L'altro linguaggio: la riforma della scuola primaria
Riforma può significare cambiamento ma anche continuità, fedeltà alla tradizione. La legge delega n°53-54 e il decreto n°59/04 (riforma Moratti) mirano a una scuola aperta alla tradizione ma che sia orientata anche verso il nuovo, introducendo nuovi modi di pensiero. Infatti, al centro del pensiero dei pedagogisti che hanno elaborato la riforma Moratti c’è la persona che genera conoscenza e che rimane in relazione con la comunità. Sono dunque sottolineati i valori della società occidentale e il concetto di libertà.
Le parole della riforma
Il primo cambiamento sta nella consegna alle singole istituzioni di alcuni principi generali. Infatti, con la legge 59 del marzo 1997 il sistema scolastico viene ordinato secondo il principio dell’autonomia organizzativa, didattica e finanziaria.
Le tematiche forti della riforma sono:
- Personalizzazione: Non si consegnano più programmi alla scuola ma solo regole generali, contenute nel PECUP e nelle indicazioni nazionali per i piani di studio. A partire da questi vincoli le scuole possono predisporre i piani di studio personalizzati, usando le forme organizzative più idonee. È dunque fondamentale che si predispongano itinerari diversi in base al soggetto, affinché l’apprendimento sia significativo per tutti. Quando si parla di personalizzazione si fa riferimento al principio dell’individualizzazione dell’insegnamento. Questo avviene tramite l’uso di:
- Redazione POF
- Flessibilità organizzativa
- Differenziazione didattica
- Progettazione unità di apprendimento
- Competenze: Rappresentano abilità necessarie per raggiungere le mete verso le quali si tende. Il progetto educativo si sostanzia in un passaggio dalla capacità alle competenze, tramite conoscenze e abilità. Non ci si ferma al saper fare e al sapere ma si pongono tutti i vari termini del processo educativo in interazione.
La normativa
La legge 53/03 delega al governo la definizione delle norme generali sull’istituzione, si innesta così un percorso normativo che ha previsto la legge 59/97 (sull’autonomia) e la DPR 275/99. Successivamente sono stati emanati:
- Decreto attuativo 59/04 (PECUP)
- Decreto legislativo 286/04 (prova INVALSI)
- Circolare ministeriale 84/05 (portfolio)
I documenti di riferimento previsti dalla riforma sono:
- PECUP: Indica ciò che lo studente deve sapere e saper fare per essere un uomo e cittadino. È uno strumento pedagogico, ha carattere educativo, culturale, professionale. È articolato in 4 contenitori: identità, strumenti culturali, convivenza civile, sintesi dei traguardi.
- Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati: Esplicano livelli essenziali di prestazione, nucleo essenziale dei saperi, obiettivi generali del processo. La scuola dell’infanzia si propone come incontro tra le famiglie.
Gli OGPF (obiettivi generali del processo formativo) sono riferiti alla maturazione dell’identità personale, conquista dell’autonomia e sviluppo delle competenze. Gli OSA indicano i livelli essenziali di prestazione che le scuole devono assicurare ai cittadini. I percorsi formativi si fondano su curricolo obbligatorio e curricolo opzionale. L’organizzazione dei tempi della didattica prevede tempi formali e tempi sostanziali.
L'attività motoria nella scuola primaria: il corpo parla
La comunicazione, ovvero il mettere in comune esperienze e informazioni, comprende il sistema dei segni e l’insieme dei simboli. I postulati della comunicazione sono:
- È impossibile non comunicare
- La punteggiatura può determinare il senso della comunicazione
- La comunicazione è sia digitale che analogica
Nella società la comunicazione svolge diverse funzioni: referenziale, metacomunicazione, espressiva e di regolazione. La competenza comunicativa comprende: abilità linguistiche e grammaticali, abilità sociali e semiotiche. Gli elementi della comunicazione sono: emittente, codice, messaggio, contesto, canale e ricevente. La comunicazione verbale avviene tramite linguaggio e ha valenza individuale, interpersonale e sociale.
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