Elementi di diritto privato e amministrativo
Appunti di diritto privato
Lezione del 21/09/2021
Quando l'uomo ha abbandonato l'istinto animale e ha iniziato a vivere in rete, fidandosi degli altri uomini, si ha avuto la nascita del diritto, necessario per regolamentare i rapporti. Con questo processo, la mente umana, invece che insita nel corpo di ogni singolo individuo, esce da esso e si trasforma in un processo collettivo.
La prima forma di diritto a nascere è stato il diritto privato, nato per risolvere questioni legate principalmente alla proprietà di beni (già dal tempo degli antichi Romani). Diritto pubblico e diritto amministrativo sono invece di moderna concezione, infatti il diritto pubblico va associato al concetto di Stato, che ha posto le sue basi molto dopo la nascita del diritto privato.
L'idea di Stato nasce nel '500 in Francia con il Re Sole (Luigi XIV), egli ha potere assoluto ed è considerato dai sudditi una divinità. Solo con l'avvento della Rivoluzione Francese (1789) si crea la distinzione tra diritto pubblico e privato, che si andrà ad evidenziare ancora meglio nel corso dell'800 (non a caso definito il secolo giuridico). Ci si accorge della necessità di dover limitare il potere assoluto del sovrano, che molto spesso viola la libertà individuale di ogni singolo cittadino, perché il potere del re entrava nella libertà di ogni cittadino limitandola fortemente.
Nel 1804 Napoleone Bonaparte pubblica il Code Civil, che sarà estremamente importante anche per il nostro futuro Codice Civile, il quale raccoglieva in sé tutto il diritto (privo di lacune). L'idea del diritto che nasce dall'alto è necessario capovolgerla, infatti credere che sia il diritto pubblico che comanda il privato è una illusione.
Nel 1861 si ha l'Unità d'Italia, che pone fine alla forte frammentazione della penisola e nel 1865 nasce il primo Codice Civile italiano, fortemente ispirato da quello napoleonico. Il secolo giuridico si chiude con il 1948, anno della caduta definitiva del fascismo, della monarchia, ma soprattutto anno della Costituzione Italiana. Prima di essa infatti era in vigore lo Statuto Albertino, che veniva definita costituzione ottriata (concessa dal re), il quale concedeva dei diritti che poteva revocare senza preavviso, senza perdere il suo potere.
Le quattro età della storia del diritto
- Età dello Status – Antichi Romani: si avevano diritti in maniera direttamente proporzionale alla propria posizione sociale. Il tratto caratteristico di differenziazione nella società era infatti basato sulla propria discendenza. Es: nobili-molti diritti, persone comuni-meno diritti, barbari-nessun diritto.
- Età della Proprietà – Dal Medioevo alla Rivoluzione Francese: il tratto caratterizzante all'interno della società divenne la proprietà, attraverso la quale si poteva migliorare la propria posizione all'interno della società. Per proprietà si intende in questo specifico caso proprietà terriera. Con più proprietà terriera si aveva, più era alta la propria posizione all'interno della società.
- Età del Contratto – Rivoluzioni Industriali: nel periodo storico di forte sviluppo delle industrie e di conseguenza dell'economia, la capacità di essere imprenditore diventa centrale nella società e i più ricchi hanno una posizione più elevata all'interno della società. Nascono in questo periodo le prime borse.
- Età della Persona – Dal 1948 ad oggi: nel 1942, ancora nel pieno della Seconda Guerra Mondiale e della dittatura fascista di Mussolini nasce il Codice Civile italiano. Nel 1948, usciti sia dalla dittatura che dalla guerra, i padri costituenti promulgarono la Costituzione Italiana liberale e democratica, che andò a posizionarsi al di sopra del Codice Civile. Con la Costituzione, testo molto lungimirante, si attuò una fortissima rivoluzione non ancora oggi del tutto metabolizzata. La singola persona è slegata da proprietà, contratto, ma ha una dignità autonoma con diritti inviolabili.
Inoltre la Costituzione limita molto, per paura di future nuove dittature, il potere del governo. Vengono istituite le Coorti Costituzionali per stabilire se le leggi emanate dal Parlamento sono in contrasto con la Costituzione. Lo stato si limita sia verso il basso, riconoscendo a ogni cittadino diritti inviolabili, ma anche verso l'alto, limitando la sua sovranità, per partecipare a organizzazioni internazionali (ONU, UE), sottostando alle loro leggi e senza emanarne nessuna che sia in conflitto con quelle degli organismi internazionali, tramite la cessione di sovranità. In questo modo la persona è ancora più tutelata, perché ha i suoi diritti fondamentali garantiti su larghissima scala.
Ciò ha anche un grande vantaggio economico per grosse aziende multinazionali che devono poter entrare in UE. Si sono designati trattati di libero scambio tra l'UE e stati come Giappone e Canada. Il diritto privato viene maggiormente regolamentato secondo la funzione sociale della proprietà. Nella Costituzione i diritti fondamentali non sono a numero chiuso, perché in futuro potrebbero nascerne altri.
Lezione del 23/09/2021
Il rapporto privato/stato è mutato notevolmente nel corso della storia. Nel periodo antecedente la Rivoluzione Francese pensiamo a questo rapporto come a un rapporto di soggezione (potere assoluto del Re Sole – lo stato sono io) con la libertà e i diritti di ogni singola persona fortemente limitata. Al giorno d'oggi questo rapporto si è notevolmente trasformato; la Costituzione Italiana del 1948 contiene articoli dai quali si desume come lo stato autolimiti il suo potere in molte circostanze per non limitare la libertà e i diritti dei cittadini.
La parità del tutto non esiste nemmeno (ad esempio il pagamento delle tasse: lo stato sa quanto ogni cittadino deve pagare di imposte perché conosce determinati parametri in merito). Qualche esempio per comprendere meglio questo rapporto tratto da alcuni articoli della Costituzione:
- Articolo 29 della Costituzione: lo stato non riconosce ancora i diritti della persona, ma solo della famiglia (ente astratto) come una società naturale fondata sul matrimonio. La famiglia secondo questo articolo esiste solamente se esiste il legame matrimoniale. Pensando al 1948, anno in cui è stata promulgata la Costituzione, il padre era ancora visto come il capo della famiglia (Pater Familias). Venivano discriminati i figli nati prima del matrimonio come illegittimi e innaturali. Solo dal 2012 si è affermato che tutti i figli hanno gli stessi diritti. La Costituzione fu molto lungimirante considerando la società del 1948, ma poi la società si è evoluta molto più velocemente delle leggi, di conseguenza al giorno d'oggi questo articolo potrebbe essere considerato “fossile giuridico”. Inoltre, fino agli anni '70 non esisteva nessuna legge sul divorzio, il matrimonio poteva finire solo con la morte di uno dei due coniugi. Nel caso fosse l'uomo a uccidere la moglie la pena era inferiore che se accadeva il contrario, ed esisteva l'attenuante del diritto d'onore.
- Articolo 10 della Costituzione: lo Stato con questo articolo limita la sua sovranità per un fine superiore come ad esempio la partecipazione a organismi internazionali come l'Unione Europea, l'ONU e sottostare alle proprie leggi.
- Articolo 3 della Costituzione: il primo comma dice qual è l'uguaglianza formale con un elenco aperto e non definitivo. Il secondo articolo dice che lo Stato deve e si impegna a togliere gli ostacoli che impediscano i diritti e la libertà (esempio finanziamento allo studio per persone poco abbienti). Per uomo, persona e cittadino non si intende solo un cittadino italiano, ma un qualsiasi individuo al mondo, poiché tutti hanno pari diritti. Il principio dell'uguaglianza sostanziale si fa sentire sia nel diritto pubblico che in quello privato.
L'Unione Europea, con la carta fondamentale dei diritti emanata nel 2000, riconosce molti più diritti inviolabili alla persona di quanto non faccia la Costituzione Italiana. Nascono quindi nuovi divieti contro nuove forme di discriminazione (colore della pelle, religione, etnia, handicap, patrimonio economico, tendenze sessuali, caratteristiche genetiche). Il legislatore, in questo caso il Parlamento Europeo, inizia a seguire più marcatamente i cambiamenti della società.
Anche il principio di solidarietà sociale è variato molto. Nell'800 post rivoluzione francese era consentito avere una propria sfera di libertà fino a che essa non violava quella altrui. Oggi ciò è cambiato con la Costituzione e i diritti vengono riconosciuti alla singola persona sia quando essa è in contesti di individualità che in contesti di socialità. Ogni cittadino ha nei confronti di ciascun altro, doveri di solidarietà politica, economica e sociale.
Un esempio contrario lo possiamo avere esaminando la Costituzione argentina dell'800. Secondo questo codice di leggi ogni persona aveva libertà fino a quando non “causava problemi” agli altri individui. Per tutto ciò che un cittadino commetteva nella sfera privata la magistratura lasciava il compito del giudizio alla divinità.
In sintesi, sul diritto privato possiamo affermare quanto segue:
- Il diritto nasce come privato e nasce dal basso, cioè da ogni singolo cittadino;
- Il diritto privato è delle persone come cittadini;
- Il diritto privato cerca di correggere le disuguaglianze presenti nella società;
- Esso esiste ovunque, anche in quelle comunità che ratificano il meno possibile provvedimenti e leggi.
Possiamo dividere il diritto in due categorie:
| Civil Law | Common Law |
|---|---|
| (Code Civil Francese) Diritto scritto in leggi | Diritto giurisprudenziale |
| - Presente in Europa | - Presente in UK |
| - Presente in USA | - Presente in Australia |
| - Presente in India |
Quando il diritto nacque (solo privato come già accennato) esso era solo un fenomeno sociale e si andavano a consultare sempre i magistrati (esempio i pretori a Roma) che facevano riferimento alla sapienza giuridica e non a leggi scritte. Il magistrato aveva una autorità creativa del diritto e si basava su un precedente. Nel diritto romano fu Giustiniano il primo a istituire leggi sue (Corpus Iuris), ma non inventate da lui in sana pianta bensì bloccando e congelando decisioni di magistrati di anni precedenti.
Nel Common Law ciò non era mai successo, perché nessun paese dove esso è presente (tutti quelli che avevano avuto contatti con il Regno Unito) ha mai stilato un Codice Civile. Il Common Law aveva la regola del precedente vincolante (decidere una regola in base a come era stata decisa in precedenza). Il precedente può essere modificato, cambiando l'orientamento dalla volta successiva (overhauling=revisione). Caduto l'Impero Romano tutto ciò è andato perduto e il diritto ha continuato ad essere amministrato casualmente e in modo diverso da ogni regno, fino a che Napoleone non creò il suo personale codice di sicurezza. Ora la distinzione tra i due tipi di diritto non è più netta a causa della globalizzazione, nel Common Law si è iniziato a scrivere leggi perché il diritto si è ammorbidito.
Il diritto muta talmente tanto che può essere detto “vivente”. Se leggiamo l'articolo 29 alla luce del diritto vivente cambia la prospettiva. Un giudice moderno direbbe che ci possono essere altre forme sociali dove la persona realizza i suoi diritti (e che quindi sarebbe ad esempio incostituzionale discriminare i figli).
Lezione del 28/09/2021
Il Codice Civile italiano venne emanato nel 1942, ancora nel pieno della dittatura fascista di Mussolini, mentre la Costituzione Italiana solo nel 1948. Dal 1956 ha iniziato a operare la Coorte Costituzionale, che ha eseguito, e continua ad eseguire ancora oggi, una attenta rilettura e reinterpretazione del Codice Civile seguendo la Costituzione. Il Codice Civile ha una pretesa di autosufficienza sul diritto privato assolutamente fallace (presente sia nel Code Civil napoleonico che nel Codice Civile italiano).
Il Codice Civile si divide in 6 libri:
Disposizione sulla legge in generale: in questa prima sezione vengono illustrate quali sono le fonti del diritto (es. fonti primarie come Costituzione Italiana, Costituzione UE). Non viene citata la Costituzione perché ovviamente non c'era ancora. Abbiamo poi delle norme atte a difendere l'idea di Codice Civile completo che si trovano nell'articolo 12 del Codice stesso. Viene specificato che per interpretare una legge il primo passaggio da compiere è quello di verificare se il suo significato letterale sia chiaro o meno. Se esso non è chiaro si procede a comprendere quale fosse l'intenzione primaria del legislatore. Se non esiste una legge per il caso allora si devono prima confrontare disposizioni simile/analoghe, in caso ancora negativo si segue l'ordinamento dello Stato.
Primo Libro: persone e famiglia
- Si distingue tra persone fisiche e giuridiche. Si parla del matrimonio come atto civile e religioso (storicamente nato come atto civile). L'Italia è uno stato laico che stipula concordati con le principali confessioni religiose presenti sul territorio nazionale. Al tempo del Codice Civile nel matrimonio si aveva una preminenza del legame orizzontale (tra i due coniugi) mentre al giorno d'oggi si ha una maggiore rilevanza del legame verticale (quello tra genitori e figlio/a). I genitori debbono esercitare determinati doveri sulla prole e lo devono fare congiuntamente, ed è il figlio che contribuisce alla stabile unione dei genitori (forte rilevanza della filiazione).
Libro Secondo: delle successioni a causa di morte e donazioni
- Sono presenti norme che disciplinano gli eredi ai quali si devolve il patrimonio della persona defunta.
Libro Terzo: delle proprietà
- La proprietà è il diritto più assoluto esercitabile su un bene (articolo 832 c.c.). La Costituzione autorizza la legge a porre dei limiti alla proprietà e al proprietario. Dopo la proprietà si hanno dei diritti minori (esercitati su beni dei quali qualcun altro è il proprietario come ad esempio diritti di servitù). Viene regolamentato anche il possesso, che consiste, a differenza della proprietà, dell'avere materiale disponibilità di un bene usandolo come se ne fosse proprietario (esempio usucapione per abitazioni).
Libro Quarto: delle obbligazioni
- Vincolo giuridico che obbliga a tenere un certo comportamento. Vengono disciplinati i contratti (generale e specifico) come locazione, mutuo, appalto (elenco incompleto). Si regolano anche gli atti illeciti (conseguenze civili di illeciti privati).
Libro Quinto: del lavoro
- Diritto commerciale
Libro Sesto: tutela dei diritti
- Si tutelano i diritti che vengono riconosciuti negli altri 5 libri precedenti. Si parla di prescrizione, decadenza, delle prove in giudizio e dei processi.
Diritto privato, norma e rapporto giuridico
Disciplina i rapporti giuridici tra soggetti di diritto (anche pubblici) che agiscono in posizione di parità e uguaglianza. Nel diritto pubblico un soggetto del rapporto si trova in una posizione di supremazia sempre nel rispetto dei principi costituzionali (es. legalità). Ciò non vuole affermare la PA non possa avere dei rapporti privati.
La norma giuridica è lo strumento fondamentale del diritto privato (diritto scritto). Essa è definibile come un comando rivolto ad un gruppo sociale per obbligare uno dei propri membri a tenere un determinato comportamento, pena una sanzione. Le norme giuridiche sono sempre generali (si possono adattare a più casi possibili) e astratte (si possono adattare a più soggetti possibili). Una sentenza di un giudice rende una norma speciale e concreta adattandola al singolo caso preso in esame.
Le norme giuridiche sono sempre costituite da un precetto e da una sanzione, che seguono un meccanismo simile ad un sillogismo (se... allora). Esistono delle particolari norme, dette imperfette, che non prevedono una sanzione (es. diritti costituzionali).
Tipologie di Norme
- Derogabili (possono avere delle deroghe)
- Inderogabili (NON ammettono assolutamente deroghe)
Le norme derogabili si dividono in:
- Dispositive: la legge regola il rapporto, ma i privati coinvolti in essa possono regolarsi diversamente.
- Suppletive: suppliscono ad una eventuale lacuna del contratto e sono facoltative.
Fonti del Diritto
Le fonti del diritto sono atti e/o fatti che l'ordinamento giuridico ritiene idonei alla produzione di diritto:
- Atti:
- 1. Costituzione e trattati UE: sono fondamentali il T.U.E. e il T.F.U.E.
- 2. Regolamenti e direttive UE: i regolamenti devono essere applicati immediatamente in tutti gli stati appartenenti all'UE (ad esempio il GDPR regolamento sui dati personali). Le direttive invece sono strumenti che fissano un determinato obiettivo, lasciando agli stati una certa autonomia legislativa per raggiungerlo (es. Codice del Consumatore).
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