Elementi di diritto privato
Distinzione fondamentale fra diritto pubblico e privato
Il diritto pubblico concerne l'organizzazione degli enti: dello Stato, delle regioni, delle amministrazioni comunali, insomma di tutti gli enti sovraordinati alle persone. Il diritto privato è ciò che regola i rapporti tra persone che si trovano in posizione di parità. Il diritto amministrativo non fa parte del diritto privato perché regola i rapporti tra lo Stato e i singoli consociati, quindi i cittadini che fanno parte dello Stato quando lo Stato si pone in posizione di superiorità rispetto al privato. Ciò non vuol dire però che lo Stato non sia soggetto al diritto privato, ad esempio se lo Stato è proprietario di un terreno e il privato lo acquista, il contratto che viene fatto tra il privato e lo Stato è un contratto di diritto privato, non è un contratto di diritto pubblico; perché in quella determinata situazione lo Stato non agisce in posizione di supremazia, si sta rapportando con il privato in una situazione di parità.
All'interno di questa definizione generalissima, quindi norme che regolano i rapporti tra i consociati fanno parte:
- Il contratto e tutti gli atti di economia privata, cioè gli atti con cui il singolo esercita la sua autonomia e il suo potere, la sua libertà e la sua facoltà di rapportarsi con gli altri consociati. Principio infatti che prende il nome di autonomia privata, i principi in forza dei quali il singolo è libero di organizzare, disciplinare i propri interessi nei rapporti con i consociati. Il contratto è lo strumento per eccellenza con cui il singolo può disporre e disciplinare i propri diritti nei rapporti con i soggetti che fanno parte della comunità sociale.
- I fatti illeciti e quindi la responsabilità civile. Cercheremo di capire: Quando un fatto può essere definito illecito? A che condizioni è fonte di responsabilità e quali sono i criteri in forza dei quali si determina il risarcimento del danno? Es. se tiro un pugno a un mio collega e il mio collega perde 2 denti come si fa a quantificare il risarcimento che spetta al mio collega?
Vedremo quali sono i soggetti del diritto. In termini giuridici non sono tanto le persone fisiche ma sono anche e per certi versi soprattutto le cosiddette persone giuridiche, le società, le associazioni, i consorzi, i comitati le fondazioni etc.
Dedicheremo poi una lezione specifica al codice del consumo, argomento che rientra in gran parte nella materia contrattuale perché quando si parla di consumatore tendenzialmente si parla di contratti, cioè i contratti che i consumatori concludono con i professionisti. Poi dedicheremo una lezione alla tutela dei diritti, posto che i diritti possano essere violati sia dal punto di vista contrattuale sia dal punto di vista extracontrattuale. Ci può essere l'inadempimento di un contratto, cioè per contratto Tizio deve consegnarmi ogni mese 1000 kg di un determinato materiale per la mia impresa, se non lo fa è inadempiente e avrò diritto a un risarcimento. Questa è una violazione contrattuale.
Quando si parla invece di illecito o violazione extracontrattuale ci riferiamo alla lesione di un diritto che non dipende da un contratto. Quando vedremo la tutela dei diritti vedremo quali sono gli strumenti che l'ordinamento appronta per rimediare alle violazioni tanto contrattuali quanto extracontrattuali.
Se avanzeranno delle lezioni vorrei dedicare un po' di spazio o alla famiglia o alle successioni. Quando parliamo di ordinamento giuridico facciamo riferimento all'insieme delle norme giuridiche avente vigore, avente valenza in un determinato territorio o in determinato momento nel tempo. La norma giuridica è, in una prima definizione, il comando generale e astratto volto a disciplinare un determinato aspetto del comportamento dell'esistenza del consociato.
Norma giuridica
Si parla di comando generale e astratto perché la norma giuridica, in quanto tale, non può mai essere rivolta a un soggetto determinato; questo vale ad esempio per le sentenze, cioè per altri atti autoritativi della pubblica autorità. Sentenza di un giudice che condanna Tizio a risarcire un danno a Caio per l'incidente stradale cagionato, il comando contenuto nella sentenza non è una norma giuridica, è un altro tipo di comando un altro tipo di precetto che si rivolge specificamente a quel soggetto e impone quello specifico e determinato comportamento.
La norma giuridica invece è generale, nel senso che non è diretta ad un soggetto specifico ma ha una categoria indefinita indeterminata di soggetti. Ed è astratta perché disciplina una fattispecie generale all'interno della quale andranno sussunte (collocate) le fattispecie concrete. Il lavoro dell'interprete sarà quello di dire: "Bene, questa è la fattispecie generale ed astratta prevista dalla legge, in concreto è successo questo. Questo fatto che è successo può essere collocato all'interno della norma? Questa norma è idonea a regolare questo determinato fatto che è successo?" Se "sì", evidentemente le conseguenze giuridiche di quel fatto saranno proprio quelle indicate dalla norma.
Art. 2043 - Risarcimento per fatto illecito
Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno. Questa è la norma fondamentale in tema di responsabilità extracontrattuale, è una norma generale e astratta.
Art. 1321 - Nozione
Il contratto è l'accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale. Come possiamo vedere questa norma non contiene nessun precetto e nessuna conseguenza giuridica, dà semplicemente una definizione, ci dice che cosa è un contratto. Una norma giuridica non deve per forza contenere una sanzione o un comando per essere tale. La qualificazione di norma giuridica non dipende dal suo contenuto ma dipende dalla sua fonte, cioè dal soggetto da cui proviene.
Il fatto che le norme possono anche avere un contenuto meramente descrittivo evidentemente è finalizzato alla costruzione dell'ordinamento; un sistema per essere completo deve essere fatto anche di istituti e di definizioni se no non si potrebbe reggere esclusivamente su norme precettive.
Accanto alle norme ordinarie esistono anche le cosiddette norme eccezionali. La norma eccezionale è una norma congiunturale, una norma che riguarda determinate categorie di persone in un determinato e straordinario periodo di tempo. La norma che stabilisce dei benefici fiscali per i soggetti residenti in certe zone colpite da un terremoto. Questa non è una norma che porta un principio cardine nell'ordinamento è semplicemente una norma che in una determinata situazione eccezionale prende spunto da delle necessità urgenti, eccezionali contestuali in un determinato periodo di tempo in un determinato territorio e cerca di porre rimedio con delle norme a doc che risolvano quei problemi contingenti.
La differenza tra norme ordinarie e norme eccezionali è importante perché uno dei principi fondamentali quando si applicano delle norme giuridiche è il cosiddetto principio di analogia. Un codice non può mai essere completamente esaustivo, le norme non saranno mai abbastanza precise e specifiche da comprendere tutti i possibili casi che si presentano. Il giudice in questo caso ricorre al principio di analogia; dove deve cercare nell'ordinamento quella norma che regola la fattispecie il più possibile. Un'impresa ha scarsa liquidità, però ha bisogno di comprare un macchinario perché senza non può produrre il prodotto che forma l'oggetto della sua attività. Allora ricorre a un'impresa di Leasing e anziché comprare il macchinario se lo fa dare in affitto e paga ogni mese un determinato canone. Alla fine della durata del contratto d'affitto il Leasing mi consente, se voglio, al momento del pagamento dell'ultima rata, di integrare con un surplus che mi farà diventare proprietario.
Facciamo questo esempio perché il contratto di Leasing non è specificato esattamente nell'ordinamento ma c'è il principio dell'autonomia privata, quindi le parti non sono tenute solamente a concludere i contratti specificati e disciplinati dalla legge, possono concludere anche contratti che non appartengono a una categoria determinata. L'importante è che siano diretti a soddisfare interessi meritevoli secondo l'ordinamento.
Tornando al problema: come fa il giudice a capire quali norme deve applicare per risolvere una controversia? Visto che non c'è una norma che disciplina il Leasing utilizza il principio di analogia, principio fondamentale dell'ordinamento e dell'interpretazione della legge.
Fonti del diritto
(La norma giuridica è tale solo nel momento in cui la fonte è una di quelle riconosciute dalla legge stessa = principi fondamentali dello stato di diritto. Stato di diritto = sovranità della legge, nessuno può non sottostare alla legge. La legge è sovrana su tutti i soggetti che fanno parte dell'ordinamento compresi coloro che quell'ordinamento lo sostengono. Questo vuol dire che le fonti del diritto vengono stabilite dalla legge stessa, è sempre e soltanto la legge a poter dire quali sono le fonti da cui può scaturire la legge.)
- 1°. La Costituzione
- 2°. Leggi Ordinarie
- 3°. Leggi Regionali
- 4°. Regolamenti
- 5°. Usi o consuetudini
Questa scala è fondamentale perché tra le fonti vige un principio di gerarchia, ciascuna fonte è sovraordinata alle altre.
- 2° - Le leggi ordinarie. (materia di diritto pubblico) in linea di massima sono le leggi che vengono direttamente dallo Stato. Quindi hanno dignità di legge ordinaria soltanto le leggi che provengono direttamente dal Parlamento o i decreti legislativi che provengono dal Governo ma che in qualche modo sono autorizzate o approvate dal Parlamento.
- 3° - Le leggi regionali. Le Regioni possono legiferare solo nelle materie di loro stretta competenza, quelle che la Costituzione stessa stabilisce siano materie riservate alla competenza delle Regioni.
- 4° - I regolamenti. Sono materie di diritto amministrativo.
- 5° - Gli usi e le consuetudini. Gli usi normativi sono quei comportamenti generalizzati che hanno 2 elementi: Il 1° è quello oggettivo = una serie di comportamenti comuni in una pluralità di soggetti e ripetuti nel tempo. Il 2° è quello soggettivo = comportamenti che i soggetti tengono nella convinzione che quel determinato comportamento sia obbligatorio. Questi 2 elementi fanno sì che quel comportamento possa essere considerato un uso normativo, cioè una fonte del diritto. Invece l'uso negoziale è qualcosa in meno rispetto all'uso normativo, infatti non è una fonte del diritto. L'uso negoziale è semplicemente quel comportamento che 2 soggetti usualmente tengono tra di loro nell'ambito dei loro rapporti commerciali. Gli usi normativi possono valere come fonti del diritto solo nelle materie non regolate da leggi e regolamenti.
Interpretazione della norma giuridica
Art. 12 - Interpretazione della legge
Nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore. Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i princìpi generali dell’ordinamento giuridico dello Stato.
Art. 1175 - Comportamento secondo correttezza
Il debitore e il creditore devono comportarsi secondo le regole della correttezza.
Art. 1366 - Interpretazione di buona fede
Il contratto deve essere interpretato secondo buona fede.
Art. 1375 - Esecuzione di buona fede
Il contratto deve essere eseguito secondo buona fede. In ogni codice è fondamentale che esistano clausole generali, perché se non esistessero il giudice farebbe molta fatica a modellare la sua decisione sulla base delle peculiarità della fattispecie concreta. Questo d'altra parte è anche un problema perché significa arbitrio del giudice.
È fondamentale che tutte le norme giuridiche vengano interpretate alla luce del contesto storico in cui ci si trova, questo è il principio della cosiddetta interpretazione evolutiva. Cioè la norma non deve mai essere presa rigidamente, collocata strettamente nel contesto temporale in cui è stata emanata, ma deve essere adattata ai mutamenti della società. Se il diritto non mutasse con il mutare della società verrebbe meno la funzione stessa del diritto.
Contratto di viaggio. Prenotate a marzo un viaggio per le vacanze per luglio, durata di un mese per 4000 euro. Il giorno prima della partenza l'agenzia vi comunica che per via di un disguido non c'è più posto sull'aereo ma che la somma pagata verrà rimborsata. La lesione subita è di carattere non patrimoniale. Se noi guardiamo Art. 2059 - Danni non patrimoniali, il danno non patrimoniale deve essere risarcito solo nei casi determinati dalla legge. E visto che i casi previsti dalla legge sono solo quelli dove c'è un reato penale, è evidente che nel caso di specie non c'è un reato penale. Quindi la conclusione che dovremmo trarre è che in questo caso non ci dovrebbe essere nessun risarcimento.
Per fortuna la giurisprudenza negli anni ha interpretato questa norma in maniera evolutiva, adeguandola all'evoluzione della società. La giurisprudenza della Cassazione ha voluto dire che quando l'Art 2059 ci dice "solo dai casi determinati dalla legge" deve decisamente tenere conto anche di tutti quei casi in cui c'è la lesione di un interesse protetto dalla Costituzione. Se la norma per la dicasi determinati dalla legge a maggior ragione devono star dentro quei casi considerati dalla Costituzione. Questo non vuol dire che ogni fastidio può essere risarcito.
Diritto soggettivo
Il diritto soggettivo è quell'insieme di poteri, facoltà, pretese e immunità che l'ordinamento concede al singolo per il soddisfacimento di un suo interesse secondo il suo libero apprezzamento. Il proprietario ha il potere di disporre del bene; quindi può trasferirlo ad un altro soggetto, può romperlo, può modificarlo. Potere è innanzi tutto quella situazione per cui il titolare del diritto può, in qualche modo, modificare ciò che forma oggetto del suo diritto.
Pretesa invece è quella situazione per cui un soggetto è nella situazione di poter imporre a un altro soggetto di tenere un determinato comportamento. Tizio acquista un'automobile da Caio e si impegna a pagargli il prezzo di 10000 euro, Caio consegna l'automobile, ecco che Caio potrà pretendere da Tizio il pagamento del prezzo.
Facoltà è quella situazione per cui un soggetto può se vuole ottenere un determinato comportamento ma non è obbligato a tenerlo. Tizio deve 10000 euro a Caio, Caio può pretendere i soldi da Tizio, quindi Tizio si trova in una situazione di soggezione. Invece se Tizio vuole comprare un'automobile tizio ha la facoltà di rivolgersi dal concessionario e di stipulare con lui un contratto.
Immunità è la situazione in cui si trova chi non è tenuto a soggiacere all'esercizio di un potere altrui. Le immunità parlamentari o diplomatiche. È l'esenzione di essere soggetti a un potere. L'insieme di questi poteri, facoltà, pretese e immunità danno vita a un diritto soggettivo.
Tipi di diritti
Quali sono i tipi di diritti che possono fare capo a un soggetto? Innanzi tutto ci sono due macro categorie, i diritti si suddividono in:
- Diritti patrimoniali. Quelli che attengono alla sfera economica, per l'appunto patrimoniale del soggetto. Diritto di proprietà, diritto di uso frutto di una abitazione, diritto a pretendere il pagamento di un bene che ho venduto. Diritti che attengono alla sfera degli interessi economici, valutabili economicamente.
- Diritti non patrimoniali. Sono i diritti della personalità. Anche i diritti non patrimoniali sono suscettibili poi ad essere risarciti nel momento in cui vengono lesi ma con l'assenza di un'equivalenza economica. Nei diritti non patrimoniali rientrano tutti i diritti della personalità, come quelli della vita e dell'integrità fisica, il diritto al nome, il diritto alla riservatezza, il diritto all'onore, il diritto alla libertà di pensiero e manifestazione della parola etc. Insomma tutti quei diritti che attengono alla tutela dell'individuo nel suo complesso.
I diritti non patrimoniali, come tutti i diritti, sono soggetti a evoluzione nel corso del tempo; il diritto alla riservatezza è uno di quei diritti della persona che negli anni ha subito una notevole evoluzione. Se guardiamo nella Costituzione si parla di diritto alla riservatezza ma solo per quel che riguarda la riservatezza della corrispondenza. Oggi il diritto alla riservatezza vuol dire molto di più, è tutto ciò che viene tutelato dalla privacy, fino al 1996 non esistevano i moduli per il consenso della privacy.
All'interno dei diritti non patrimoniali c'è un'ulteriore distinzione tra i diritti reali o i cosiddetti diritti di credito. I diritti reali sono i diritti di trarre da un bene le utilità economiche legalmente garantite, o almeno alcune di esse. È innanzitutto il diritto di proprietà, di fatti è per eccellenza il diritto di trarre da un bene le utilità economiche ad esse connesse. L'uso frutto...
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