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Elementi di Diritto Privato Appunti Lezioni

DIFFERENZE TRARESPONSABILITÀ CONTRATTUALE ED EXTRACONTRATTUALE

I° differenza: avviene all'onere della prova.

ART 2697 - ONERE DELLA PROVA

Chi vuol fare valere valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.

Chi eccepisce l'inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto deve provare i fatti su cui l'eccezione si

fonda.

Il primo comma è la regola applicabile in materia di responsabilità extracontrattuale. Il danneggiato che vuole ottenere il risarcimento

dovrà provare tutti gli elementi dell'illecito.

In vece in materia di responsabilità contrattuale la regola sull'onere della prova subisce un'inversione per effetto di

ART 1218 - RESPONSABILITÀ DEL DEBITORE

Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che

l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile.

Caio, mio fornitore, per 2 mesi non mi consegna la merce. Io lo convegno in giudizio Caio chiedendo il risarcimento del danno. Se io

dovessi applicare la regola generale dell'Art 2697 sarei io creditore a dover provare che quella prestazione non è stata eseguita.

L'Art 1218 inverte questa regola, perché ci dice che: è il debitore a dover provare che l'inadempimento è stato determinato da una

causa a lui non imputabile.

Quindi rispetto alla responsabilità extracontrattuale l'onere della prova è come se si invertisse. Questo semplicemente perché si ritiene

sia più facile per il debitore dimostrare di aver eseguito bene, conformemente al contratto la sua prestazione che il contrario.

II° differenza: la prevedibilità del danno.

ART 1225 - PREVEDIBILITÀ DEL DANNO

Se l’inadempimento o il ritardo non dipende da dolo del debitore, il risarcimento è limitato al danno che poteva prevedersi nel tempo

in cui è sorta l’obbligazione.

Questo articolo ci pone una regola che vale per la responsabilità contrattuale ma che non vale per la responsabilità extracontrattuale.

Nella responsabilità extracontrattuale vanno risarciti i danni prevedibili e quelli imprevedibili. Se Tizio investe Caio con lo scooter

andando a 20 k/h e Caio, debole di costituzione, cade e si spacca la testa. Il danno morte potrebbe non essere considerato

prevedibile.

III° differenza: termini di prescrizione.

La prescrizione è quel istituto in base al quale il diritto deve essere fatto valere entro un determinato periodo di tempo se no si estingue.

Per il danno da illecito extracontrattuale normalmente il termine prescrizionale è di 5 anni, è un termine prestabilito da

ART 2947 - PRESCRIZIONE DEL DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO

Il diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito si prescrive in 5 anni dal giorno in cui il fatto si è verificato.

Le regole della prescrizione in generale sono regole fissate dall'ordinamento per evitare che situazioni consolidatesi nel tempo vengano

ingiustificatamente meno dopo un numero indeterminato di anni.

In materia contrattuale invece il termine è di 10 anni, a meno che non sia la legge stessa a stabilire un termine più breve.

IV° differenza: automaticità della mora.

In uno dei tre casi dove la mora scatta automaticamente è quello in cui il debito sorge da fatto illecito. Il primo effetto della mora è il

discorso degli effetti moratori (interessi). Questo vale soltanto per la responsabilità extracontrattuale.

Invece in caso di responsabilità contrattuale il tema di automaticità non vale: perché se non si è in unno dei casi di mora automatica

occorre che il creditore costituisca in mora il debitore. Quindi gli interessi non decorrono dal giorno dell'inadempimento ma dal giorno

in cui il debitore è stato costituito in mora.

V° differenza: rilevanza dell'incapacità.

In materia contrattuale c'è l'importante rilevanza tra incapacità legale e naturale, proprio perché di fronte all'incapacità legale il

contratto è sempre annullabile.

Invece in campo della responsabilità extracontrattuale l'incapacità legale non conta nulla.

CRITERI IN BASE AI QUALI IL GIUDICE QUANTIFICA IL RISARCIMENTO DEL DANNO

I° regola: ove possibile il risarcimento deve avvenire in forma specifica. La regola fondamentale in tema di risarcimento è che il

soggetto responsabile, il danneggiante, deve riportare il patrimonio del danneggiato nella medesima situazione in cui si sarebbe

trovato se l'illecito non fosse stato commesso. Con una scultura in giardino ostruisco la vista del vicino. Primo rimedio è eliminarla.

Questa regola è stabilita da 18

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ART 2058 - RISARCIMENTO IN FORMA SPECIFICA

Il danneggiato può chiedere la reintegrazione in forma specifica qualora sia in tutto o in parte possibile.

Tuttavia il giudice può disporre che il risarcimento avvenga solo per equivalente, se la reintegrazione in forma specifica risulta

eccessivamente onerosa per il debitore.

II° regola: Nel caso in cui il risarcimento non possa essere possibile in forma specifica dovrà necessariamente avvenire per equivalente,

con una somma di denaro.

Una vetrina ha un valore oggettivo, ha un valore di mercato.

Nel caso invece di un braccio rotto, non si può più parlare di valore di mercato, quindi il risarcimento per equivalente lo dovrà stabilire il

giudice basandosi; o su delle tabelle che i tribunali nel corso degli anni hanno elaborato. Queste tabelle si limitano a prevedere un

coefficiente di invalidità al quale viene associata una certa quantificazione del risarcimento.

Nel risarcimento per equivalente bisogna tenere presente anche i danni che sono stati cagionati in un caso saranno maggiori che i

danni cagionati nell'altro. Rompere il braccio ad un pugile non è come romperlo ad un avvocato.

Prima ancora di guardare le tabelle però il giudice dovrà comprovare le prove portate dal danneggiato.

III° regola: Nel solo caso in cui non sia possibile quantificare dalle prove il risarcimento, la valutazione potrà essere fatta in maniera

equitativa. E questo ce lo dice

ART 1226 - VALUTAZIONE EQUITATIVA DEL DANNO

Se il danno non può essere provato nel suo preciso ammontare, è liquidato dal giudice con valutazione equitativa.

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DISTINZIONE DEI DANNI

I danni si distinguono in 2 grandi macro categorie: Danno patrimoniale o non patrimoniale.

Il danno patrimoniale è quello che si traduce con un pregiudizio economico, e consta di 2 voci:

• Danno emergente. È la perdita subita, la diminuzione del patrimonio del danneggiato. Tizio che danneggia l'auto di Caio. Le

spese e i costi sostenuto da Caio per le riparazioni sono una diminuzione del suo patrimonio.

• Lucro cessante. È il mancato guadagno. A causa del mio fornitore che non mi ha consegnato le materie, non ho potuto

produrre quindi non ho potuto vendere.

Il danno non patrimoniale è quel danno che la persona subisce sui diritti della sua persona che non sono suscettibili di una immediata

qualificazione economica: diritto alla vita, all'onore, all'integrità fisica etc.

ART 2059 - DANNI NON PATRIMONIALI

Il danno non patrimoniale deve essere risarcito solo nei casi determinati dalla legge.

Per molti anni la giurisprudenza aveva ritenuto che questa regola volesse dire che il danno non patrimoniale era risarcibile solo in

presenza di un reato. Oggi questa tesi è ampiamente superata, e si ritiene che il danno non patrimoniale sia risarcibile in tutti i casi in

cui c'è la lesione di un interesse costituzionalmente garantito.

Le componenti del danno non patrimoniale sono:

• Danno biologico. L'equivalenza della lesione dell'integrità fisica (tabella)

• Danno esistenziale. Il danno che una persona ha nella sua vita di relazione. Un pregiudizio di natura strettamente psicologica.

• Danno morale. La sofferenza morale che il soggetto ha per la situazione in cui si viene a trovare.

Queste 3 componenti si sono formate nella giurisprudenza con il passare degli anni per facilitare il calcolo del risarcimento. All'interno

del danno non patrimoniale è arbitrario pretendere di fare una rigida distinzione di categorie. Quel che conta è che c'è un danno non

patrimoniale che venga quantificato dal giudice ma non si può pretendere di scomporlo in componenti rigide e predefinite.

Una volta che il giudice ha determinato il tipo di risarcimento del danno, deve poi concretamente stabilire il risarcimento, individuare

se il danno è patrimoniale o non ed infine deve concretamente applicare 4 regole.

1) Regola di casualità immediata e diretta.

ART 1223 - RISARCIMENTO DEL DANNO

Il risarcimento del danno per l'inadempimento o per il ritardo deve comprendere così la perdita subita del creditore come il mancato

guadagno, in quanto ne siano conseguenza immediata e diretta.

La norma ci dice che non tutti i danni causati da illecito sono risarcibili, ma l'importante è che si pongano in una linea di casualità

immediata e diretta rispetto all'illecito.

2) Forma equitativa

ART 1226 - VALUTAZIONE EQUITATIVA DEL DANNO

Se il danno non può essere provato nel suo preciso ammontare, è liquidato dal giudice con valutazione equitativa.

3) Compensatio lucri cum damno. Compensazione del guadagno con il danno.

Responsabilità precontrattuale; recesso ingiustificato delle trattative. Tizio e Caio sono in trattativa da lungo tempo per la cessazione di

una azienda, ad un certo punto Caio decide di ricedere del tutto ingiustificatamente. Lesione della buona fede, Tizio può chiedere il

risarcimento. Ma Tizio dopo che Caio si è ritirato riesce a vendere la sua azienda ad un terzo a un prezzo migliore di quello che gli

avrebbe dato Caio. È evidente che qui Tizio non può più chiedere il risarcimento a Caio.

Ogni volta che c'è un pregiudizio bisogna vedere se in qualche modo è contro bilanciato da eventuali vantaggi che il danneggiato

ha.

4) Fatto colposo del creditore.

ART 1227 - CONCORSO DEL FATTO COLPOSO DEL CREDITORE

Se il fatto colposo del creditore ha concorso a cagionare il danno, il risarcimento è diminuito secondo la gravità della colpa e l'entità

delle conseguenze che ne sono derivate.

Il risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando l'ordinaria diligenza.

Concorso di colpa.

Taxista non ritira la macchina dal carrozziere quando questa era pronta. D.P.4.1

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PROPRIETÀ E DIRITTI REALI

Il diritto reale è il diritto di trarre da una cosa le sue utilità economiche garantite dalla legge. Il titolare del diritto reale è colui che gode

del potere e della facoltà di trarre queste utilità economiche connesse al res (il bene).

I° caratteristica dei diritti reali è la assolutezza; il diritto reale può essere fatto valere erga omnes (nei confronti di tutti).

II° caratteristica: la tipicità. Data l'ampiezza dei poteri connessi al diritto reale i diritti reali sono atipici, sono solo e soltanto quelli stabiliti

dalla legge.

III° caratteristica: i diritti reali seguono la cosa e non la persona. Se una banca è titolare dell'ipoteca su l'immobile di proprietà di Tizio e

Tizio cede l'immobile a Caio ecco che il diritto reale di ipoteca della banca segue l'immobile e non Tizio.

Il diritto di proprietà è il diritto reale per eccellenza. Accanto a questo esiste una serie di diritti reali minori che si dividono in due

categorie:

• Diritti reali di godimento.

Sono l'usufrutto, l'uso, l'abitazione, la superficie, le servitù e l'enfiteusi. Sono i diritte che attribuiscono a il suo titolare il diritto di trarre delle

utilità economiche da un bene che appartiene ad un altro soggetto.

• Diritti reali di garanzia.

Sono il pegno e l'ipoteca. Sono diritti che hanno come scopo quello di garantire il soddisfacimento di un credito.

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PROPRIETÀ

La caratteristica fondamentale del diritto di proprietà è la sua elasticità. Il diritto reale fondamentale disciplinato dagli articoli Art 832 e

seguenti del codice civile.

ART 832 - CONTENUTO DEL DIRITTO

Il proprietario ha il diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi

stabiliti dall'ordinamento giuridico.

Insieme alle tre caratteristiche che abbiamo visto prima, la proprietà ne ha una quarta che la differenzia dalle altre, ed è quella di

essere imprescrittibile, che non si estingue mai. 22

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LIMITI DEL DIRITTO DI PROPRIETÀ

• Limiti di disposizione del bene

Ci sono alcune specie di beni per i quali la legge non ammette l'appropriazione privata; sono beni che appartengono

necessariamente allo Stato, non possono appartenere a privati e fanno parte del demanio pubblico. Le spiagge, i fiumi, i torrenti, i

laghi, le isole, etc. C'è poi una serie di beni che non necessariamente appartengono allo Stato che possono essere di proprietà

privata; le strade, le autostrade, le ferrovie etc. queste categorie di beni Art 822; 823; 824. Questi beni possono anche appartenere a

privati però nel momento in cui appartengono allo Stato, sono soggetti alla stessa disciplina dei beni demaniali.

Ci sono poi dei beni che appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato. La differenza è che questi beni sono vincolati ad una

destinazione pubblica specifica, uffici destinati ai pubblici uffici, tuttavia possono attraverso complicate procedure essere sottratti allo

Stato ed essere anche acquistati da privati.

C'è ancora il patrimonio disponibile dello Stato che non è soggetto ad alcun vincolo particolare.

Tutte queste categorie di beni sono limiti di disposizione perché non possono formare oggetto di proprietà da parte di privati.

Un alto limite importante di facoltà di disposizione è dato dalla prelazione dello Stato sui beni di interesse storico o artistico. Se la

famiglia X è proprietaria di una villa del '500 e decide di venderla lo Stato avrà il diritto di prelazione, può acquistare la villa prima di

chiunque altro.

• Limiti di godimento

- Il primo limite alla facoltà di godimento sono i vincoli urbanistici; pensiamo a tutti quei regolamenti comunali, provinciali o regionali

che destinano invariabilmente alcune aree al verde dove vi è il divieto di costruire. In generale tutto ciò che vi è contenuto nei piani

regolatori comunali costituisce un vincolo al godimento che ciascun proprietario ha del suo terreno. Quindi tutti i vincoli previsti dalla

normativa urbanistica non sono altro che limiti al godimento di proprietà. Questi vincoli possono avere la natura più varia; possono

consistere nel vincolo di non modificare degli immobili di interesse artistico storico.

- Ci sono poi i limiti di estensione della proprietà, significa che la proprietà si estende orizzontalmente sino ai confini e verticalmente fino

al limite dove il proprietario non abbia più interesse a escludere l'attività di terzi. Non tutto quello che si trova all'interno del fondo di

mia proprietà mi appartiene.

- Il proprietario di un immobile non può impedire quelle immissioni nel suo fondo che non superino la normale tollerabilità. I criteri in

base ai quali si bilanciano i diritti dei proprietari di due fondi confinanti sono:

ART 844 - IMMISSIONI

Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni

derivati dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi.

Nell'applicare questa norma l'autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà. Può

tener conto della priorità di un determinato uso.

- Il quarto limite di godimento sono gli atti di emulazione prescritti dal secondo comma di

ARTICOLO 840 - SOTTOSUOLO E SPAZIO SOVRASTANTE AL SUOLO

Il proprietario del suolo non può opporsi ad attività di terzi che si svolgono a tale profondità nel sottosuolo o a tale altezza nello spazio

sovrastante, che egli non abbia interesse ad escludere.

Quindi la giurisprudenza dice nel

ART 833 - ATTI D'EMULAZIONE

Il proprietario non può fare atti i quali non abbiano altro scopo che quello di nuocere o recare molestie ad altri

Quest'atto è fonte di responsabilità per danni, comporta un ordine risarcitorio.

- Quinto limite di godimento al limite di proprietà sono tutti quei limiti connessi ai rapporti di vicinato. Si tratta in primo luogo della

distanza nelle costruzioni e sono disciplinati dell'Art 873 in avanti. Queste norme stabiliscono i limiti all'altezza, al volume delle costruzioni

e in alcuni casi possono stabilire dei limiti in funzione dell'igiene o dell'estetica edilizia. Questi tipi di limiti possono riguardare diversi tipi di

beni, come ci dice per esempio l'Art 889 cc. Distanze per Pozzi, Cisterne, Fossi e Tubi. Un altro limite riguardanti i rapporti di vicinato sono

quei limiti che riguardano le vedute e i prospetti; Art 905 cc. La Distanza per L'Apertura di vedute dirette e balconi.

• Obblighi.

Questi obblighi si giustificano con interessi di natura pubblica e possono essere imposti soltanto dalla legge, per esempio i proprietari di

fondi agricoli che ricadono nei comprensori di bonifica sono obbligati per legge a eseguire tutte quelle opere di bonifica necessarie

rispetto ai piani stabiliti dalla legge. Non si sta più parlando di un limite, si sta parlando di un comportamento attivo che io sono

obbligato a tenere in funzione di un interesse pubblico. Questi obblighi attivi sono molto rari.

MODI DI ACQUISTO DEL DIRITTO DI PROPRIETÀ

ART. 922 - MODI DI ACQUISTO

La proprietà si acquista per occupazione, per invenzione, per accessione, per specificazione, per unione o commistione per

usucapione, per effetto di contratti, per successione a causa di morte) e negli altri modi stabiliti dalla legge.

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La proprietà la sii può acquistare in due modi:

• A titolo originario.

In questo modo avviene non da un precedente proprietario ma a ex novo, io divento proprietario di un bene che prima di me non

apparteneva a nessun altro. L'acquisto a titolo originario può avvenire in diversi modi:

- occupazione

prendo possesso di un immobile che prima di me non apparteneva a nessuno.

ART. 923 - COSE SUSCETTIBILI DI OCCUPAZIONE

Le cose mobili che non sono proprietà di alcuno si acquistano con l’occupazione .

Tali sono le cose abbandonate e gli animali che formano oggetto di caccia o di pesca.

- invenzione di cosa smarrita

se si trova un bene smarrito lo si deve portare all'ufficio "oggetti smarriti" del comune, la legge dice che se trascorso un anno entro il

quale il proprietario non è andato a reclamare il bene all'ufficio oggetti smarriti il bene diventa di proprietà di colui che lo ha ritrovato.

Se invece il proprietario si presenta è tenuto a pagare un premio.

ART. 927 - COSE RITROVATE

Chi trova una cosa mobile (812) deve restituirla al proprietario, e, se non lo conosce, deve consegnarla senza ritardo al sindaco del

luogo in cui l’ha trovata, indicando le circostanze del ritrovamento.

ART. 928 - PUBBLICAZIONE DEL RITROVAMENTO

Il sindaco rende nota la consegna per mezzo di pubblicazione nell’albo pretorio del comune, da farsi per due domeniche successive

e da restare affissa per tre giorni ogni volta.

ART. 929 - ACQUISTO DI PROPRIETÀ DELLA COSA RITROVATA

Trascorso un anno dall’ultimo giorno della pubblicazione senza che si presenti il proprietario, la cosa oppure il suo prezzo, se le

circostanze ne hanno richiesto la vendita, appartiene a chi l’ha trovata.

Così il proprietario come il ritrovatore, riprendendo la cosa o ricevendo il prezzo, devono pagare le spese occorse.

ART. 930 - PREMIO DOVUTO AL RITROVATORE

Il proprietario deve pagare a titolo di premio al ritrovatore, se questi lo richiede, il decimo della somma o del prezzo della cosa

ritrovata.

Se tale somma o prezzo eccede le diecimila lire, il premio per il sovrappiù è solo del ventesimo.

Se la cosa non ha valore commerciale, la misura del premio e fissata dal giudice secondo il suo prudente apprezzamento.

- ritrovamento del tesoro

il proprietario di un terreno che trova nel suo sottosuolo un bene mobile di valore ne diventa proprietario. Se invece l'oggetto di valore

viene trovato dal non proprietario del terreno la proprietà del bene verrà divisa in due.

ART. 932 – TESORO

Tesoro è qualunque cosa mobile di pregio, nascosta o sotterrata, di cui nessuno può provare d’essere proprietario.

Il tesoro appartiene al proprietario del fondo in cui si trova. Se il tesoro è trovato nel fondo altrui, purché sia stato scoperto per solo

effetto del caso, spetta per metà al proprietario del fondo e per metà al ritrovatore. La stessa disposizione si applica se il tesoro è

scoperto in una cosa mobile altrui.

Per il ritrovamento degli oggetti d’interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico e artistico, si osservano le disposizioni

delle leggi speciali.

- specificazione

si ha quando un soggetto forma una cosa nuova con una materia che non gli appartiene. La legge in questo caso dice che la

persona che ha creato la cosa nuova è il proprietario ma ha come obbligo il risarcire il padrone della materia. Questa situazione si

ribalta soltanto nel momento in cui il valore della materia prima utilizzata sia di gran lunga superiore rispetto all'opera stessa realizzata.

ART. 940 - SPECIFICAZIONE

Se taluno ha adoperato una materia che non gli apparteneva per formare una nuova cosa, possa o non possa la materia riprendere

la sua prima forma, ne acquista la proprietà pagando al proprietario il prezzo della materia, salvo che il valore della materia sorpassi

notevolmente quello della mano d’opera. In quest’ultimo caso la cosa spetta al proprietario della materia, il quale deve pagare il

prezzo della mano d’opera.

- accessione

si ha quando due cose che appartengono a due proprietari diversi, vengono unite in modo tale che queste due non possono più

essere separate se non con un grave danno. In questo caso la proprietà della cosa principale fa acquistare la proprietà della cosa

secondaria che è stata unita ad essa. L'avulsione si verifica quando per opera di un fiume una parte di fondo si distacca e si unisce ad

u altro fondo. In questo caso il pezzo di fondo che si è attaccato a quello più grande diventa di proprietà del padrone del pezzo

grande. 24

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- unione o commistione

l'unione di due cose mobili che appartengono a due proprietari diversi. Qui la regola generale è che il proprietario della cosa

principale diventa proprietario del tutto. Se nel caso estremo in cui non si può identificare quale delle due cose sia la principale, solo in

questo caso nasce una comproprietà della cosa risultante dell'unione.

ART. 939 - UNIONE E COMMISTIONE

Quando più cose appartenenti a diversi proprietari sono state unite o mescolate in guisa da formare un sol tutto, ma sono separabili

senza notevole deterioramento, ciascuno conserva la proprietà della cosa sua e ha diritto di ottenerne la separazione. In caso

diverso, la proprietà ne diventa comune in proporzione del valore delle cose spettanti a ciascuno.

Quando però una delle cose si può riguardare come principale o è di molto superiore per valore, ancorché serva all’altra di

ornamento, il proprietario della cosa principale acquista la proprietà del tutto. Egli ha l’obbligo di pagare all’altro il valore della cosa

che vi è unita o mescolata; ma se l’unione o la mescolanza è avvenuta senza il suo consenso ad opera del proprietario della cosa

accessoria, egli non e obbligato a corrispondere che la somma minore tra l’aumento di valore apportato alla cosa principale e il

valore della cosa accessoria.

È inoltre dovuto il risarcimento dei danni in caso di colpa grave.

- usucapione

ART. 1158 - USUCAPIONE DEI BENI IMMOBILI E DEI DIRITTI REALI IMMOBILIARI

La proprietà dei beni immobili e gli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si acquistano in virtù del possesso continuato per

venti anni.

ART. 1159 - USUCAPIONE DECENNALE

Colui che acquista in buona fede da chi non e proprietario un immobile, in forza di un titolo che sia idoneo a trasferire la proprietà e

che sia stato debitamente trascritto, ne compie l’usucapione in suo favore col decorso di dieci anni dalla data della trascrizione.

La stessa disposizione si applica nel caso di acquisto degli altri diritti reali di godimento sopra un immobile.

ART. 1159-BIS - USUCAPIONE SPECIALE PER LA PICCOLA PROPRIETÀ RURALE

La proprietà dei fondi rustici con annessi fabbricati situati in comuni classificati montani dalla legge si acquista in virtù del possesso

continuato per quindici anni.

Colui che acquista in buona fede da chi non è proprietario, in forza di un titolo che sia idoneo a trasferire la proprietà e che sia

debitamente trascritto, un fondo rustico con annessi fabbricati, situati in comuni classificati montani dalla legge, ne compie

l’usucapione in suo favore col decorso di cinque anni dalla data di trascrizione.

La legge speciale stabilisce la procedura, le modalità e le agevolazioni per la regolarizzazione del titolo di proprietà.

Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche ai fondi rustici con annessi fabbricati, situati in comuni non classificati

montani dalla legge, aventi un reddito non superiore ai limiti fissati dalla legge speciale.

ART. 1160 - USUCAPIONE DELLE UNIVERSALITÀ DI MOBILI

L’usucapione di un’universalità di mobili o di diritti reali di godimento sopra la medesima si compie in virtù del possesso continuato per

venti anni.

Nel caso di acquisto in buona fede da chi non e proprietario, in forza di titolo idoneo, l’usucapione si compie con il decorso di dieci

anni.

ART. 1161 - USUCAPIONE DEI BENI MOBILI

In mancanza di titolo idoneo, la proprietà dei beni mobili e gli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si acquistano in virtù del

possesso continuato per dieci anni, qualora il possesso sia stato acquistato in buona fede.

Se il possessore è di mala fede, l’usucapione si compie con il decorso di venti anni.

ART. 1162 - USUCAPIONE DI BENI MOBILI ISCRITTI IN PUBBLICI REGISTRI

Colui che acquista in buona fede da chi non è proprietario un bene mobile iscritto in pubblici registri (815, 2683; Cod. Nav. 146 e

seguenti, 753 e seguenti), in forza di un titolo che sia idoneo a trasferire la proprietà (1321) e che sia stato debitamente trascritto, ne

compie in suo favore l’usucapione col decorso di tre anni dalla data della trascrizione.

Se non concorrono le condizioni previste dal comma precedente, l’usucapione si compie col decorso di dieci anni.

Le stesse disposizioni si applicano nel caso di acquisto degli altri diritti reali di godimento (981, 1021).

• A titolo derivativo.

Quando qualcuno subentra nel diritto di proprietà di un bene che prima apparteneva a un altro soggetto.

Quindi il passaggio a titolo derivativo può avvenire solo in due modi: per contratto o in base alle norme per la successione mortis

causa.

ART. 1376 CONTRATTO CON EFFETTI REALI

Nei contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa determinata, la costituzione o il trasferimento di un

diritto reale ovvero il trasferimento di un altro diritto, la proprietà o il diritto si trasmettono e si acquistano per effetto del consenso delle

parti legittimamente manifestato.

ART. 1377 TRASFERIMENTO DI UNA MASSA DI COSE

Quando oggetto del trasferimento è una determinata massa di cose, anche se omogenee, si applica la disposizione dell’articolo

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precedente, ancorché, per determinati effetti, le cose debbano essere numerate, pesate o misurate.

ART. 1378 TRASFERIMENTO DI COSA DETERMINATA SOLO NEL GENERE

Nei contratti che hanno per oggetto il trasferimento di cose determinate solo nel genere, la proprietà si trasmette con l’individuazione

fatta d’accordo tra le parti o nei modi da esse stabiliti. Trattandosi di cose che devono essere trasportate da un luogo a un altro,

l’individuazione avviene anche mediante la consegna al vettore o allo spedizioniere.

ART. 456 - APERTURA DELLA SUCCESSIONE

La successione si apre al momento della morte, nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto.

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AZIONI CONCESSE A TUTELA DEL PROPRIETARIO

• azione di rivendicazione;

ART. 948 - AZIONE DI RIVENDICAZIONE

Il proprietario può rivendicare la cosa da chiunque la possiede o detiene e può proseguire l’esercizio dell’azione anche se costui,

dopo la domanda, ha cessato, per fatto proprio, di possedere o detenere la cosa. In tal caso il convenuto è obbligato a ricuperarla

per l’attore a proprie spese, o, in mancanza, a corrispondergliene il valore, oltre a risarcirgli il danno.

Il proprietario, se consegue direttamente dal nuovo possessore o detentore la restituzione della cosa, è tenuto a restituire al

precedente possessore o detentore la somma ricevuta in luogo di essa.

L’azione di rivendicazione non si prescrive, salvi gli effetti dell’acquisto della proprietà da parte di altri per usucapione.

È l'azione concessa al proprietario per recuperare il bene da chi la possiede o da chi la detiene senza averne titolo. Questa azione è

gravosa per il proprietario che la esercita perché il proprietario deve dimostrare il proprio diritto. Non basta dimostrare che Tizio non è il

proprietario del bene, bisogna dimostrare di essere proprietari di quel bene.

L'azione di restituzione invece è quella che esercita, come esempio, il proprietario che scaduti i 4 anni di contratto vuole riottenere la

disponibilità dell'immobile.

• azione negatoria;

ART. 949 - AZIONE NEGATORIA

Il proprietario può agire per far dichiarare l’inesistenza di diritti affermati da altri sulla cosa, quando ha motivato di temerne

pregiudizio.

Se sussistono anche turbative o molestie, il proprietario può anche chiedere che se ne ordini la cessazione, oltre la condanna al

risarcimento del danno.

È l'azione che viene concessa al proprietario per far dichiarare l'inesistenza di diritti altrui su quel bene. Questo succede quando il

proprietario può temerne pregiudizio.

• azione di regolamento di confini

ART 950 - AZIONE DI REGOLAMENTO DI CONFINI

Quando il confine tra due fondi è incerto, ciascuno dei proprietari può chiedere che sia stabilito giudizialmente.

Ogni mezzo di prova è ammesso.

In mancanza di altri elementi, il giudice si attiene al confine delineato dalle mappe catastali.

È l'azione che si esercita quando è incerto il confine tra due fondi.

• azione di apposizione di termini;

ART. 951 - AZIONE PER APPOSIZIONE DI TERMINI

Se i termini tra fondi contigui mancano o sono diventati irriconoscibili, ciascuno dei proprietari ha diritto di chiedere che essi siano

apposti o ristabiliti a spese comuni.

in questo casa si sa già quali sono i confini ma non sono chiaramente delineati.

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POSSESSO E DETENZIONE

Nel caso della locazione (l'affitto), il conduttore (l'inquilino) dell'immobile è il detentore.

Il possesso non è un diritto, è un mero potere di fatto sulla cosa che si estrinseca in una attività che di fatto corrisponde all'esercizio

della proprietà o di un altro diritto reale. Quindi normalmente il proprietario del bene è anche possessore. Il possesso può essere

legittimo o illegittimo, di buona o mala fede.

ART. 1140 – POSSESSO

Il possesso e il potere sulla cosa che si manifesta in un`attività corrispondente all`esercizio della proprietà o di altro diritto reale.

Si può possedere direttamente o per mezzo di altra persona, che ha la detenzione della cosa.

- Possesso pieno; quando corrisponde all'effettiva titolarità della proprietà.

- Possesso minore; quando corrisponde all'esercizio di un diritto reale minore. Usufrutto legale di una abitazione.

- Possesso diretto; quando si è sia possessori che detentori.

- Possesso mediato; quando si è possessori mentre la detenzione è di un altro soggetto.

La detenzione è qualcosa ancora in meno del possesso, consiste semplicemente nella immediata disponibilità materiale del bene in

virtù di un titolo idoneo. Il conduttore di un'immobile non esercita un potere di fatto su un bene che corrisponde ad un diritto reale, ma

ha semplicemente la disponibilità materiale dell'abitazione di cui vive e gode di questa disponibilità in virtù di un titolo che è il contratto

di locazione che ha stipolato con il proprietario.

L'importanza del possesso si vede sopratutto attraverso due istituti:

- l'usucapione disciplinato dall'ART. 1158 cc. all'ART. 1162 - L'usucapione è quell'istituto in virtù del quale grazie al possesso esercitato

per un certo numero di anni si può diventare titolari del diritto reale corrispondente. Se io possiedo per almeno 20 anni un terreno di cui

non sono proprietario senza che nessuno venga a rivendicarne la proprietà io divento proprietario di quel bene. L'istituto

dell'usucapione esiste perché l'obbiettivo primario della legge è tutelare le situazioni che si sono consolidate nel tempo.

I termini dell'usucapione sono diversi a seconda di due fattori: con che tipo di bene abbiamo a che fare e la buona o la mala fede di

colui che possiede. La tutela del possesso giunge fino al punto che perfino il possessore in mala fede è tutelato.

- Periodi di tempo:

ART. 1158 - USUCAPIONE DEI BENI IMMOBILI E DEI DIRITTI REALI IMMOBILI

La proprietà dei beni immobili e gli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si acquistano in virtù del possesso continuato per

venti anni.

Tuttavia se acquisto un immobile in buona fede da parte di chi non è proprietario la legge in questo caso dimezza il termine di

usucapione.

Invece l'usucapione per beni mobili il periodo è di 10 anni e raddoppia se colui che possiede è in mala fede.

Per poter usucapire del bene, il possesso deve avere determinate caratteristiche:

ART. 1163 - VIZI DEL POSSESSO

Il possesso acquistato in modo violento o clandestino non giova per l'usucapione se non dal momento in cui la violenza o la

clandestinità è cassata.

• Il termine di usucapione non deve essere stato interrotto o sospeso. Ci sono casi in cui, in presenza di determinate circostanze

tassativamente previste dalla legge il termine di usucapione si sospende, resta fermo per un determinato periodo di tempo per poi

riprendere a decorrere dal momento in cui la causa di sospensione viene meno.

ART. 2941 - SOSPENSIONI PER RAPPORTI TRA LE PARTI.

La prescrizione rimane sospesa:

1) tra i coniugi;

2) tra chi esercita la potestà di cui all’art. 316 o i poteri a essa inerenti e le persone che vi sono sottoposte;

3) tra il tutore e il minore o l’interdetto soggetti alla tutela, finché non sia stato reso e approvato il conto finale, salvo quanto e

disposto dall’art. 387 per le azioni relative alla tutela;

4) tra il curatore e il minore emancipato o l’inabilitato;

5) tra l’erede e l’eredità accettata con beneficio d’inventario;

6) tra le persone i cui beni sono sottoposti per legge o per provvedimento del giudice all’amministrazione altrui e quelle da cui

l’amministrazione è esercitata, finché non sia stato reso e approvato definitivamente il conto;

7) tra le persone giuridiche e i loro amministratori, finché sono in carica, per le azioni di responsabilità contro di essi;

8) tra il debitore che ha dolosamente occultato l’esistenza del debito e il creditore, finché il dolo non sia stato scoperto.

Una di queste circostanze può essere il rapporto di coniugio. L'interruzione del termine di usucapione invece quando riprende

incomincia da zero. Le cause di interruzione si possono verificare se viene fatta la domanda di colui avente diritto reclama il suo diritto

28

Elementi di Diritto Privato Appunti Lezioni

nei confronti del possessore o con un riconoscimento dell'altrui diritto da parte del possessore. Un altro caso di interruzione è quando il

possessore rimane privo del possesso per oltre un anno.

- possesso vale titolo

ART. 1153 - EFFETTI DELL’ACQUISTO DEL POSSESSO

Colui al quale sono alienati beni mobili da parte di chi non ne è proprietario, ne acquista la proprietà mediante il possesso, purché sia

in buona fede al momento della consegna e sussista un titolo idoneo al trasferimento della proprietà.

La proprietà si acquista libera da diritti altrui sulla cosa, se questi non risultano dal titolo e vi è la buona fede dell'acquirente.

Nello stesso modo si acquistano i diritti di usufrutto, di uso e di pegno.

Questa regola fondamentale vale soltanto per i beni mobili. Per certi versi questa regola sovverte le regole di circolazioni dei beni.

Come per la proprietà anche per il possesso esiste una serie di azioni a tutela del possesso, pur non essendo un diritto ma un mero stato

di fatto anche il possesso è tutelato dall'ordinamento. L'usufruttuario non è proprietario è solo possessore; se un ladro ruba il cellulare

dell'usufruttuario lui ha a disposizione una serie di rimedi per recuperare il possesso del bene, il rimedio per eccellenza è la così detta

azione di reintegrazione del possesso.

Le azioni concesse a tutela del possesso sono 4:

• azione di reintegrazione

ART. 1168 - AZIONE DI REINTEGRAZIONE

Chi è stato violentemente od occultamente spogliato del possesso può, entro l’anno dal sofferto spoglio, chiedere contro l’autore di

esso la reintegrazione del possesso medesimo.

L’azione è concessa altresì a chi ha la detenzione della cosa, tranne il caso che l’abbia per ragioni di servizio o di ospitalità.

Se lo spoglio è clandestino, il termine per chiedere la reintegrazione decorre dal giorno della scoperta dello spoglio.

La reintegrazione deve ordinarsi dal giudice sulla semplice notorietà del fatto, senza dilazione.

ART. 1169 - REINTEGRAZIONE CONTRO L’ACQUIRENTE CONSAPEVOLE DELLO SPOGLIO

La reintegrazione si può domandare anche contro chi è nel possesso in virtù di un acquisto a titolo particolare, fatto con la

conoscenza dell’avvenuto spoglio.

azione di manutenzione

ART. 1170 - AZIONE DI MANUTENZIONE

Chi è stato molestato nel possesso di un immobile, di un diritto reale sopra un immobile o di un’universalità di mobili può, entro l’anno

dalla turbativa, chiedere la manutenzione del possesso medesimo.

L’azione e data se il possesso dura da oltre un anno, continuo e non interrotto, e non è stato acquistato violentemente o

clandestinamente. Qualora il possesso sia stato acquistato in modo violento o clandestino, l’azione può nondimeno esercitarsi,

decorso un anno dal giorno in cui la violenza o la clandestinità è cessata.

Anche colui che ha subito uno spoglio non violento o clandestino può chiedere di essere rimesso nel possesso, se ricorrono le

condizioni indicate dal comma precedente.

• denunzia di nuova opera

ART. 1171 - DENUNZIA DI NUOVA OPERA

Il proprietario, il titolare di altro diritto reale di godimento o il possessore, il quale ha ragione di temere che da una nuova opera, da

altri intrapresa sul proprio come sull’altrui fondo, sia per derivare danno alla cosa che forma l’oggetto del suo diritto o del suo

possesso, può denunziare all’autorità giudiziaria la nuova opera, purché questa non sia terminata e non sia trascorso un anno dal suo

inizio.

L’autorità giudiziaria, presa sommaria cognizione del fatto, può vietare la continuazione della opera, ovvero permetterla, ordinando

le opportune cautele: nel primo caso, per il risarcimento del danno prodotto dalla sospensione dell’opera, qualora le opposizioni al

suo proseguimento risultino infondate nella decisione del merito; nel secondo caso, per la demolizione o riduzione dell’opera e per il

risarcimento del danno che possa soffrirne il denunziante, se questi ottiene sentenza favorevole, nonostante la permessa

continuazione.

• denunzia di danno temuto

ART. 1172 - DENUNZIA DI DANNO TEMUTO

Il proprietario, il titolare di altro diritto reale di godimento o il possessore, il quale ha ragione di temere che da qualsiasi edificio, albero

o altra cosa sovrasti pericolo di un danno grave e prossimo alla cosa che forma l’oggetto del suo diritto o del suo possesso, può

denunziare il fatto all’autorità giudiziaria e ottenere, secondo le circostanze, che si provveda per ovviare al pericolo.

L’autorità giudiziaria, qualora ne sia il caso, dispone idonea garanzia (1179; Cod. Proc. Civ. 119) per i danni eventuali.

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Elementi di Diritto Privato Appunti Lezioni

CONTRATTO

L'autonomia privata è il principio di organizzare liberamente i propri interessi. Quell'insieme di poteri di facoltà concessi ai singoli per

gestire e organizzare liberamente i propri interessi di tipo patrimoniale.

Lo strumento per eccellenza con cui si estrinseca l'autonomia privata è il contratto

ART. 1321 – NOZIONE

Il contratto è l'accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale.

- Il contratto può essere stipulato sia da persone fisiche che da persone giuridiche.

- Quando si è di fronte ad un contratto con più di due parti è un contratto plurilaterale, che è un contratto in cui confluiscono le

manifestazioni di volontà e quindi gli interessi di più di due soggetti. Un esempio di contratto plurilaterale è il così detto contratto di

società, il contratto con cui viene costituita una società.

- Il soggetto di un contratto può essere solo e soltanto di tipo patrimoniale.

- Il principio cardine della materia contrattuale è che il contratto di regola produce effetti soltanto tra le parti che ne fanno parte.

ART. 1372 - EFFICACIA DEL CONTRATTO

Il contratto ha forza di legge tra le parti. Non può essere sciolto che per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge. Il

contratto non produce effetti ai terzi che nei casi previsti dalla legge.

Il contratto di compravendita con cui le parti creano la reciproca obbligazione di: da un lato trasferire un determinato bene e

dall'altro l'obbligazione di pagare un determinato corrispettivo per l'acquisto di quel bene.

- Il contratto può servire anche a modificare un rapporto giuridico patrimoniale, può darsi che con un contratto le parti si limitino a

modificare un rapporto già in essere. Due imprenditori che abbiano in essere un contratto di fornitura che già tra loro vige da diversi

anni e a causa di contingenze di mercato ritengano entrambi vantaggioso modificare le condizioni di questo contratto.

- Allo stesso modo le parti possono estinguere un esistente rapporto giuridico patrimoniale.

- Le parti posso chiudere i contratti entro i limiti

ART. 1322 - AUTONOMIA CONTRATTUALE

Le parti possono liberamente determinare il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge. Le parti possono anche concludere

contratti che non appartengano ai tipi aventi una disciplina particolare , purché siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela

secondo l'ordinamento giuridico.

Questo vuol dire che le parti non sono vincolate a tipi contrattuali espressamente previsti dalla legge.

- Se si tratta invece della volontà di un solo soggetto si parla di un atto unilaterale. Il recesso, il diritto che si ha di far cessare un

contratto, il testamento.

- I contratti unilaterali sono quei contratti che prevedono che le obbligazioni siano a carico di una sola parte ma per essere valido c'è

bisogno del consenso del donatario. Il contratto di donazione.

Nel contratto troviamo:

• Elementi essenziali; sono quegli elementi senza i quali il contratto non potrebbe esistere.

ART. 1325 - INDICAZIONE DEI REQUISITI

I requisiti del contratto sono:

1. l'accordo delle parti;

2. la causa;

3. l'oggetto;

4. la forma, quando risulta che è prescritta dalla legge sotto pena di nullità.

• Elementi accidentali; sono quegli elementi che le parti se vogliono possono inserire ma non è necessario che siano presenti ai fini

della validità

E sono:

5. la condizione;

6. il termine;

7. modo o onere.

1. ACCORDO DELLE PARTI; riferiti alle manifestazioni di volontà. Le parti lo possono fare in tre modi:

• espressa dichiarazione delle parti; 30

Elementi di Diritto Privato Appunti Lezioni

• comportamento concludente; il comportamento da cui traspare la volontà di un soggetto di voler concludere un contratto.

• in silenzio; può costituire manifestazione di volontà soltanto in tre casi:

quando le parti stesse si sono accordate in questo senso;

◦ quando è la legge stessa a prevederlo

ART. 1333 - CONTRATTO CON OBBLIGAZIONE DEL SOLO PROPONENTE

La proposta diretta a concludere un contratto da cui derivino obbligazioni solo per il proponente è irrevocabile appena giunge a

conoscenza della parte alla quale è destinata. Il destinatario può rifiutare la proposta nel termine richiesto dalla natura dell'affare o

degli usi. In mancanza di tale rifiuto il contratto è concluso.

Pur non essendoci una certa previsione di legge e pur non essendoci un espresso accordo tra le parti, i particolari rapporti che

intercorrono tra le stesse parti e il principio di buona fede fanno si che, in quella determinata circostanza il silenzio debba essere

interpretato come accettazione. Due imprenditori che da anni hanno in essere un rapporto di fornitura che è sempre stato gestito in

modo flessibile senza mai avere problemi. Poniamo che nel mese x uno dei due chiede all'altro di poter posticipare il pagamento della

fattura del mese a causa della mancanza di liquidità e che l'altra parte non risponda.

Ci sono possibili schemi di conclusione del contratto, lo schema principale è quello di proposta e accettazione in cui una parte

manifesta la propria proposta e l'altra manifesta la propria accettazione. È lo schema le cui regole possono essere poi applicate

analogicamente a tutti gli alti schemi di conclusione del contratto

ART. 1326 - CONCLUSIONE DEL CONTRATTO

Il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell'accettazione dell'altra parte.

L'accettazione deve giungere al proponente nel termine da lui stabilito o in quello ordinariamente necessario secondo la natura

dell'affare o secondo gli usi.

Il proponente può ritenere efficace l'accettazione tardiva, purché ne dia immediatamente avviso all'altra parte.

Qualora il proponente richieda per l'accettazione una forma determinata, l'accettazione non ha effetto se è data in forma diversa.

Un'accettazione non conforme alla proposta equivale a nuova proposta.

I problema di quest'ultimo comma è che in concreto non è sempre facile stabilire se l'accettazione si effettivamente conforme o no

alla proposta.

Schema di perfezionamento del contratto

ART. 1327 - ESECUZIONE PRIMA DELLA RISPOSTA DELL'ACCETTANTE

Qualora, su richiesta del proponente o per la natura dell'affare o secondo gli usi, la prestazione debba eseguirsi senza una preventiva

risposta, il contratto è concluso nel tempo e nel luogo in cui ha avuto inizio l'esecuzione. L'accettante deve dare prontamente avviso

all'altra parte dell'iniziata esecuzione e, in mancanza, è tenuto a risarcimento del danno.

Mando una mail ad una casa editrice chiedendogli di inviarmi dei libri. Timbrare in biglietto sul bus.

Il codice disciplina questi due schemi di conclusione del contratto, c'è però anche un altro caso molto diffuso nella prassi che prende il

nome formazione progressiva del contratto. Normalmente, sopratutto nei rapporti fra imprenditori, il contratto si forma

progressivamente nel tempo per effetto di una serie di trattative prolungate durante le quali le parti giungono attraverso una lunga

serie di passaggi alla stesura di un testo comune. Qui il problema che si pone è identificare il momento preciso in cui il contratto può

dirsi effettivamente valido e vincolante. Queste trattative che non contengono ancora esplicitamente la volontà delle parti di volersi

obbligare reciprocamente si chiama minuta o di puntuazione di contratto; è semplicemente un documento programmatico che serve

alle parti come promemoria, come strumento per la conclusione del futuro contratto. Questi documenti pur non essendo contratti

hanno una rilevanza di dimostrare che la trattativa è molto seria e quindi protetta

ART. 1327 - ESECUZIONE PRIMA DELLA RISPOSTA DELL’ACCETTANTE

Qualora, su richiesta del proponente o per la natura dell’affare o secondo gli usi, la prestazione debba eseguirsi senza una preventiva

risposta, il contratto è concluso nel tempo e nel luogo in cui ha avuto inizio l’esecuzione.

L’accettante deve dare prontamente avviso all’altra parte dell’iniziata esecuzione e, in mancanza, è tenuto al risarcimento del

danno.

La proposta e l'accettazione.

Una volta che ho proposto a Caio di acquistare il mio cell a E50 posso cambiare idea soltanto a patto che il contratto non sia già

concluso, che io non abbia già ricevuto l'accettazione della mia controparte.

Questa regola generale sulla revocabilità della proposta incontra però due importanti eccezioni

ART. 1329 - PROPOSTA IRREVOCABILE

Se il proponente si è obbligato a mantenere ferma la proposta per un certo tempo, la revoca è senza effetto.

Nell’ipotesi prevista dal comma precedente, la morte o la sopravvenuta incapacità (414) del proponente non toglie efficacia alla

proposta, salvo che la natura dell’affare o altre circostanze escludano tale efficacia.

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Elementi di Diritto Privato Appunti Lezioni

Un contratto analogo

ART. 1331 - OPZIONE

Quando le parti convengono che una di esse rimanga vincolata alla propria dichiarazione e l'altra abbia facoltà di accettarlo o

meno, la dichiarazione della prima si considera quale proposta irrevocabile per gli effetti previsti dall'articolo 1329. Se per

l'accettazione non è stato fissato un termine, questo può essere stabilito dal giudice.

2. CAUSA.

La causa viene intesa come la sintesi degli effetti giuridici essenziali realizzati dal contratto o in altri termini lo schema delle operazioni

giuridico economiche realizzate da quel determinato contratto. Nel contratto di compravendita la sintesi degli effetti giuridici realizzati

dal contratto sono il trasferimento della proprietà e il pagamento del corrispettivo.

La differenza tra causa e oggetto è che quando si parla di causa i due effetti giuridici vengono considerati correlativamente, l'un

effetto si giustifica solo in presenza dell'altro. Quando si parla di causa si pone l'accento sulla correlazione che c'è tra le due prestazioni,

mentre quando si parla di oggetto le due prestazioni vengono esaminate in maniera autonoma e neutrale. Si pone l'accento sulla

sinallagmaticità "double debt".

La causa del contratto va distinta dai motivi del contratto; il motivo del contratto sono è lo scopo in funzione del quale un contratto

viene stipulato. Se io compro dei mattoni da tizio per costruire una casa, la causa di compravendita di quei mattoni è unicamente il

trasferimento della proprietà dei mattoni verso il corrispettivo di un prezzo. Il fatto che io stia comprando quei mattoni per costruire una

casa è il motivo del contratto.

La distinzione è fondamentale. Mettiamo che io compri i mattoni per costruire una casa chiusa, evidentemente l'apertura di una casa

chiusa è illecita, ma il codice ci dice che l'illiceità dei motivi comporta l'annullabilità del contratto solo nel momento in cui il motivo

illecito è comune ad entrambi i contraenti.

ART. 1345 - MOTIVO ILLECITO

Il contratto è illecito quando le parti si sono determinate a concluderlo esclusivamente per un motivo illecito comune ad entrambe.

Per essere illecito c'è bisogno che entrambi i contraenti traggano profitto da questo motivo comune. Io ti vendo i mattoni ad un prezzo

più alto perché so che devi costruire una casa chiusa.

La causa del contratto è essenziale, di fatti tutti i negozi del nostro ordinamento si dicono causali, senza la causa non stanno in piedi.

Tuttavia esiste una categoria di negozi che si contrappone ai negozi causali, i così detti negozi astratti. Questi si reggono da soli anche

se manca la causa. La cambiale. È quel documento con cui un soggetto promette di pagare ad un altro una determinata somma

entro una determinata scadenza. È un negozio astratto perché: io devo dei soldi Monica ma non li ho, così faccio una cambiale con

cui mi impegno a pagarle la somma che le devo entro la data x. Monica a sua volta deve una somma alla sua amica Silvia, così

gliene da una parte in contanti e quella rimanente gliela da con la cambiale con cui io mi ero impegnata a pagarle la somma che le

dovevo. Se però mi rendo conto che non devo più quei soldi a Monica non posso far valere l'annullamento della cambiale ad un

terzo, Silvia perché la cambiale è un negozio astratto che si regge anche senza la causa. Quindi Silvia potrà venire da me e

pretendere che io le dia i soldi che le spettano ed io non potrò opporre.

La causa è la carta di identità del contratto.

La causa nei contratti a titolo gratuito è lo spirito di liberalità (=la volontà di donare).

Ci sono casi in cui la causa di un contratto è l'esistenza di un contratto precedente; la fideiussione. La fideiussione è una garanzia,

l'impegno di un terzo: la banca accetta di concedermi un mutuo per l'acquisto di una casa a condizione che ci sia una fideiussione di

un terzo. Quindi la causa di una fideiussione è l'esistenza di un contratto precedente.

3. OGGETTO.

Come oggetto del contratto si intende il contenuto dell'insieme delle prestazioni. L'oggetto del contratto di compravendita è la

dazione del bene ed il pagamento del corrispettivo.

ART. 1346 - Requisiti

L'oggetto del contratto deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile.

Il contratto non è valido nei casi in cui il suo oggetto sia viziato da una impossibilità oggettiva e assoluta, significa che deve dipendere

sin dall'inizio da circostanze esterne rispetto alle quali le parti non possono far nulla.

Lecito; non deve essere contrario a norme imperative, ordine pubblico e buon costume.

• Le norme imperative sono le norme inderogabili, quelle norme rispetto le quali le parti non possono far altro che sottostare, senza

possibilità di deroga, senza possibilità di pattuire una disciplina diversa. Questo perché sono norme che sostengono la protezione di

interessi generali.

• Ordine pubblico; si intendono quei principi generali che fondano l'ordinamento, i pilastri dell'ordinamento. Ci sono delle sotto

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Elementi di Diritto Privato Appunti Lezioni

categorie di ordine pubblico:

ordine pubblico politico; sono quei principi generali che attengono alla difesa delle strutture dello stato, della famiglia e della

libertà, dell'integrità dell'individuo.

ordine pubblico economico; a sua volta suddiviso in 2 categorie:

◦ ordine pubblico di protezione; sono quell'insieme di principi che hanno lo scopo di proteggere in determinati rapporti contrattuali

la parte economicamente debole del rapporto.

ordine pubblico di struttura e direzione economica; sono quelle norme e quei principi che regolano in primo luogo la

concorrenza.

• Il Buon costume è quell'insieme di regole di comportamento sociale che vigono in una determinata società in un determinato

momento nel tempo, la cui violazione è ritenuta immorale, scandalosa.

Determinato o determinabile;

Le parti si limitano a stabilire i criteri in virtù dei quali questo verrà determinato. Io ti vendo il mio cell e il prezzo dello stesso verrà

determinato sulla base dei valori di mercato sussistenti al giorno X. Qui l'oggetto del contratto non è determinato perché un prezzo non

c'è ancora ma è determinabile perché le parti hanno chiaramente individuato il criterio in funzione del quale quel prezzo sarà

determinato.

Un altro modo per rendere determinabile l'oggetto del contratto è quello di rimetterne la determinazione a un terzo. È possibile per le

parti contestare la determinazione fatta dal terzo solo se la determinazione della prestazione dedotta in contratto è definita a un terzo

e non risulta che le parti non vollero rimettersi al suo mero arbitrio, il terzo deve procedere con equo apprezzamento. Se ma nca la

determinazione del terzo o se questa è manifestamente iniqua o erronea, la determinazione è fatta dal giudice.

Se invece le parti abbiano detto di rimettersi al mero arbitrio del terzo, qui non vale neanche il discorso della determinazione

manifestamente iniqua o erronea, l'unico caso in cui si può impugnare la determinazione del terzo è quello in cui dimostro che il terzo

ha agito in mala fede.

ART. 1349 - DETERMINAZIONE DELL’OGGETTO

Se la determinazione della prestazione dedotta in contratto è deferita a un terzo e non risulta che le parti vollero rimettersi al suo mero

arbitrio, il terzo deve procedere con equo apprezzamento. Se manca la determinazione del terzo o se questa è manifestamente

iniqua o erronea, la determinazione è fatta dal giudice.

La determinazione rimessa al mero arbitrio del terzo non si può impugnare se non provando la sua mala fede. Se manca la

determinazione del terzo e le parti non si accordano per sostituirlo, il contratto è nullo.

Nel determinare la prestazione il terzo deve tener conto anche delle condizioni generali della produzione a cui il contratto

eventualmente abbia riferimento.

4. FORMA

È un elemento essenziale soltanto quando lo prevede la legge a pena di nullità. Non sempre la forma viene richiesta a pena di nullità,

solitamente si distingue tra

• forma ad validitatem

forma per la validità del contratto. È la forma che la legge prescrive a pena di nullità

ART. 1350 - ATTI CHE DEVONO FARSI PER ISCRITTO

Devono farsi per atto pubblicoo per scrittura privata, sotto pena di nullità:

1) i contratti che trasferiscono la proprietà di beni immobili

2) i contratti che costituiscono, modificano o trasferiscono il diritto di usufrutto su beni immobili, il diritto di superficie, il diritto del

concedente e dell’enfiteuta;

3) i contratti che costituiscono la comunione di diritti indicati dai numeri precedenti;

4) i contratti che costituiscono o modificano le servitù prediali, il diritto di uso su beni immobili e il diritto di abitazione;

5) gli atti di rinunzia ai diritti indicati dai numeri precedenti;

6) i contratti di affrancazione del fondo enfiteutico;

7) i contratti di anticresi;

8) i contratti di locazione di beni immobili per una durata superiore a nove anni;

9) i contratti di società o di associazione con i quali si conferisce il godimento di beni immobili o di altri diritti reali immobiliari per un

tempo eccedente i nove anni o per un tempo indeterminato;

10) gli atti che costituiscono rendite perpetue o vitalizie, salve le disposizioni relative alle rendite dello Stato;

11) gli atti di divisione di beni immobili e di altri diritti reali immobiliari;

12) le transazioni che hanno per oggetto controversie relative ai rapporti giuridici menzionati nei numeri precedenti;

13) gli altri atti specialmente indicati dalla legge

• forma ad probationem

forma per la prova del contratto. Ci sono casi come il contratto per assicurazione in cui la legge non chiede la forma scritta ai fini della

validità, dice soltanto che il contratto di assicurazione deve essere provato per iscritto. Vuol dire che astrattamente il contratto può

essere fatto oralmente, però in tribunale può essere provato per iscritto.

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Elementi di Diritto Privato Appunti Lezioni

Requisiti di forma contenuto;

il requisito di forma riguarda soltanto determinati aspetti del contratto. Il documento di cambiale deve riportare necessariamente la

denominazione cambiale.

Ci sono casi in cui la legge richiede che sia soggetto alla forma scritta la sottoscrizione di determinate clausole

ART. 1341 - CONDIZIONI GENERALI DEL CONTRATTO

Le condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti sono efficaci nei confronti dell’altro, se al momento della conclusione

del contratto questi le ha conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l’ordinaria diligenza.

In ogni caso non hanno effetto, se non sono specificamente approvate per iscritto, le condizioni che stabiliscono, a favore di colui che le

ha predisposte, limitazioni di responsabilità, facoltà di recedere dal contratto o di sospenderne l’esecuzione, ovvero sanciscono a carico

dell’altro contraente decadenze, limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni, restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi, tacita

proroga o rinnovazione del contratto, clausole compromissorie o deroghe alla competenza dell’autorità giudiziaria.

Sono quelle clausole predisposte unilateralmente da una parte sottoposte alla mera approvazione dell'altra.

Può darsi però che siano le parti stesse a stabilire che un contratto debba rivestire certi requisiti di forma anche quando questo non è

previsto dalla legge. La legge non dice che il contratto di beni mobili debba rivestire la forma scritta, tuttavia due imprenditori

nell'esercizio della loro attività possono benissimo stabilire che a pena di nullità tutti i contratti di compravendita di una determinata

partita di merci dovrà rivestire la forma scritta.

5. CONDIZIONE

ART. 1353 - CONTRATTO CONDIZIONALE

Le parti possono subordinare l'efficacia o la risoluzione del contratto o di un singolo patto a un avvenimento futuro e incerto.

Questo vuol dire che la condizione può essere di due tipi:

• sospensiva

è quell'avvenimento futuro e incerto a cui le parti subordinano l'efficacia di un contratto. Tizio si impegna a cedere in locazione il

proprio immobile a Caio a partire dalla data x a condizione che Caio trovi lavoro a Milano entro quella data. Questo contratto

produrrà i suoi effetti soltanto se entro quella tal data Caio conclude un contratto di lavoro a Milano. Se non si verifica la condizione da

cui dipende il contratto risulta nullo.

• risolutiva

individuare un avvenimento futuro e incerto al verificarsi del quale il contratto cesserà di produrre i suoi effetti. Tizio e Caio fanno un

contratto di locazione, nel contratto si scrive che se Caio verrà trasferito dalla sua azienda per lavorare nella filiale di Bari questo

contratto cesserà di produrre i suoi effetti.

Questa condizione può dipendere da tante cose, ad esempio da un fatto naturale totalmente indipendente dalla volontà delle parti;

la condizione. Tizio si impegna con Caio a comprare la sua Porsche a condizione che vinca almeno 50 mila euro alla lotteria entro

data x. Se entro questa data Tizio vince alla lotteria almeno la somma pattuita sarà obbligato a comprare l'auto da Caio, se invece

Tizio non vince la lotteria non succede nulla e questo contratto non produce nessun tipo di effetto.

C'è poi la condizione potestativa, dipende dalla volontà di una delle parti. Tizio è proprietario di un terreno e si è interessato ad avviare

una propria attività commerciale sul proprio terreno ma non è ancora deciso di questa decisione. Fa un contratto con Caio, fornitore

di materie prime, con cui si accorda che se entro 3 mesi Tizio decide di avviare la sua attività si impegna a rifornirsi da Caio per le

materie prime di cui avrà bisogno.

ART. 1355 - CONDIZIONE MERAMENTE POTESTATIVA

È nulla l'alienazione di un diritto o l'assunzione di un obbligo subordinata a una condizione sospensiva che la faccia dipendere dalla

mera volontà dell'alienante o, rispettivamente da quella del debitore.

- Se la condizione è sospensiva e impossibile il contratto è nullo perché non potrà mai produrre i suoi effetti. Un contratto in cui dico

che ti trasferirò la mia auto verso il corrispettivo di x quando il sole sorgerà a Ovest.

- Se invece è risolutiva e impossibile Ti trasferisco la mia auto tuttavia gli effetti di compravendita verranno meno e tu sarai tenuto a

restituirmela il giorno in cui il sole sorgerà a Ovest. In questo caso il contratto produce i suoi effetti semplicemente gli effetti di quella

compravendita non potranno mai venire meno.

- Quando invece la condizione è illecita il contratto è comunque nullo indipendentemente dal fatto che sia di fronte a una condizione

sospensiva o risolutiva. La legge ci dice che l'illiceità della condizione è più grave dell'impossibilità.

- Il periodo di tempo che intercorre dal momento della stipulazione del contratto sino al momento del verificarsi della condizione si

chiama pendenza della condizione. Ciò che le parti possono fare nel periodo di pendenza della condizione è disciplinato dagli articoli

1356-57-58 cc.

ART. 1356 - PENDENZA DELLA CONDIZIONE

In pendenza della condizione sospensiva l'acquirente di un diritto può compiere atti conservativi.

34

Elementi di Diritto Privato Appunti Lezioni

L'acquirente di un diritto sotto condizione risolutiva può, in pendenza di questa, esercitarlo, ma l'altro contraente può compiere atti

conservativi.

Questi si chiamano atti conservativi perché servono a tutelare l'aspettativa di diritto.

ART. 1357 - ATTI DI DISPOSIZIONE IN PENDENZA DELLA CONDIZIONE

Chi ha un diritto subordinato a condizione sospensiva o risolutiva può disporne in pendenza di questa; ma gli effetti di ogni atto di

disposizione sono subordinati alla stessa condizione.

Un contratto in cui io acquisto l'auto di Caio al prezzo x a condizione di vincere la lotteria entro la data y. Se prima della data y io non

ho ancora vinto la lotteria e faccio a mia volta un contratto dove vendo l'auto a Tizio, però gli effetti di questo contratto sono

subordinati al verificarsi della condizione.

ART. 1358 - COMPORTAMENTO DELLE PARTI NELLO STATO DI PENDENZA

Colui che si è obbligato o che ha alienato un diritto sotto condizione sospensiva, ovvero lo ha acquistato sotto condizione risolutiva,

deve, in pendenza della condizione, comportarsi secondo buona fede per conservare integre le ragioni dell'altra parte.

Se io mi sono obbligato a darti in locazione il mio immobile se tu troverai lavoro a Milano, io finché non scadrà il termine per

l'avvenimento della condizione io sarò tenuto a comportarmi in buona fede.

ART. 1359 - AVVERAMENTO DELLA CONDIZIONE

La condizione si considera avverata qualora sia mancata per causa imputabile alla parte che aveva interesse contrario

all'avveramento di essa.

La retroattività della condizione. Di regola quando la condizione si verifica gli effetti del contratto si producono fin dall'inizio, sin dal

momento della sua stipulazione.

ART. 1360 - Retroattività della Condizione

Gli effetti dell’avveramento della condizione retroagiscono al tempo in cui è stato concluso il contratto, salvo che, per volontà delle

parti o per la natura del rapporto, gli effetti del contratto o della risoluzione debbano essere riportati a un momento dive rso.

Se però la condizione risolutiva è apposta a un contratto ad esecuzione continuata o periodica, l’avveramento di essa, in man canza

di patto contrario, non ha effetto riguardo alle prestazioni già eseguite.

6. TERMINE

può essere iniziale o finale; iniziale è il termine a partire dal quale il contratto inizierà a produrre i suoi effetti. Quello finale invece è il

termine a scadere del quale il contratto cesserà di produrre i suoi effetti. Io e Michele facciamo un contratto di locazione con cui

stabiliamo che a partir dalla data x Michele avrà in locazione l'immobile di mia proprietà. Il contratto è valido sin dal giorno in cui è

stato approvato da entrambe le parti, ma i suoi effetti si produrranno solo a partire dalla data x. Allo stesso modo questo contratto

avrà un termine finale, ad esempio come ci dice la legge il contratto di locazione ha una durata di 4 anni, allo scadere del contratto

cesserà di produrre i suoi effetti con la conseguenza che io tornerò ad essere pieno proprietario dell'immobile e Michele non sarà più

tenuto a pagarmi i canoni pattuiti.

7. MODO

è un elemento accidentale che può essere inserito solo e soltanto nei contratti a titolo gratuito. Il modo è un obbligo imposto ad un

beneficiario di un determinato negozio a titolo gratuito obbligo che però non può mai superare il beneficio ricevuto. Io faccio una

donazione di 1 milione di euro ad un istituto di ricerca ma nel contratto di donazione prescrivo che questo milione di euro dovrà essere

specificamente destinato alla ricerca per quel determinato tipo di malattia e perciò vincolo a quella somma che ho donato all'ente di

ricerca. Questo vincolo di destinazione è un modo che grava sull'ente destinatario ed è un obbligo che ha. Se per quella ricerca

bastano 500 mila euro il destinatario potrà usufruire dei restanti 500 mila per altre ricerche. La violazione di quel modo fa venire a meno

la causa del contratto ma bisogna vedere il caso di specie.

I CRITERI PRESTABILITI PER INTERPRETARE IL CONTRATTO

Questi criteri sono posti dall'Art 1362 cc fino il 1371.

Questo gruppo di norme si suddivide in 2 gruppi:

1. dal 1362-65 sono le regole di interpretazione soggettiva. Si intende la necessità di interpretare il contratto ricostruendo la comune

volontà delle parti. Difronte a una clausola che le parti non hanno scritto bene il giudice o ricostruisce una comune effettiva intenzione

35

Elementi di Diritto Privato Appunti Lezioni

delle parti, che appunto è una interpretazione soggettiva, oppure individuare il significato obbiettivamente più ragionevole del

contratto.

ART. 1362 - INTENZIONE DEI CONTRAENTI

Nell’interpretare il contratto si deve indagare quale sia stata la comune intenzione delle parti e non limitarsi al senso letterale delle

parole.

Per determinare la comune intenzione delle parti, si deve valutare il loro comportamento complessivo anche posteriore alla

conclusione del contratto.

ART. 1363 - INTERPRETAZIONE COMPLESSIVA DELLE CLAUSOLE

Le clausole del contratto si interpretano le une per mezzo delle altre, attribuendo a ciascuna il senso che risulta dal complesso

dell’atto.

ART. 1364 - ESPRESSIONI GENERALI

Per quanto generali siano le espressioni usate nel contratto, questo non comprende che gli oggetti sui quali le parti si sono proposte di

contrattare.

ART. 1365 - INDICAZIONI ESEMPLIFICATIVE

Quando in un contratto si è espresso un caso al fine di spiegare un patto, non si presumono esclusi i casi non espressi, ai quali,

secondo ragione, può estendersi lo stesso patto.

2. dal 1366-70 sono le regole di interpretazione oggettiva

ART. 1366 - INTERPRETAZIONE DI BUONA FEDE

Il contratto deve essere interpretato secondo buona fede.

ART. 1367 - CONSERVAZIONE DEL CONTRATTO

Nel dubbio, il contratto o le singole clausole devono interpretarsi nel senso in cui possono avere qualche effetto, anziché in quello

secondo cui non ne avrebbero alcuno.

ART. 1368 - PRATICHE GENERALI INTERPRETATIVE

Le clausole ambigue s’interpretano secondo ciò che si pratica generalmente nel luogo in cui il contratto è stato concluso.

Nei contratti in cui una delle parti è un imprenditore, le clausole ambigue s’interpretano secondo ciò che si pratica generalmente nel

luogo in cui è la sede dell’impresa.

ART. 1369 - ESPRESSIONI CON PIÙ SENSI

Le espressioni che possono avere più sensi devono, nel dubbio, essere intese nel senso più conveniente alla natura e all’oggetto del

contratto.

ART. 1370 - INTERPRETAZIONE CONTRO L’AUTORE DELLA CLAUSOLA

Le clausole inserite nelle condizioni generali di contratto o in moduli o formulari predisposti da uno dei contraenti s’interpretano, nel

dubbio, a favore dell’altro.

Le regole di interpretazione soggettiva prevalgono sulle regole di interpretazione oggettiva perché il principio fondamentale

dell'ordinamento è l'autonomia privata quindi rispettare la comune volontà delle parti.

Se tutti questi criteri non sono sufficienti a costruire la volontà comune delle parti, subentrano i criteri di interpretazione oggettiva.

ART. 1371 - REGOLE FINALI

Qualora, nonostante l’applicazione delle norme contenute in questo capo, il contratto rimanga oscuro, esso deve essere inteso nel

senso meno gravoso per l’obbligato, se è a titolo gratuito, e nel senso che realizzi l’equo contemperamento degli interessi delle parti,

se è a titolo oneroso. EFFETTI DEL CONTRATTO

ART. 1372 - EFFICACIA DEL CONTRATTO

Il Contratto ha forza di legge tra le parti. non può essere sciolto che per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge. Il contratto

non produce effetto rispetto ai terzi che nei casi previsti dalla legge.

ART. 1411 - CONTRATTO A FAVORE DI TERZI

È valida la stipulazione a favore di un terzo, qualora lo stipulante vi abbia interesse.

Salvo patto contrario, il terzo acquista il diritto contro il promittente per effetto della stipulazione.

Questa però può essere revocata o modificata dallo stipulante, finché il terzo non abbia dichiarato, anche in confronto del

promittente, di volerne profittare.

In caso di revoca della stipulazione o di rifiuto del terzo di profittarne, la prestazione rimane a beneficio dello stipulante, salvo che

diversamente risulti dalla volontà delle parti o dalla natura del contratto.

Il contratto in nessun occasione può far sorgere una obbligazione in capo ad un terzo. Ciò che massimo si può fare con un contratto è

attribuire un beneficio a un terzo. Paperino (lo stipulante) e Paperone (il promettente) stipulano un contratto a favore di Qui Quo e

Qua; le parti che restano obbligate per effetto del contratto sono Paperino e Paperone. Un simile contratto la legge dice "è valido",

36

Elementi di Diritto Privato Appunti Lezioni

benché al terzo viene semplicemente attribuito un diritto, quindi non c'è ragione di vietare la stipulazione di un simile accordo, fermo

restando che la facoltà dei terzi di rifiutare il beneficio attribuito.

Con questo contratto il beneficiario acquista un vero e proprio diritto, avrà per effetto del contratto il diritto di pretendere il bene a lui

destinato stipulato nel contratto. L'unico requisito di validità che la legge pone per il contratto a favore di terzi è che lo stipulante deve

avere un interesse.

Fino al momento in cui il terzo non dichiara di voler approfittare del diritto che gli è stato attribuito la promessa nei suoi confronti potrà

essere revocata.

Il fatto che il contratto ha forza di legge tra le parti la conseguenza sarà che il contratto potrà essere sciolto solo in 2 macro ipotesi:

• per cause ammesse dalla legge;

vizi originari o sopravvenuti del contratto.

ART. 2159 - SCIOGLIMENTO DEL CONTRATTO

Salve le norme generali sulla risoluzione dei contratti per inadempimento (1453 e seguenti), ciascuna delle parti può chiedere lo

scioglimento del contratto quando si verificano fatti tali da non consentire la prosecuzione del rapporto.

• fattispecie del recesso;

la dichiarazione unilaterale con cui una parte dichiara all'altra di voler recedere dal contratto. La facoltà di recesso può essere

attribuita dalle parti stesse scrivendo una clausola convenzionale nel contratto.

ART. 1833 - RECESSO DAL CONTRATTO

Se il contratto è a tempo indeterminato, ciascuna delle parti può recedere dal contratto a ogni chiusura del conto, dandone

preavviso almeno dieci giorni prima.

In caso d’interdizione, d’inabilitazione, d’insolvenza o di morte di una delle parti, ciascuna di queste o gli eredi hanno diritto di

recedere dal contratto.

Lo scioglimento del contratto impedisce l’inclusione nel conto di nuove partite, ma il pagamento del saldo non può richiedersi che

alla scadenza del periodo stabilito dall’art. 1831.

- Ci sono poi casi in cui la facoltà di recesso è attribuita dalla legge in determinati tipi di contratto. Questa fattispecie vale in generale

per tutti i contratti a tempo indeterminato.

Il recesso può essere previsto convenzionalmente dalle parti così come può essere previsto specificatamente dalla legge.

Può essere previsto specificamente per singole fattispecie o singoli titoli contrattuali.

• per mutuo consenso;

l'accordo delle parti circa lo scioglierlo.

ART. 1372 - EFFICACIA DEL CONTRATTO

Il contratto ha forza di legge tra le parti.

Non può essere sciolto che per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge.

Il contratto non produce effetto rispetto ai terzi che nei casi previsti dalla.

Gli effetti del contratto sono le conseguenze nelle sfere giuridiche delle due parti. Queste conseguenze non sono soltanto quelle scritte

nel contratto, il contratto non obbliga le parti a solo quello che è scritto nel contratto stesso

ART. 1374 - INTEGRAZIONE DEL CONTRATTO

Il contratto obbliga le parti non solo a quanto è nel medesimo espresso, ma anche a tutte le conseguenze che ne derivano secondo

la legge, o, in mancanza, secondo gli usi e l'equità.

Se le parti fanno un contratto di compravendita e si limitano a stabilire due clausole, in cui in una si dice che una parte si impegna a

trasferire all'altra la propria auto e nell'altra stabiliscono che dovrà essere pagato il prezzo di x. Per tutto ciò che il contratto non

contempla entreranno in gioco la legge o gli usi e l'equità.

Esistono tre tipi di contratto classificandoli in base agli effetti:

• contratti a effetti reali

ART. 1376 - CONTRATTO CON EFFETTI REALI

Nei contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa determinata, la costituzione o il trasferimento di un

diritto reale ovvero il trasferimento di un altro diritto, la proprietà o il diritto si trasmettono e si acquistano per effetto del consenso delle

parti legittimamente manifesto.

Rispetto a questa categoria di contratti, il codice ci dice che la proprietà o il diritto si trasferiscono nel momento del consenso.

• contratti a effetti obbligatori

un contratto crea solo un diritto di credito e in questo caso non si trasferiscono diritti, non si creano diritti reali, ma semplicemente si

crea un diritto di credito. Il contratto con cui mi impegno a versare tot al mese a Tizio.

37

Elementi di Diritto Privato Appunti Lezioni

• contratti reali

Sono tutti quei contratti che si perfezionano non per effetto del consenso ma al momento della consegna del bene. Il mutuo, il

comodato, il deposito.

Cosa succede se con più contratti, uno successivo all'altro una persona concede lo stesso diritto di godimento a più soggetti?

Concedo in locazione il mio immobile in Via Milano a Marco per 400 e al mese, se concedo in locazione lo stesso immobile negli stessi

mesi anche a Paolo a lo stesso prezzo. Chi dei due prevale? L'articolo 1380 ci dice che prevale colui che consegue per primo il

godimento del bene.

Gli effetti del contratto si producono nei confronti della parte che per prima ha consentito del godimento del bene.

ART. 1380 - CONFLITTO TRA PIÙ DIRITTI PERSONALI DI GODIMENTO

Se, con successivi contratti, una persona concede a diversi contraenti un diritto personale di godimento relativo alla stessa cosa, il

godimento spetta al contraente che per primo lo ha conseguito.

Se nessuno dei contraenti ha conseguito il godimento, è preferito quello che ha il titolo di data certa anteriore.

Sono salve le norme relative agli effetti della trascrizione.

ART. 1381 - PROMESSA DELL’OBBLIGAZIONE O DEL FATTO DEL TERZO

Colui che ha promesso l’obbligazione o il fatto di un terzo è tenuto a indennizzare l’altro contraente, se il terzo rifiuta di obbligarsi o

non compie il fatto promesso.

Se io dico a Marco che mi impegno a convincere Gianni a vendergli la sua auto a Marco. Questo contratto non crea nessun obbligo

in capo al terzo, il quale non è assolutamente tenuto a trasferire la sua automobile. Tuttavia se non compie il fatto che io ho promesso

a Marco io in qualche modo sono responsabile nei confronti di Marco, quindi io sarò tenuto ad indennizzare Marco.

L'indennizzo non è un risarcimento ma è qualcosa in meno. 38

Elementi di Diritto Privato Appunti Lezioni

RAPPRESENTANZA

La rappresentanza è quel meccanismo giuridico in forza del quale la volontà negoziale viene formata e dichiarata da un certo

soggetto ma gli effetti del negozio, del contratto fanno capo ad un altro e diverso soggetto.

ART. 1387 - FONTI DELLA RAPPRESENTANZA

Il potere di rappresentanza è conferito dalla legge ovvero dall’interessato.

ART. 1388 - CONTRATTO CONCLUSO DAL RAPPRESENTANTE

Il contratto concluso dal rappresentante in nome e nell’interesse del rappresentato, nei limiti delle facoltà conferitegli, produce

direttamente effetto nei confronti del rappresentato.

Tizio conclude un contratto con Caio in nome e per conto di Sempronio. Questo contratto non produce effetti tra Tizio e Caio, ma tra

Caio e Sempronio. Affinché questo avvenga è necessario che Tizio sia munito di questi poteri e che metta a conoscenza l'altra parte

che si sta agendo per conto di altri.

La rappresentanza può essere di due tipi:

• Rappresentanza Diretta

in tutti in quei casi in cui un soggetto agisce espressamente in nome e per conto di un altro. Riguarda prettamente le persone

giuridiche: il presidente delegato di una società che stipula un contratto in nome e per conto di una società. Per cui gli effetti giuridici

di questo contratto si producono direttamente in capo alla società e non in capo al presidente.

• Rappresentanza Indiretta

si ha quando un soggetto, agisce si per conto di un altro, ma lo fa comunque in nome proprio e solo successivamente trasferirà gli

effetti di questo contratto in capo al rappresentato. Il mio amico Marco mi da l'incarico di acquistare un'auto per lui, ma non mi

attribuisce espressamente il potere di stipulare un contratto in suo nome. A questo punto vedo dal concessionario e compro l'auto a

mio nome, solo una volta stipulato quel contratto sorge per me l'obbligo di ritrasferire l'auto a capo a Marco. Dovrò fare un secondo

contratto in cui l'auto che ho acquistato la trasferisco a Marco. Quindi i contratti dovranno essere due e non più solo un contratto.

La rappresentanza può avere due fonti:

• Rappresentanza Legale

deriva direttamente dalla legge. Rappresentanza legale dei minori di età spetta per legge ai genitori, la rappresentanza del l'interdetto

spetta al tutore.

• Rappresentanza Volontaria

il potere di rappresentare un soggetto deriva dalla volontà stessa delle parti. L'effetto del contratto concluso dal rappresentante si

produce immediatamente in capo al rappresentato. Se Tizio va a comprare l'auto per conto e in nome dell'amico Marco, Marco

diventa immediatamente proprietario dell'auto nel momento stesso della conclusione del contratto.

ART. 1390 - VIZI DELLA VOLONTÀ

Il contratto è annullabile se è viziata la volontà del rappresentante. Quando però il vizio riguarda elementi predeterminati dal

rappresentato, il contratto è annullabile solo se era viziata la volontà di questo.

Di regola bisogna avere riguardo alla volontà del rappresentante, se però si tratta di elementi che aveva già predeterminato il

rappresentato occorre vedere se era la sua volontà ad essere viziata. Se io ho detto al concessionario che l'auto che voleva Marco

era una BravO e ciò nonostante il contratto è stato fatto per la BravA; qui siamo di fronte ad un argomento predeterminato dal

rappresentato che io ho portato a conoscenza del terzo e quindi è ragionevole che qui il contratto potrà essere annullato.

Se invece vado dal concessionario e chiedo una BravA; qui l'errore è rimasto solo ed esclusivamente nella mia sfera di conoscenza,

quindi Marco potrà lamentarsi solo con me. Il contratto rimarrà valido ma potrà chiedermi il risarcimento del danno.

ART. 1389 - CAPACITÀ DEL RAPPRESENTANTE E DEL RAPPRESENTATO

Quando la rappresentanza è conferita dall'interessato, per la validità del contratto concluso dal rappresentante basta che questi

abbia la capacità di intendere e di volere, avuto riguardo alla natura e al contenuto del contratto stesso, sempre che sia legalmente

capace di rappresentato.

Nel caso di rappresentanza volontaria occorre un negozio in forza del quale questo potere di rappresentanza viene conferito, questo

negozio prende il nome di procura. La procura è il negozio unilaterale con cui un soggetto conferisce all'altro il potere di

rappresentarlo. 39

Elementi di Diritto Privato Appunti Lezioni

La procura può essere:

• Procura Generale

quando viene conferita per una pluralità di negozi. L'imprenditore può assumere un dipendente al quale conferisce una procura di

compiere tutti gli atti necessari per l'esercizio dell'impresa.

• Procura Speciale

quella che viene conferita per il compimento di uno o più atti determinati.

La forma della procura deve essere necessariamente la stessa prescritta per il contratto che si intende concludere. Se mi si vuole

conferire la procura per acquistare una abitazione, siccome noi sappiamo che la compravendita dell'immobile ricade tra i contratti

per cui la legge richiede la forma scritta a pena di nullità, ecco che anche la procura che mi è stata conferita dovrà rivestire la forma

scritta a pena di nullità.

ART. 1392 - FORMA DELLA PROCURA

La procura non ha effetto se non è conferita con le forme prescritte per il contratto che il rappresentante deve concludere.

La procura è destinata ad estinguersi quando:

• è stato compiuto il negozio;

• quando quel negozio diventa impossibile;

• c'è la revoca da parte del rappresentato. La revoca non è ammessa in tutti quei casi in cui la procura era stata conferita anche

nell'interesse del rappresentante.

- In caso di un interesse del rappresentante la revoca può essere revocata soltanto per una giusta causa, se non c'è una giusta causa,

il potere di rappresentanza non potrà essere revocata.

- Un'altra causa di estinzione della procura: di regola una causa è data da la morte, l'interdizione o l'inabilitazione del rappresentato.

Eccezione; se il potere di rappresentanza era stato conferito nell'interesse dell'esercizio dell'impresa, il fatto che Marco muoia non fa

venire meno l'interesse a che io ho concluso quel contratto.

La modificazione (e la revoca) della procura può occorrere ma deve essere portata a conoscenza dei terzi con mezzi idonei.

ART. 1396 - MODIFICAZIONE ED ESTINZIONE DELLA PROCURA

Le modificazioni e la revoca della procura devono essere portate a conoscenza dei terzi con mezzi idonei. In mancanza, esse non

sono opponibili ai terzi, se non si prova che questi le conoscevano al momento della conclusione del contratto.

La rappresentanza senza potere. In questo caso non siamo di fronte a una fattispecie in cui un soggetto era rappresentante e poi non

lo è più.

ART. 1398 - RAPPRESENTANZA SENZA POTERE

Colui che ha contrattato come rappresentante senza averne i poteri o eccedendo i limiti delle facoltà conferitegli, è responsabile del

danno che il terzo contraente ha sofferto per avere confidato senza sua colpa nella validità del contratto.

ART. 1399 - RATIFICA

Nell'ipotesi prevista dall'articolo precedente, il contratto può essere ratificato dall'interessato, con la osservanza delle forme prescritte

per la conclusione di esso.

La ratifica ha effetto retroattivo, ma sono salvi i diritti dei terzi.

Il terzo è colui che ha contrattato come rappresentante possono d’accordo sciogliere il contratto prima della ratifica.

Il terzo contraente può invitare l’interessato a pronunziarsi sulla ratifica assegnandogli un termine, scaduto il quale, nel silenzio, la

ratifica s’intende negata.

La facoltà di ratifica si trasmette agli eredi.

Tizio dichiara ingiustamente di essere rappresentante di Caio e compra una macchina a suo nome. La legge concede in questo caso

a Caio il diritto di ratifica, il diritto con una dichiarazione unilaterale di assumere direttamente su di se gli effetti di quel contratto

concluso dal falso rappresentante.

La ratifica ha anche un effetto retroattivo, produce i suoi effetti fin dal momento della stipulazione del contratto originario. L'interessato

che viene a ratificare il contratto dopo un mese diventa proprietario fin dall'inizio del bene che formava oggetto di trasferimento.

Caio vuole ratificare il contratto questo ma il bene oggetto del contratto è già stato venduto ad un terzo. In questo caso Caio potrà

fare la ratifica ma non produrrà i suoi effetti, proprio perché la legge ci dice che sono salvi i diritti dei terzi. Il concessionario può invitare

l'interessato, Caio, a pronunciarsi sulla ratifica entro un certo termine. Nel momento in cui scade questo termine il diritto di ratifica viene

meno. 40

Elementi di Diritto Privato Appunti Lezioni

CONFLITTO D'INTERESSI

Il conflitto di interessi è quella situazione oggettiva nella quale il rappresentante si trova ad agire in una situazione incompatibile con la

tutela degli interessi del rappresentato.

La ragione di questa incompatibilità con la tutela delle ragioni del rappresentato sta nel fatto che in quel determinato affare il

rappresentante ha degli interessi suoi propri che non possono conciliarsi con quelli del rappresentato.

Paperone conferisce a Paperino il potere di rappresentanza di vendere il suo deposito con la numero 1 alle migliori condizioni di prezzo

e modalità di pagamento. Paperino vende il deposito a Paperina. Questo è il classico esempio di conflitto di interessi; nel momento in

cui Paperino vende il deposito a Paperina il conflitto di interessi è dato dal fatto che: da un lato Paperino dovrebbe agire negli interessi

di Paperone, dall'altro è evidente che c'è un interesse personale di Paperino.

ART. 1394 - CONFLITTO DI INTERESSI

Il contratto concluso dal rappresentante in conflitto d'interessi col rappresentato può essere annullato su domanda del rappresentato,

se il conflitto era conosciuto o riconoscibile dal terzo.

L'imprenditore Tizio produce case mobili, conferisce a una serie di agenti il potere di rappresentanza per vendere queste case, alle

migliori condizioni di mercato. Caio uno dei rappresentanti vende a una società di cui lui stesso è socio.

Una ipotesi specifica, specificatamente dalla legge di conflitto di interessi è il così detto contratto con se stesso:

ART. 1395 - Contratto Con Se Stesso

È annullabile il contratto che il rappresentante conclude con se stesso, in proprio o come rappresentante di un'altra parte, a meno che

il rappresentato lo abbia autorizzato specificatamente ovvero il contenuto del contratto sia determinato in modo da escludere la

possibilità di conflitto d'interessi.

L'impugnazione può essere proposta soltanto dal rappresentato.

Ci sono due casi in cuiè ammissibile il contratto con se stesso:

- Se il rappresentato lo ha espressamente autorizzato.

- Se il rappresentata ha predeterminato il contenuto del contratto in modo tale che un conflitto di interessi non sia più neanche

immaginabile. Se Caio incarica Tizio di vedere la sua abitazione e specifica; Il prezzo, prezzo che dovrà essere corrisposto in 4 rate, alle

scadenze dei mesi X Y K. È evidente che se qui Tizio conclude il contratto con se stesso non c'è spazio per un conflitto d'interessi.

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Moses

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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Castiello d'Antonio Alfonso.

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