Recettore dell'insulina
Recettore di membrana ad attività tirosin-chinasica
Il recettore dell'insulina è un recettore di membrana ad attività tirosin-chinasica, capace di trasdurre direttamente il messaggio ormonale senza intervento di secondi messaggeri. È localizzato soprattutto a livello del fegato, muscolo scheletrico, muscolo cardiaco e tessuto adiposo.
Si tratta di una glicoproteina tetramerica costituita da 2 subunità α e 2 subunità β glicosilate unite da 6 ponti disolfuro:
- Subunità α: Proteine extracellulari (130.000 Da) che consentono il legame con l'insulina con alta affinità e specificità.
- Subunità β: Proteine transmembrana (95.000 Da) costituite da una parte extracellulare NH2-terminale legata alla subunità α, una parte che attraversa la membrana plasmatica e una parte intracellulare dotata di attività tirosin-chinasica.
In seguito al legame, il recettore subisce modificazioni conformazionali, in particolare si ha l'auto-fosforilazione dei residui tirosinici della porzione intracitoplasmatica del recettore. Questa fosforilazione permette al recettore di legarsi con la regione NH2-terminale di alcune proteine cellulari dette Insulin Receptor Substrates, distinte in IRS-1, 2, 3, 4 e 5.
La fosforilazione dei residui tirosinici delle proteine IRS stesse favorisce la trasmissione del segnale insulinico, cioè la fosfoinositolo-3-chinasi (PI3-K), fosfotirosin-fosfatasi (SHP2) e la proteina legante il recettore per i fattori di crescita GRB-2 (Growth Factor Receptor Bound protein-2). Da qui deriva la cascata intracellulare che attiva la proteina Ras e l'enzima MAP-K (microtubule-associated protein kinase), da cui dipendono le funzioni dell'insulina.
Effetti dell'insulina
- Favorisce gli effetti metabolici dell'insulina attraverso l'attivazione del PI3-K.
- Inibisce la lipolisi e la produzione epatica di glucosio.
- Stimola la sintesi e attività di eNOS nel tessuto adiposo e muscolo scheletrico, con conseguente vasodilatazione.