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Razionalità limitata e obiettivi

L'economia aziendale studia il fattuale dell'azienda attraverso il processo decisionale o decisorio. Secondo Simon H esistono due modelli di razionalità: la razionalità obiettiva e la razionalità limitata. Questi modelli presentano processi decisionali che, nonostante prevedano le stesse fasi, portano a due soluzioni molto lontane tra loro.

Razionalità limitata

Il modello della razionalità limitata vede come protagonista delle decisioni l'uomo amministrativo, il quale ha conoscenze limitate ed è considerato limitatamente razionale. Nella prima fase del processo decisionale l'uomo amministrativo individua solo alcuni problemi dell'azienda; nella seconda fase definisce i vincoli e i problemi in maniera imperfetta ed approssimativa. Nella terza fase individua soltanto alcune soluzioni e di queste (nella quarta fase) riesce a considerare solo poche conseguenze. Nell'ultima fase egli assume la decisione più soddisfacente in quella circostanza, ma non la migliore. Capiamo quindi che nel processo decisionale dell'uomo amministrativo sono ammessi l'errore e l'imprecisione, ed è per questo che Simon associa questo tipo di razionalità alla nostra, in quanto più concreta e reale.

Razionalità obiettiva

L'uomo economico, invece, è il protagonista della razionalità obiettiva. Egli è onnisciente e obiettivamente razionale; molto lontano dalla nostra realtà ma amato dai Neoclassici. La prima fase del processo decisionale dell'uomo economico prevede l'individuazione di tutti i problemi esistenti, egli è in grado di definire tali problemi immediatamente e perfettamente. È inoltre in grado di individuare tutte le possibili alternative di soluzioni e di queste determinare tutte le conseguenze. A questo punto, nell'ultima fase, egli assume la scelta migliore in assoluto, che massimizza la sua funzione di utilità (che nel suo caso è monodimensionale).

Il controllo

Il controllo è una delle funzioni di management più importanti nell'insieme delle operazioni aziendali. Distinguiamo il controllo di gestione e il controllo di processo.

Controllo di gestione

Il controllo di gestione è legato al numero delle vendite e si occupa di studiare gli scostamenti che derivano dalla differenza tra effettivo e previsto (ad esempio, quante scarpe ci aspettavamo di vendere e quante effettivamente ne abbiamo vendute). Strettamente legata al controllo è la fase di correzione, fondamentale per individuare l'errore. Il controllo può avvenire in due momenti: quando si ha successivamente all'azione stessa allora parliamo di feedback, se gli interventi correttivi vengono attuati in anticipo allora ci riferiamo al feedforward, una pratica che si sta sviluppando negli ultimi anni. L'errore può ricadere ex-ante (quindi, per esempio, sulla strategia scelta) oppure in ex-poste (e quindi sulla vendita, sul marketing).

Controllo di processo

Il controllo di processo si occupa invece di verificare che l'azienda abbia rispettato le norme costituzionali e funzionali sia durante il reperimento degli input, che durante la produzione che durante la vendita. Ad esempio, in caso di sversamento di petrolio in mare, sarebbe opportuno valutare come è accaduto, se l'assicurazione copre il danno ecc.

L'impresa / L'azienda

L'azienda è un istituto economico duraturo e finalizzato. È un istituto, ossia un complesso di elementi complementari. I suoi elementi sono tre: il patrimonio aziendale, l'organizzazione e la gestione aziendale. Economico perché studia l'ottimale allocazione delle risorse scarse. Duraturo perché permane nonostante i suoi elementi mutino nel tempo; è per questo che un buon manager dovrebbe avere un'ottica a lungo termine. Finalizzata perché ha l'obiettivo di massimizzare il profitto aziendale tale da remunerare sia i fattori in posizione contrattuale, sia quelli in posizione residuale.

Patrimonio aziendale

Il patrimonio aziendale comprende i beni a disposizione dell'azienda e ne fanno parte tutti gli oggetti di diritto aziendale. Il patrimonio può essere qualitativo e quantitativo, qualitativo se si tratta di quantità eterogenee di beni, né sommabili né sintetizzabili e riassunti all'interno di un inventario; quantitativo se costituito da quantità omogenee di beni sommabili e sintetizzabili e riassunti nello Stato patrimoniale.

Organizzazione aziendale

L'organizzazione aziendale è il complesso coordinato di persone che ricoprono ruoli funzionali ai fini aziendali. Alla base vi è un processo organizzativo costituito da 7 fasi, partendo dall'individuazione degli obiettivi si definiscono i ruoli, le linee di influenza e il sistema informativo. Il manager, attraverso l'autorità funzionale o tramite atteggiamenti di persuasione e convincimento, riesce a stimolare la produttività e/o la soddisfazione dei dipendenti.

Gestione aziendale

La gestione aziendale è l'insieme di funzioni operative e manageriali che l'impresa ricopre ai fini di soddisfare i consumatori e gli utilizzatori grazie ai beni e servizi che immette sul mercato. Le funzioni operative (o esecutive) sono quelle che si occupano del business dell'impresa, e sono: funzione tecnologica produttiva, funzione di contabilità, funzione finanziaria, funzione di sicurezza e funzione commerciale. Le funzioni di management (o direzionali) si occupano della strategia di vendita, del marketing, dell'organizzazione e sono: leadership, pianificazione, organizzazione e controllo.

Il patrimonio aziendale, sono i beni a disposizione dell'azienda e ne fanno parte tutti gli oggetti di diritto aziendale. Il patrimonio può essere qualitativo e quantitativo. Del primo ne fanno parte una quantità eterogenea di beni che non sono né sommabili né sintetizzabili e vengono riassunti all'interno di un inventario, il secondo è costituito da una quantità omogenea di beni che possono essere sommati e sintetizzati. Il tutto viene riportato all'interno dello Stato Patrimoniale. Nell'attivo dello stato patrimoniale troviamo le liquidità, le disponibilità immediate, le azioni e le immobilizzazioni, nel passivo invece le esigibilità, le redimibilità e i capitali proprio e di credito. Il capitale proprio è il capitale di rischio investito dal proprietario dell'azienda, il capitale di credito o di terzi è un debito per l'impresa nei confronti degli investitori o delle banche.

Classificazione delle aziende

Distinguiamo le aziende di erogazione dalle imprese. Le aziende di erogazione sono istituti no profit che erogano beni e servizi a persone interne all'azienda (se aziende di auto-consumo) o a destinatari esterni all'azienda (se aziende di erogazione in senso stretto). Le loro entrate derivano da associati, da beni aziendali o da terzi non beneficiari. Le uscite sono dovute all'acquisto dei fattori produttivi, per oneri di gestione ed oneri finanziari. Chiamiamo entrate ed uscite effettive quando modificano la quantità di capitale, ed entrate e uscite per movimento di capitali quando ne modificano esclusivamente la composizione. Le variazioni finanziarie sono descritte all'interno del conto finanziario, l'obiettivo dell'azienda è il pareggio finanziario (entrate ed uscite uguali).

Le entrate e le uscite effettive generano rendite e/o proventi e oneri e/o spese, riassunte nel conto economico, anche per il conto economico si vuole ottenere il pareggio economico. L'azienda deve quindi operare in equilibrio economico e finanziario. L'impresa è un istituto economico duraturo e finalizzato, costituito da tre elementi: l'organizzazione, il patrimonio e la gestione aziendale.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elenasofiaruffo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia Aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Onesti Tiziano.

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