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EDUCAZIONE TERAPEUTICA E FORMAZIONE 2 MARZO 2015

FORMAZIONE DI ACCESSO E/O PERMANENTE

NORMATIVE CARATTERIZZANTI LA FORMAZIONE INFERMIERISTICA

ITALIANA

- DM 739/94: profilo professionale dell’infermiere inteso come professionista e

non esecutore. L’infermiere pianifica, attua e valuta.

- L 42/99: identifica l’infermiere dirigente e ribadisce l’autonomia

professionale.

- L251/00

- Formazione universitaria: modifiche della formazione da diploma a laurea in

infermieristica.

- Codice deontologico (2009): comma che richiamano l’infermiere alla

formazione e all’educazione. È presente il patto cittadino/infermiere,

quest’ultimo si fa garante della salute del cittadino.

- DM del 2010 rimasto fermo in parlamento che avrebbe istituito il passaggio dal

collegio all’ordine

LE COMPETENZE DELL’INFERMIERE: MODELLI DI RIFERIMENTO E

VALUTAZIONE

L’infermiere nasce come professionista per compiti e oggi è arrivato alla competenza.

La padronanza della competenza (minima) che non viene esercitata. acquisita si

mantiene con la formazione (manutenzione della competenza). La formazione per

compito è orientata al solo ambito di apprendimento dell’abilità. La competenza è un

fenomeno più complesso che racchiude molto di più, cioè tutto ciò che è racchiuso

nelle scienze infermieristiche.

Ambiti di apprendimento:

- Abilità: il compito

- conoscenza

- comportamento

La manutenzione della competenza è un ulteriore problema perché l’attuale impianto

formativo (formazione post base) non ne garantisce una corretta realizzazione. Tra

queste non fa parte la laurea specialistica che ci eleva a nuove acquisizioni e non al

mantenimento di quelle già apprese durante il percorso formativo di laurea breve

triennale. Un infermiere per mantenere questa manutenzione può attingere ai master

clinici escluso quello per coordinamento. Oltre ai master si può attingere al sistema

ECM (sistema che non sta in piedi perché le competenze acquisiste possono essere

spesi poco: io lavoro in gastroenterologia e vado ad un ECM in salute mentale per

prendere il punteggio), l’autoapprendimento delle revisioni sistematiche e delle linee

guida (best practice), il sapere esperienziale (solo se ragionato, fenomeno viziato da

usi e consuetudini).

Un neolaureato può far leva per mantenere la sua competenza con il master clinico

(che tiene alto solo un ambito della conoscenza).

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Gli elementi formali del processo di professionalizzazione che va dal compito alla

competenza sono legislazione professionale e il sistema formativo. Gli elementi

informali sono il sapere esperienziale e gli usi e consuetudini. 3 MARZO 2015

EVOLUZIONE PROFESSIONALE E FORMATIVA DELL’INFERMIERE

Intorno al 1940 il medico attorniava il paziente e le altre figure ruotavano intorno a

questi. L’infermiere operava un ruolo con autonomia esecutiva. Il modello

organizzativo era prevalentemente di tipo biomedico.

Le scuole convitto professionali del 1925 prevedeva un corso biennale con ore di

didattica erano molto limitate, solo la manualità era valorizzata. Queste scuole

avevano una forte influenza clericale. Il coordinatore era dunque o un medico o una

suora.

Un tempo il reparto apparteneva al primario ma aveva bisogno di una figura

organizzativa (corso AFD di un anno – tipo caposala ma senza autonomia nell’uso

delle risorse).

Successivamente nel 1954 le scuole convitto vengono convertite e denominate scuole

per infermieri e infermieri generici. La gestione passa in mano alle regioni.

Nel 1965 si istituiscono le scuole speciali per dirigenti dell’assistenza infermieristica

con requisiti particolari: maturità anagrafica, IP, anni di esperienza professionale,

colloquio esame. Nelle scuole vengono introdotte materie a carattere scientifico.

Vengono introdotti esami e tesi finale.

Intorno agli anni 70, periodo con produzione di leggi importanti, cambia il modello

precedente in cui l’autonomia operativa diviene in parte decisionale. Oltre a

permettere l’accesso al sesso maschile alla formazione, si inseriscono altri elementi

quali l’idoneità al terzo anno della scuola superiore. Quello che ha cambiato il

percorso formativo è stato l’accordo di Strasburgo (1973) che ha dato delle linee

comuni europee sulla formazione.

Nel 1975 le modifiche effettuate erano mirate a migliorare la qualità e quantità della

formazione stabilita dall’Accordo di Strasburgo. Alla teoria viene affiancato il

laboratorio (4610 ore). La durata degli studi passa da due a tre anni.

Dagli 70 agli anni 90 non ci sono state grandi variazioni. Con il dlgs 502/92 (USL

ASL) si ha la nuova organizzazione del SSN. Questo accade in risposta ad una

evoluzione quantitativa e qualitativa della domanda di salute e sociale. Con gli anni

90 arriva la riforma degli ordinamenti didattici universitari.

Nel 1991 nasce il diploma universitario (3 areee: generale, ostetrico, pediatrico) che

approderà in università nel 1999. Nel 1996 il diploma universitario è gestito dal

MURST e dal Ministero della Salute. 3

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Con la dichiarazione di Bologna (o processo di Bologna) del 1996 si ha

l’armonizzazione dei sistemi di istruzione superiore:

- promozione della cooperazione europea nell’accertamento della qualità:

marketing offerta formativa (richiesta di iscritti), medie dei voti (performance),

numero di fuoricorso, risultati della qualità percepita.

- promozione della mobilità al pieno esercizio della circolazione di studenti

ricercatori e personale amministrativo

- adozione di un sistema di crediti didattici sul modello ECTS (credito

scientifico disciplinare)

- impianto formativo fondato su due cicli principali (primo e secondo livello)

- adozione di un sistema di titoli facilmente comprensibili anche tramite l’uso

del diploma supplement

- promozione della dimensione europea dell’istruzione superiore 2

l’aspetto importanti del processo di Bologna sono stati i descrittori di Dublino che

definiscono quali sono i risultati dell’apprendimento (learning outcomes - obiettivo

valutazione) comuni a tutti i laureati di un corso di studio. I risultati

dell’apprendimento devono essere espressi non solo in termini di conoscenze attese

ma anche in termini di competenze (valutazione critica, comunicazione, linguistiche,

progettazione/calcolo) e di abilità/capacità (soluzione di problema; di apprendere).

I descrittori di dublino sono:

1. conoscenze e capacità di comprensione

2. capacità di applicare conoscenze e comprensione

3. autonomia di giudizio

4. abilità comunicative

5. capacità di apprendere

ARRIVO ALLA LAUREA: 509/99 (regolamento recante norme concernenti

l’autonomia didattica degli atenei) e 270/04 (modifiche al regolamento recante norme

concernenti l’autonomia didattica degli atenei cfu, propedeuticità, etc.). La

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270/04 prevede solo la laurea triennale e la laurea specialistica come obbligo

garantito. Il dottorato di ricerca diviene formazione facoltativa all’ateneo. La 270/04

ha anche cambiato il nome da facoltà a scuole.

Nonostante i corsi di laurea sono 11 le classi di appartenenza sono 4. Nella classe 1

affluiscono infermieri, ostetriche.

NOTA 3 DESCRITTORI DI DUBLINO ESTRATTI DAL REGOLAMENTO DI

FACOLTA’

Dal regolamento del corso di infermieristica: I risultati di apprendimento attesi sono

espressi in termini di conoscenze attese, di

competenze e di abilità/capacità di apprendere.

a) Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding)

1 Possibile domanda di esame – www.bolognaprocess.it - processo in termini di evoluzione,

trasformazione e cambiamento.

2 ESEMPIO DESCRITTORI DI DUBLINO

3 Possibile domanda 4

I laureati in infermieristica devono conoscere e comprendere le

- scienze biomediche di base ed applicate per la comprensione dei processi fisiologici

e patologici connessi allo stato di salute e di malattia delle persone nelle diverse età

della vita;

- scienze psico-sociali e umanistiche per la comprensione delle dinamiche relazionali

normali epatologiche e delle reazioni di difesa o di adattamento delle persone a

situazioni di disagio psichico, sociale e di sofferenza fisica;

- le teorie di apprendimento e del cambiamento per la comprensione dei processi

educativi rivolti ai cittadini o ai pazienti;

- scienze infermieristiche generali e cliniche per la comprensione dei campi di

intervento dell’infermieristica, del metodo clinico che guida un approccio efficace

all’assistenza, delle tecniche operative di intervento e delle evidenze che guidano la

presa di decisioni;

- scienze etiche, legali e sociologiche per la comprensione della complessità

organizzativa del Sistema Sanitario, dell’importanza e dell’utilità di agire in

conformità alla normativa e alle direttive, nonché al rispetto dei valori e dei dilemmi

etici che si presentano nella pratica quotidiana; sono finalizzate inoltre a favorire la

comprensione dell’autonomia professionale, delle aree di integrazione e di

interdipendenza con altri operatori del team di cura;

- scienze igienico-preventive per la comprensione dei determinanti di salute, dei

fattori di rischio, delle strategie di prevenzione, sia individuali che collettive, e degli

interventi volti a promuovere la sicurezza degli operatori sanitari e degli utenti;

- discipline informatiche e linguistiche con particolare approfondimento della lingua

inglese per la comprensione della letteratura scientifica infermieristica sia cartacea

che on-line.

b) Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and

understanding)

I laureati in infermieristica devono dimostrare capacità di applicare conoscenze e di

comprendere nei seguenti ambiti:

- integrare le conoscenze, le abilità e le attitudini dell’assistenza per erogare cure

infermieristiche sicure, efficaci e basate sulle evidenze;

- utilizzare un corpo di conoscenze teoriche derivanti dal Nursing, dalle scienze

biologiche comportamentali e sociali e da altre discipline per riconoscere i bisogni

delle persone assistite nelle varie età e stadi di sviluppo della vita;

- integrare le conoscenze infe

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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher engyfro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica applicata ai percorsi diagnostici terapeutici assistenziali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Pietrini Luca.
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