Espressionismo in Germania
La corrente espressionista meriterebbe un approfondimento storico-artistico che non è la sede di ricordare. Ci basti sapere che detta corrente ebbe il suo sviluppo massimo in Germania negli anni venti del ventesimo secolo. La nascita di questa tendenza artistica è fatta risalire dalla critica al 1905, anno in cui dall'incontro della poetica francese dei “fauves” con quella del tedesco “Die Bruke” si ebbe una nuova profusione artistica basata sull'abbandono della linea curva verso la tendenza spezzata e spigolosa.
La nascita e lo sviluppo
L'esposizione francese del gruppo “Fauves” del 1905 fu rivelante per la nascita dell'Espressione contemporanea: Matisse, Marquet, i “due di Chatou” (Vlaminck e Derain) ed il gruppo di Le Havre (di cui fece parte anche Braque, che poi aderì al cubismo). La mostra si tenne al “Salone d'Autumne”, appunto nel 1905. Un aneddoto sull'origine etimologica del gruppo ci dice che il critico d'arte Louis Vauxcelles, vedendo i dipinti esposti alla mostra, pronunciò la famosa sentenza: “Donatellò chave le Fauves” (Donatello tra le fiere).
L'espressionismo trae anche origine, però, dalla linea del Die Bruke (il ponte) e dalla poetica di Kandinskij del “Blaue Raiter” (il cavaliere azzurro). Secondo i dettami di questa nuova espressione artistica la prospettiva intesa nel senso brunelleschiano del termine è abolita nel suo significato monoculare, a favore della molteplicità dei punti di fuga che rappresentano le sfaccettature del reale e dell'animo umano.
Caratteristiche dell'espressionismo
L'“einfulhlung” o empatia, caratteristica già citata per la teoria impressionista, viene ora sovvertita. Non è più l'ambiente e la natura che influenzano l'animo del pittore (impressionismo, da im + primere, cioè portare dentro sé ciò che si vede fuori), ma è l'uomo che plasma la natura secondo il suo flusso di pensieri (espressionismo, da ex + primere, cioè portare fuori ciò che è dentro di sé).
Relativismo della realtà, dunque, flusso incostante di moti psicologici dovuti all'inconscio (studiato dalla filosofia freudiana proprio in quel periodo). Ci occuperemo solamente degli architetti di questa nuova corrente artistica.
Bruno Taut (1880-1938)
Primo, grande esponente dell'Espressionismo architettonico fu questo grande maestro che operò insieme a Mendelsohn e Poelzig. Il Padiglione dell'acciaio all'esposizione internazionale edilizia di Lipsia, del 1913, è una delle prime opere architettoniche di Taut, in cui già sono evidenti tutti i suoi dettami poetici.
Prima di tutto la trasparenza della struttura: carattere prevalente della modernità (si voleva far filtrare nella struttura la luce del sole e quella delle stelle). Taut utilizzò un approccio progressivo alla trasparenza, secondo il modello della luce che penetra.
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