Iperlipidemie secondarie
Le iperlipidemie secondarie sono dovute a varie condizioni cliniche:
Alimentazione
L'ipercolesterolemia è causata da un deficit del catabolismo delle LDL dovuto alla carenza di Apo-B100, con conseguente aumento delle LDL nel siero, riduzione dell'escrezione biliare di colesterolo e acidi biliari, e diminuzione dell'attività della lipasi lipoproteica.
Ipotiroidismo
In caso di ipotiroidismo, si osserva una riduzione della escrezione biliare di colesterolo, che porta a valori di ipocolesterolemia. Nei pazienti con ipertiroidismo, invece, si ha una diminuzione dei valori di colesterolemia, che rappresentano un indice indiretto della funzione tiroidea. La terapia dell'ipotiroidismo con L-tiroxina corregge la dislipidemia.
Diabete mellito
- Carenza di insulina: nel diabete di tipo 1, la carenza di insulina determina un aumento dei chilomicroni e delle VLDL nei trigliceridi, e un aumento della lipolisi. Si ricorre alla terapia insulinica.
- Diabete di tipo 2: si ha un aumento dei trigliceridi endogeni e talvolta del colesterolo. Si ricorre alla dietoterapia ipolipidica e ipoglucidica.
Cirrosi biliare primitiva
Provoca un aumento di colesterolo, fosfolipidi e lipoproteine a causa di una colestasi, cioè la mancata eliminazione del colesterolo in eccesso attraverso la bile. In caso di colestasi, sono state dimostrate lipoproteine anomale come la lipoproteina X e la lipoproteina β2.
- Lipoproteina X (LpX): è composta da colesterolo libero, fosfolipidi, albumina e Apo-Cla. Si forma quando le lipoproteine della bile, in seguito alla colestasi con ostruzione delle vie biliari, refluiscono nel sangue insieme ai sali biliari unendosi all'albumina plasmatica. LpX trasporta il colesterolo libero sintetizzato in eccesso durante la colestasi.
- Lipoproteina β2: è costituita da grandi quantità di trigliceridi e Apo-A2, ed è responsabile dell'ipertrigliceridemia nei colestatici.
Nefropatie
Nei casi di nefropatie si osservano alterazioni delle lipoproteine a causa del malfunzionamento renale, che può contribuire allo sviluppo di iperlipidemie secondarie.