Gottamalattia metabolica e iperuricemia
La gottamalattia è caratterizzata da iperuricemia e artrite da microcristalli di urato monosodico (UMS). Questa condizione interessa nel 95% dei casi soggetti di sesso maschile con età media di 40-60 anni. Nelle donne, la gotta è più frequente nel periodo post-menopausa, mentre in pre-menopausa gli estrogeni favoriscono l’escrezione urinaria di urati. La gotta è diffusa nei paesi ad alto tenore di vita ed è correlata a diversi fattori.
Fattori di rischio
- Fattori dietetici: Assunzione di cibi ricchi di purine come carni rosse (manzo, agnello, maiale) e pesce (sgombro, acciuga, trota) e abuso di bevande alcoliche.
- Fattori razziali e genetici: Maggiore predisposizione all’iperuricemia.
Patogenesi della gotta
La patogenesi della gotta si deve a due meccanismi principali strettamente correlati tra loro: l’iperuricemia e la precipitazione dei cristalli di UMS (insolubili) a livello delle cartilagini articolari, parenchima renale e vie urinarie, dove si sviluppano le lesioni tipiche della malattia.
Clinico
Dal punto di vista clinico, possiamo distinguere varie fasi:
- Iperuricemia asintomatica: Il rischio di comparsa di gotta conclamata sembra essere correlato alla gravità e durata dell’iperuricemia, che è una condizione necessaria ma non sufficiente per la patogenesi della gotta. Non tutti i pazienti con iperuricemia sviluppano la gotta, e non tutti i pazienti affetti da gotta presentano iperuricemia. Tuttavia, la sovrasaturazione è indispensabile per la precipitazione dei microcristalli di UMS, dovuta a un deficit dei proteoglicani e all'incapacità dei tessuti di solubilizzare i microcristalli, oltre a traumi e microtraumi ripetuti.
- Attacco acuto di gotta: Esordiscono con un’artrite monoarticolare che nel 70% dei casi interessa l’articolazione MTF dell’alluce. Altre articolazioni coinvolte possono essere il ginocchio, la caviglia, MCF, IF, polsi e gomiti. L’infiammazione articolare si deve alle proprietà flogogene dei cristalli di UMS, che sono aghiformi, con lunghezza da 2 a 40 µm, superficie irregolare e carica elettrica.
L’artrite si manifesta con un dolore articolare acuto notturno, urente, lacerante e penetrante, talmente intenso da rendere insopportabile perfino il contatto con le lenzuola. È accompagnato da gonfiore, cute eritematosa e calda, pelle liscia e paziente immobile nel letto, con desquamazione cutanea simile alla buccia di cipolla. A volte, i sintomi sono associati a febbre generale.