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a- Antifane

Patria incerta, nato nel 408-405 e morto a 74 anni. Compose ca. 260 commedie (attivo non solo

ad Atene). Dei ca. 300 frammenti superstiti solo 1/5 riguarda la parodia mitologica/tragica; gli altri

rappresentano tipi, contraddistinti dal mestiere, dal carattere o da 1 difetto (bifolco, superstizioso,

al

moralista, parassita, soldato fanfarone, auleta e auletride, pittore, citarista e citarodo, attore tritagonista

. Individuando e caratterizzando i tipi umani, precorre

centro del suo orizzonte la creazione artistica)

l’approfondimento psicologico caro a Menandro. Dedicò 1 commedia, Poesia, alla critica letteraria:

sbeffeggia i toni grandiosi della poesia tragica e ditirambica.

b- Anassandride

Non era ateniese (Camiro o Colofone) ma operò ad Atene, attivo tra 382 e 347. Fu anche poeta

ditirambico (critica del grande ditirambografo Timoteo). Compose 65 commedie e vinse 10 volte.

Dei titoli superstiti solo ¼ rimandano a 1 argomento mitico; nella sua commedia vi sono anche

allusioni politiche e relitti della parabasi. 1 elemento innovatore è l’invenzione di storie d’amore.

c- Alessi

Cittadino di Turii, operò ad Atene (importante quanto Antifane); pare sia morto ultracentenario. In

alcune delle sue 245 commedie conserva elementi strutturali della commedia antica (ex: relitto di

parabasi). Era però anche poeta modernissimo [nel Fedro impiega elementi novellistici] [Alessi e

Menandro scrissero entrambi 1 Cartaginese, ma Plauto preferì ispirarsi ad Alessi nel suo Poenulus].

d- Eubùlo

Tradizione e innovazione sono evidenti anche in Eubùlo di Atene, fiorito verso il 376/373: vinse 6

volte alle Lenee e lasciò 101 commedie. Conosciamo + di 50 titoli: la metà tratta la parodia

mitologica (soprattutto riferimenti a tragedie di Sofocle e Euripide). Elementi della commedia

antica sono gli attacchi personali e politici (contro i Tebani mangioni o contro Dionisio I di

Siracusa); elementi della commedia nuova sono i tipi umani caratterizzati secondo il loro mestiere

(calzolaio, padrone di bordello). Eubùlo era ancora apprezzato dai latini (Orazio, Properzio).

La Prosa

Nacque nel V secolo come eloquenza, probabilmente anche sotto la spinta della sofistica,

movimento tra il filosofico e il letterario di uomini che davano lezioni a pagamento.

Corace e Tisia sono considerati i 1° maestri di eloquenza.

Filosofia del V secolo

φ del V sec. si divide in 2 gruppi: i presocratici, che studiano ancora la natura, e i sofisti, che

La

studiano l’uomo. Dai sofisti si distingue Socrate (sviluppa 1 speculazione a volte antitetica a quella

dei sofisti). La tripartizione è dunque + giusta: presocratici (Eraclìto, Parmenide, Zenone, Melisso,

Empedocle, Anassagora, Democrito), sofisti (Protagora, Gorgia, Prodico, Ippia, Antifonte,

Trasimaco, Crizia) e Socrate.

1- Presocratici

I presocratici rigettano le tradizionali interpretazioni mitologiche dei fenomeni a favore di

spiegazioni + razionali (domande: origine, sostanza delle cose, come spiegare la molteplicità delle cose in

natura, rapporto tra unità e molteplicità).

Pitagora di Samo (fondatore della scuola pitagorica).

2- Sofisti

[etimologia] Anticamente sofistès era sinonimo di sophos, e indicava 1 uomo esperto,

conoscitore di teknè e dotato di 1 ampia cultura. Nel V, sophos era colui che possedeva delle

conoscenze, sofistès colui che le professava privatamente dietro compenso (connotazioni negative

La sofistica era considerata da chi la praticava 1 arte e 1 professione. La

da Platone e Aristotele).

principale del sofista era l’arte oratoria

teknè Il 1° a pretendere 1 compenso x

(venditore di parole).

il suo insegnamento fu Protagora.

φ ionica + antica, l’uomo quasi non esisteva: esisteva il cosmo. Nella φ ionica + recente

Nella

(presocratici V sec.), l’uomo esisteva, ma come parte del cosmo. Nei sofisti del V sec. l’uomo non

era + visto in rapporto al cosmo, ma nei rapporti con gli altri uomini (come soggetto politico, come

membro di 1 comunità organizzata all’interno della quale agisce, parla e pensa). [l’epica, la lirica e il

teatro si occupavano già dell’uomo e del rapporto con gli dèi e gli altri uomini].

I 2 aspetti caratterizzanti dei sofisti sono:

1- Critica della cultura tradizionale e novità dei contenuti: i sofisti partivano da 1 critica radicale

della cultura tradizionale e fondavano i nuovi contenuti su ipotesi e su valori relativi (e non su

certezze e valori assoluti) [>< ai tradizionalisti, x i quali i valori erano certi, assoluti ed eterni].

L’arte della persuasione:

2- la sofistica non progettava soltanto di dissolvere le tenebre della

tradizione, ma di insegnare come vincere nella nuova società. La sofistica fu x eccellenza la cultura

della democrazia: poiché nella democratica Atene vinceva chi convinceva, i sofisti insegnavano ad

usare i discorsi come strumenti di teknè politikè, 1 arte in cui non si poteva appellare a principi

eterni, ma solo a principi concordati liberamente. [senza i 2 diritti democratici fondamentali,

l’uguaglianza dei diritti e la libertà di parola, non ci sarebbe stato l’accesso di tutti alla politica].

I sofisti curavano soprattutto le discipline connesse con la parola: proponevano di formare

l’oratore politico (il retor). I discepoli erano giovani che disponevano di denaro e di tempo i

giovani delle classe elevate, che invece di allenarsi nelle armi si allenavano nell’oratoria. Era la

stessa classe di 1°, ma veniva educata a sostenere le concezioni democratiche (>< a quelle di 1°).

La sofistica contribuì alla diffusione della lettura ( Il

i discepoli ricevevano dai maestri materiale scritto).

programma di studio comprendeva nozioni sugli dèi, sugli oggetti visibili del cielo e della terra,

sulla politica. Interesse dei sofisti era l’intero

sulle leggi e orizzonte umano (concezione degli dèi,

teoria della conoscenza, etica e pedagogia, funzionamento delle società, leggi e politica, origini del

Il progetto dei sofisti fu

linguaggio e grammatica, critica letteraria e secondariamente matematica e fisica).

di rinnovare criticamente le conoscenze attinenti all’uomo, e di inventare i metodi x comunicarle.

Protagora Abdera (Tracia) [insegnò in Grecia/Sicilia], ca. 485-415/414, dialetto

Nato ad Abdera in Tracia verso il 485, fu il 1° a proclamarsi sofista e a pretendere 1 compenso.

Passò ca. 40 anni a insegnare in Grecia e in Sicilia; andò ad Atene e frequentò Pericle e Euripide.

Avrebbe letto a casa di Euripide la sua 1° opera, Sugli dèi, in cui dichiarava il proprio agnosticismo:

“sugli dèi non sono in grado di dire né che sono né che non sono né come sono d’aspetto”. Definisce così i

limiti della scienza: l’uomo deve escludere dal suo orizzonte ciò che non può vedere/concepire.

Anche la 2° affermazione famosa riguarda i limiti e i fondamenti della conoscenza: nella Verità o i

“l’uomo è la misura di tutte le cose [di quelle che sono in

discorsi eversori, Protagora afferma che 

quanto sono, di quelle che non sono in quanto non sono]” esigenza teoretica di definire che cosa

l’uomo può realmente conoscerel’uomo stabilisce se 1 cosa è o non è, ma anche come è o non è.

Nelle Antilogie, dimostra che di ogni cosa si possono predicare valutazioni antitetiche e insegna a

verificare se ciò che a molti/tutti appare positivo non abbia aspetti negativi e vice-versa [importante x

l’oratore pubblico: .

deve contrapporre la propria valutazione a quella degli altri e prevedere le obiezioni]

L’uomo può dunque conoscere solo le cose umani, al centro delle quali sono quelle attinenti alla

politica e al linguaggio [ Pratica politica e pratica

si fa politica con le parole e si parla x fare politica].

oratoria sono fondamentali, ma x possederle occorre 1 base teorica e storica. Nella Costituzione

primitiva (dell’uomo) [ , Protagora ridisegna il percorso antropologico che ha portato

e in Sullo Stato]

allo stato: le 2 idee fondamentali sono che alla base dello stato è l’eticità e che il vettore della storia

è

è il progresso 1 visione ottimista (costante della sofistica). Sulla

[><Esiodo: decadimento]

linguistica di Protagora le fonti sono vaghe. Sicuramente sosteneva, come Democrito, che il

linguaggio non è x natura ma x convenzione, distingueva 3 generi grammaticali e 4 tipi di discorso

l’uso del linguaggio fosse il + possibile

, e voleva che

(preghiera, interrogazione, risposta, comando)

proprio e corretto. Protagora soleva verificare le sue teorie linguistiche/etiche sul testo dei poeti. La

pratica di ragionare sui poeti invece di esprimere direttamente le sue idee è criticata da Socrate .

3- Socrate Atene, 469-399, attico

l’inventore della φ

Socrate non scrisse nulla.‘E attica. Senza scritti, è difficile distinguere il

[Fonti]

suo pensiero da quello dei discepoli. Le fonti su Socrate formano 5 gruppi di scritti: a- le Nuvole, di

Aristofane (423); b- i Ricordi di Socrate, di Senofonte ; c- gli scritti socratici

[+ Apologia di Socrate]

dei discepoli d- tutte le opere di Platone (

(alcune interamente/in parte conservate); eccetto Leggi e

; e- alcuni luoghi in cui Aristotele dà giudizi su Socrate. Di

Lettere, di cui non è protagonista Socrate)

tutti i discepoli solo Platone si identificava completamente con il maestro.

Nato ad Atene nel 469, lasciò la città solo x servire

(padre scultore e madre levatrice)

[Vita e pensiero] si interessò 1° alla φ ionica e poi alla cultura sofistica. Si dedicò

sotto le armi . Da giovane

(><sofisti) interessò alla φ di Anassagora ma ne fu poi deluso);

allo studio del mondo fisico bbandonò la fisica

(si a

dedicarsi al problema dell’uomo.

x Socrate x certi aspetti inquietava (nelle Nuvole Aristofane crea 1

buffo Socrate che corrispondeva all’opinione della gente e la influenzò) . Povero, mal curato, indifferente

agli affari pratici e familiari, andava in giro x la città x discutere, domandare, confutare e spesso

umiliare con la sua pungente ironia. Socrate combatté x Atene e compieva sempre il suo dovere di

φ

cittadino: partecipava alla vita politica, ma come 1 qualsiasi ateniese. Come ignorava la politica e

anche la città: ciò che cercava riguardava l’uomo in assoluto (><cittadino radicato nel tempo e lo

spazio) [sconcertava: se era sofista, perché ignorava la vita pubblica].

che l’oracolo di Delfi lo

[Diceva aveva proclamato il + giusto/sapiente e gli aveva assegnato il motto delfico

‘conosci te stesso’;x questo era andato dai + sapienti in politica,poesia,arte; era rimasto deluso perché

ignoravano in che consistesse ciò che professavano. Capì che era il + sapiente perché sapeva di non sapere).

Il rapporto con gli altri è primario nella vita e nel pensiero di Socrate.

Alla gente pareva 1 sofista, ma in realtà si opponeva ai sofisti: al relativismo dei sofisti, x cui tutto

era valido se utile, Socrate opponeva l’esigenza di definizioni universali, valide x tutti e x sempre.

.

(x lui la sapienza non poteva essere venduta/acquistata, ma conquistata attraverso la ricerca)

Socrate passò la vita dialogando con gli altri, nella speranza di trovare delle risposte universali, che

lui non conosceva in anticipo. Il suo pensiero era veramente dialogico (si sviluppava, chiariva,

L’unica cosa che possedeva + degli altri era il rigore metodologico

precisava nel corso del dialogo). . Era convinto di poter ottenere

(che gli permetteva di distruggere le risposte infondate/contraddittorie)

dall’interlocutore le risposte ai problemi fondamentali [perciò diceva di esercitare l’arte maieutica della

madre: la madre aiutava a partorire, lui aiutava gli altri a partorire la verità].

Socrate non insegnava: voleva scoprire e imparare insieme agli altri. Al centro della sua attività era

la ricerca: ricercare è necessario x conoscere e conoscere è necessario x agire: agisce secondo virtù

chi conosce la virtù .

(basta conoscere il bene x agire bene:nessuno commette volontariamente il male)

fondatore dell’etica dottrina dell’azione volta al Bene)

X Platone, Senofonte e Aristotele, Socrate è il ( .

Socrate partiva da analogie con la vita quotidiana e x gradi arrivava a definizioni + generali (fino a

mirava (soprattutto quelli necessari all’agire corretto).

a definire dei concetti

definizioni universali)

Fu accusato di non credere negli dèi della città e di introdurne nuovi, e di corrompere i

[Morte] riteneva la φ affare di tutti].

giovani [rabbia cittadina cause della rovina di Atene: sembrava 1 perdigiorno,

Fu condannato a morte, e non sappiamo come si difese [ la giuria votava la pena, poi il condannato

Ma nella controproposta i

proponeva 1 pena inferiore ma soddisfacente e la giuria votava di nuovo].

giudici videro 1 provocazione, e lo condannarono a bere la cicuta. Socrate avrebbe potuto evitare il

processo con l’esilio, ma volle affrontarlo. Avrebbe potuto patteggiare la pena, ma si rifiutò di farlo.

Sarebbe potuto fuggire dalla prigione, ma non volle contravvenire alle leggi. Secondo Senofonte,

era stanco di vivere. Secondo Platone era determinato a concludere la vita in modo coerente.

Storiografia del secolo V e del secolo IV

Predecessori della grande storiografia sono i logografi (Ecateo, Acusilao, Ferecide di Lero, Dionisio di

, autori di monografie in prosa ionica di cui ci restano pochi frammenti.

Mileto, Carone di Lampsaco)

1- ERODOTO di Alicarnasso , ionico

(2° metà del secolo V: 484 ca.- )

[Alicarnasso: città della Caria, colonizzata nel XI da Dori e arricchita di immigrati ionici; città tra 2 mondi,

Erodoto

caria e dorica, soggetta al Gran Re (tiranno Ligdami) e poi membro della lega delio-attica].

partecipa al movimento politico che rovescia il tiranno Ligdami e porta la città nell’orbita ateniese.

[nato suddito del Gran Re, nome cario, si sentiva greco di stirpe dorica e scriveva in ionico].

se non la fine della sudditanza dei Greci d’Asia, e

Si chiese cosa significavano le vittorie di Salamina/Platea

quando era iniziato il periodo della sudditanzase voleva trattare di quel periodo, poteva parlare di tutti i

popoli che erano stati sudditi di tutti i re barbari. Erodoto cominciò dunque a raccogliere materiale

compiendo viaggi lunghi e minuziosi (Egitto, Fenicia, Babilonia, Lidia, Licia, Efeso, Samo, Lesbo, Tracia,

Delfi, Beozia, Sparta, Magna Grecia). Si recò nel 445 ad Atene (centro culturale + importante).

Sotto il nome di Erodoto ci sono giunte intere le Storie, autentiche, e 1 Vita di Omero, spuria. Le

Storie, in dialetto ionico, furono divise dai filologi alessandrini in 9 libri (

denominati con le Muse).

Obiettivo primario delle Storie è di trattare il periodo da Creso [1° re lidio a soggiogare tutte le città

greche d’Asia (metà VI)] , fino a Serse [re persiano battuto a Salamina/Platea (478:liberazione di Sesto

: in quei 90 anni i dinasti erano stati 5

sull’Ellesponto)] (Creso,Ciro,Cambise,Dario,Serse) [x Erodoto 5

anelli a cui agganciare i logoi: Cresologos sulla Lidia; Cirologos su Media e Persia; Cambise (Egitto)

logos egizio; Dario (tentata conquista di Scizia/ Libia) logoi scitico e libio + 1° guerra greco-persiana

.

fino a Maratona; Serse (tentata conquista della Grecia) storia dello scontro fra Greci e Persiani]

Erodoto usa gli strumenti stilistici arcaici:composizione ciclica e associazione periferica. Ciclico è

già lo schema generale: la narrazione parte dalla perdita dell’indipendenza e si conclude con la

riconquista dell’indipendenza dei Greci d’Asiaè come 1 collana a cui sono agganciati x

associazione periferica i logoi, le digressioni e aggiunte Erodoto inizia col

(che di solito sono ciclici).

trattare la storia delle città greche d’Asia sotto i re barbari e finisce col trattare la storia di tutti i

paesi conosciuti. I 9 libri sono articolati in 2 blocchi simmetrici: nei libri I-IV prevale la storia non

L’opera

greca; nei libri VI-IX la storia greca; fa da cerniera il libro V sulla rivolta della Ionia.

presenta 3 aspetti sovrapposti: è la storia del periodo da Creso a Serse, dei rapporti fra Greci e

a) b)

tutta l’opera è la l’ìstorìe,

barbari, di tutto il mondo conosciuto. Pernio di ricerca, termine non

c)

attestato 1° di Erodoto e usato da lui x indicare l’indagine e l’azione del ricercare. Dal termine

derivò il titolo di Storie o Storia.

è all’inizio di 1 nuova scienza incentrata sull’indagine dei fatti

Erodoto è bifronte: ma è anche 1

continuatore dell’epica: continua in prosa il canto degli aedi, con 1 differenza: esclude le Muse e gli

dèi Basa la verità su ciò che ha visto coi suoi occhi e

(impossibile conoscenza della loro azione).

sull’ascolto dei racconti, sottoposti al giudizio. Le 3 operazioni sono la vista, la riflessione e la

ricerca. Erodoto era prudente [scartava le notizie + antiche di 3 generazioni, sceglieva informatori in

ma credeva nei prodigi ed era affascinato dal meraviglioso Suo scopo principale

luoghi prestigiosi], .

era di raccogliere dati certi, e questo comportava 1 lavoro di valutazione (se 2 notizie sono credibili, le

. La massa dei dati presenti nelle Storie è

riferisce entrambe e eventualmente dichiara quale preferisce)

immensa e fondamentalmente degna di fede. Erodoto è imparziale (distribuisce le lodi fra Greci e

merito secondo l’occasione) e rispettoso verso i costumi dei barbari.

barbari, tutti ricevono qualche

Erodoto sa che indagine significa anche ricerca delle cause; x causa intende la responsabilità di

vi è 1 torto

qualcosa (merito/colpa)all’inizio a cui corrisponde 1 vendetta. La prospettiva è quella

del mito.

[Questione erodotea: Erodoto leggeva in pubblico parti della sua opera, divisa in logoi + prospettiva 1°

persiana e poi grecaquestione della composizione delle Storie: tra 1878 e 1913 A.Schoell, A.Bauer e

a)

F.Jacoby: Erodoto avrebbe 1° composto dei logoi indipendenti da leggere in pubblico, e dopo il soggiorno

ateniese li avrebbe rifusi in 1 opera unitaria sulle guerre persiane; nel 1926, De Sanctis: immagina 1 fase

b)

intermedia (fra stesura dei logoi e stesura definitiva), in cui Erodoto si sarebbe proposto di scrivere 1 storia

della Persia. Questa ipotesi risolve alcuni problemi (logos egizio) ma ne crea altri (perché iniziare da Creso

se voleva scrivere 1 storia persiana?). Si suppone che Erodoto volesse raccontare lo scontro fra Oriente e

c) .

Occidente; doveva disporre di 1 segmento di tempo da cui considerare la totalità dello spazio storico]

2- TUCIDIDE Atene, 2° metà secolo V (460-400ca.), attico arcaico

Nato da nobile famiglia, sostenitore di Pericle, Tucidide svolse 1 ruolo importante come stratego

della flotta ateniese nella guerra del Peloponneso. Accusato di negligenza x il fallimento della

dell’esilio

spedizione di aiuto alla battaglia di Anfipoli, lasciò Atene [parla , ma

(nel c.d. 2° proemio)

tornava ad Atene quando voleva; gli permise di attendere alla sua opera con calma e obiettività]. Per

raccogliere il materiale necessario Tucidide viaggiò , interrogò i protagonisti

(Peloponneso, Sicilia)

della guerra e dopo la caduta di Atene tornò in patria, dove morì qualche anno dopo ( ,

assassinato?)

lasciando incompleta la sua Guerra del Peloponneso, resoconto annalistico/cronologico della guerra

tra Sparta e Atene x il controllo della Grecia.

Il titolo non è di Tucidide né dei grammatici antichi; la divisione in 8 libri non è di Tucidide e non è

l’unica tentata. L’opera tratta ‘guerra

della guerra fra Greci dal 431 al 404, svolta in 3 fasi: la

a)

archidamica’ dal 431 al 421 1 fase mediana: alcune città

(>Archidamo re di Sparta), (pace di Nicea); b) distruzione

combattono contro altre; spedizione ateniese contro Siracusa (415/413) della flotta

‘guerra deceleica’

la dal

ateniese nel porto di Siracusa; (>Decelea, città attica occupata dagli Spartani)

c)

413 al 404 [x 1° riunisce i vari eventi in 1 quadro complessivo].

(Atene espugnata da Lisandro).

L’opera ha 1 svolgimento annalistico e 1 impianto monografico

(espone gli eventi anno x anno) [Però

‘Archeologia’)

nel libro I traccia 1 breve storia dei Greci dalle origini alle guerre persiane (1° excursus, e

tratta poi la c.d. ‘pentecontaetia’(50 anni tra 2° guerra persiana e guerra del Peloponneso- dalla presa di Sesto

nel 478 all’inizio delle ostilità nel 431) x chiarire la formazione della potenza ateniese (2° excursus)].

Secondo Tucidide, lo storico deve fornire agli uomini politici gli strumenti x interpretare il presente

e prevedere gli sviluppi futuri dei rapporti tra poleis; tale previsione è possibile perché esiste nella

storia umana 1 costante: la natura (physis), caratterizzata dal desiderio di accrescimento (dominare o

. Uno Stato forte è costretto dalle leggi generali della politica a svolgere 1 ruolo

essere dominati)

egemonico. L’accrescimento è 1 tratto caratteristico della società umana organizzata

all’interno di 1 territorio si formano 2 centri di potere, queste 2 entità

politicamentequando

tenderanno ad accrescere la propria forza, ad espandersi, finché entreranno inevitabilmente in

è l’unico esito possibile: trattati, alleanze, accordi possono

conflitto. La guerra di annientamento

aver luogo, ma in tempi/modi limitati [ Tucidide fornisce a storici/cittadini questo strumento di indagine:

è l’esito naturale del confronto

in ogni tempo/luogo la politica si spiega attraverso rapporti di forza; la guerra

Dall’esame del conflitto deduce le leggi generali della

tra 2 stati collocati sullo stesso territorio].

politica. Ogni impero è destinato a perire Distingue tra inizio della

(visione tragica della storia).

guerra, pretesto e causa profonda

(ragione dichiarata) (non individua la causa profonda nel mito come

Scrive la Guerra del Peloponneso perché è 1 evento grande, ma anche x

Erodoto: è prammatico).

capire/far capire la politica di Atene, il suo imperialismo e l’inevitabilità del conflitto.

Tucidide indica i suoi criteri metodologici in 2 principi generali (fili conduttori dell’opera):

Concezione ciclica della storianecessità di conoscere il passato x capire il presente e

- prevedere il futuro [la storia è possesso perenneprincipi universali, validi x ogni epoca]

- Intento di comporre 1 opera storiografica basata sulle fonti trattate con 1 metodo nuovo: usa

ancora i testi poetici, le tradizioni orali, i dati archeologici e i documenti epigrafici, ma li

sottopone a 1 verifica accurata.

Lo storico si propone di indagare i fatti, divisi in 2 categorie:

Ta erga, le azioni vere e proprie [

- lo stile è conciso e chiaro, esprime bene la moltitudine]

Oi logoi, i discorsi dei protagonisti: Tucidide precisa che i discorsi non sono quelli

- pronunciati in nell’occasione;

realmente pronunciati, ma quelli che avrebbero potuto essere

ignora lo stile e la psicologia dell’oratore: l’unica psicologia è quella comune a tutti gli

uomini, da cui dipendono decisioni e azioni politiche. I discorsi sono il punto in cui

Tucidide espone la politica dei contendenti e le leggi generali della politica [stile +complesso]

l’opera si svolge su 2 livelli: accertamento critico dei fatti, interpretazione politica/valutazione

a) b)

Le azioni sono frutto di decisioni umane preparate, difese o giustificate attraverso i logoi.

Le azioni sono causate da 3 motivi della physis umana: paura, desiderio di onore/prestigio, utilità.

X Tucidide la storia è ricerca della verità: i dati sono degli indizi attraverso cui si può arrivare a

[non usa l’erodoteo ‘ricercare’ (istorien) ma l’equivalente ‘investigare’ (zetein)].

trovare Accertati i fatti,

occorreva ricostruirne la cronologia, operazione complessa perché le città greche avevano calendari

i fatti anno x anno, indicando l’anno di guerra in cui

diversi: racconta

[non usa il calendario attico ma]

sono accaduti. E x definire il 1° anno di guerra, indica i nomi dell’eforo spartano, della sacerdotessa

argiva di Era e dell’arconte eponimo ateniese. lingua …

3- SENOFONTE Attica, ca. 430/425-355,

Nato a Erchià, demo attico Crebbe al tempo della guerra

(in cui era nato poco 1° Isocrate)ateniese.

del Peloponneso. Le simpatie che aveva x Sparta erano tradizionali nel suo ceto [ceto medio-alto dei

l’educazione di 1 gentiluomo (

grossi proprietari terrieri e dei cavalieri]. Ebbe palestre, equitazione,

caccia, simposi, amministrazione dei beni, frequentazione di maestri rinomati, soprattutto Prodico e Socrate).

La 1° svolta nella sua vita fu l’incontro con Socrate. La 2° svolta fu l’incontro con il suo ospite

tebano Prosseno, il quale lo invitò a far parte del suo seguito nell’esercito raccolto da Ciro il

Giovane contro suo fratello Artaserse, re dei Persiani. Nel 401, Ciro cadde a Cunassa; i 5 strateghi

greci (tra cui Prosseno) furono giustiziati dal satrapo Tissaferne. I 10.000 mercenari greci, rimasti

senza guida, elessero fra i nuovi comandanti. Malgrado gli ostacoli, dopo 1 lunghissima marcia

dalla Mesopotamia al Mar Nero, nel 399 Senofonte consegnò ciò che restava del contingente greco

allo stratego spartano Tibrone, che combatteva in Asia Minore contro Artaserse. Rimase con le

truppe spartane impegnate contro la Persia e divenne amico del re spartano Agesilao. Tornò in

Grecia quando Agesilao fu chiamato x soccorrere Sparta impegnata nella guerra corinzia. Nel 394,

Senofonte combatté con gli Spartani contro i Tebani e i loro alleati ateniesi a Coronea .

(Beozia)

Forse x questo, o forse 1° x il suo filolaconismo, fu bandito da Atene. Agesilao gli fece dare 1

tenuta a Scillunte (Peloponneso), dove x 20 anni visse la vita del gentiluomo di campagna. Nel 371

(fine del dominio spartano dell’Elide)

perse la proprietà e si rifugiò a Lepreo e poi a Corinto. Delle

vicende successive non sappiamo quasi nulla, e non sappiamo se tornò in patria quando Atene si

accostò a Sparta [i suoi 2 figli vivevano ad Atene e nel 362 combatterono nella cavalleria ateniese a

Morì forse a 75 anni ca., nel 355.

Mantinea; Grillo, suo figlio maggiore, cadde combattendo].

Le opere di Senofonte sono molto diverse: fu 1 poligrafo, e coltivò parecchi generi letterari: fu

memorialista, biografo, storico, trattatista e teorico. Scrisse quasi esclusivamente di ciò di cui era

stato testimone/di cui aveva diretta competenza; concepiva la letteratura come testimonianza (era

Nella maggior parte delle sue opere v’è 1 esperienza diretta

uomo di lettere in quanto uomo di azione).

o 1 testimonianza personale (è 1 storico, ma è soprattutto memorialista, saggista e teorico della politica)

l’Anabasi

[in Memorabili, Simposio e Apologia di Socrate ricorda Socrate; racconta la marcia dei 10.000

attraverso l’Asia anteriore; nell’Agesilao 1 encomiastica biografia dell’amico; nelle

è Elleniche continua la

storia di Tucidide fino alla battaglia di Mantinea; come cavaliere scrive l’Ipparchico sui compiti di 1

scrive l’Equitazione

comandante di cavalleria; come appassionato di ippica/caccia, e il Cinegetico; da buon

amministratore dei suoi beni scrive l’Economico;la Costituzione degli Spartani è 1 analisi dello Stato

all’inizio

spartano, fondata sulla sua frequentazione della città. La sua opera + importante, la Ciropedia,

tratta dell’educazione di Ciro il Grande, illustra la struttura dell’impero persiano, di cui aveva esperienza

poi

Le 14 opere di Senofonte ci sono giunte integralmente La loro

diretta]. (segno della stima ininterrotta).

cronologia è incerta. X comodità si possono raggruppare in 3 gruppi:

a- Opere storiche mostra l’autore nel doppio ruolo di uomo di azione/di lettere

L’Anabasi (in 7 libri) [titolo > 1° libro,

che ha x argomento la marcia dell’esercito ‘verso l’alto’verso le regioni montuose dell’interno]. Come 1

(all’inizio

antico logografo, Senofonte è storico, geografo e cronista; è anche in parte il protagonista

del 3° libro assume il comando della spedizione) [esalta anche il proprio ruolo: racconta tutto in 3° persona e

L’opera è anzitutto il resoconto del

pubblica l’Anabasi sotto lo pseudonimo di Temistogene Siracusano].

viaggio lungo e straordinario fra regioni dell’impero persiano poco note ai Greci. Senofonte aveva

dell’impresa e ha poi rielaborato questo

annotato tutti i dettagli materiale con 1 attenzione x i

dettagli significativi, 1 equilibrio fra le varie notazioni, 1 sensibilità x gli stati d’animo e le

impressioni, che non hanno precedenti nella storiografia greca. Lo stile è asciutto, chiaro, semplice

(l’emozione emana dalle cose ). 2 eventi sono particolarmente significativi: la battaglia di Cunassa

e l’arrivo al mare Al di là dell’aspetto storico e narrativo, l’Anabasi ne sottende 1

(libro I) (libro IV).

che l’esercito persiano non è 1 grado di distruggere 1 armata di invasori

politico e strategico: mostra

e che l’impero persiano è 1 reticolato di genti e paesi.

Le Elleniche raccontano in 7 libri la storia dei Greci dal 411 al

(362/355) (da dove si ferma Tucidide)

Fino all’inizio del libro

362 (battaglia di Mantinea). II, continuano la storia di Tucidide in stile

ha sostenuto che il 1° libro e l’inizio del 2° sono materiale

tucidideo e senza proemio (L.Canfora Le Elleniche introducono 2 orientamenti importanti:

lasciato da Tucidide ed edito da Senofonte).

raccontano i fatti dal punto di vista della città egemone ;

[Sparta371 (Leuttra), Tebe362 (Mantinea)]

esaltano il ruolo delle personalità dominanti. Senofonte a la mente di 1 storico, sa valutare le cause

dei fatti politici, è piuttosto obiettivo.

b- Opere socratiche

[il titolo significa ‘appunti’ o ‘commentari’] (4 libri),

Nei Memorabili confuta le accuse di corruzione

dei giovani e di empietà; mostra Socrate che convince alla virtù; si discorre dei doveri

politici/militari del cittadino, della relatività di alcuni concetti e del metodo di Socrate.(Simposio)

Nell’Apologia lo difende dell’accusa di aver usato in tribunale 1 linguaggio altezzoso

di Socrate,

perché, stanco di vivere, voleva farsi condannare a morte [Socrate era la personalità + ammirata da

Senofonte; ritrae 1 Socrate diverso da quello di Platone. Ma il Socrate di Senofonte è fittizio: lo rappresenta

L’Economico

. è costruito su vari livelli (come certi

come a suo giudizio doveva essere 1 uomo virtuoso]

l’autore riferisce di aver udito 1 dialogo fra Socrate e il giovane Critobùlo sulla

dialoghi platonici):

buona amministrazione della casa, e di aver udito Socrate citare 1 dialogo avuto con Iscomaco,

gentiluomo di campagna.

c- Opere tecniche

L’esperienza diretta e l’impiego di 1 stile tecnico sono alla base di 2 opere: l’Ipparchico e

l’Equitazione, probabilmente scritte dopo il 368 (si riferiscono alla situazione ateniesebando

contro Senofonte annullato). Del Cinegetico si discute se sia di Senofonte.

d- Opere di teoria economica e politica

In queste 4 opere Senofonte intreccia l’esperienza diretta con le conoscenza storiche e con la

riflessione economica e politica: Entrate, Costituzione degli Spartani, Ierone e Ciropedia.

4- Storiografia esotica/romanzata: Ctesia

Senofonte si ispirava in parte alla Storia persiana scritta da Ctesia di Cnido (dal 405 medico alla

corte persiana e Artaserse II) al suo ritorno in patria [Cnido: costa caria dell’Asia Minore, dorica].

La Storia persiana (23 libri, a noi nota da 1 frammento e da 1 breve sunto del IX sec: risutlta che

era scritta in attico con venature ioniche).

Storiografi ‘tucididei’:

5- le Elleniche di Ossirinco e Filisto

Con Elleniche di Ossirinco si indicano 2 gruppi di frammenti della stessa opera (1° trovato nel

tratta gli avvenimenti degli anni 397/395 e 410/407. L’anonimo autore

1906, 2° nel 1934). Il testo

continua la storia di Tucidide (che si fermava nel 411) probabilmente fino al 394. Procede

annalisticamente, si basa su notizie di 1° mano fondate sulla ‘ricerca’ e la ‘autopsia’, è imparziale;

ma ><a Tucidide, non si serve mai di discorsi ma di excursus x analizzare le situazioni.

La Storia della Sicilia, di Filisto di Siracusa, trattava in 11/13 libri la storia generale dell’isola.

da Eforo, Cicerone …

Abbiamo solo pochi frammenti, ma sappiamo che fu letto/utilizzato

Storiografi ‘isocratei’: Eforo e Teopompo

6-

Oratoria e retorica tra secolo V e IV (Lisia e Isocrate) e del secolo IV (Demostene)

Con il termine ‘oratoria’ si indica l’arte di chi compone/pronuncia discorsi al fine di persuadere chi

ascolta. Si distinguono 3 generi di oratoria: giudiziaria, deliberativa o politica, epidittica o

dimostrativa. Di discorsi è piena la letteratura greca fin dalle origini; gli esempi prefigurano già i 3

generi fondamentali (giudiziaria, politica e dimostrativa).

La procedura giudiziaria greca imponeva che l’imputato pronunciasse la sua autodifesa; di solito

ricorreva a 1 esperto di leggi e discorsi, il quale gli spiegava come costruire il discorso. Con la

diffusione della scrittura, l’imputato poteva imparare a memoria il testo del discorso scritto dal suo

avocato; l’avocato, scrittore di discorsi, fu chiamato ‘logografo’ l’autore di

[il termine, che 1°indicava

nascita

l’autore di

testi etno-geografici/storici, fu usato x indicare discorsi da pronunciare in tribunale]

della retorica, tecnica del discorso, e dell’oratoria, opera d’arte composta secondo 1 tecnica [nella

retorica e oratoria appaiono congiunte: l’oratoria divenne 1 genere autonomo quando sorse la

storia della lett. il termine ‘retorica’ si indica la disciplina che studia il discorso e ne descrive

. Con

retorica nel V]

parti e funzionamento. I 1° manuali di retorica furono scritti da 2 siracusani: Corace e Tisia. I loro

trattati, in buona parte raccolta di discorsi esemplari, erano scritti in ionico. La retorica nacque

dunque in Sicilia e si occupava soprattutto di oratoria giudiziaria [numerosi contenziosi a

Un nuovo impulso fu dato da

Siracusadescrizione dei procedimenti oratori da parte di Corace e Tisia].

impegnato, che studiò di + l’oratoria politica o deliberativa;

Empedocle di Agrigento, politicamente

curò soprattutto l’oratoria dimostrativa o

poi Gorgia di Leontinoi epidittica [Encomio di Elena: difende

d’arte e può capovolgere

Elena contro la tradizione, dimostrando che il discorso va concepito come 1 opera

la valutazione di 1 fatto, facendo apparire positivo ciò che pare negativo].

Nella 2° metà del V, Tisia di Siracusa, Gorgia di Leontinoi e Polo di Agrigento fecero conoscere ad

Atene i risultati dell’oratoria/della retorica siciliana; x la 1° volta gli Ateniesi (che sentivano discorsi

si

ogni giorno in tribunale/in assemblea e che avevano avuto grandi oratori come Temistocle e Pericle)

resero conto che parlare non è solo 1 dote di natura, ma anche 1 arte che si può imparare e affinare.

Per noi l’oratoria/la retorica sono il mezzo + efficace x penetrare nella vita dei Greci.

‘canone alessandrino’, redatto in età alessandrina, elenca 10 oratori classificandogli i migliori

Il c.d.

e comprende Antifonte, Andocide, Lisia, Isocrate (tra V e IV), Iseo, Demostene, Eschine, Licurgo,

Iperide e Dinarco (IV): tutti operarono ad Atene.

Antifonte di Ramnunte Atene costa N dell’Attica, mare Euboico);

Oratore + antico di tutti ad Atene, nato a Ramnunte ( fu 1 oligarca,

ispirò la svolta antidemocratica dei 400 e dopo la caduta del regime nel 411 fu condannato a morte e

giustiziato con l’accusa di tradimento x 1 fallita ambasceria a Sparta. Di Antifonte gli antichi

possedevano 60 discorsi di cui 35 ritenuti autentici; a noi ne sono giunti 6: 3 orazioni: Contro la

matrigna x veneficio (accusa), Per l’uccisione di Erode e Sul coreuta (difese) e 3 tetralogie,

comprendenti ciascuna tutti i momenti del dibattimento processuale (accusa, difesa, replica

dell’accusa, replica della difesa) . X Quintiliano, Antifonte fu il 1° a scrivere i suoi discorsi,

probabilmente dopo averli pronunciati, x proporli come modello ai suoi lettori Era

(come i sofisti).

dunque oratore e maestro di retorica. In tutte le orazioni sviluppa la parte narrativa meno della parte

l’aspetto generale delle questioni.

argomentativa, insiste su dati verosimili + che certi, e predilige

Andocide Atene, 440 ca.

Non era logografo e professionista, ma 1 uomo costretto + volte a difendersi in pubblico.

Lisia Atene, tra V e IV, attico moderno era dell’alta borghesia (padre amico di

Nato ad Atene verso il 440 da padre siracusano (meteco),

Pericle/Socrate). A 15 anni si trasferì a Turii (colonia voluta da Pericle in Magna Grecia), vi rimase ca. 12

anni studiando la retorica con dei maestri siciliani (tra cui Tisia?). Nel 412, dopo la sconfitta ateniese nel

Porto Grande di Siracusa, dovette tornare ad Atene (a Turii era ateniese,ad Atene meteco). Negli 8 anni 1°

del crollo di Atene, insegnò retorica e compose discorsi epidittici (fama di sofista). Dopo la caduta di Atene,

i 30 tiranni, decisi a spogliare dei loro beni i meteci + ricchi, lo arrestarono; riuscì a fuggire a Megara.

‘E considerato da alcuni il + grande rappresentante della pura oratoria attica. Adattava i discorsi alla

personalità del suo cliente (logografo), imitandone la mentalità e gli atteggiamentiquesta

caratterizzazione mimetica fa di lui 1 interprete del suo tempo: i suoi discorsi sono come 1 specchio

della realtà privata/pubblica ad Atene fra V e IV sec. Quando la democrazia fu restaurata ad Atene,

nell’orazione XII

Lisia attaccò Eratostene Contro Eratostene è 1

(persecutore della sua famiglia) :

annalisi della storia ateniese dall’avvento dei 400 alla caduta dei 30 tiranni e 1 attacco

(411) (403)

critica l’uomo politico moderato e amico di

frontale ad Eratostene; commette però 1 errore:

Eratostene Teramene, la cui memoria era ancora cara a molti (Eratostene non fu condannato e Lisia

. Da allora Lisia dovette vivere facendo il logografo, scrivendo/vendendo

non recuperò i suoi beni)

Nel 388 Lisia pronunciò ad Olimpia l’Olimpico discorso sull’unità dei Greci in

discorsi. (mutilo),

cui attaccava Dionisio di Siracusa. L’ultimo suo scritto databile è l’orazione Per (382/379).

Ferenico

Gli antichi conoscevano di Lisia 1 Corpus di 425 orazioni (di cui 320 considerate autentiche dagli

Scrisse moltissimo e fu molto imitato. A noi sono giunte 34 orazioni integre o quasi,

Alessandrini).

di cui almeno 6 sono spurie. Fu 1 buon avvocato presenta il suo cliente nella

(oratoria giudiziaria):

luce + favorevole, ma a parlare era il clienteottiene i migliori risultati facendo parlare il cliente in

modo semplice, ordinato, sobrio, accentuando con dignità gli aspetti nobili, con bonomia quelli

la sua arte raggiunge l’apice

ignobiliè maestro nella caratterizzazione del modo di essere. Ma

quando fa rivivere agli occhi di ascoltatori/lettori tutta la storia di cui sono protagonisti i

l’orazione I Per l’uccisione

contendenti Perfetta è

(con figure secondarie, vicende, luoghi, connessioni).

di Eratostene è 1 storia di adulterio (delitto privato), Lisia ne fa 1 capolavoro

(difende Eufileto):

L’orazione Per l’invalido

( XXIV tratta di 1 questione amministrativa.

espone antefatto/fatto).


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti sull'Età classica della professoressa Cirio che prendono in esame l'età classica quando sorge un genere letterario nuovo: la tragedia.
Negli appunti della professoressa Cirio sull'età classica si fa riferimento anche ai padri della tragedia classica, Eschilo, Sofocle, Euripide.
Negli appunti sull'età classica si esamina anche il genere commedia con:
Epicarmo e Formide,
Aristofane,
Antifane.
Si passa anche attraverso lo studio della prosa.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in letteratura musica spettacolo
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lineamenti di storia letteraria del mondo greco e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Cirio Amalia Margherita.

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