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Corso di scienze infermieristiche: esame di stato

Procedure infermieristiche

36. Procedura e interventi per il posizionamento, la mobilizzazione e deambulazione della persona con alterata e compromessa autonomia funzionale.

37. Procedura per il rifacimento letto di degenza occupato da persona con compromessa autonomia funzionale parziale o totale (post operatorio; neurologico; respiratorio, ecc).

38. Procedure di medicazioni semplici e avanzate.

39. Procedura per l’esecuzione di ECG.

40. Procedure nelle medicazioni di tracheostomie.

41. Gestione, medicazione e aspirazione delle vie aeree dalla cannula tracheostomica o dal tubo endotracheale.

42. Procedura della terapia E.V. ed infusionale.

43. Procedura di esecuzione di un prelievo periferico di sangue venoso a scopo diagnostico.

44. Procedura di esecuzione di un prelievo per emocoltura.

45. Procedure assistenziali e gestione infermieristica dall’inserimento alla rimozione di un SNG.

46. Procedure assistenziali e gestione infermieristica dall’inserimento alla rimozione della PEG.

47. Procedure per il corretto smaltimento dei rifiuti ospedalieri, liquidi biologici e taglienti.

48. Procedure assistenziali e gestione infermieristica del paziente collegato ad un dispositivo per ventilazione meccanica.

49. Procedure assistenziali per l’effettuazione di un prelievo arterioso.

50. Procedure assistenziali per la gestione di impianti infusionali a DEVICE (CVC; Porth; PICC; Medline, ecc).

51. Procedure assistenziali per la somministrazione di farmaci chemioterapici e gestione degli effetti collaterali più comuni.

52. Procedura di effettuazione del Triage in Pronto soccorso.

53. Procedure assistenziali per la gestione del paziente con supporto ventilatorio CPAP o NIV.

54. Procedure assistenziali dalla richiesta alla somministrazione di emoderivati.

55. Valutazione del grado di coscienza attraverso l'utilizzo di scale (es. G.C.S.).

56. Procedure di utilizzo del defibrillatore automatico, semiautomatico.

57. Bisogno di alimentazione: valutazione e gestione della disfagia, prevenzione e gestione delle complicanze (polmonite ab-ingestis).

58. Bisogno di mobilizzazione: prevenzione delle complicanze da immobilizzazione o sindrome ipocinetica.

59. Movimentazione dei carichi: principi ergonomici nell’erogazione dell’assistenza. Utilizzo dei dispositivi e dei presidi per la corretta movimentazione dei pazienti.

60. Procedure assistenziali per la toracentesi.

61. Procedure assistenziali per la rachicentesi.

62. Procedure assistenziali per la biopsia epatica.

63. Procedure assistenziali per paracentesi.

64. Procedure assistenziali per puntato midollare.

65. Procedure assistenziali per la biopsia renale.

66. Prevenzione e trattamento del piede diabetico e delle ulcere croniche.

67. Procedure assistenziali per la gestione del paziente con sanguinamento delle vie digestive.

68. Gestione dell’arresto cardiocircolatorio e procedure di BLSD.

69. Manovre di disostruzione delle vie aeree nell’adulto e nel bambino.

70. Modalità di attivazione di un sistema di soccorso intra-extraospedaliero.

71. Prevenzione delle cadute ed uso dei sistemi di controllo nei pazienti geriatrici e psichiatrici: normative sulla contenzione.

72. Procedura al neonato sottoposto a fototerapia.

73. Procedura dal posizionamento alla rimozione dei drenaggi a caduta.

74. Procedura dal posizione alla rimozione dei drenaggi in aspirazione.

75. Procedura di alimentazione al neonato in allattamento materno.

Procedure di accettazione e presa in carico

1. Procedura d’accettazione e presa in carico della persona a bassa complessità assistenziale. Preparazione unità degenza del paziente, esame obiettivo infermieristico, valutazione organi ed apparati.

2. Procedura d’accettazione e presa in carico della persona ad alta complessità assistenziale. Preparazione unità degenza del paziente, esame obiettivo infermieristico, valutazione organi ed apparati.

Procedure specifiche per trasferimento e cura

13. Procedura per il trasferimento del paziente con ridotta autonomia funzionale dal letto alla poltrona, alla barella e viceversa (manovre e uso dei supporti e dispositivi).

4. Procedura per le cure igieniche parziali nei pazienti con un'alterata e compromessa autonomia funzionale (aiuto; supporto; guida ed esecuzione).

5. Procedura per le cure igieniche totali nei pazienti con un'alterata e compromessa autonomia funzionale (aiuto; supporto; guida ed esecuzione).

6. Procedura e interventi finalizzati alla prevenzione e riduzione dell’incidenza delle lesioni da pressione (uso delle scale di valutazione dei rischi, dispositivi, mobilizzazioni e presidi).

7. Procedura e interventi finalizzati alla stadiazione, cura e riduzione delle lesioni da pressione (scheda di PUSH Tool; Vac Therapy; medicazioni, ecc).

8. Procedura e interventi per la prevenzione e riduzione del rischio di caduta (uso delle scale di valutazione dei rischi, dispositivi, ecc).

9. Procedure, assistenza, monitoraggio, interventi e valutazione nella preparazione del paziente nella fase pre-operatoria.

10. Procedure, assistenza, monitoraggio, interventi e valutazione del paziente nella fase postoperatoria.

11. Procedura di esecuzione di un clistere evacuativo e curativo.

12. Procedura di somministrazione della terapia insulinica (area di iniezione, tipi di siringa, tipi di insulina e modalità di conservazione) ed educazione sanitaria al paziente diabetico.

13. Procedura per l’O2 terapia.

14. Procedura dell’Aerosol terapia.

15. Procedura per il lavaggio sociale, antisettico e chirurgico delle mani a seconda dello specifico caso clinico-assistenziale. Tempistica e detergenti usati.

16. Procedura di rilevazione dei parametri vitali.

17. Procedura di rilevazione dei parametri vitali in condizioni di emergenza: sedi di rilevazione e caratteristiche prese in esame.

18. Procedura e interventi finalizzati alla prevenzione e riduzione del dolore (valutazione del dolore, scala di valutazione del dolore).

19. Bisogno di alimentazione: procedura e interventi assistenziali nelle persone parzialmente o totalmente dipendenti.

20. Procedura assistenziale dalla introduzione alla rimozione del drenaggio toracico.

21. Procedura della raccolta di secreti ed escreti (urine, feci, ecc).

22. Procedura di somministrazione della terapia orale.

23. Individuazione, utilizzo e smaltimento dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).

24. Preparazione, gestione e mantenimento di un campo sterile, compresa la vestizione e l’utilizzo dei DPI (guanti chirurgici, ecc).

25. Procedura per la sanificazione e disinfezione dei presidi in uso presso il modulo di degenza.

26. Procedure, assistenza, monitoraggio, interventi e valutazione del paziente sottoposto a dialisi (peritoneale, emodialisi, emofiltrazione, ecc).

27. Procedura della nutrizione parenterale totale.

28. Procedure delle medicazioni di stomie addominali.

29. Procedura di somministrazione della terapia I.M.

30. Procedura di somministrazione della terapia S.C.

31. Procedura di calcolo del Bilancio idrico in unità di degenza e in unità intensiva.

32. Bisogno di eliminazione: procedure assistenziali al paziente parzialmente continente.

33. Bisogno di eliminazione procedure assistenziali dal posizionamento alla rimozione di un catetere vescicale temporaneo e a permanenza.

34. Procedure assistenziali e gestione infermieristica dall’inserimento alla rimozione di un C.V.P.

35. Identificazione, manutenzione, sanificazione e sterilizzazione dei principali ferri chirurgici e dei principali presidi utilizzati in sala operatoria.

Caratteristiche delle unità di degenza

21. Procedura d’accettazione e presa in carico della persona a bassa complessità assistenziale. Preparazione unità degenza del paziente, esame obiettivo infermieristico, valutazione organi ed apparati (vedi anche Kozier cap.3).

Nell’organizzazione ospedaliera, l’unità di degenza è quell’ubicazione e gli ambienti relativi alle attività adesso correlato, dove il paziente trascorrerà il periodo di permanenza in ospedale. La stanza del paziente deve avere criteri specifici; è calcolato per ogni paziente 21 m3 d’aria, quindi ci saranno stanze di diversa grandezza con diversi posti letto.

Le pareti della stanza sono rivestite in materiale lavabili, disinfettabili e non usurabili, solitamente PVC. I pavimenti sono di superficie liscia, antiscivolo e con angoli arrotondati per facilitare la pulizia. Le finestre sono a doppio segmento, di facile apertura e chiusura per agevolare il microclima. Ogni stanza è corredata di un sistema di riscaldamento e refrigeramento che può essere autonomo o centralizzato. Ogni stanza è arredata di un bagno per il paziente.

Il sistema di illuminazione è costituito da luci centrali che illuminano tutta la stanza e luci alla testa del letto, luci di cortesia, con sistema di accensione individuale. Alla testa di ogni letto oltre al sistema di illuminazione, troveremo anche delle prese elettriche per l’alimentazione di eventuali presidi, il sistema di chiamata per il personale sanitario e i bocchettoni dell’impianto, intramurale, per la distribuzione dei gas medicinali e del vuoto. La temperatura della stanza è data da un sistema di riscaldamento o refrigeramento centralizzato o autonomo, per assicurare una temperatura 20°C - 25°C e umidità relativa 40-60%.

Il materiale e i presidi usati dal paziente ricoverato sono posizionati nello spazio definito unità posto letto dell’assistito. Il mobilio della stanza di degenza comprende: letto ospedaliero, comodino, tavolino servitore, armadietto, eventuale sedia.

Il letto è la componente primaria dell’unità di degenza, favorisce il riposo e il sonno e favorisce la corretta posizione del malato. Deve avere dimensioni di 200 cm di lunghezza e 90 cm di larghezza, il telaio può essere di diverso tipo: articolato e fisso. Il sistema di articolazione può essere meccanico o elettrico ed è dotato di due testate rimovibili, una superiore e una inferiore, e 4 ruote piroettanti. Può essere composto da diversi accessori:

  • Le sponde laterali, forniscono all’assistito un supporto per girarsi e sollevarsi dal letto e possono essere richieste dal paziente stesso se lo fanno sentire più sicuro rispetto al rischio di cadere dal letto. Si ricorda che inoltre nel momento in cui le sponde laterali del letto sono sollevate possono essere considerati mezzi di contenzione fisica, con tutte le conseguenze legali che questo comporta.
  • Due aste: una reggi flebo e un'altra che prende il nome di “capra” che serve per la mobilizzazione del malato.
  • Archetti alzacoperte.

Il materasso può essere in gomma piuma, lattice o speciali a pressione alternata.

Posizioni del letto

  • Supina: paziente disteso sulla schiena
  • Prona: paziente disteso sull’addome con il viso girato
  • Posizione di Fowler: posizione semiseduta, testa del letto elevata con un angolo di 45°, le ginocchia flesse o orizzontali
  • Posizione di semi-Fowler: la testa del letto è alzata di 30°
  • Posizione di Trendelemburg: la testa del letto è bassa ed i piedi sono alzati con il letto dritto
  • Laterale destro o sinistro: paziente appoggiato sul fianco con entrambe le braccia in avanti, le ginocchia leggermente flesse, maggiormente quella che sta sopra
  • Semiprona o di Sims: paziente in posizione intermedia tra la laterale e la prona, con corpo e viso ruotati lateralmente, il braccio parallelo al corpo

Il comodino si trova generalmente alla sinistra del letto, ha utilità per riporre gli oggetti personali, il materiale per l’igiene, una bacinella, il materiale per l’igiene del cavo orale, il sapone, la padella o il pappagallo e la carta igienica. Può essere corredato da un tavolino che offre un supporto per i pasti perché regolabile in altezza e in lunghezza.

È presente anche un armadietto per gli indumenti e una sedia per i visitatori. Tutto il materiale e i presidi dell’unità posto letto devono essere spiegati all’assistito o ai parenti al momento del ricovero.

Rifacimento del letto

Allestire il letto significa prepararlo per la degenza del malato assicurandogli così il benessere. Il letto va rifatto a fondo una volta al giorno e riordinato più volte nella giornata. Il materiale occorrente è un carrello con biancheria pulita e uno con la biancheria sporca. La biancheria deve avere un percorso sincrono ma non si deve mai incrociare. La biancheria del letto in ordine dal primo strato verso l’ultimo:

  • Coprimaterasso
  • Primo lenzuolo o lenzuolo inferiore
  • Tela cerata
  • Traversa
  • Secondo lenzuolo o lenzuolo superiore
  • Copriletto
  • Coperta di lana
  • Cuscino ricoperto da federa in cotone

Il rifacimento letto è eseguito da due operatori che lavorano in perfetta sincronia con due tecniche: letto vuoto o letto occupato.

Rifacimento letto preparazione

Preparazione del materiale: preparare carrello biancheria pulita che rimane fuori la stanza e carrello biancheria sporca portata nella stanza del malato.

Preparazione ambiente: favorire il microclima aprendo le finestre senza creare correnti d’aria, far uscire gli estranei.

Preparazione degli operatori: lavarsi le mani, indossare i guanti, porsi ai lati del letto.

Preparazione del letto: allontanare il comodino, porre la sedia del paziente in fondo al letto, rimuovere spondine laterali e asta per fleboclisi, mettere in orizzontale il piano del letto.

Rifacimento letto vuoto

  • Porre il cuscino sulla sedia, scalzare completamente gli angoli superiori e inferiori della biancheria dal letto, e ripiegare per lato uno strato alla volta e riporlo nel cesto della biancheria sporca.
  • Verificare la pulizia del materasso; appoggiare un lenzuolo pulito sul materasso, sistemarlo prima alla testiera dopodiché alla pediera.
  • Angolo del letto: sistemare lo spigolo del letto con una piega ad angolo retto; rimboccare sotto il materasso il lenzuolo inferiore o la copertura a livello della testa o dei piedi del letto; alzare la copertura in modo che essa formi un triangolo con il bordo laterale del letto e in modo che sia parallela alla parte finale del letto; porre la parte della copertura che pende dal letto sotto il materasso, mentre si mantiene la copertura schiacciata con il materasso; togliere la mano e mettere la parte restante della copertura sotto il materasso, se si ritiene opportuno; le parti superiori del lenzuolo superiore, della coperta e del copriletto possono essere lasciate pendere anziché essere messe sotto il materasso.
  • Posizionare la tela cerata nella zona di appoggio dei glutei della persona, sovrapporvi la traversa; prendere un altro lenzuolo, aprirlo e stenderlo sul materasso al rovescio; rincalzare il lenzuolo solo alla pediera ed eseguire gli angoli; appoggiare la coperta con un capo di 20-25 cm dalla testiera, stenderla e rimboccarla alla pediera con la stessa modalità delle lenzuola; ripetere la stessa operazione con il copriletto ed eseguire gli angoli; piegare la parte superiore del 2° lenzuolo in direzione della pediera e sopra il copriletto (risvolto); preparare il letto in modo tale da rendere agevole alla persona coricarsi e coprirsi; se necessario cambiare la federa ai cuscini e sistemarli con l’imboccatura dal lato opposto rispetto all’entrata della stanza; eseguire il lavaggio sociale delle mani e riordinare la stanza.

Letto occupato

  • Spiegare al paziente cosa si sta facendo e mantenere la privacy; verificare se il paziente può assumere e mantenere la posizione più comoda per eseguire la procedura; togliere i cuscini ed appoggiarli sulla sedia; scalzare completamente gli angoli superiori e inferiori della biancheria dal letto, lasciare il paziente coperto con il lenzuolo, aiutare il paziente a girarsi di fianco prendendolo dietro le spalle e dietro il bacino scoprendolo il minimo indispensabile, arrotolare il lenzuolo inferiore, traversa e incerata verso il centro del letto.
  • Porre da un lato lenzuolo inferiore arrotolato per metà, tela cerata e travera anch’esse arrotolate per metà. Far girare il malato dalla parte pulita. Togliere la biancheria da letto sporca e srotolare quella pulita. Rimettere il paziente in posizione supina e rincalzare il tutto facendo gli angoli. Togliere il lenzuolo superiore arrotolandolo verso il centro e contemporaneamente rimpiazzare con quello pulito.

Accettazione e presa in carico della persona ad alta complessità assistenziale

42. Procedura d’accettazione e presa in carico della persona ad alta complessità assistenziale, preparazione unità degenza del paziente, esame obiettivo infermieristico, valutazione organi ed apparati. Il paziente ad alta intensità è dipendente in alcune funzioni vitali da supporti esterni invasivi (ventilazione tramite tracheostomia, nutrizione enterale tramite PEG, nutrizione parenterale con CVC) e necessita di un intervento coordinato ed intensivo medico, infermieristico, assistenziale, fisioterapico.

I pazienti che necessitano di elevata assistenza sono affetti da patologie evolutive irreversibili, quali gli esiti di gravi lesioni del Sistema Nervoso Centrale e periferico (stati vegetativi conseguenti ad anossia-ipossia cerebrale, esiti di ictus, Sclerosi Laterale Amiotrofica, fasi avanzate di Sclerosi multipla), inoltre affetti da malattie neuromuscolari e respiratorie, pazienti in fase terminale.

Per questi pazienti si rende necessaria l’attivazione di più specialisti, a causa della complessità e peculiarità dell’intervento sanitario richiesto. Per il malato ad alta intensità occorre predisporre una dimissione protetta, che gli permetta di essere avviato al domicilio o in una residenza sanitaria, con una continuità di cure.

L’assistenza a tali persone ha caratteristiche peculiari:

  • Si tratta di una presa in carico di lunga durata
  • Ha come primo obiettivo il “prendersi cura” della persona
  • La relazione di cura instaura una comunicazione l’impatto psicologico sul malato, i familiari, gli operatori richiede un supporto specifico

Condizioni da valutare

  • Vigilanza
  • Vigile/contattabile
  • Stato di coma (Glasgow Coma Scale)
  • Stato cognitivo
  • Comizialità
  • Comunicazione
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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher infermiere1492 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienze infermieristiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Scienze mediche Prof.
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