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Vitamina D: un ormone steroideo derivante dal colesterolo

La vitamina D (calciferolo) è un ormone steroideo derivante dal colesterolo, comprendente entrambi i tipi: la vitamina D2 o ergocalciferolo e la vitamina D3 o colecalciferolo, prodotte per fotolisi da steroli precursori esistenti in natura. La vitamina D usata per scopi farmaceutici viene assunta alternativamente a quella nella dieta. La vitamina D2, meno potente della D3, differisce per le catene laterali, avendo un gruppo metilico (CH3) in posizione C24 ed un doppio legame tra C22 e C23. Entrambe sono convertite in 25-idrossicalciferolo e in 1,25-diidrossicolecalciferolo, pur subendo un processo metabolico diverso.

Derivazione e sintesi della vitamina D

La vitamina D deriva dal 7-deidrocolesterolo, che è un precursore del colesterolo, presente in concentrazioni elevate nello strato spinoso e basale dell'epidermide, soprattutto nella cute. In seguito all'esposizione ai raggi U.V. solari, si ha la trasformazione del 7-deidrocolesterolo in pre-vitamina D e in vitamina D3, che rappresenta la forma inattiva della vitamina D. La vitamina D3 subisce due reazioni di idrossilazione: una a livello epatico e una a livello renale.

  • Si ha l'intervento dell'enzima colecalciferolo-25-idrossilasi mitocondriale CP450 a livello epatico, che catalizza la reazione di idrossilazione in posizione 25, trasformando il colecalciferolo in 25-idrossicalciferolo o 25(OH)D (calcidiolo o calcifediolo). Questo rappresenta il principale metabolita circolante e il miglior indicatore dello stato di vitamina D nell'organismo.
  • Si ha l'intervento dell'enzima 1α-idrossilasi a livello dei tubuli renali prossimali, che catalizza la reazione di idrossilazione in posizione 1α, convertendo il 25(OH)D in 1,25-diidrossicolecalciferolo o 1,25(OH)2D (calcitriolo), che rappresenta la forma biologicamente attiva della vitamina D.

Fonti alimentari e assorbimento della vitamina D

L'esposizione alla luce U.V. non sempre riesce a garantire un'adeguata produzione di vitamina D, per cui è importante assumere la vitamina D attraverso gli alimenti, come olio di fegato di merluzzo, salmone fresco, sardine, sgombro, tonno, formaggio Emmental, burro, uova (torlo), latte vaccino e integratori. La vitamina D viene assorbita nell'intestino tenue per intervento dei sali biliari: una parte passa nella linfa nei chilomicroni, mentre la quota maggiore passa direttamente nel sistema portale, viene condotta al fegato e metabolizzata in 25(OH)D.

Sintesi e secrezione dell'1,25(OH)2D sono influenzate da PTH e IGF-1.

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Scienze mediche MED/13 Endocrinologia

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