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Lezione 4

Apprendimento motorio è il processo interno di riorganizzazione dei pattern motori, che sono organizzati in

modo da avere una nuova prestazione. La prestazione è l’unico dato osservabile per la valutazione. Si

considera appresa una determinata cosa se la performance è stabile dopo più osservazioni in modo tale che

escludo i fattori che la potrebbero influenzare.

TEORIA OCCIDENTALE: Schmidt e Wrisberg che identificano 3 stadi in cui questo avviene è per arrivare

quindi all’automatismo che è mediato dalla ripetizione del gesto ed è caratterizzato da un controllo di tipo

di button-down dai centri del sistema nervoso fino agli organi effettori (dall’alto verso il basso).

1 STADIO→ COGNITIVO

Il soggetto inizia a farsi un’idea della struttura coordinativa del movimento di base per raggiungere uno

scopo (idea di come agire e cosa raggiungere). Il controllo è cosciente e un forte impegno attentivo,

esecuzione lenta, imprecisa e instabile.

Le informazioni soprattutto interne che sono deboli e le informazioni che vengono dalla propriocezione

(posizione corpo) e cinestetiche (sintesi di info che provengono da diversi recettori: pressocettori,

nocicettori, fusi neuromuscolari, ecc.) regolando l’azione. Le info che arrivano dal movimento e che

permettono di regolarlo sono deboli e l’info al bambino per organizzare il movimento dipende da feedback

risultativi che evidenziano in termini risultativi dell’azione è stata proficua in termini di raggiungimento

dello scopo. FEEDBACK RISULTATIVI (palla che va nel canestro) O ESTRINSECI (l’allenatore dice che è stato

bravo e ha fatto canestro): sono quelli forniti dall’ambiente. Se si hanno solo questi feedback si sapranno

solo dopo aver concluso l’azione e non è possibile saperli in itinere e correggere l’azione, correggere a

posteriori.

Il bambino è concentrato su un solo movimento, organizzazione in successione delle varie azioni motorie.

Sa gestire solo compiti singoli.

2 STADIO→ ASSOCIATIVO MOTORIO

Punto di vista cognitivo idea più precisa grazie a feedback intrinseci per rilevare gli errori e se i movimenti

sono lenti si possono correggere anche in itinere. L’impegno cognitivo attentivo diminuisce. Minore

verbalizzazione e prevale l’elaborazione automatizzata.

3 STADIO→ AUTONOMO

L’impegno cognitivo attentivo arriva allo stadio autonomo dove si ha un concatenarsi di azioni motorie e c’è

la gestione di compiti multipli: organizzazione azione, controllare ambiente e avere informazioni interne

sulla correttezza esecutiva. Vi è massima automatizzazione anche dell’analisi sensoriale.

Gli indicatori del passaggio per poter variare le proposte motorie, per passare a qualcosa di più complesso,

sono:

• la velocità esecutiva che è correlata alla complessità del compito (veloce se è semplice, lenta se è

complessa).

• Richiede organizzazione l’azione complessa

• la precisione che è in antitesi con la velocità (azione lenta è maggiormente precisa) perché

beneficia di feedback esterocettivi che da info su come stanno andando le cose e se lenta si può

migliorare nel corso dell’attività. Di solito si parla di compromesso tra precisione e velocità in base

all’obiettivo che ci si è posti. Per correggere gli errori c’è bisogno di una velocità bassa mentre

quando si ha l’automatismo si è più veloci.

• Richiede l’attenzione ma è minore quando si arriva all’automatismo e così ci si concentra su compiti

secondari

• Controllo seriale per l’esecuzione controllata e parallela per l’autonoma

• L’azione anche complessa nella fase automatizzata è o tutto o nulla è involontaria e si va a

ripescare nell’esperienza mentre quando ancora si è nella prima fase si hanno azioni volontarie

TEORIA ORIENTALE: Meinel e Schnabel

Approccio nuovo dell’apprendimento motorio per cui non consideriamo la correttezza esecutiva

nell’effettuare l’azione, ma come questa azione risponda alle esigenze ambientali. Prospettiva dal basso

verso l’alto cioè dall’ambiente si vanno a strutturare i programmi motori. Apprendimento viene

valutato per il processo che si attua per arrivare al risultato nel migliore dei modi; cercare strategie di

soluzioni del bambino che interagisce con l’ambiente e sceglie l’azione motoria più adeguata. I 3 stadi

vanno a valutare la capacità del bambino che ha per rispondere a diversi contesti:

STADIO DELLA COORDINAZIONE GREZZA

Risposta motoria che in efficacia e economicità deve ancora strutturarsi ed ha delle contrazioni

aggiuntive e movimenti inutili; dispendio energetico. La comprensione del compito è l’anticipazione

dello scopo dell’azione. Scarsa capacità di percepire le informazioni e il feedback è quello visivo

STADIO DELLA COORDINAZIONE FINE

il bambino risolve il problema motorio più volte ma le soluzioni che deve dare sono sempre diverse

perché l’ambiente cambia sempre. Mai ripetere lo stesso, inibisce le risposte date in precedenza in

base all’esperienza, coglie gli stimoli esterni e li mette a confronto con quelli già avuti le aggiorna

prendendo tutte le info da sé e l’ambiente e adatta la risposta alla nuova situazione. In condizioni

normali, non devono esserci disturbi perché sennò commette errori e l’esecuzione è instabile. A livello

di dosaggio energia e timing sono buoni e rimangono più o meno uguali nelle tre fasi. Allievo

concentrato sulla propria esecuzione, con i consigli dell’allenatore vi sono cambiamenti per rendere il

programma stabile e sicuro, perfezionamento di controllo che determina il crescente apprendimento

dell’azione

Passaggio dal primo al secondo stadio effettua le capacità di elaborare le proprie info interne ed

esterne per produrre la risposta.

STADIO DELLA Disponibilità VARIABILE

Il bambino raggiunge questo stadio quando è in grado di utilizzare coordinazione fine in condizioni non

abituali e difficili; è in grado di togliere la concentrazione dall’azione in modo tale da concentrarsi sulla

tattica di controllo della situazione e necessità di cambiamento in base ai cambiamenti dell’ambiente.

Ottima cinestesi e maggiore uso della visione periferica. Variazioni cambiamenti ambientali varia la

risposta da attuare e le metodologie con cui farlo.

STUDI DI APPRENDIMENTO E IMPEGNO MENTALE

Stadio ‘cognitivo’ di apprendimento

Un modo per passare dalla ripetizione al cambiamento e mantenere impegno cognitivo nella fase iniziale di

apprendimento è quello di introdurre nuove richieste coordinative e ricondurre così il bambino

‘sulla curva di apprendimento’

Stadio della ‘disponibilità variabile’

Un altro modo per passare dalla ripetizione al cambiamento e mantenere impegno cognitivo nella fase final

e di apprendimento è quello di far eseguire i movimenti automatizzati in condizioni variabili.

Interferenza Contestuale (I.C.):

Ripetere più volte lo stesso movimento in condizioni stabili porta a risultati inizialmente migliori,

ma l’Interferenza Contestuale

porta ad un migliore apprendimento

a lungo termine.

Da queste teorie e stadi nascono le proposte METODOLOGICHE:

• Approccio cognitivo e orientato ad automatizzazione→Pratica per blocchi= ripetere un compito

motorio/ esecuzione ripetuta della stessa abilità per poi passare ad un’altra (apprendimento in breve

tempo e se voglio lasciare un background al bambino);

• Pratica costante = ripetere solo una variante di un dato compito motorio usando gli stessi effettori,

la stessa forza e velocità (se il bambino ha già un background si utilizza questo metodo);

• Pratica randomizzata = svolgere diversi compiti senza un ordine regolare (interferenza contestuale

perché bisogna passare da un’organizzazione motoria all’altra in poco tempo);

• Pratica variata= ripetere diverse varianti della stessa azione motoria cambiando effettori, velocità o

direzione.

Il bambino sarà in grado di scegliere la diversa pratica. VARIABILITÀ creare delle situazioni in cui il bambino è

sollecitato a scegliere delle particolari soluzioni motorie cioè movimenti che consentono di raggiungere uno

scopo diverso, la scelta non è univoca ma ottimale per ogni situazione. Il bambino le trova da solo e stimola

le funzioni cognitive esecutive.

VARIZIONE è repertorio di modifiche di quello stesso comportamento motorio, grazie all’esperienza.

In ogni proposta ci sono questi due concetti che muovono l’organizzazione della Didattica che si propone agli

allievi.

Grazie alla pratica randomizzata si ha il TRANSFER di apprendimento

Ogni azione motoria ha caratteristiche invarianti, sequenza di azioni motorie hanno durata fissa come

rapporto tra loro e si ha forza relativa cioè contrazioni avvengono alla stessa velocità e stessa durata.

Parametrizzazione quando tutto il movimento viene eseguito tutto velocemente o lentamente ecc.

Transfer di apprendimento ha caratteristiche invarianti di ciascuna azione motoria: ha sequenza

azioni motorie che costituiscono una stessa abilità, queste fasi hanno una durata fissa come

tra loro e si parla di forza relativa ossia l’intensità e velocità della contrazione muscolare

rapporto

nelle stesse fasi che ha un rapporto fisso.

parametrizzazione: eseguo movimento velocemente, lentamente in una direzione o nell’altra.

teoria dei programmi motori generalizzati: nella memoria a lungo termine non vengono ricordati

tutti i programmi, ma sono memorizzate delle grandi categorie di grandi atti motori che condividono

caratteristiche invarianti di questo programma e vanno a informare tutti i programmi motori che

condividono questi caratteri motori; velocità e lunghezza vengono accostate a caratteristiche

invarianti per poter attuare anche azioni che non abbiamo mai provato parametrizzo, adatto alla

situazione che si presenta davanti.

è la capacità di utilizzare l’apprendimento, il programma motorio (è l’insieme di comandi

Transfer

organizzati che dal cervello vanno ai muscoli per far muovere il corpo in determinati modi), per

un’abilità diversa; questo attraverso un processo di adattamento attraverso l'esperienza motoria,

che avverrà molto velocemente.

Acquisire caratteristiche coordinative dell’abilità e trasferirle all’altra parametrizzando le

caratteristiche dell’una e dell’altra

abbiamo un trasfert detto stretto quando sia le caratteristiche invarianti sono comuni a due abilità

sia le capacità come caratteristiche di forza, di velocità e di ampiezza di movimento, coordinazione

sono molto simili tra loro, più sono vicine le caratteristiche più l’apprendimento avverrà

velocemente;

se le due abilità sono più distanti tra loro e condividono meno capacità anche le abilità sono

diverse: caratteristiche in comune ma parametrizzazione molto diversa

l’apprendimento di più abilità in successione può avere una direzione: può essere positivo,

negativo, neutro

POSITIVO: le due abilità sono più simili in modo tale che si facilitino nell'apprendimento

NEGATIVO: se non ho ben appreso l'abilità vado ad affrontare un’abilità simile andrò ad effettuare

i medesimi errori

NEUTRO: quando le abilità sono molto diverse tra loro (relative degli arti sup e inf) non si vanno ad

influenzare in alcun modo più si è bravi nell’abilità meno il transfer è presente. più verso la

il transfer è tipico dei bambini,

specializzazione, meno è conveniente far apprendere abilità simili. Più in ambito formativo più

variazione di risposte.

DUE TEORIE PER SPIEGARE IL TRANSFER:

IPOTESI ELABORAZIONE: prevede l’esercitazione in sequenza casuale o normale, permette al

quell’azione motoria. Se sono in ordine

bambino di individuare le caratteristiche distintive di

casuale l’impegno cognitivo è molto elevato

IPOTESI RICOSTRUZIONE PIANO D’AZIONE: nel passaggio da un piano d’azione all’altro il

bambino inibisce un piano per passare all’altro con impegno attentivo molto elevato.

come promuovere il transfer:

proporre attività motoria analizzandola→ non serve solo per il raggiungimento degli obiettivi ma

anche nelle parti che compongono quelle abilità. Analizzo gli obiettivi e esigenze coordinative;

quando so cosa sto sottoponendo vado a trovare cosa simili andando a garantire la variabilità (in

ambito di schemi motori e capacità motorie)

APPRENDIMENTO TRADIZIONALE: Se si utilizza approccio cognitivo dell’apprendimento tipo

button down suggerisce di andare dal facile al difficile dal lento al veloce e scomporlo. Segmentare

l’attività per studiare le parti di cui è composta.

APPRENDIMENTO PER SCOPERTA: apprendimento tramite stimolazioni che vengono

dall’ambiente, creando le sollecitazioni motorie, l’allievo da solo deve trovare la soluzione del

compito grazie a prove ed errori

PUNTO DI STIMOLAZIONE OTTIMALE: punto di equilibrio instabile tra il livello di complessità del

e abilità del bambino → bilanciare tra ripetizione e

compito e il livello attuale di capacità

cambiamento

capacità motorie: geneticamente determinate, allenabili e determinano quanto bene vengono

acquisite le abilità motorie

ABILITÀ MOTORIE: sintesi di diverse capacità motorie, cambiamento dei processi di regolazione

che consente all’individuo di realizzare azioni motorie. Sono specifiche e acquisite mediante

apprendimento, altamente allenabili; obiettivi prestazione motoria conseguiti con grande precisione

e minimo dispendio energetico.

Bisogna individuare le giuste proposte nei giusti tempi per i bambini

migliorando le capacità, le abilità migliorano e vi è acquisizione di essa in modo migliore.

CLASSIFICAZIONI ABILITÀ:

1):

DISCRETE: sono caratterizzate da un compito breve con un inizio ed una fine: tiro con l'arco

discrete in cui l’ordine di successione è cruciale e

SERIALE: concatenazione di azioni, di abilità

anche il rapporto in termini di tempo e spazio per il successo: nuoto sincronizzato

CONTINUE: sono ripetitive e non hanno un inizio e una fine se non volontariamente strutturato e

l’inizio dell’una corrisponde con il termine dell’altra (pattinaggio)

2):

va a vedere quanto impegno cognitivo e quanto di efficienza motoria sia necessaria per realizzare

quella determinata azione per arrivare al successo

MOTORIE: il successo dipende dalle capacità motorie mentre gli aspetti percettivi-decisionali sono

di secondaria importanza→ eseguire nel modo corretto ed efficace (salto in alto)

COGNITIVE: dipendono dalla strategia di scelta→ saper cosa fare (giocare a scacchi)

3):

livello di stabilità e prevedibilità dell’ambiente durante l’esecuzione

per

OPEN SKILL: eseguita in ambiente mutevole e attuare risposta in base a ciò che si presenta

(giochi sportivi, lotta) ambiente imprevedibile

CLOSED SKILL: pianificazione in anticipo dei movimenti, è stabile ed è sempre uguale (nuoto, 100

metri piani) ambiente semi-prevedibile

LEZIONE 5

In passato non si poteva correggere durante l’esecuzione ma solamente a posteriori e quindi si andava a

prove ed errori.

Come avviene controllo del movimento i n base approccio cognitivo è stato elaborato un modello

concettuale della prestazione umana; un modello a circuito che mostra come gli input ambientali sono

trasformati in output comportamentali (ipotesi di funzionamento). Il SN elabora l’informazione passando

per tre stadi:

1. Identificazione dello stimolo--> esterocettiva, enterocettiva e cinestetica (percezione corpo in

movimento). È molto importante per l’apprendimento del movimento. Assistenza diretta modifica

la percezione e quindi ritarda l’apprendimento autonomo dell’abilità, dopo l’assistenza il

movimento deve essere provato senza aiuti in modo tale che ci sia l’apprendimento.

2. Selezione della risposta --> determina le azioni da attuare per raggiungere lo stato voluto; integra le

informazioni dell'esperienza e gli input di tipo ambientale

3. Programmazione della risposta--> in seguito a questa integrazione è scelta come output; la

realizzazione della risposta è garantita dai comandi che SN manda ai muscoli effettori

Definito lo stato desiderato l’azione che sta avvenendo viene messa in paragone con lo stato desiderato in

modo tale da capire se l’azione è stata programmata correttamente e si può raggiungere l’obbiettivo

prefissato. Questo avviene nel COMPARATORE da qui si hanno i feedback estrinseci, esterocettivi e

propriocettivi. Quando si ha un errore questo viene trasmesso all’esecutore che attua una correzione.

Questo circuito richiede elaborazione controllata e quindi tempo ed attenzione.

M1 e M2 sono due controlli che avvengono nei fusi neuromuscolari; M1 si riferisce al riflesso mono

sinaptico da stiramento (a livello midollo spinale ed emette la risposta), inconscio e collabora a organizzare

efficientemente il movimento. M2 riflesso da stiramento funzionale, polisinaptico a livello dei fusi

neuromuscolari, controllo immediato del movimento ma arriva anche al cervello e cervelletto.

Miglioramento del programma motorio.

Modello a circuito chiuso organizzazione dell’azione motoria non funzione per azioni di breve durata, molto

rapide perché si sta apprendendo ora quindi è lento il movimento.

Quando si ha azione veloce vi è un piano del movimento già organizzato, anticipata l’organizzazione e

possono esserci solo pic

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silvia1020 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Attività motoria per l'età evolutiva e per gli anziani e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Roma "Foro Italico" o del prof Di Cagno Alessandra.
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