Microeconomia
Economia di mercato
L'economia di mercato si contrappone all'economia pianificata (ex URSS), dove un operatore pubblico decide a livello centrale. In un'economia di mercato le decisioni vengono prese dai soggetti in base alle dinamiche di mercato. Partiamo dal presupposto che le risorse sono scarse: ossia abbiamo più usi competitivi della risorsa che fanno in modo che l'accesso non sia illimitato. Gli individui scelgono all'interno di possibilità limitate.
Definizioni economiche
Economia: modo in cui gli individui e la società cercano di risolvere il problema della scarsità allocando risorse limitate.
Microeconomia: l'oggetto è il compratore.
Macroeconomia: partendo dal presupposto che le risorse sono scarse, dobbiamo decidere:
- Cosa produrre
- Come produrre
- Come allocare le risorse
Dobbiamo ragionare in termini di costo/opportunità: pari al valore del più prezioso dei beni alternativi a cui devo rinunciare per acquisire quella risorsa. Se ho un reddito limitato e voglio acquistare una certa quantità di bene x, devo rinunciare a una certa quantità di bene y. Può essere misurato come mancato beneficio che otterrei se acquistassi la migliore alternativa.
Bene sostituibile: riesce a generarmi circa lo stesso valore del bene. Il livello di sostituibilità dipende molto dalle preferenze del consumatore.
Allocazione delle risorse
Dobbiamo allocare risorse:
- Tra diversi beni e servizi
- In un sistema di mercato, a differenza dell'economia pianificata, non c'è coordinamento da parte di un'autorità centrale, bensì il coordinamento si raggiunge tramite la libera variazione dei prezzi.
Modelli economici
Sono teorici, c'è quindi una grande semplificazione. Non vengono giudicati buoni o cattivi in base al realismo ma alla loro capacità previsionale.
Modello del flusso circolare
Le famiglie domandano sul mercato dei prodotti. La famiglia diventa agente che opera dal lato della domanda, allo stesso tempo è però anche fornitore di input per le imprese perché fornisce lavoro, che è uno dei fattori nel mercato delle risorse. Le imprese a loro volta richiedono input che possono essere lavoro e materie prime e offrono beni venduti nel mercato dei prodotti.
Modello domanda-offerta
Il coordinamento tra agenti si raggiunge in modo decentrato rispetto ai prezzi.
- La funzione domanda dipende da:
- Beni collegati: a cui rinuncio per acquisire un bene
- Preferenze del consumatore
- La funzione offerta dipende da:
- Tecnologia: processi di produzione
Le vediamo come rappresentazioni sul piano cartesiano.
Funzione domanda: è una curva decrescente perché vale la legge quantità bene offerto/domanda. All'aumentare del prezzo diminuisce la domanda. Si allontana dall'origine.
Funzione offerta: è una curva crescente, all'aumentare del prezzo, aumenta la quantità offerta sul mercato. Si avvicina all'origine perché aumentano i costi di produzione. L'equilibrio del mercato di concorrenza perfetta si ha quando la domanda incrocia l'offerta.
Prezzi
I prezzi:
- Trasmettono informazioni
- Permettono agli agenti di coordinarsi tra di loro per l'allocazione delle risorse
- Consentono di razionare risorse scarse
- Determinano i redditi
Scelte del consumatore
Gusti del consumatore
Tra due panieri di beni diversi, il consumatore è in grado di confrontarli tra di loro, riuscendo a costruire una relazione d'ordine. Non è prevista l'incompatibilità. Ipotesi di non sazietà: un paniere che contiene una quantità di beni è sempre preferito a uno che ne contiene meno.
Curve di indifferenza o isoutilità
- La funzione di utilità dipende dalle preferenze del consumatore, ossia l'utilità che il consumatore percepisce dall'uso di un bene.
- Le curve di isoutilità rappresentano tutte le combinazioni di quantità di bene x e y che generano il medesimo livello di utilità, come proiezioni di sezioni piane sugli assi xy.
- Esistono famiglie di curve di isoutilità che determinano i diversi livelli di utilità crescente man mano che ci si allontana dall'origine degli assi (convesse).
- Non si intersecano mai perché la stessa quantità di prodotto non può generare due diversi livelli di utilità.
Posso di conseguenza dividere il primo quadrante in 4 parti:
- 11 Preferiti al paniere a per l'ipotesi di non sazietà in quanto contengono maggiori quantità di beni x e y.
- 13 Allo stesso modo contengono i panieri non preferiti rispetto ad a.
- 12 e 14 Non posso discriminarli. Posso dire che se un punto b di questi quadranti appartiene alla stessa curva di indifferenza, allora il consumatore si trova indifferente rispetto alla scelta.
La pendenza è sempre negativa: infatti, è negativa anche la derivata, se voglio aumentare la quantità di bene x devo ridurre la quantità di bene y.
Saggio marginale di sostituzione, MRS= -dy/dx, mi dice in quale rapporto posso sostituire il bene x con il bene y mantenendo inalterato il rapporto di utilità. Diminuisce lungo la curva. Se fosse costante avrei una retta o un tratto di retta.
U= x+y y=U-x definisce ogni livello di utilità, supponendo MRS=1 e tratto rettilineo. Se invece, il tratto lo supponiamo curvo:U=x^a*y^b a+b=1 In questo caso MRS non è costante.
- Se MRS=k allora esiste un rapporto di sostituibilità fisso, altrimenti varia al variare dei beni lungo la curva.
- Se MRS=1 ogni volta che rinuncio ad un'unità di bene x per acquistare un'unità di bene y.
- Se MRS=2/3 devo rinunciare a 3 unità di bene x per acquistare 2 unità di bene y.
Sono funzioni ordinali, non cardinali, ci basta dire che U1 è maggiore di U2, non ci interessa sapere di quanto U1 è maggiore di U2. Non ci permette di fare confronti interpersonali di utilità.
Perfetti complementi o complementari: curve fatte ad L con vertice che si trova alla stessa distanza tra x e y. Si tratta di beni che devono essere consumati congiuntamente in proporzioni fisse per generare beneficio al consumatore. Se aumento la quantità di un bene ma in proporzione non aumento anche la quantità dell'altro bene non avverto beneficio.
Rapporto di complementarietà: coefficiente angolare della semiretta che congiunge i vertici della L. Potrei inoltre avere una funzione che confronta un bene e un male. In questo caso la funzione è crescente perché non voglio mai sostituire un bene con un male. U aumenta se mi avvicino all'origine degli assi.
Vincolo di bilancio lineare
-x,y due beni -px, py prezzi dei beni x e y -I reddito che ho a disposizione I=px*x+py*y. Sto facendo l'ipotesi di destinare in toto il mio reddito ai beni x e y: la quantità di bene x e y che posso acquistare dipende dal prezzo del bene e dalla quantità del bene.
Linea di isoreddito: come sul mercato posso sostituire il bene x con il bene y (mentre MRS era come il consumatore è disposto a sostituire x con y). Qui il coefficiente angolare è -px/py.
Soluzione di equilibrio interno: quando MRS è uguale al rapporto tra i prezzi. È la soluzione al problema di massimizzazione vincolata, infatti devo sottostare ad un vincolo che è il vincolo di bilancio.
- Se aumenta il mio reddito, il vincolo di bilancio si sposta parallelamente e trasla verso l'esterno e viceversa.
- Se aumenta il prezzo del bene y, il vincolo ruota attorno a x0 e si avvicina all'origine degli assi.
Il consumatore è price taker: non influenza il prezzo di mercato del bene, che diventa variabile esogena, e sulla base del prezzo decide la quantità da acquistare.
La linea di isoreddito può non essere lineare:
- Per esempio se ho sconti sulla base della quantità acquistata.
- O se ho razionamento: fino ad X seguo il tratto, oltre non posso più acquistare quindi il prezzo diventa infinito e va giù linearmente.
Equilibrio del consumatore
Ci si trova in una situazione di equilibrio quando il consumatore risolve il suo problema di massimizzazione vincolata raggiungendo la massima utilità possibile dal vincolo.
Ho due condizioni:
- maxU(x,y)I=px*x+py*y
- La curva di utilità più alta è quella che passa tangente al vincolo di bilancio, quindi quando hanno lo stesso coefficiente angolare e quindi: MRS=px/py punto di ottimo.
Caso di MRS variabile
Ho una soluzione interna perché cade all'interno del vincolo di bilancio, il rapporto con cui il consumatore è disposto a sostituire y con x è uguale al rapporto con cui si può sostituire y con x secondo il mercato.
Caso di MRS costante
Voglio la soluzione più alta possibile. In questo caso ci sono due possibilità:
- Se avessi lo stesso coefficiente angolare avrei un tratto di punti
- Se avessi due coefficienti angolari diversi, l'intersezione più alta è quella che passa per il punto in cui il vincolo di bilancio incrocia uno degli assi. Quale è da valutare.
Utilità marginale del bene x: MUx= è la variazione di utilità che percepisco. Ci chiediamo di quanto aumenta il livello di utilità a fronte dell'incremento di bene x che consumiamo. MUx=dU/dx.
Variazione totale di utilità tra a e b: dU= dU/dx*dx+ dU/dy*dy. Lungo la curva dU è 0, muovendomi sulla curva infatti ho sempre il medesimo grado di utilità. Riarrangio i termini e ottengo: 0=MUx*dx+MUy*dy. MRSyx=MUx/MUy. In condizione di equilibrio interno il rapporto tra le utilità marginali eguaglia il rapporto tra i prezzi.
Utilità marginale ponderata: rapporto tra utilità marginale del bene x e il prezzo unitario px (MUx/px). In una condizione di equilibrio interno le utilità marginali dei due beni si eguagliano.
Soluzione d'angolo
Il punto di equilibrio appartiene a una delle due intercette del vincolo di bilancio con gli assi. Destino quindi l'intero reddito all'acquisto di un solo bene, quello la cui utilità marginale ponderata sia maggiore.
- Se sono uguali—> soluzione interna.
- Se sono diverse —> acquisto solo il bene con l'utilità marginale ponderata maggiore.
Al variare dei prezzi varia il punto di equilibrio del consumatore e non varia perché ne cambiano le preferenze ma perché varia il vincolo di bilancio. Non riusciamo, senza conoscere la funzione sui gusti del consumatore, a dire di quanto aumenta o diminuisce il prezzo del bene all'interno del paniere.
Possiamo dire solo qualcosa circa l'effetto che vedremo: a fronte di un aumento di prezzo del bene diminuisce la quantità consumata di quel bene, viceversa a fronte di una diminuzione del prezzo aumenta la consumazione, e tutto ciò è legato alla legge della domanda. Mantenendo costante il reddito nominale e facendo variare il prezzo di uno dei due beni, riusciamo a scomporre la variazione della quantità legata alla consumazione dei due beni in due effetti:
- Effetto reddito
- Effetto sostituzione: legata al prezzo del bene.
Al variare del prezzo varia la capacità di acquisto e quindi il reddito reale del consumatore: al fronte di una variazione di prezzi in termini nominali, non vede variare il proprio reddito ma percepisce la possibilità di acquistare una quantità minore di beni. Viceversa se il prezzo diminuisce si percepisce più ricco e con un maggiore potere di acquisto.
Inflazione
Indice che rappresenta la variazione di prezzo di un paniere di beni particolari calcolata dall'ISTAT. Non è legata solo alla moneta ma al potere d'acquisto. Distinguiamo quello che è il reddito nominale da quello che è il reddito reale.
La funzione di domanda di un bene individuale
Individuale perché riferita al singolo individuo e a partire da questa costruiremo la funzione di domanda di mercato.
- Funzione di domanda ordinaria o Marshalliana: si mantiene costante il reddito.
- Funzione di domanda Hicksiana o compensata: si mantiene costante il livello di utilità.
La funzione di domanda è una relazione biunivoca tra prezzo e quantità.
Curva di domanda
Descrive come varia la quantità del bene X consumata dal consumatore al variare del prezzo del bene e a parità di altre condizioni.
- Curva prezzo-consumo o di Engel: individua i panieri scelti al variare del prezzo di un bene.
- Curva reddito-consumo: luogo dei punti di equilibrio del consumatore al variare del prezzo del bene.
Curva prezzo-consumo
Consideriamo un paniere costruito su due beni e tracciamo il vincolo di bilancio iniziale che è quello ante variazione. Individuiamo la curva di utilità tangente al vincolo di bilancio iniziale e il punto di equilibrio iniziale che coincide con il paniere di quantità x1 di bene X e la quantità y1 di bene y. Manteniamo costante il prezzo del bene y e supponiamo che aumenti il prezzo del bene X: il vincolo di bilancio ruota attorno all'asse delle ordinate e si avvicina all'origine degli assi. La curva U1 ora è troppo alta e dobbiamo individuare un nuovo punto di equilibrio che chiamiamo E2: il paniere E2 avrà una quantità y2 e una quantità x2. Posso ipotizzare una diminuzione del prezzo di X: il vincolo ruota di nuovo attorno a quel punto allontanandosi dall'origine degli assi e troviamo un nuovo punto di equilibrio E3 caratterizzato dalla quantità di bene x3 e y3. La funzione di domanda è generalmente decrescente.
Funzione di domanda individuale
È espressa su un piano cartesiano in cui gli assi sono caratterizzati dalla presenza della quantità del bene sulle ascisse e il prezzo del bene sulle ordinate (il prezzo lo ricavo dal vincolo di bilancio). Conoscendo i prezzi, proiettando i punti di equilibrio, evidenzio una funzione di domanda che è curva e decrescente.
La curva prezzo-consumo è la curva che ottengo sul piano x,y e che collega i vari punti di equilibrio, congiunge tutti i panieri ottimali del consumatore. Rappresenta come variano le quantità del bene X in funzione di variazioni di prezzo a cui assoggetto il mio vincolo di bilancio. Il piano x,y sono in grado di derivare tutte le informazioni necessarie alla costruzione della curva di domanda.
Funzione di domanda di mercato ordinaria
Beni privati: rivali nel consumo ed escludibili. Quindi se il consumo di un'unità di bene da parte di un individuo impedisce la fruibilità di quel bene ad un altro individuo, il bene è escludibile quando chi non partecipa alla produzione o al finanziamento del bene è escluso dal consumo di quel bene. Il prezzo costituisce un meccanismo di esclusione rispetto alla fruizione di quel bene.
Beni pubblici: non sono rivali nel consumo e non escludibili, posso avere un'escludibilità di tipo tecnico o economico.
Nel caso di beni privati, per passare alla funzione di domanda di mercato si sommano in orizzontale le funzioni di mercato individuali perché il bene è rivale nel consumo. Come prima mi trovo una spezzata che si approssima ad una curva se ipotizzo una variazione continua di prezzi, e all'aumentare del numero degli agenti.
Posso ipotizzare che il mio bene X sia o un perfetto sostituto o un parziale sostituto del bene y, o viceversa che i beni X e y siamo in qualche modo complementari.
Beni sostituibili: è probabile che all'aumento del prezzo di un bene, aumenti anche l'acquisto dell'altro bene. Di conseguenza la curva di domanda si allontana dall'origine degli assi.
Beni complementari: aumenta il prezzo di bene X e di conseguenza diminuisce anche il consumo di bene y. Di conseguenza la curva di domanda del bene y si avvicina all'origine degli assi.
Curva della domanda compensata
Ipotizzo incrementi o decrementi del reddito I del mio consumatore. Se aumento il mio reddito nominale, il vincolo di bilancio trasla parallelamente verso l'alto, con relativo spostamento del punto di equilibrio. La curva che congiunge i punti di equilibrio si chiama curva reddito-consumo: mi dice come al variare del reddito mi varia la quantità di bene X e di bene y che io sto consumando.
Sulla base di come varia la quantità di bene che consumo al variare di reddito posso dividere i beni in:
- Bene inferiore
- Beni normali: all'aumentare del reddito inizio ad acquistare un certo tipo di prodotto che non acquisto più oltre un certo limite di reddito, in cui passo ad acquistare un bene di lusso.
- Beni di lusso
Elasticità della domanda
I tre coefficienti si configurano in maniera analoga: sono sempre dati dal rapporto tra una variazione percentuale di quantità, quello che li distingue è che al denominatore:
- Coefficiente di elasticità al prezzo: è dato dalla variazione percentuale del bene X a fronte di variazione percentuale al prezzo del bene X.
Posso calcolare i coefficienti in maniera diversa:
- Elasticità puntuale: ipotizzo variazioni infinitesime di prezzo e di quantità. Negativo perché voglio avere un coefficiente positivo.
- Elasticità di arco: quando ho due punti, meno la variazione di X sulla variazione di P. Il punto di riferimento è il punto medio dell'arco che collega i due punti e lo trovo sull'arco.
- Elasticità incrociata: lo definisco col segno meno come il rapporto tra la variazione percentuale del bene X e la variazione percentuale del prezzo del bene y.
- Coefficiente di elasticità al reddito: al denominatore ho la variazione percentuale del reddito.
Spesa totale del consumatore al variare del coefficiente di elasticità della domanda al prezzo
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