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Espressionismo

Stiamo parlando di lavori in cui il naturalismo non è più al centro delle preoccupazioni, ma in maniera più marcata rispetto al “Postimpressionismo” (perfino le figure del doganiere sono più definite rispetto a queste). Chiaramente c’è un viraggio dei colori che prende le mosse dal “Postimpressionismo” e da un altro paio di esempi, ed è decisamente anti-naturalistico.

Opere e artisti espressionisti

Emil Nolde “La danza intorno al vitello d’oro” 1910: ballo drammatico intorno al vitello d’oro, pelle color giallo, arancio, improbabili.

Kirchner “Marcella” 1910: è una prostituta che mostra inquietudine. Appare bidimensionale, ha pennellate verdi intorno ai capelli e sotto gli occhi. È evidentemente una trascrizione anti-naturalista di qualcosa che l’artista vede come noie e lo fa in maniera espressionista facendosi guidare da quello che sente e percepisce. Cerca di trascrivere tutta l’inquietudine sua (dell’artista) e della modella.

Si pensa sempre che l’Espressionismo sia solo male di vivere, rabbia, inquietudine, ecc., ma c’è anche chi mostra un’emozione diversa. Che l’emozione sia positiva o negativa, l’emozione rimane e il meccanismo di trascrizione è lo stesso. Espressione deriva da un’emozione.

Caratteristiche dell'Espressionismo

  • Uso del colore non naturalistico in chiave fortemente emotiva
  • Uso del segno molto incisivo, duro e inquieto
  • La quasi totale deformazione degli spazi prospettici

Matisse “Donna con cappello” 1905: la donna nel dipinto nella realtà non è truccata in quel modo particolare, non era carnevale, così come lo sfondo non c’era una carta da parati, semplicemente è un accordo di colori creato per trasmettere l’emozione della gioia.

Schiele “La morte e la fanciulla” 1915: opera chiaramente espressionista dove il segno è molto incisivo, inquieto, duro e aguzzo.

Georges Rouault “Clown tragico” 1911: in quest’opera il colore assume una pesantezza materica estrema.

Lorenzo Viani “Le parigine” 1908: la figura non aveva certamente nella realtà una faccia bianca, ma è la trascrizione di un’emozione, sentimento, atmosfera.

Si potrebbe inserire in una linea espressionista, intesa in senso molto ampio, anche Amedeo Modigliani. Se intendiamo l’espressionismo come deformazione dei tratti anatomici sulla base di un sentire, anche Modigliani rientra a suo modo in una linea espressionista (“Jeanne Hébuterne con maglione giallo” 1918 non aveva nella realtà un collo così alto e un viso altrettanto stretto e allungato e delle spalle così strette).

Picasso “La vita” 1903: nel periodo blu e rosa possono essere interpretati come periodi espressionisti. Dipinge in blu perché è una scelta legata al suo sentire.

Definizione di Espressionismo

Espressionismo vuol dire: Prendere il dato naturale e filtrarlo attraverso un’emotività e quest’ultima va poi a caratterizzare il tale oggetto.

Chaïm Soutine “La strada folle a Cagnes” 1926: in questo quadro si vede un’altra caratteristica tipica dell’Espressionismo, ovvero la quasi totale deformazione degli spazi prospettici. In questo dipinto è raffigurata una strada per niente naturalistica dal punto di vista spaziale, in quanto sembra svilupparsi in verticale.

Che cosa è l’Espressionismo: in senso lato

Gli artisti comunemente definiti “Espressionisti” non hanno quasi mai indicato come tali se stessi e la propria arte. La formula “Espressionismo” viene utilizzata per la prima volta nel 1910 dal collezionista e mercante Paul Cassirer per qualificare l’arte di Max Pechstein in contrapposizione all’Impressionismo; è poi ripresa nel 1911 dallo storico dell’arte Wilhelm Worringer in un articolo dedicato a Cézanne, Gauguin e Van Gogh edito su «Der Sturm».

In senso lato, oggi il termine viene utilizzato per indicare tutta l’arte la cui sorgente è l’esperienza emozionale e spirituale della realtà, e i cui mezzi consistono per lo più nell’incisività del segno, nella deformazione dei tratti e nella forte accentuazione cromatica; di conseguenza, e sia pur con cautela critica, si possono individuare elementi latamente “Espressionisti” anche nell’arte del passato (ad esempio in Vitale da Bologna “San Giorgio e il drago” 1350, Grünewald “Resurrezione” 1512-1516, El Greco “Battesimo di Cristo” 1608).

Dire che alcuni tratti di El Greco, a posteriori, possono essere interpretati in chiave espressionista è corretto, esempio nel dipinto “Battesimo di Cristo” la forma della gamba è molto anti-naturalistica in quanto è sinuosa e ha un andamento curvilineo, le figure sono troppo allungate verso l’alto e i colori acidi non trascrivono la realtà dei fatti.

Se l’espressionismo in senso generale è:

  • Forte accentuazione cromatica
  • Incisività del segno
  • Deformazione dei tratti e degli spazi prospettici

Queste opere con cautela critica possono essere considerate espressioniste. L’apparire dell’espressionismo storico ha offerto a noi degli strumenti per interpretare l’arte del passato, vediamo un’intenzione vagamente espressionista, cioè un’intenzione di deformare la realtà e di esprimere qualcosa che ha dentro l’artista.

Che cosa è l’Espressionismo: in senso storico

In senso storico, il termine indica diverse correnti culturali manifestatesi in Europa nei primi anni del XX secolo in vari ambiti artistici (letteratura, arti visive, teatro, cinema). Nelle arti visive si intendono comunemente come artisti espressionisti i membri dei gruppi tedeschi Die Brücke e Der Blaue Reiter e del gruppo francese dei Fauves, nonché – sia pur meno propriamente e precisamente – alcuni artisti “isolati” operanti in Francia (Rouault, Soutine, Pascin, Chagall, a loro modo Modigliani e il Picasso dei periodi “blu” e “rosa”), in Austria (Kokoschka, Schiele, Gerstl, Kubin), in Italia (Viani, Gino Rossi, il giovane Boccioni); espressionisti si possono definire inoltre gli artisti della Neue Sachlichkeit (Grosz, Dix, Beckmann).

Posto questo, esperienze variamente “espressioniste” maturano anche ben oltre i primi anni del Novecento (tra gli altri Scipione, Migneco, Sutherland, Kiefer, Baselitz). L’espressionismo in senso storico si colloca nei primi decenni del ‘900 e generosamente fino al 1930 (Scipione “Uomini che si voltano” 1930), ma ci sono delle esperienze espressioniste anche molto oltre la collocazione dell’espressionismo storico (Giuseppe Migneco “Le massaie ubriache” 1939; Graham Sutherland “Crocifissione” 1946; Anselm Kiefer “Margherite” 1981; Georg Baselitz “Ribelle” 1965), ancora oggi si può dipingere in maniera espressionista (Georg Baselitz “Not falling out off the wall” 2014).

C’è anche un’architettura espressionista, esempio Erich Mendelsohn “Torre Einstein” 1920, per quanto potesse essere interpretazione di un sentire, la torre doveva funzionare come osservatorio. Rispetto alla casa Domino di Le Corbusier è chiaro che le curvature e la pianta più libera, non squadrata, queste accentuazioni dinamiche, in un certo senso suggeriscono un sentire che latamente possiamo definire espressionista.

Tratti principali dell'Espressionismo

  • Assoluta centralità del problema dell'«espressione», intesa quale urgenza comunicativa personale dell’artista, che intende “trarre fuori da sé” (ovvero dalla propria “interna emozionalità”, anziché dalla realtà naturale) gli elementi costitutivi dell’opera.
  • Di conseguenza, l’atteggiamento dell’artista espressionista è realista (ha a che fare con il “reale”, sia pur “interiore”), ma ad esso corrisponde un’arte non naturalista (poiché l’urgenza espressiva deforma il reale appunto secondo la specifica e singola emozionalità dell’artista).
  • Liberazione della forza del colore, che viene utilizzato in maniera pressoché indipendente dalla realtà naturale (accentuando in maniera decisa il timbro delle cromie o addirittura modificandole completamente).
  • Esagerazione (e spesso distorsione) dei tratti figurativi.
  • Di norma, totale eliminazione dell’illusionismo prospettico.

Spiegazione del 1° punto: Tutti vediamo un oggetto dello stesso colore e della stessa forma, ma a seconda dell’emozione che io ho può cambiare, può modificare le modalità con cui io vado a trascrivere la realtà (se sono rabbioso sarà rossa e con linee aguzze; viceversa se sono gioioso sarà gialla e con linee sinuose). Il dato ottico è quasi del tutto abbandonato, è quello che ho dentro che va a determinare ciò che io trascrivo.

Spiegazione del 2° punto: Nel momento in cui Kirchner con “Marcella” vuole mostrarci l’inquietudine sua e della persona ritratta vuole assolutamente avere a che fare con il reale, perché le emozioni che proviamo sono assolutamente reali anche se non abbiamo la possibilità di dar loro un volto riconoscibile. L’atteggiamento è assolutamente realista, non lo è la trascrizione.

Impressionismo vs. Espressionismo

Continuità e contrapposizione tra Impressionismo ed Espressionismo: Impressionismo ed Espressionismo sono propriamente in contrapposizione o ci sono anche dati di continuità?

Da un punto di vista del percorso che viene compiuto per realizzare un’opera, Impressionismo ed Espressionismo sembrerebbero essere in contrapposizione netta. L’Impressionismo è qualcosa che va da fuori a dentro, c’è un qualcosa all’infuori di me che si stampa sulla retina del mio occhio e io vado a trascriverlo (Claude Monet “Regate ad Argenteuil” 1872 ca). Viceversa l’Espressionismo è l’esatto contrario, è quello che sento dentro a modificare la

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher meli.tulipano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Accademia di belle arti Santagiulia o del prof Sacchini Paolo.
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