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Dato che i libri italiani erano introvabili, si era sparsa inoltre la voce che in Italia non si studiasse più, che fosse morto il

buon gusto e che le persone ingegnose non siano più presenti.

La prima identificazione nazionale avviene per contrasto, in contrapposizione alla cultura francese, si afferma

l’esistenza di una cultura italiana esistente e attiva che si mostra attraverso il giornale dei letterati. Dietro ogni impresa

di carattere editoriali c’è dunque sempre una necessità importante.

Maffei evidenzia pericolo di sudditanza, “lasciare in mano agli stranieri la tromba della fama”. Questi giornali non

conoscendo bene la cultura e la lingua italiana valutano male le nostre opere, perciò afferma che bisogna far chiarezza

dichiarando la verità. Tanti articoli del giornale nascono anche per correggere gli articoli dei giornali francesi.

Questo giornale si interessa specialmente alle opere italiane, ciò è necessario perché un italiano deve sapere cosa accade

nel suo paese, è perdonabile solamente che non conosca le vicende di altri paesi. Si garantisce la diffusione delle

informazioni italiane, prima di questa rivista non esisteva alcun altro testo che se ne occupasse in modo veritiero.

Spesso in Italia molte opere di ingegno rimangono manoscritte, non stampate; per farsi un giudizio del paese italiano

perciò è necessario conoscere anche queste. Ciò non avviene in Francia ad esempio, in Italia accade a causa della

situazione logistica, economica, politica. Essendo inoltre il mercato editoriale così piccolo, non è presente nessuno che

si addossi il rischio di stampare senza chiedere compensi, per poi puntare sulla vendita; non esisteva alcun editore che

mettesse il capitale di rischio e stampasse.

Quando si passa a parlare di libri letti e divulgati, si tratta di cose mediocri che, quando uno ha qualcosa di serio da

pubblicare non vuole introdurlo in un mercato del genere.

All’estero si ha la possibilità di dedicarsi agli studi per tutta la vita, in Italia questa condizione nelle persone colte

(ecclesiastici) non esiste, perché sono costretti a fare anche altre cose, occuparsi del lavoro e solo nel tempo libero

dedicarsi alla scrittura.

La periodicità è di tre mesi, ma se i lettori sono numerosi potrebbe ridursi a mensile. Il testo non è un catalogo di tutte le

vicende italiane, ma una serie di libri importanti verranno selezionati, questo non significa che quelli non recensiti non

siano di loro gradimento. Nemmeno la lunghezza dell’articolo indicherà la bellezza o meno di un testo, infatti questo

elemento dipenderà dalla persona, differente ogni volta, che si occuperà della scrittura.

Fede di approvazione: permesso alla stampatore per stampare e distribuire il testo.

Studio di Padova= università

L’inquisitore curava la parte che riguardava l’attinenza del testo ai principi della chiesa cattolica, delle istituzioni e dei

buoni costumi (leggi laiche). Istituzione moderna perché sono presenti due rami, uno si occupa dei principi religiosi e

l’altro delle leggi laiche. Viene così data la licenza a Hertz per la stampa, alcune copie dovranno essere consegnate alle

biblioteche pubbliche.

Il permesso di stampa è stato chiesto con molto anticipo, 1709, e il testo è stato stampato dal 1710.

Questa prassi riguarda solo i testi stampati a Venezia.

Il primo tomo è di 372 pagine, il secondo di 504.

 Prefaz. P. I. <- indicazione esatta di dove si trova il punto del libro commentato nel testo (nota a piè pagina)

 “Le circostanze stesse...(..)” (pdf)

Gli articoli non sono generalmente firmati, il giornale o il direttore tutela e garantisce per l’opinione

 che viene espressa.

Polemica Orsi-Bouhours: Bouhours sosteneva che il francese fosse migliore delle altre lingue (più

 precisa, adatta, per gli alti pensieri), questa superiorità era classificata nelle l. romanze, il francese

doveva sostituire il latino come lingua mondiale. Orsi afferma che il francese è adatto alla prosa, che

difficilmente può esprimere concetti gravi, poetici.

Ci sono momenti di critica anche nei confronti dei giornali tedeschi

 L’appartenenza religiosa a Venezia non conta per effettuare le stampe di testi

 Nasce in questo periodo la scuola filologica, dietro la consonanza editoriale, c’è una consonanza

 culturale

Apostolo Zeno ha tutti questi contatti col mondo tedesco perché è oratore a Vienna

 La stampa francese si concentra sugli autori moderni e ciò porta a un’ignoranza, si dimentica

 l’antichità

Si pubblica maggiormente all’estero che in Italia e ciò è riferito anche alle opere italiane

 La traduzione delle opere straniere in Italia

Nel mercato editoriale era riservato più spazio alle opere di autori stranieri, specialmente a Venezia e

nel mercato italiano. Su opere non tradotte infatti, per attirare l’attenzione dei lettori, si scriveva che si

trattava di una traduzione.

Le opere francesi venivano ad esempio anche pubblicate in Italia, segue il latino, specialmente per

opere erudite e di carattere religioso.

Per quanto riguarda i generi letterari, i più diffusi sono il romanzo e traduzioni dal francese, ma

soprattutto il genere epistolare, e inoltre la manualistica epistolare (per imparare a scrivere le lettere).

Era presente in modo fiorente la letteratura di carattere religioso, specialmente in volgare, in Italia

c’erano problemi a causa della censura; i protestanti vogliono la lettura diretta della Bibbia, i cattolici

i libri di santi ecc.

Durante il ‘700 c’è la traduzione di giornali stranieri come lo Spectator e il successo dei libri e

romanzi epistolari.

Gasparo Gozzi

Di famiglia nobile, si dedica all’editoria popolare, aperta ad un pubblico più alto, poiché quella alta aveva

bisogno di finanziamenti e guadagnava poco. Lui e la moglie si dedicarono alle traduzione dal francese e dal

latino.

Nel 1762 fu anche magistrato dei riformatori; fu uno di coloro che faceva parte della magistratura che

decideva se pubblicare o meno un testo, aveva accumulato una serie di conoscenze tanto da essere un pt di

riferimento per la magistratura veneziana. Dopo la soppressione dell’ordine dei Gesuiti lui stesso si occupò

della sostituzione delle loro scuole.

Questo autore cercava sostentamento nell’attività editoriale, poteva fare ciò solo perché era a Venezia, inoltre

gli autori più rinomati appartenevano di solito alla nobiltà, quindi avevano già soldi, oppure erano

ecclesiastici. Mentre ora quasi tutti gli intellettuali sono collaboratori nelle classi editrici o cose del genere.

Uno dei testi che avevano più successo nel periodo di Gozzi è lo Spectator.

Rinvigoriti dal successo delle colonie, le ambasciate inglesi incominciarono missioni di diffusione della

lingua inglese, al fine di imporre la loro cultura, visione del mondo, che era minoritaria rispetto a quella

francese. Cercano di convincere, pagando o dando onori, gli autori per tradurre opere in inglese. Ecco perché

anche a Venezia si conosceva lo Spectator, nonostante fosse uscito a Londra.

Le varie copie dello Spectator furono rilegate in volumi, con l’aggiunta di un indice.

Lo Spectator era conosciuto anche a Venezia e divenne un modello per Gozzi.

Non si può conoscere bene la letteratura inglese, se non si hanno basi di letteratura classica.

Gazzetta universale

Metà del ‘700

➔ ’76, primo articolo in Spagna

➔ Usa la testata con forma definita, il formato è sempre quello di un libro di piccole dimensioni.

Notizie di corte, internazionali, dispacci, escono con cadenza regolare ed erano veri e propri fogli, anche manoscritti.

Man mano danno info più puntuali e diventano a stampa, perché si forma un pubblico più ampio.

Chi sono i signori associati ? Coloro che hanno diritto alla sottoscrizioni, hanno risposto all’avviso e hanno pagato in

anticipo le spese di stampe. E’ per ciò che scompare la lettera al dedicatario, sostituita dalla lettera agli associati.

Le opere migliori sono quelle di carattere giornalistico destinate a un pubblico ampio, i giornali. L’editoria per il

pubblico ampio ha l’obbligo di essere molto curata, perciò si scelsero opere di Gozzi.

Nella vita di Gozzi si spiega quali sono le opere più importanti.

L’osservatore veneto

Prefazione dell’autore

Nel ‘700 l’autore di un intero giornale è unico, si occupa di tutto e dirige tutto. Se non è così, vi è una sola persona che

coordina tutti.

Dal punto di vista grafico, il carattere, come tutti i testi importanti, è il corsivo. Si narra una storia collocata

nell’antichità, questi giornali si rivolgono a un pubblico ampio, che ha come cultura di base quella classica. Questa è la

cultura del ‘700, figlia dell’Umanesimo, la cultura classica è vista come introspettiva popolare e diffusa.

Gozzi dice che lo scrittore è colui in grado di far vedere la verità stessa. Questo primo giornale parlerà di verità, sotto la

maschera della letteratura. Tanto è vero che come prima citazione è presente Petronio.

Si rivolge a coloro che avevano capacità di leggere, ma non erano letterati o scrittori.

La gazzetta veneta

Stampata a Padova, 1819.

Gozzi dice sia poco conosciuta e per salvarla bisognava che fosse rilegata in un libro (lo Spectator fu rilegato es.). La

scopo del periodico è sollevare lo spirito.

A differenza delle altre pubblicazioni, la gazzetta è composita e riporta vari tipi di notizie, tra cui annunci pubblicitari.

Hanno scelto articoli prolungati per più numeri e li hanno riuniti in modo da essere letti più facilmente (il gg successivo

viene data la continuazione). Inoltre si afferma che nella stampa di consumo, essendo rivolta a un pubblico non proprio

intellettuale, si fa uso del dialetto. A Venezia il dialetto era vicino all’italiano letterario e nel contempo è diffuso

l’italiano volgare. Gozzi, un vero editore, poteva pensare che un’opera scritta in volgare toscano con qualche termine

dialetto potesse essere compresa da un pubblico ampio. Col linguaggio misto si risolve il problema della comprensione.

Nell’italiano letterario mancavano specialmente termini di carattere tecnico.

La gazzetta è formata specialmente da novelle perché si pensava che al pubblico non interessasse la verità, ma più

racconti verosimili a puntate.

*Le copie della gazzetta veneta sono andate disperse.

I commenti formavano i giornali del Gozzi.

L’oggetto dei giornali è lo Spectator, diffuso a Venezia. Era diffuso in lingua francese, l’inglese era

sconosciuto nonostante l’ambasciata presente a Venezia, che cercava di diffondere la lingua.

Un altro avvicinamento verso l’editoria contemporanea di massa è un’altra gazzetta di Antonio Piazza.

Antonio Piazza nasce a Venezia e muore a Milano (guarda date di nascita e morte e contesto).

Piazza, Antonio. - Scrittore (Venezia 1742 - Milano 1825). Compilatore della Gazzetta urbana veneta tra

il 1787 e il 1798, autore di commedie (raccolte in 2 voll., 1786-87), fu attivo soprattutto come romanziere.

Oltre alla trilogia (1771-73) formata da L'impresario in rovina, Giulietta, La pazza per amore, e al

romanzo Il teatro, ovvero fatti di una veneziana che lo fanno conoscere (2voll., 1777-78), importanti per la

rappresentazione degli ambienti teatrali dell'epoca, è da ricordare L'amor tra l'arme (1772), che ha per

sfondo la lotta dei Corsi contro i Genovesi.

In seguito l’editoria si concentrerà nella città milanese.

Piazza non è molto conosciuto appunto perché si dedicò all’editoria popolare, per benefici di carattere

economico, pubblica commedie e romanzi. E’ il primo autore di romanzi, cioè quel genere principe.

L’argomento dei suoi romanzi è popolare e comune. Tutti questi primi editori conoscono bene la letteratura e

anche i primi giornali vi danno molto spazio.

Gazzetta urbana veneta

(guarda link e-learning)

Il termine gazzetta è stato inventato a Venezia e si è poi diffuso nel resto del mondo.

La gazzetta ha lo scopo di diffondere le notizie. Si erano diffusi prima i quotidiani che diffondevano le info

estere (Gazzetta universale) perché è indispensabile per i commerci ecc.

Indicazione di giornali e fogli quali il libro d’oro, L’almanacco, che dopo una pubblicazione non uscivano

più, in quanto erano soggette al gradimento del pubblico.

Si cita Gozzi che collaborò ad una gazzetta veneta, ma per lavori più seri non aveva tempo di occuparsene.

Chi si occupava dell’editoria periodica non era un gran scrittore,

Il Gozzi per questo a un certo punto non ha pubblicato ed è stato sostituito da Abate Pietro Chiaro, che

riempiva i fogli dei giornali parafrasando opere classiche. Infatti nel ‘700 c’è ancora una cultura illuministica

che prevedeva la conoscenza del mondo classico.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture per l'editoria
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alesia.calanca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana per l'editoria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Forner Fabio.

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