ENZIMOLOGIA
ASPETTI TERMODINAMICI
Enzima -> Proteina dotata di proprietà catalitiche dovute alla sua specifica attivazione, solo nel 1930 è
stato scoperto che enzimi sono proteine, non tutti, nei ribosomi sono presenti molecole di RNA che
contribuiscono alla catalisi (ribozimi).
Enzimi sono catalizzatori biologici (accelerano il raggiungimento dell’equilibrio di reazione) → non
sposta l’equilibrio di reazione! Abbrevia il tempo con cui viene raggiunto l’equilibrio. Non fa parte
dell’equazione (non bisogna scriverlo) che descrive la reazione. Quando si parla di reazione catalizzate
substrati prodotti
da enzimi i vengono trasformati in
A + B = C + D,
A e B sono i substrati dell’enzima e diventano C + B.
A+B=C+D
- la reazione è spontanea (procede da sinistra verso
destra) se DG<0 => ESOERGONICA
- La reazione è all’equilibrio DG=0
- la reazione non è spontanea (sono favoriti i reagenti)
se DG>0 => ENDOERGONICA
Dove G è l’energia libera di Gibbs parametro termodinamico che descrive lo stato energetico del
sistema.
DG è la variaz dell’energia libera di Gibbs = DH - TDS è dato dal livello energetico dello stato finale - il
livello energetico dello stato iniziale (Gf-Gi) , se i prodotti hanno il livello energetico inferiore di quello
dei reagenti la reazione avviene spontaneamente, si libererà energia, se siamo al contrario dobbiamo
fornire energia affinché possa avvenire la trasformazione.
SPONTANEITà DELLE REAZIONI CHIMICHE
sistema biologico
In un il DG’=DG°’ + RT ln ([C][D]/[A][B]) (DG primo = DG zero primo)
DG’ è la variazione dell’energia libera del sistema a pH 7, nel passaggio dalle concentrazioni iniziali
all'equilibrio del sistema.
DG’° variazione di energia libera in condizioni standard (tutti i prodotti e reagenti sono 1M, pH 7, 25°C
1 atm) all’equilibrio del sistema
All'equilibrio il DG’=0 quindi DG’° = -RT ln [Ceq][Deq]/[Aeq][Beq] = -RT ln Keq,
Il DG°’ è correlato alla situazione di equilibrio del sistema.
Il valore DG°’ è quello dato nei libri.
Una reazione che ha DG’ negativo è spontanea, ma non implica che proceda ad alta velocità! indica solo
la sua tendenza a procedere verso dx (favorire i prodotti)
es
Glucosio + 6O2 6CO2 + 6H2O
G0 ’ = -686 kcal/mole
Dal punto di vista termodinamico il glucosio all’aria è instabile, ma la reazione non procede a velocità
apprezzabili. Il glucosio è stabile in senso cinetico.
Questa reazione spontaneamente tenderebbe ad avvenire ma è una reazione talmente lenta che non è
percepibile!
La termodinamica esprime se un processo è spontaneo o meno, la cinetica si concentra su quanto
veloce un processo avviene. 1
ASPETTI CINETICI
Velocità di una reazione -> quantità prodotto formato per unità di tempo
La transizione energetica passa sempre per un punto
intermedio che ha energia interna sempre più alta
dell e dei prodotti e dei reagenti, si chiama “stato di
transizione" la differenza energetica tra lo stato
iniziale e lo stato di transizione è chiamata Energia di
attivazione (E reag-E transizione) ci permette di
capire se la reazione sarà veloce o lenta.
I reagenti devono avere un'energia sufficiente per
raggiungere lo stato di transizione e poi “cadere “ a
prodotti finali. L’E attivazione è una barriera
energetica, tanto più sarà alta energia di barriera più
è lenta la reazione perché sarà statisticamente
difficile che il reagente possa avere abbastanza energia per superarla.
Gli enzimi intervengono qui, quando una reazione è catalizzata da enzimi si abbassa l’energia di
attivazione.
SPECIFICA ATTIVAZIONE
Il substrato si attacca all'enzima e forma il complesso Enzima-substrato ⇔ il substrato si modifica e
diventa prodotto abbiamo complesso enzima-prodotto → poi l’enzima si stacca dal prodotto e
otteniamo enzima libero e prodotto (Enzima non si modifica).
E + S ⇔ ES ⇔ EP ⇔ E + P
L'energia di attivazione totale è elevata, l’energia di attivazione del complesso ES ed EP è molto più
bassa. Questa riduzione di energia di attivazione si traduce in un aumento di velocità, si parla di
proprietà di specifica attivazione. Il delta G della reazione non è stato modificato dall’enzima!!
SELETTIVITA’
Enzimi hanno una grande selettività di azione,
- specificità nei confronti del substrato (più o meno alta es esochinasi/glucochinasi, esochinasi
catalizza sia glucosio che su altri composti)
- specificità di reazione (catalizzano una reazione specifica)
- stereospecificità (enzimi possono o formare/legare solo uno specifico stereoisomero)
SITO ATTIVO
Il legame del substrato e la sua trasformazione in prodotto avvengono nel sito attivo.
Nel sito attivo determinate catene laterali di amminoacidi interagiscono con il substrato.
Sito di legame con il substrato: binding locus
Sito dove avviene la catalisi: transforming locus
es
Chimotripsina (proteasi pancreatica idrolizza il legame peptidico adiacente ad amminoacidi idrofobici)
c'è una piccola parte del sito attivo deputata a riconoscere gli AA idrofobici della proteina intera
(binding locus) poi ci sono altri AA che catalizzano la reazione di idrolisi (transforming locus).
I tre AA coinvolti si trovano in posizioni molto lontane tra di loro nella struttura primaria, ma si
trovano vicini in seguito ai ripiegamenti della struttura nativa.
La tripsina (idrolizza amminoacidi basici) ha una diversa specificità. hanno lo stesso transforming
locus ma varia il binding locus. 2
Esiste una complementarietà tra enzima e substrato che permette di legare perfettamente uno
specifico substrato con l’enzima.
ADATTAMENTO INDOTTO
Quando avviene il legame tra enzima e substrato c’è una modifica di conformazione di quest’ultimo.
Questo cambio conformazionale è funzionale al corretto orientamento dei gruppi coinvolti nella
catalisi.
GRUPPI PROSTETICI o COENZIMI
Molti enzimi per funzionare necessitano cofattori che possono essere:
- di natura organica
- di natura inorganica
I cofattori sono definiti:
- gruppi prostetici se sono strettamente legati all’enzima, a volte il gruppo prostetico è legato in
modo covalente all’enzima stesso (es FAD)
- Coenzimi quando il cofattore non è strettamente legato all’enzima stesso (NAD)
Enzimi che utilizzano cofattori sono definiti
- Oloenzimi: insieme della struttura funzionante con cofattore (enzima funzionante)
- Apoenzima la sola struttura polipeptidica con cofattore dissociato (enzima non funzionante)
Alcune proteasi sono degli enzimi che funzionano legate a metalli (metallo-proteasi) il legame col
metallo è necessario.
CLASSIFICAZIONE
Gli enzimi spesso si chiamano con il nome della reazione che catalizzano/substrato → era facile
confondersi, è stata definita una International Enzyme Commission ha introdotto una classificazione
basata su 4 numeri:
Esochinasi E.C. 2.7.1.1
Primo numero: classe di reazione catalizzata
Secondo numero: sottoclasse
Terzo numero: sotto sottoclasse
Quarto numero: seriale dell’enzima nella sua sotto sottoclasse
L’organizzazione di sottoclassi e sottosottoclassi cambia per ogni classe.
classe tipo di reazione catalizzata
1 ossidoreduttasi reazioni di ossido-riduzione
2 transferasi trasferimenti di gruppi
3 idrolasi idrolisi di legami
4 liasi rottura non idrolitica di legami
5 isomerasi interconversione di isomeri 6 ligasi formazione legami utilizzando ATP
Altri aspetti termodinamici
Qualunque enzima non altera l’equilibrio della reazione,
arrivo sempre allo stesso punto finale della reazione
indipendentemente dalle quantità di enzima che
aggiungo. Cambia la velocità.
Per una generica reazione S ⇔ P,
con costante di equilibrio Keq= [Peq]/[Seq]
possiamo definire una massima quantità di prodotto
ottenibile [Peq]=[S]*Keq. 3
es se parto con 100 di substrato e so che se Keq=1, l’equazione si ferma quando [Peq]/[Seq]=1 dire
che avrò [Peq]=50 e [Seq]=50
Possiamo definire la resa di conversione come [P]/[S] quanto prodotto si è formato rispetto al
substrato
[] = in*RESA DI CONVERSIONE LA RESA MASSIMA è QUELLA CHE POSSIAMO AVERE
ALL’EQUILIBRIO
La resa si può calcolare conoscendo la costante di equilibrio / (+)
es
Glucosio -> Fruttosio
Aldoso -> Chetoso
Glucosio è più stabile in quanto può avere più conformazioni (sedia, barca) e perché l’angolo dei
legami carbonio non stressa la strutture, come invece fa il fruttosio
Inoltre il glucosio è tra quelli della sua forma più stabile perché ha gruppi OH equatoriali
In campo alimentare il glucosio viene trasformato in
fruttosio perché quest’ultimo è circa due volte e
mezzo più dolce
Keq glucosio <-> fruttosio
[F]/[G]= 0.64
Resa di conversione = 1−
La velocità di reazione varia al variare della
concentrazione di substrato: man mano che il
substrato diminuisce, la velocità di reazione
diminuisce, perché al diminuire della velocità di
reazione A → B, aumenta la velocità B → A.
Maggiore è la concentrazione iniziale, maggiore la velocità
A parità di concentrazione e condizione, la velocità è influenzata dalla costante di velocità.
L’aumento di concentrazione di enzima influenza quindi la velocità.
Per paragonare diverse reazioni si misura la velocità iniziale (misura della tangente alle curve
cinetiche).
L’equilibrio della reazione è un parametro termodinamico, per modificarlo possiamo interveniamo su
altri parametri, che influenzano la stabilità termodinamica di reagenti e prodotti o la loro
concentrazione. (T e pressione)
Nonostante il nome, la costante di equilibrio …non è costante, e può variare in funzione dei parametri
ambientali
L’unico modo per modificare la resa «termodinamica» di una qualunque reazione è spostare
l’equilibrio, per esempio sottraendo il prodotto alla miscela di reagenti.
Questo equilibrio rimane tale anche con l’enzima, ma con esso varia la velocità di reazione
Come posso migliorare la resa?
1) Vario le condizioni in modo da rendere più favorevole la conversione, per esempio la T
Questo permette l’aumento della resa <10%
L’ulteriore raffreddamento della miscela porta al cambiamento dell’equilibrio
Per evitare questo, dobbiamo togliere l’enzima dalla soluzione prima di raffreddare
2) Come posso avere resa totale di fruttosio?
Uso una resina che cattura fruttosio, così possiamo toglierne e spostare nuovamente
l’equilibrio 4
CATALISI ENZIMATICA
I saggi enzimatici servono per determinare la concentrazione di enzima presente nel sistema.
Per quantificarlo bisogna trovare quanto velocemente procede la reazione, la velocità è direttamente
proporzionale a quanto enzima è presente.
Aspetti cinetici
1) la velocità con la quale reaz A→ B procede è data dalla concentrazione di prodotto nell'unità di
[]
tempo V = ,
2) In una reazione in cui non ci sono enzimi la velocità è condizionata da:
a) Costante di velocità
b) Concentrazione dei reagenti
Per una reazione che segue una cinetica di primo ordine la
velocità è data da v=k[A], la velocità dipende da quanto substrato
è presente, man mano che la reazione procede il substrato
diventa prodotto, se col tempo il reagente diminuisce, la velocità
diminuirà fino ad azzerarsi.
La velocità in questo grafico è dato dalla tangente della curva in
un preciso punto. Stiamo guardando quanto velocemente si
consuma il substrato!! non quanto velocemente il prodotto si
forma!
E’ uguale definire quanto velocemente si forma il prodotto o
quanto velocemente si consuma il substrato
[] []
V = =- .
A parità di concentrazione iniziale di reagenti, la velocità è solo funzione della costante cinetica.
La presenza di un enzima porta ad un aumento della costante di velocità. (perché diminuisce l’energia
di attivazione).
Quando possibile, si misura la “velocità iniziale”, prima che ci
siano variazioni apprezzabili dalla linearità. (perché poi non è
lineare l’andamento) e perchè la concentrazione di substrato è
quella di riferimento (poi il substrato varia).
In altre parole, si cerca di ottenere la tangente alle curve cinetiche
di cui ai tracciati precedenti.
COME MISURARE LA VELOCITA’ DI UNA REAZIONE ENZIMATICA
Parametri da cui dipende la velocità:
❖ concentrazione totale di enzima
❖ concentrazione del substrato
❖ temperatura, pH (in vitro), tutti gli enzimi hanno un ottimo di temperatura e di pH a parità di
concentrazioni di substrato ed enzima, se vario pH o temperatura vario velocità di reazione
L’attività enzimatica misurata mediante un saggio enzimatico ha un significato relativo, essa dipende
ed è direttamente proporzionale alla concentrazione di enzima presente, ma dipende dalla
concentrazione di substrato, dal pH e dalla temperatura… che vanno mantenuti costanti!
L’attività di un enzima non ha nessun significato se non viene indicato in che condizioni è stata
misurata. 5
L’attività enzimatica viene quantificata in Unità (UI):
quantità di E che produce 1 micromole P/minuto
Per definizione 1 UI è la (in
(es
condizioni sperimentali definite e controllate) si sono formati 1 millimole/minuto,
quante UI? 10^3 perché milli 10^-3 e micro 10^-6, si formano 10^3 micromoli/min
(UI)), spesso il segnale misurabile non è espresso in quantità, ma in altri segnali (assorbanza) si usano
diversi metodi per osservare velocità.
L’attività specifica di una preparazione enzimatica
UI presenti per ogni unità di massa
corrisponde al numero di (o di volume) della
preparazione stessa UI/mg = micromoli P/ (min × mg),
In base alla tecnica adottata per quantificare il prodotto formato, possiamo distinguere i saggi
enzimatici in:
➢ Spettrofotometrici/colorimetriciil prodotto si quantofica con l’’assorbanza,
➢ Fluorimetrici
➢ Calorimetrici, misurano il calore scambiato con l'ambiente durante una reazione, ed è
proporzionale a quanti legami si rompono o si formano (velocità della reazione)
➢ Mediante pH-stat, si possono formare sostanze con nature acide/basiche con la formazione
della reazione cambia il pH
➢ Cromatografici
➢ Elettroforetici
➢ Etc…
E’ possibile fare delle misure delle velocità con due modalità:
1. Misure continue: misure con cui posso valutare il tempo reale come varia la velocità in funzione
del tempo
a) con substrati naturali o sintetici
creati in lab, che vanno a mimare il
substrato naturale (hanno
proprietà simili al substrato
naturale) tanto che l’enzima può
compiere la sua reazione anche sul
substrato sintetico.
In giallo c'è l'arginina, legato con
un legame isopeptidico c’è la
nitroanilina simile a quello delle
proteine. La tripsina quindi è in
grado di rompere questo legame e
produrre la para-nitroalanina che
presenta un colore giallo da sola, quindi studiando la presenza del giallo è possibile
capire quanta bapa è presente (la struttura intera)
b) reazioni che alterano il pH
molte reazioni enzimatiche portano al rilascio di acidi o di basi (es trigliceridi →acidi
grassi e glicerolo), si può misurare la variazione di pH conseguente all’aggiunta
dell’enzima.
Il vantaggio di questa metodologia è che può essere utilizzata anche su sospensioni
ricche in solidi o su emulsioni, dove non si possono utilizzare metodi spettrofotometrici
(questi campioni sono opachi (latte) o torbidi, assorbanza non misurabile). 6
Assumendo di seguire una reazione che produce acidi, come nell’esempio qui a fianco,
la velocità di reazione è proporzionale al decremento di pH nel tempo. Le moli del
prodotto formato sono deducibili dall’aumento di pH (quantità nota di base forte NaOH.
Uso titolatori automatici che permettono di mantenere costante il pH della reazione
mediante l’aggiunta «misurata» di una base. La velocità con la quale viene aggiunta la
base (micromoli/min, calcolabili conoscendo la concentrazione e il volume aggiunto
nell’unità di tempo) costituiscono una misura dell’attività enzimatica. Aggiunta di base
forte è fatta costantemente durante la reazione per mantenere costante il pH.
c) accoppiando più reazioni enzimatiche Molte reazioni enzimatiche non portano alla
formazione o alla scomparsa di composti facilmente rilevabili con comuni metodi
analitici. In questo caso, si può ricorrere ad altri enzimi (e, se necessario, ai loro
substrati), che trasformano i prodotti della reazione in composti misurabili, realizzando
appunto l’idea di accoppiare una o più reazioni enzimatiche.
es: Misura continua di attività di beta-galattosidasi
L’enzima beta-galattosidasi converte il lattosio in una miscela 1/1 di galattosio e glucosio, ed è
utilizzato per la preparazione del latte de-lattosato. La reazione di idrolisi non produce materiale
facilmente individuabile (non c’è assorbime
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