Terapia delle iperlipidemie
Terapia delle iperlipidemie primitive
La terapia delle iperlipidemie tiene conto delle linee guida NCEP (ATPIII).
Categoria di rischio e obiettivi
| Categoria di rischio | Livelli di CLDL (mg/dl) per attuare le modifiche dello stile di vita | Livelli di CLDL (mg/dl) per iniziare la terapia farmacologica |
|---|---|---|
| Rischio molto alto: malattia cardiovascolare, diabete mellito, vasculopatia periferica (rischio dopo 10 anni > 20%) | < 100 | ≥ 100 |
| Rischio moderatamente elevato: 2 o più fattori di rischio (rischio dopo 10 anni: 10-20%) | < 130 | ≥ 130 |
| Rischio lievemente elevato: 0-1 fattori di rischio (rischio dopo 10 anni < 10%) | < 160 | ≥ 160 |
L'obiettivo della terapia è di normalizzare i lipidi sierici per ridurre il rischio di complicanze vascolari ed evitare la progressione della vasculopatia. La terapia si basa su:
- Dietoterapia: dieta ipocalorica povera di zuccheri semplici e acidi grassi saturi, ricca di fibre (frutta, verdura, legumi), acidi grassi monoinsaturi (acido oleico: olio di oliva) e polinsaturi (omega 3: olio di pesce; omega 6: olio vegetale di semi di mais e girasole). Riduzione dei livelli di colesterolo totale, LDL e trigliceridi.
- Eliminazione dei fattori di rischio: fumo di sigaretta, bevande alcoliche, vita sedentaria, ipertensione arteriosa, diabete scompensato. Se dopo 3-4 mesi non si ottiene un miglioramento del profilo lipidico, è necessario associare alla dieta la terapia farmacologica ipocolesterolemizzante.
Terapia farmacologica
La terapia farmacologica è indicata solo nei casi in cui l'iperlipidemia persiste dopo 4-6 mesi di dietoterapia. I farmaci di prima scelta sono le statine e i fibrati, mentre quelli di seconda scelta sono l'acido nicotinico e le resine, la cui scelta dipende dal disordine lipidico prevalente (colesterolo, trigliceridi, forme miste).
Statine
Le statine sono indicate soprattutto nelle ipercolesterolemie in quanto sono in grado di ridurre i livelli plasmatici di colesterolo. Le statine agiscono inibendo in maniera competitiva l'enzima idrossimetil-glutaril-CoA reduttasi (HMG-CoA reduttasi), fondamentale per la regolazione della sintesi del colesterolo, catalizzando la conversione dell'HMG-CoA a mevalonato. L'inibizione dell'enzima determina vari effetti:
- Diminuzione della sintesi epatica di colesterolo.
- Riduzione del pool intracellulare di colesterolo.
- Aumento compensatorio del numero dei recettori LDL espressi sulla membrana degli epatociti, con conseguente aumento del catabolismo recettoriale delle LDL e IDL.
Tra le statine abbiamo la simvastatina, fluvastatina, lovastatina, atorvastatina, pravastatina e rosuvastatina. È consigliabile iniziare con bassi dosaggi e aumentare progressivamente ogni 4-6 settimane dopo aver valutato il quadro lipidico, le transaminasi sieriche e la creatin-fosfochinasi (CPK). Dato che la produzione di colesterolo è massima nelle prime ore del mattino, l'assunzione delle statine deve avvenire la sera prima di coricarsi.
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Endocrinologia
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Gotta, endocrinologia