Sindrome da resistenza ai glucocorticoidi
La sindrome da resistenza ai glucocorticoidi è caratterizzata da una resistenza recettoriale all’azione del cortisolo centrale, ipotalamo-ipofisario, periferica e tessutale, che si manifesta come una sindrome rarissima congenita o acquisita nei pazienti con AIDS. Si tratta di una condizione dovuta a difetti recettoriali.
Eziopatogenesi
Dal punto di vista eziopatogenetico, le forme congenite sono dovute a mutazioni puntiformi o delezioni del gene del recettore dei glucocorticoidi, o a difetti post-recettoriali, come la ridotta affinità del recettore per i glucocorticoidi. Le forme acquisite nei pazienti con AIDS sono dovute a difetti recettoriali.
Clinico
Dal punto di vista clinico, raramente il paziente presenta i sintomi dell’insufficienza cortisolica. Mancando il feedback glucocorticoide sulla secrezione ipofisaria, si ha ipersecrezione di ACTH che stimola il surrene a produrre più cortisolo. Il paziente può presentare astenia, adinamia, iperpigmentazione cutanea, segni lievi di iperandrogenismo, pseudopubertà precoce nelle M (virilizzazione nella F), segni di iperaldosteronismo come ipertensione arteriosa, oppure alcalosi ipopotassiemica per l’iperstimolazione della corteccia surrenale da parte dell’ACTH.
Indagini di laboratorio
Le indagini di laboratorio evidenziano livelli elevati di cortisolo libero urinario e ACTH plasmatico, mancata soppressione dopo test a basse dosi di desametasone, dosaggio degli elettroliti sierici, corticosterone, DOC, PRA e altri marcatori.
Terapia
La terapia consiste nella somministrazione di un glucocorticoide privo di attività mineralcorticoide, come il desametasone, alla dose di 0,5-1 mg/die per via orale in un’unica somministrazione la sera prima di coricarsi. Questo consente di controllare l’eccessiva secrezione di ACTH, normalizzando il quadro clinico ed elettrolitico.
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Endocrinologia
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Endocrinologia - l'insufficienza corticosurrenalica
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Endocrinologia - carcinoide
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Endocrinologia - la sindrome da resistenza generalizzata