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Obesità

L'obesità è una malattia cronica complessa caratterizzata da un eccessivo accumulo di tessuto adiposo nell’organismo. È dovuta a uno squilibrio tra apporto calorico e dispendio energetico, in seguito a fattori genetici, ambientali e individuali. Rappresenta un’importante patologia sociale, essendo un fattore di rischio di mortalità e morbilità con complicanze dirette correlate. Le patologie spesso associate all’obesità incidono notevolmente sulla spesa sanitaria. L’incidenza dell’obesità è in aumento in molti paesi industrializzati.

Epidemiologico

Dal punto di vista epidemiologico, l’obesità colpisce fino a un terzo della popolazione adulta nei paesi industrializzati. In Italia, interessa il 9,1% della popolazione.

Istomorfologico

Dal punto di vista istomorfologico, si fa una distinzione tra obesità ipertrofica, iperplastica e mista:

  • Obesità ipertrofica: legata a un aumento del volume degli adipociti per squilibrio tra deposito e catabolismo dei trigliceridi all’interno degli adipociti.
  • Obesità iperplastica: per aumento del numero degli adipociti (reale o apparente).
  • Obesità iperplastica-ipertrofica: per aumento del numero e volume degli adipociti.

Eziopatogenetico

Dal punto di vista eziopatogenetico, l’obesità è una malattia multifattoriale dovuta all’associazione di vari fattori di rischio:

  • Età, sesso, fattori genetici, familiarità, fattori socio-culturali ed economici.
  • Abitudini alimentari, in particolare dieta povera di fibre, ricca di grassi e zuccheri.
  • Vita sedentaria e scarsa attività fisica.
  • Fumo di sigaretta, gravidanza, malattie intercorrenti.

Possiamo fare una distinzione tra:

  • Obesità primaria o essenziale: dovuta a eccessivo introito calorico e/o ridotto metabolismo.
  • Obesità secondaria a:
    • Malattie endocrino-metaboliche: sindrome di Cushing, deficit di GH, ipotiroidismo, ipogonadismo, sindrome dell'ovaio policistico (PCOS), insulinoma.
    • Malattie del SNC: traumi, tumori, ipertensione endocranica, infiammazioni.
    • Malattie genetiche: sindrome di Prader-Willi, sindrome di Down, sindrome di Laurence-Moon-Biedl, sindrome di Wolfram, sindrome di Cohen (DIDMOAD).
    • Disturbi psichici: iperalimentazione incontrollata, stress, ansia, depressione.
    • Farmaci: antidepressivi, antipsicotici, antiepilettici, cortisonici, antistaminici, insulina, ipoglicemizzanti orali.

Fisiopatologico

Dal punto di vista fisiopatologico, l’obesità si deve a uno squilibrio tra apporto calorico e dispendio energetico, con accumulo di lipidi negli adipociti e bilancio energetico positivo. In condizioni normali, il consumo energetico giornaliero, cioè la spesa energetica di un individuo, deriva da tre fattori:

  • Metabolismo basale (70%): indica la spesa energetica di un individuo a digiuno da almeno 12 ore, non sottoposto a esercizio fisico, posto a 19-20°C. Il valore medio è ~ 30 Kcal/Kg/die, correlato alla massa magra che è metabolicamente più attiva della massa grassa.
  • Esercizio fisico (20%).
  • Alimentazione (< 10%): la termogenesi è stimolata soprattutto dalle proteine.

Alterazioni metaboliche

Negli obesi spesso si osservano varie alterazioni metaboliche:

  • Ridotta tolleranza ai glicidi.
  • Iperinsulinemia da resistenza dei tessuti periferici, soprattutto nelle obesità androgini, in seguito al rilascio da parte degli adipociti di mediatori ad azione flogogena come il TNFα, IL6, resistina, che riducono la sensibilità all’insulina.
  • Alterazione del metabolismo lipidico: il tessuto adiposo, specie quello intraaddominale, induce un rilascio in circolo di acidi grassi che riducono la sensibilità all’insulina e possono interferire con la secrezione di insulina da parte delle cellule β.

Negli uomini, l'insulina inibisce la produzione epatica dell’SHBG con conseguente riduzione del testosterone totale e aumento degli estrogeni dovuto all’attività aromatasica del tessuto adiposo, responsabile della conversione degli androgeni in estrogeni.

Valutazione clinica

La valutazione clinica dell'obesità si basa sull’associazione di parametri obiettivi, di laboratorio e strumentali per stabilire la forma primaria o secondaria e valutare la presenza o meno di complicanze o malattie associate. Bisogna valutare:

  • Età, sesso, stile di vita del paziente, attività fisica e abitudini alimentari.
  • Localizzazione e distribuzione del tessuto adiposo, con distinzione tra obesità distrettuale e diffusa, e tra obesità androide e ginoide.
  • Grado di obesità, considerando l'indice BMI: obesità di classe I o lieve, obesità di classe II o moderata, obesità di classe III o grave, peso, altezza, circonferenza della vita e dei fianchi, rapporto circonferenza vita/fianchi (WHR: Waist/Hip Ratio) e pressione arteriosa.

L’obesità è caratterizzata da una distribuzione del grasso in sede tipica del sesso.

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Scienze mediche MED/13 Endocrinologia

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