LETTERATURA PER L’INFANZIA
Utilizzo della Letteratura per l’infanzia nella scuola
Letteratura per l’infanzia è un motore dell’apprendimento, uno sfondo integratore disciplinare che coinvolge trasversalmente
tutte le discipline scolastiche; è un’officina della didattica.
Letteratura dell’infanzia come concetto teorico ed epistemologico.
Il versante accademico della letteratura per l’infanzia è sia approfondimento critico del filone della letteratura giovanile (il
nascere, i generi), sia elenco di libri da leggere e da proporre a scuola (insegnante deve conoscere che genere di libro proporre a
quella precisa età), sia un excursus storico del genere della letteratura per l’infanzia, ma soprattutto è consapevolezza della
legittimità letteraria che ha la letteratura per l’infanzia.
Questo versante della letteratura si colloca nel territorio della pedagogia della lettura, non è solo mero strumento della
didattica. Non occorre rendere il bambino un lettore onnivoro, sempre disponibile alla lettura, ma è parlare al “bambino
invisibile”, che ha un mondo interiore che deve essere scoperto e compreso, che ha emozioni e sentimenti, e che procede nella
sua crescita non secondo processo lineare ma a chiazze, con crisi, accelerazione, decelerazioni improvvise, e che sfugge alla
visione razionalistica. che ha tanti interessi e che deve fare delle scelte.
La prospettiva narrativa dell’apprendimento a scuola nasce con e nell’amore per la lettura. “Iniziatrice, le cui chiave magiche ci
aprono, nel profondo di noi, la porta delle dimore in cui non avremmo saputo penetrare da soli” Proust.
Occorre accompagnare il bambino invisibile attraverso la lettura, la narrazione, attraverso un mondo che da solo non potrebbe
mai solcare. obiettivo dell’insegnante per iniziare il bambino alla lettura.
Quello che leggiamo da bambini crea il nostro immaginario, ci guida, ci influenza. Saper leggere è da considerarsi come uno dei
più potenti strumenti di autoapprendimento e autoproduzione, per poter accedere alla cultura.
Si tratta di farsi interprete e complice dell’infanzia e dell’adolescenza. Gli scrittori dell’infanzia devono porsi dalla parte dei
bambini e quindi si tratta di riflettere a livello teorico, empirico e pedagogico su che cosa sia la letteratura dell’infanzia.
Si può parlare di pedagogia della letteratura per l’infanzia. Come insegnarla? È una disciplina di confine che si intreccia con
quella della lettura, intesa come invito a leggere, ad attribuire importanza alla narrativa in generale; con pedagogia della lettura
non si tratta di acquisire una strumentalità del leggere, ma acquisire il piacere dell’avvicinarsi al libro.
Letteratura per l’infanzia + lettura = pedagogia della lettura
Taglio psico-pedagogico: la disciplina è in bilico tra il letterario e il pedagogico.
A che lettore ci si riferisce? Lettore invisibile: non sempre disponibile a qualsiasi tipo di lettura, che ha tanti interessi e che deve
fare delle scelte.
Idee ingenue della letteratura per l’infanzia
1. La letteratura per l’infanzia si identifica soltanto con la fiaba Nel mercato editoriale odierno esistono, oltre alle fiabe
considerate opera della letteratura per l’infanzia per antonomasia, opere contaminate che racchiudono all’interno più
generi letterari. Ci sono quindi nuovi sotto generi (Es. fantasy, horror).
La letteratura per ragazzi è ricca di cross over, ovvero romanzi illustrati per tutte le età. Cross over: attraversano
trasversalmente più genere e li assorbono; unificano pubblici adulti e giovanili (es. Harry Potter)
2. I libri per i piccoli non sono scritti da letterati, chiunque può scrivere libri per bambini Scrivere per l’infanzia è molto
più difficile e impegnativo che scrivere per gli adulti perché lo scrittore deve avere grande capacita di immedesimazione
nella realtà dell’infanzia, che ha perduto.
Pennac: “un libro per bambini scritto bene e con efficacia deve reggere benissimo ad una lettura ad alta voce”.
Quest’ultima è la prima esperienza di lettura per un bambino ed è occasione di incontro affettivo che, se esercitata su
testi dai contenuti adatti, concorre all’educazione morale e civile: accresce competenze espressive, sintattiche, il
bambino impara a riconoscere la successione degli eventi, a comprendere la categoria temporale (prima/dopo) ecc.
Offre una grande occasione per processo di alfabetizzazione.
Racconto orale è giustificato anche all’interno di programmi compensatori per bambini con difficoltà, es. DSA, con
problemi di comprensione ecc.
A scuola troppo spesso si attua una pedagogia dell’accanimento cognitivo: che sembra averla vinta sulla pedagogia della
negoziazione, dell’ascolto, della narrazione, che invece dovrebbe ricoprire uno spazio importante.
A volte capita che la pratica del racconto viene esperita ma in maniera troppo didascalica, pedante, didattica, dove ha
prevalenza il rigore delle regole ha prevalenza sulla libertà delle regole, che è principio chiave del racconto spontaneo.
Spesso il racconto è accompagnato da schede didattiche, che irrigidiscono il racconto, lo ingabbiano.
La lettura ad alta voce sfrutta la forza dell’aggregazione, crea territorio comune di idee dalla quale partire per
conversazioni guidate, collettive.
Pennac: “non dovrebbe mai essere superata il valore della lettura ad alta voce e dovrebbe protrarsi, in ambito
scolastico, fino al termine della scuola superiore”
3. I racconti per l’infanzia devono trasmettere una morale Il racconto per bambino deve essere una storia che diverte
e intrattiene; non deve necessariamente insegnare qualcosa altrimenti viene meno il piacere. “Il verbo leggere non
sopporta l’imperativo”. La morale è importante ma in primis deve esserci l’emozione, il piacere di leggere.
L’importante è leggere, non importa cosa, basta leggere.
Pennac: dieci diritti del lettore “Come in un romanzo”: non leggere – saltare le pagine – non finire il libro – rileggere – leggere
qualsiasi cosa – al bovarismo (a emozionarsi, piangere, ridere) – leggere ovunque – spizzicare – leggere ad alta voce – tacere
esperienza della lettura come atto spontaneo, di piacere.
Umberto Eco distingue:
- libri da consultare: occupano molto spazio in casa, sono molto costosi e difficili da manovrare
- libri da leggere: non potranno mai essere sostituiti dalla tecnologia.
Il valore della lettura è declinabile dal punto di vista emotivo, più che intellettivo, didascalico e moralistico.
La pedagogia della lettura costituisce il retroterra teorico sotteso alle riflessioni critiche sui libri per l’infanzia e adolescenza e
indirizza l’attenzione alla tensione formativa voluta dei libri e si traduce all’educazione a letture plurime, che favorisce apertura
e crescita personale nei bambini.
Nell’ottica educativa l’evasione dell’immaginario stimola a vedere altre realtà alternative al reale e nel bambino si apre la logica
del confronto con gli altri. La buona letteratura è ribellione, messa in discussione della realtà, critica della vita reale, rifiuto di
ogni accettazione passiva di pensieri. Questa carica ribelle dipende fortemente dal mondo con cui lo scrittore trasforma
argomenti in forma narrativa.
Come utilizzare strumento della letteratura per l’infanzia per stimolare nel bambino il piacere della lettura?
Dicotomia teoria/pratica
Fare dell’insegnante, forte di tutto il bagaglio teorico e del repertorio cognitivo e metodologico, un narratore, una affabulatore
che racconta, che avvince, che coinvolge, che travolge.
“L’insegnante dovrebbe proporsi come ricercatore che apre alla possibilità, offerta appunto narrativa”. A. Canevaro.
Bosco come metafora della narrazione
“La finalità educativa della letteratura per l’infanzia non è infatti di imporre a bambini e ragazzi dei modelli precostituiti ai quali
essi debbano uniformarsi ma di accompagnarli dentro boschi narrativi che parlino di tutti gli aspetti della nostra vita, anche di
quelli più bui e spinosi”. F. Cambi
Una volta si pensava che ai bambini bisognava proporre temi classici, gioiosi, serenità ecc. Infanzia come categoria di lettori a
sé stante, fragili, da proteggere e tutelare quindi proposta di temi adatti che non toccassero sfere esistenziali forti; quindi si
erano banditi temi cruenti come violenza, morte ecc.
Invece occorre proporre tutti i temi che riguardano l’esperienza umana, logicamente con il giusto modo.
Che cos’è la letteratura per l’infanzia?
1. Differenza tra letteratura per bambini e letteratura per adulti?
I contenuti sono gli stessi: amore, guerra, morte, amicizia. Cambia lo sguardo, il punto di vista. La narrazione del mondo
dal punto di vista del bambino non confeziona risposte ma può modificare dubbi e attese. Altre differenze: linguaggio,
che è universale, perché sa parlare sia ad adulti che a bambini. Il lettore bambino è essere umano in divenire, l’adulto è
già arrivato.
2. L’incontro con un libro può essere determinante?
Sì. Un romanzo può diventare importante per il nostro futuro. All’età infanzia e adolescenze, l’universo emotivo-
cognitivo ancora si sta formando quindi tutto può essere utile e concorrere alla sua formazione
3. Quale è la parola chiave per declinare la letteratura per l’infanzia?
Formazione.
Tutti i romanzi per ragazzi sono romanzi di formazione. C’è un processo di narrazione del mondo che diventa un
percorso di educazione sentimentale. Parole devono meravigliare, avere lo straordinario, cogliere l’interesse.
4. È importante il finale della storia?
No. Differenza per letteratura per adulti: Riguarda il finale. Fino a poco tempo fa nei libri per ragazzi c’era il lieto fine,
da un po’ di anni non più. L’importante non è come finisce ma è la trama, che deve essere ricca di speranza, che è anche
il motivo che ci spinge a leggere pagina dopo pagina.
Anche se vi è il tema del malvagio, deve esserci sempre la speranza.
5. Quali sono i temi caratteristici dei libri per i giovani?
Le caratteristiche per i libri per ragazzi fino ai 14 anni sono:
- epicità, forza che rende unica e speciale una narrazione e che favorisce il continuo della narrazione;
- ritmo della narrazione, che è avvincente;
- protagonista in cui ci si può identificare;
- finale che apra alla speranza.
6. Che libro è suggerito per parlare di violenza, abbandono e amicizia?
L’importante è scegliere buone storie, leggerle e chiedersi come proporle ai ragazzi. Bisogna sapersi calare nel loro
punto di vista, tornare bambini e tornare a quei contenuti con sguardo differente. Bisogna portarli in classe con lettura
ad alta voce e lettura individuale (biblioteca in classe).
Punto di forza è l’ascoltare i consigli dei ragazzi, i quali con i propri feedback ci indirizzano.
Disaffezione alla lettura
Occorre prendere consapevolezza della disaffezione alla lettura, aumentata negli ultimi tempi.
“La lettura è come bicicletta: occorre prima qualcuno che te la compri e che poi abbia la pazienza di stare con te mentre fai i primi
tentativi, che ti accompagni dopo quando sei già esperto. Bisogna leggere insieme ai ragazzi e alla fine qualche seme cresce.”
A scuola quale libri assegnare?
I docenti devono leggere letteratura per l’infanzia di qualità, sia italiana che straniera; solo così si può trasmettere la passione
agli alunni. Non si deve partire dai classici per arrivare a letture libere, ma viceversa: partire dai gusti dei bambini per poi
innalzare di livello la lettura Il libro per essere educativo e adeguato deve affascinare, coinvolgere.
Angelo Nobile ritiene che la via d’uscita sia quella di attuare una lettura capace di immergere il lettore all’interno della vicenda,
ossia le storie devono affascinare. Gli elementi per raggiungere questo fine sono:
- narrazione veloce, frizzante, in linea con i tempi;
- lettura che permette identificazione con modelli di condotta eticamente corretti: bisogna ripristinare corrette gerarchie di
valori, suggerendo modalità di condotta per combattere opportunismo e comportamenti scorretti;
- deve essere presente l’avventura, con situazioni difficili da superare, con lo straordinario che contrasta con la quotidianità; essa
stimola il ragionamento, il pensiero logico, la razionalità;
- vicinanza fisica del libro, che deve essere di stimolo;
- condizione esterna che crei il bisogno del libro: sinergia tra agenzie indirettamente educative (famiglia, enti locali, associazioni,
biblioteche ecc) e formalmente educative (scuola); creazioni di progetti di educazione alla lettura.
Occorre recuperare il valore formativo della triade libro-lettura-scrittura nello sviluppo della personalità sia intellettiva che
relazionale del lettore.
Dewey: valore della lettura come strumento di conoscenza e crescita.
1970 Letteratura giovanile: insieme delle opere rivolte al giovane destinatario o da lui prescelte (infanzia - età adulta).
Essa assume il carattere dell’incontro dialogo lettore-autore senza soluzione di continuità; appaiono integri la creatività
espressiva e stilistica dell’autore e la libera scelta del lettore che in autonomia predilige libri rispetto altri.
L’elaborazione della pedagogia, della lettura e della letteratura, nella seconda metà del 1900, ha sgombrato il campo pedagogico
dai retaggi della concezione ottocentesca, che voleva una letteratura educativa, in quanto proponeva in maniera positiva i
modelli di comportamenti ai quali il lettore doveva aderire.
Quando si sviluppa la letteratura moderna dell’infanzia?
Giuseppe Lombardo Radice, estensore dei programmi gentiliani della scuola elementare (1923), nel formulare le linee della
propria pedagogia della lettura, ha valorizzato la fruizione estetica dell’incontro con gli autori da parte degli allievi e ha
esplicitato la sua ferma posizione su una funzionalizzazione della lettura, ovvero alla mescolanza dell’attività con l’abito e l’uso.
È frequente il caso di vedere trasformare la lettura in esercizi grammaticali, ma ciò è sbagliato in quanto facendo fare esercizi sui
testi si uccide il gusto del leggere e la lettura viene danneggiata qualitativamente e quantitativamente: l’ora di lettura è sacra
alla lettura.
Nella prima metà del 1900 si intensifica lo spessore e i problemi della pedagogia della lettura per l’infanzia, fino alla svolta con le
proposte di Gianni Rodari (1950), scrittore di libri per ragazzi.
Nell’attuale orientamento pedagogico si mantengono distinte le aree di responsabilità dell’adulto e del giovane lettore:
- il giovane lettore acquista una centralità nuova, caratterizzata da autonomia di scelta che egli è messo in grado di operare
grazie alle molteplici offerte di trame narrative, di tipi editoriali, di formati, di illustratori;
- l’adulto (genitore o educatore dei tanti centri culturali) propone, sollecita, incuriosisce, contribuendo a far crescere nel piccolo
la passione per la lettura. Nell’Ottocento invece l’adulto era il decisore dei modi, dei tempi, dei contenuti di lettura: si imponeva
nelle scelte di lettura e negli acquisti dei libri; l’autore inoltre imponeva valori, ideologie, modelli comportamenti a cui il giovane
doveva conformarsi.
Nel post-unità in Italia i livelli di analfabetismo sono elevati. Per rispondere a questo problema, le scuole sono inondate da masse
di libri, manuali e opuscoli, la cui produzione aumenta di anno in anno. I libri di testo per l’istruzione elementare sono
contemporaneamente libri di fruizione e di divulgazione (l’insieme delle nozioni è immerso in un contesto narrativo, che ne
costituisce il filo di sviluppo). Il libro di testo assume carattere enciclopedico ed è connotato di diverse funzioni: strumento di
alfabetizzazione per le nuove generazioni, organizza l’insieme delle nozioni ritenute adatte per avviare all’unità intellettuale e
morale (mezzo di socializzazione politica), guida didattica per i docenti che non ricevono formazione professionale.
Paradigma dei libri di testo è il “Giannetto” pubblicato nel 1837 da Luis Alexander Parravicini, milanese e direttore
didattico. Esso racconta la storia dell’ascesa sociale del protagonista che da figlio di probo commerciante diventa ricco
industriale (motto: pane e onore) e può essere diviso in sei nuclei cospicui di trattazione enciclopedica nazionalistica:
L’uomo, i suoi bisogni, i suoi desideri – Mestieri, arti e scienze – Geografia – Scienze naturali – Racconto sui doveri del
fanciullo – Racconti morali tratti dalla storia d’Italia
Il libro del “Giannetto” sembra voler rispondere a un bisogno di educazione di base per i giovani ma anche per tutto il
popolo, essendo pensato come uno strumento di istruzione e di buon comportamento, da estendersi a tutte le età delle
classi più povere. Entra a far parte della raccolta per le biblioteche scolastiche, che doveva essere consegnata agli
studenti meritevoli.
Letteratura per l’infanzia
Nasce nel moderno e fin da subito è caratterizzata da un’identità complessa: letteraria, pedagogica, storico-culturale, che fa di
questo genere un interprete culturale di preciso valore ideologico, letterario, educativo, formativo.
Occorre comprendere struttura, funzione e articolazione di tale letteratura.
La letteratura per l’infanzia non è un genere letterario a sé ma un ambito inter-pluri-disciplinario che racchiude tutta la
produzione narrativa e divulgativa rivolta al pubblico di età 0-18 anni. Di quest’ambito fanno parte sia le opere nate per ragazzi
che nate per adulti, che però hanno trovato nei giovani un vivo interesse.
Non esiste ad oggi un genere
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