vascolare e respiratorio (cuore e polmoni), sviluppare una “consapevolezza” neuromuscolare (coordinamento e controllo del movimento) e aiuta a mantenere un peso corporeo salutare; è quindi ritenuta fondamentale nel corso della nostra vita e soprattutto nell’età evolutiva della persona.
Correre e saltare fanno parte degli schemi motori di base, più precisamente degli schemi motori di base dinamici. Essi coincidono con i gesti motori naturali ed abituali della specie umana e rappresentano il frutto del processo di apprendimento, automatizzazione e coordinamento degli atti che ha inizio dalla nascita e viene condizionato dalle esperienze di movimento.
Gli schemi motori dinamici sono schemi quadridimensionali in quanto presuppongono una variazione di postura e uno spostamento del corpo, o di suoi segmenti, nella dimensione spazio-temporale. Esistono tanti schemi motori dinamici quante sono le forme globali di movimento dell’uomo, che sono innumerevoli.
Lo schema motorio della corsa è la forma di traslocazione utilizzata dall’uomo per procedere velocemente nello spazio attraverso una successione di appoggi degli arti inferiori con un tempo di volo tra l’uno ed il successivo.
La corsa segue l’acquisizione dell’abilità di camminare e di equilibrarsi e rappresenta il modo più economico di spostarsi per le velocità superiori agli 8 km all’ora.
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Si presenta a partire dai 15 mesi come gioco di velocizzazione dei passi del cammino ma fino ai 4 anni non compare come movimento coordinato; ci sono grandi progressi nella coordinazione e nell’acquisizione degli equilibri della corsa verso i 5 e 6 anni, età in cui è stato possibile quantificare rispettivamente nel 70% e nel 90% la percentuale di movimenti coordinati del gesto.
Il gesto è condizionato da altre capacità di movimento, quali per esempio l’orientamento spazio-temporale (per la valutazione delle distanze e l’orientamento del proprio corpo in situazioni dinamiche), dalla capacità di resistenza (permette di protrarre la corsa nel tempo il più a lungo possibile), rapidità e reazione.
La padronanza del gesto potrà essere completa solo nel momento in cui l’allievo sarà in grado di adattarlo e compierlo in tutte le situazioni.
Lo schema motorio del saltare, invece, è l’abilità che ci permette di staccare il corpo dal suolo attraverso una spinta operata dagli arti inferiori. Ciò che condiziona e che va a determinare di conseguenza la buona riuscita del gesto è la capacità di forza veloce ed esplosiva, oltre alla capacità di equilibrio dinamico ed in volo, di tempismo e di trasformazione del movimento.
Il bambino che sale su un piano rialzato sperimenta fin dai 2-3 anni le prime esperienze di salto dall’alto in basso ma l’abilità viene coordinata ed affinata nel periodo tra i 5 ed i 6 anni dove le possibili tipologie di salto (in estensione, in elevazione, dall’alto, simmetrico, asimmetrico, da fermi, con rincorsa) incominciano ad essere tra loro combinate.
Metodologie e criteri
Lo sviluppo di questi due schemi motori è bene che avvenga attraverso attività ludico-motorie in quanto è più facile il coinvolgimento del bambino. Occorre conoscere approfonditamente il bambino, sapere il suo grado di preparazione (livello psicomotorio), devono essere prese in considerazione le capacità (condizionali, coordinative, intellettive e socio-comunicative), le abilità preesistenti, gli interessi e le motivazioni.
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Bisogna sapere inoltre se presenta lacune dal punto di vista fisico-cognitivo ed eventualmente se è affetto da patologie, prima di scegliere l’attività da mettere in pratica durante la lezione.
Per quanto riguarda la corsa, si consiglia di proporre esperienze motorie variate sull’intera tipologia del gesto attraverso giochi di facile comprensione da parte dei bambini, che siano divertenti e non durino troppo tempo. Il gioco è fondamentale perché è il modo in cui i bimbi conoscono il mondo e crescono. Non è qualcosa che riempie dei vuoti tra un'attività e l'altra, ma è l'attività per eccellenza che loro utilizzano per scoprire tutto ciò che li circonda; di conseguenza il gioco per i bambini risulta essere fondamentale sul piano educativo.
Si può iniziare con una semplice corsa seguendo le linee della palestra per poi passare a una corsa a navetta o ad un percorso a slalom dividendo la classe in più gruppi in modo da mantenere sempre tutti i bambini in movimento. L’abilità può essere aumentata ulteriormente cambiando la superficie di appoggio, rendendo più complicato mantenere l’equilibrio come per esempio una corsa sui materassi.
Per quanto riguarda invece il saltare, anche qui bisogna proporre attività variate sull’intera tipologia del gesto.
È importante proporre le attività in maniera graduale, una possibile successione potrebbe essere:
- Saltelli a piedi pari
- Saltelli asimmetrici
- Salti in estensione ed in elevazione su lunghezze ed altezze moderate
- Passaggi di ostacoli bassi per poi progressivamente andare ad aumentare l’altezza
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