El burlador de Sevilla
Questione dell'attribuzione dell'opera
L'opera non ha una prefazione, ci è arrivata in forma di comedias esparsas. Nel 1878 un filologo ritrovò il manoscritto Tan largo me lo fijais, versione più breve e semplificata, molto simile al Burlador ma senza indicazione di editore e data. Il Burlador è stato scritto tra il 1616-17 e nel 1625 una famosa compagnia teatrale di Pedro Osorio lo rappresenta a Napoli, il che significa che già circolava.
- Alcuni pensano che il Tan largo sia di Calderon de la Barca.
- Blanca de los Rios, Rosa Lida de Malkiel e Wade: il Tan largo è un testo primitivo del Burlador. Blanca de los Rios individua 22 luoghi testuali in comune tra i due testi.
- Rodriguez Lopez Vazquez sostiene la paternità del Burlador ad Andrés de Claramonte, capocomico sivigliano che ha operato negli anni della stesura del Burlador.
- Luis Vaques: attribuzione a Tirso.
Discrasia temporale
L'azione è ambientata nel 1350 e inizi 1400, quando Napoli è ancora regno e il re di Napoli è uno dei personaggi. All'inizio del 1500 Napoli diventerà viceregno. I costumi e i codici culturali dell'opera sono del Seicento.
Loa iniziale
Testo introduttivo: l'azione si apre in medias res.
Contrassegni di don Juan
Don Juan è un hombre sin nombre (epifonema), cerca sempre di nascondere la sua identità. Promette matrimonio alle vittime che seduce (dame la mano) per rassicurarle. Le strategie di seduzione che don Juan usa sono due:
- Con le nobili, attaccate alla honra, usa il bed-trick (trickster il personaggio): scambio di ruoli con l'inganno, si sostituisce all'amante vero approfittando dell'oscurità della notte.
- Con donne di bassa condizione usa l'inganno della parola, le imbambola.
Atto 1
Prima vittima: donna Isabella, figlia del re di Napoli.
Dialogo re-don Pedro Tenorio, zio di don Juan: viene scoperto, lo zio lo copre, non lo consegna al re e lui si lancia dalla finestra. Caduta verticale dalla finestra=caduta simbolica=caduta morale. Il re fa chiamare il duca Ottavio, promesso sposo di Isabella, che è innocente e nega, ma Isabella non lo difende perché ammetterebbe di aver consentito ad avere rapporti prematrimoniali, quindi tace per non perdere l'onore. Opportunismo di fondo che domina molti personaggi dell'opera, non solo don Juan.
Desplazamiento
Non c'è unità di luogo: Don Juan era a Napoli perché aveva disonorato un'altra donna. Scappa di nuovo diretto in Spagna. La nave su cui è imbarcato fa naufragio e arriva sulle coste di Tarragona.
Seconda vittima
Tisbea, la pescatrice che lo salva e lo accoglie. Tisbea: nome di matrice pastorale con coloriture piscatorie, personaggio di bassa classe sociale. Discorso di Tisbea di rifiuto dell'amore: Egloga piscatoria, romance di settenari, ritmo incalzante, amore: aspide che avvelena. Tisbea prima di incontrare don Juan dice di non essere interessata all'amore, è felice di essere libera dai legacci d'amore, non l'ha mai sperimentato=verginità.
Topos del personaggio femminile che si difende dall'amore. Don Juan seduce immediatamente Tisbea con la parola, la imbambola, le fa un discorso altisonante. Ossimoro: don Juan arde di passione interiormente ma il suo corpo è gelato in mare come naufrago. Mojado abrasais: acqua, corrispondenza con il vino delle nozze di Cana, acqua del mare. Retorica cortese: topos degli occhi della donna, don Juan: sarò vostro schiavo. Topica petrarchista: opposizione sole-neve. Plega a Dios: premonizione. Tisbea sa che i costumi non permettevano relazioni tra nobili e plebei.
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