Tireotossicosi con ipertiroidismo
Tireotossicosi da eccesso di iodio esogeno
La tireotossicosi da eccesso di iodio esogeno si deve a un'eccessiva assunzione di iodio attraverso:
- Alimenti
- Sale iodato
- Alghe marine
- Preparazioni contenenti iodio, come cosmetici per uso topico
- Vitamine e integratori alimentari
- Espettoranti glicerolo iodinato
- Preparazioni dimagranti da banco a base di estratti di alghe
- Disinfettanti o antisettici per uso topico, come la tintura di iodio
- Alcuni farmaci contenenti iodio, come amiodarone e benziodarone
- Creme a base di iodoclorossichinolina
- Antivirali come idoxuridina
- M.d.c. iodati usati in alcune indagini strumentali
Epidemiologico
Dal punto di vista epidemiologico, la tireotossicosi da eccesso di iodio è diventata più frequente negli ultimi decenni e responsabile dello 0,25-10% di tutti i casi di tireotossicosi. Si manifesta nel 10% dei pazienti trattati con iodio in aree di endemia gozzigena, mentre nelle aree con iodoprofilassi si ha una frequenza di ipertiroidismo transitorio dello 0,01-0,04%.
Eziopatogenetico
Dal punto di vista eziopatogenetico, si fa una distinzione tra due forme di tireotossicosi da eccesso di iodio:
- Tireotossicosi da eccesso di iodio in soggetti anziani con gozzo multinodulare e aree autonome senza presenza di Ab-TSH-R.
- Tireotossicosi Jod-Basedow in soggetti giovani con gozzo diffuso e presenza di Ab-TSH-R.
Dobbiamo ricordare che nei soggetti normali, l'eccesso di iodio esogeno non comporta alcuna disfunzione tiroidea per l'effetto Wolff-Chaikoff. Invece, nelle tiroidi con aree autonome, gozzi multinodulari di vecchia data e difettosa autoregolazione dell'effetto Wolff-Chaikoff, l'eccesso di iodio provoca il blocco dell'ormonogenesi con conseguente iperfunzione tiroidea.
In questi casi, alcuni cloni cellulari tiroidei presenti nei follicoli non sono in grado di produrre ipertiroidismo in condizioni di basso apporto iodico, ma causano un'iperfunzione tiroidea quando sono esposti a elevate quantità di iodio. L'ipertiroidismo persiste per tutto il tempo in cui la tiroide è esposta all'eccesso di iodio (Jod-Basedow).
Clinico
Dal punto di vista clinico, l'ipertiroidismo da eccesso di iodio può persistere per settimane o mesi dopo la sospensione dell'agente scatenante e spesso si risolve spontaneamente nel giro di alcuni mesi. I soggetti più colpiti sono quelli anziani con gozzo multinodulare di vecchia data e aree funzionalmente autonome, in cui l'eccessivo introito di iodio rende evidente il problema.