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Riassunto esame Economia Aziendale, prof. Vergara, libro consigliato Esistenza e lo Sviluppo dell'Azienda, Puglisi Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Economia Aziendale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Esistenza e lo Sviluppo dell'Azienda, Puglisi. Gli argomenti trattati sono particolare attenzione sono: Gino Zappa, il fondatore dell'economia aziendale, definizione e classificazione dell'azienda, l’iniziativa della costituzione dell’azienda,... Vedi di più

Esame di Economia aziendale docente Prof. C. Vergara

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aziende divise verticalmente (le attività delle diverse sezioni sono

differenti e complementari)

b) Gruppi aziendali: si tratta di forme di aggregazione e integrazione fra diverse

imprese al fine di migliorare la loro capacità economico-funzionale. Si basano su

alcune caratteristiche:

• Esistenza di più aziende giuridicamente distinte

• Struttura societaria delle aziende che compongono il gruppo

• Legame che deriva dal possesso della società capogruppo

che ha una rilevante parte del capitale in modo che controlli e diriga

le società del gruppo

• Unitarietà economico-finanziaria delle società del gruppo che

hanno: ognuna un diverso soggetto giuridico ma hanno lo stesso

soggetto economico.

4. Ulteriore distinzione tra:

a) Gruppi economici: sono costituiti da aziende che costituiscono una vera e

propria unità economica, attraverso forme di:

• Integrazione orizzontale: le diverse aziende fanno un’attività

simile si collocano sullo stesso piano del ciclo produttivo

• Integrazione verticale: le diverse aziende fanno un’attività

(fasi) diversa ma che si colloca sullo stesso piano del ciclo produttivo

b) Gruppi finanziari: comprendono aziende che tra di loro svolgono attività

diverse non collegate, nascono per ragioni finanziarie.

c) Gruppi misti: formati da aziende collegate tecnicamente ed

economicamente ; ma divise in quanto svolgono attività simili e differenti nello

stesso tempo.

Le strutture del gruppo si differenziano in base ai diversi rapporti di possesso delle azioni

che esistono tra le società capogruppo e le altre:

• Struttura semplice: rapporto diretto di partecipazione, società

capogruppo controlla tutte le altre società direttamente.

• Struttura composta: compresenza di rapporti diretti e indiretti

di partecipazione, la società capogruppo controlla alcune società che

a loro volo ne controllano altre.

• Struttura complessa: si hanno rapporti reciproci di

partecipazione, di tipo semplice e composto. L’azienda capogruppo

controlla alcune società e viene a sua volta controllata da queste.

Il controllo sulle diverse aziende può essere:

• Maggioritario: possesso maggioranza del capitale sociale da parte della

capogruppo

• Minoritario: possesso di una quota minoritaria ma rilevante, del capitale

sociale da parte del capogruppo

• Controllo interno: nessuno dei soggetti titolari di azioni detiene una

partecipazione tale da consentire un effettivo controllo; in questo caso il potere

è di fatto esercitato dal consiglio di amministrazione (c.d.a. entità autonoma).

La struttura essenziale dell’azienda e’ basata su:

• Soggetto economico

• Organismo personale

• Patrimonio

• Combinazione dei processi aziendali

Soggetto economico è colui o coloro che detengono il controllo della gestione; anche se sono più

persone, questo soggetto è da intendersi come unico e ciò consente l’unità di direttiva e l’unità di

comando.

I suoi compiti sono:

• l’iniziativa della costituzione dell’azienda

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• il governo economico dell’azienda (assunzione di decisioni,

approvazione di decisioni, direttive e di politiche generali dell’azienda)

• decisioni riguardanti i cambiamenti o l’estinzione dell’azienda

Altri interessi dell’impresa sono:

• Attese dei lavoratori: compromesso monetario soddisfacente, altri compromessi

monetari saltuari, contributi per assistenza e previdenza, ambiente conforme alla persona

umana

• Attese di chi porta capitale-risparmio: remunerazione periodica soddisfacente, altri

remunerazioni saltuarie

L’organismo personale è definito dalle persone che compongono i vari organi aziendali (organi

esecutivi, deliberativi). La sua costituzione influisce sui fini aziendali, sui rapporti con l’esterno, sul

sistema delle decisioni, sulle operazioni aziendali; è oggetto di studio di una disciplina autonoma

l’organizzazione aziendale.

Il patrimonio complesso dei mezzi economici materiali ed immateriali, si ottiene dall’insieme di

mezzi di cui si serve l’attività economica acquisiti attraverso lo scambio e quindi oggetto di

attribuzione di valore (quindi non si parla solo di beni ma di valori).

L’azienda va vista ed analizzata nel suo aspetto dinamico di tensione verso il progresso; l’azienda

è un sistema dinamico di accadimenti (ciò che avviene all’interno e all’esterno dell’azienda,

scambi, operazioni interne) e di operazioni (azioni elementari legate da relazioni di

interdipendenza spaziale e temporale che costituiscono l’elemento primo di studio dell’economia

aziendale)

Le operazioni possono essere classificate in 3 categorie:

• Gestione

• Organizzazione

• Rilevazione

2.1 La gestione

E’ l'insieme delle azioni che l'azienda stessa pone in essere per perseguire i suoi obiettivi, il

sistema dinamico di operazioni volte al raggiungimento degli obbiettivi aziendali; le operazioni di

gestione costituiscono il nucleo centrale dell’amministrazione di un’azienda e vengono distinte in

due classi:

• operazioni di gestione esterna: fenomeni di scambio tra azienda e altri enti

• operazione di gestioni interna: fenomeni produttivi che si realizzano all’interno dell’azienda

Operazione di gestione interna + esterna = risultati economici di gestione

Le varie operazioni di gestione possono essere composte in schemi, chiamati cicli tipici

processuali aziendali che si distinguono in :

• Fondamentali, se le operazioni tendono direttamente al raggiungimento dei fini

aziendali

• Ausiliari, se riguardano operazioni necessarie per lo svolgimento dei cicli

fondamentali

Il ciclo fondamentale delle aziende di produzione si compone di 3 fasi :

1) Finanziamenti: fornitura dei mezzi di pagamento per attuare gli investimenti voluti;

2) Investimenti: acquisti dei fattori produttivi necessari per la produzione;

3) Realizzi: derivano dalla vendita dei prodotti conseguiti attraverso le trasformazioni

dei fattori utilizzati

La gestione si osserva secondo due distinti profili o aspetti:

1) Aspetto economico: osserva i costi e i ricavi (cioè la produzione del reddito); in

questo ambito si parla di ciclo di reintegro economico di un investimento che ha una durata

pari al tempo necessario alla ricostituzione del costo sostenuto per l’investimento stesso

attraverso il conseguimento dei relativi ricavi. La differenza tra ricavi e costi dà il reddito,

ossia la remunerazione del capitale aziendale apportato dai proprietari, essendone,

l’incremento o il decremento che detto patrimonio subisce per effetto della gestione.

2) Aspetto finanziario: osserva i flussi monetari delle entrate ed i flussi monetari delle

uscite; si parla di ciclo di reintegro finanziario di un investimento che ha una durata pari al

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tempo necessario affinché le uscite monetarie relative all’investimento ritornino in forma

liquida attraverso il loro realizzo; la differenza tra le entrate monetarie ed uscite monetarie

costituisce il risultato finanziario; se è positivo, avanzo, consente il rimborso dei debiti e la

distribuzione del reddito prodotto dalla gestione, se è negativo, disavanzo, risultato

finanziario negativo. 5

In presenza di uno stesso investimento, i due diversi cicli di reintegro di esso possono essere

sfasati sia:

• Temporalmente: il sostenimento del costo e la relativa uscita finanziaria possono

avvenire in momenti differenti, così come il momento di ottenimento del ricavo e della

relativa entrata.

• Quantitativamente: può succedere che ad alcuni costi non corrisponda alcuna uscita

finanziaria così come ad alcuni ricavi non corrisponda alcuna entrata.

2.2 L’organizzazione

Sistema delle azioni correlate dei soggetti che pongono in essere le operazioni di gestione. Le

caratteristiche essenziali, presenti in ogni forma di organizzazione, sono:

• La suddivisione del lavoro, del potere e delle responsabilità finalizzata al perseguimento

degli scopi prefissati;

• La presenza di uno o più centri di potere con funzione di controllo e direzione del lavoro per

soddisfare esigenze di efficienza;

• La sostituibilità del personale qualora questo si mostri inadeguato od inefficiente.

L’organizzazione studia le variabili di funzionamento del sistema aziendale:

• Variabili individuali

• Variabili sociali

• Variabili tecniche

• Variabili istituzionali

• Variabili di trasformazione (si elaborano gli input)

• Variabili di output (risultati della trasformazione)

• Variabili organizzative che sono:

a) Struttura organizzativa: insieme degli elementi di base stabili del sistema di

ruoli interno al sistema organizzativo

b) Meccanismi operativi: insieme dei processi che facendo funzionare

operativamente il sistema organizzativo, ne rappresentano il sistema

dinamico. Riguardano:

• La comunicazione interne/esterna

• La decisione

• Il coordinamento dei comportamenti delle unità organizzative

• Il controllo dei risultati conseguiti

• La valutazione analisi dei contributi forniti dagli operatori

c) Potere organizzativo: capacità di influenzare i comportamenti degli operatori,

in base al modo di dirigere l’azienda e in base al tipo di gestione dei conflitti

organizzativi.

2.3 La rilevazione

Sistema di operazioni che servono a sintetizzare l’essere e il divenire dei mezzi e

dell’organizzazione in un’azienda. Offre conoscenze intorno ai fenomeni della gestione, considera

le operazioni di gestione sotto aspetti diversi (la loro coordinazione, i loro risultati) con il fine di

formulare giudizi di convenienza. Si occupa anche di mercato, con lo scopo di informare la

gestione e valutare correttamente l’andamento di essa.

Le rilevazioni sono di tipo quantitativo, quindi non riguardano gli aspetti qualitativi della gestione. E

le loro finalita’ sono:

• Fornire informazioni alla direzione aziendale per indirizzare la gestione

• Risolvere problemi di convenienza

• Determinare i processi più economici

• Controllare l’andamento del lavoro in modo continuo, in ogni settore per consentire

tempestivi interventi.

Distinguiamo 2 categorie di rilevazioni:

1) Rilevazioni contabili: si fondano sul conto (insieme dei valori dello stesso segno o di

segno opposto riferiti ad un oggetto variabile e comparabile); l’insieme dei conti e delle

scritture prende il nome di sistema di scritture contabili (oggetto di studio della ragioneria).

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2) Rilevazioni statistiche/extracontabili: seguono metodi diversi e non usano lo strumento

del conto.

3. LE CONDIZIONI DI SUCCESSO DELL’AZIENDA

Per verificare se un’azienda sia di successo o no, quindi se è in grado di perseguire il suo

obbiettivo fondamentale cioè di soddisfare i bisogni umani che è anche la sua ragion di essere,

bisogna che l’azienda rispetti due principi/condizioni:

• condizione di economicità: attitudine della gestione a remunerare attraverso i ricavi tutti i

costi dei fattori produttivi di cui abbisogna

• principio di economicità: per il quale è necessario almeno nel lungo periodo che r (i ricavi)

siano maggiori rispetto a i (costi di investimento) e i (costi dei finanziamenti, interessi).

R > i + i: la differenza prodotta può essere utilizzata per accrescere gli investimenti, in

modo che l’azienda abbia una tendenza evolutiva

Si analizzano altre due condizioni:

R < i + i: in questo caso l’azienda non produce ricchezza; l’azienda ha una tendenza

involutiva e sarà destinata al fallimento

R = i + i: il caso di uguaglianza tra costi e ricavi, è accettabile solo nel breve periodo in

quanto l’azienda si trova in una situazione di stasi contraria al principio di progresso

• condizione di economicità in regime di inflazione: è necessario che i ricavi siano in grado di

coprire anche l’inflazione (processo di costante aumento dei prezzi che determina un

persistente declino del potere d'acquisto della moneta ) che si è prodotta tra il momento del

sostenimento del costo ed il momento di realizzo del ricavo.

I fattori che incidono sulla condizione di economicità sono:

• i prezzi dei fattori produttivi e dei beni prodotti

• il rendimento dei fattori produttivi (misura d’efficienza)

• principio di solvibilità: capacità dell’azienda di far fronte in ogni momento ai propri impegni

finanziari; tale principio richiede, al fine di una corretta gestione, l’equilibrio tra le entrate e

le uscite.

Le relazioni tra economicità e solvibilità:

• L’economicità nel lungo andare è influenzata dal rispetto della solvibilità nel breve

periodo;

• La solvibilità nel breve periodo, invece, non sempre rispetta l’economicità generale

dell’azienda;

Si analizzano meglio tramite la matrice redditività-solvibilità; strumento che rappresenta quattro

possibilità:

1. Alti redditi/elevata solvibilità: i prodotti di questa azienda sono in grado di reintegrare

tutti i costi di gestione con elevati livelli di redditività;

2. Bassi redditi/elevata solvibilità: impresa che gode di elevata fiducia dai finanziatore / o

la cui solvibilità proviene da un periodo di elevata solvibilità precedente;

3. Alti redditi/bassa solvibilità: impresa impegnata finanziariamente nel lancio di nuovi

prodotti o nell’espansione dei prodotti già affermati;

4. Bassi redditi/bassa solvibilità: impresa che attraversa la fase di avviamento;

Al di là dell’aspetto statico, lo studio di questa matrice va fatto nel suo aspetto dinamico (con

riferimento all’azienda che cambia nel tempo la propria posizione all’interno di essa); di aiuto a tale

indagine è la conoscenza del ciclo di vita dei prodotti costituito da tre fasi: lancio, affermazione,

declino. Solo nella fase di affermazione il prodotto sarà in grado di garantire l’ingresso di risorse

finanziarie superiori a quelle necessarie per i processi produttivi/distributivi.

Il successo delle aziende dipende quindi dalla sua capacità di avere nel proprio portafoglio una

buona quantità di prodotti affermati, garantendone anche il riciclo nel tempo.

Parlando di successo, non si può non parlare della competitività, ossia la capacità dell’azienda di

concorrere efficacemente sui mercati. Si compone di due dimensioni:

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• L’efficacia: (riguarda l’organizzazione nel suo complesso) indica il

grado di rispondenza delle operazioni, cioè il raggiungimento degli obbiettivi.

• L’efficienza: (riguarda i processi di trasformazione) indica la

relazione tra quantità ottenute come output di un determinato processo e le quantità

impiegate nel processo, cioè la relazione tra mezzi-fini che assume diversi livelli di

soddisfacimento.

Economicità e solvibilità non esauriscono il fine dell’azienda, sono visti come strumentali al

raggiungimento del successo aziendale. Il successo (realizzazione piena della ragion d’essere

dell’impresa stessa) si raggiunge attraverso il pieno soddisfacimento dei bisogni umani.

L’azienda è in grado di soddisfare due grandi categorie di bisogni, quelli legati alla funzione d’uso

dei prodotti o dei servizi che l’azienda produce e offre ai propri clienti e quelli legati alle esigenze

ed aspettative di coloro che collaborano, direttamente o non, alla vita dell’azienda e cioè alla sua

istituzione e alla sua gestione nel tempo (shareholders e stakeholders).

Si può affermare che le dimensioni del successo aziendale sono essenzialmente tre: economicità,

competitività e soddisfazione dei partecipanti. Per ottenere il successo, l’azienda deve procedere

su tutti e tre i fronti. Essenziale per la sopravvivenza di un impresa è il mantenimento dell’equilibrio

lungo queste tre direttrici; il successo di uno solo di esso non è in grado di incidere anche sulle

altre dimensioni, e non può essere duraturo.

4. I VALORI IMPRENDITORIALI

L’azienda che vuole raggiungere e mantenere il successo deve essere dotata di una propria

cultura. Tale cultura è costituita da un’insieme di regole ampiamente condivise da tutti i suoi

partecipanti. Le regole, ovvero valori aziendali o imprenditoriali, possono classificarsi:

• Meta: valori aziendali: costituiti dalle precondizioni per l’apprendimento dei valori

d’impresa che rispondono alle esigenze di sviluppo durevole della azienda

• Valori istituzionali: riguardanti la definizione corretta del ruolo dell’impresa nei

confronti dei partecipanti e dei destinatari dei beni e servizi prodotti

• Valori organizzativi di business: ossia valori di cultura organizzativa e di business

per il raggiungimento di prestazioni sempre più elevate

Per il successo aziendale sono fondamentali i seguenti valori:

• Servizio al cliente

• Rispetto e valorizzazione di tutte le risorse

• Economicità

• Innovatività: è una sorta di volano del successo, sta nel creare nuovi prodotti per

diversificarsi dalla concorrenza.

Questi valori per essere efficaci, devono essere perseguiti unitariamente nell’ambito di una cultura

aziendale; il sistema di relazione che si istaura tra di essi è il presupposto per la loro presenza nel

sistema d’azienda

5. IL BILANCIO E IL SISTEMA DI VALORI

La gestione dell’azienda è un fenomeno unitario; per valutarla si ricorre alla divisione in esercizi

amministrativi che sono le operazioni compiute nell’ambito di periodi di tempo limitati e

corrispondenti all’anno solare chiamati periodi amministrativi.

L’interruzione tra un esercizio amministrativo ed un altro è soltanto ideale; in quanto le operazioni

di gestione sono tutte legate, ciò vuol dire che alla chiusura di un esercizio ci sono delle operazioni

in corso, la cui determinazione non può essere sicura.

Uno strumento di rilevazione utile per rappresentare le fasi del ciclo aziendale è il bilancio di

esercizio, un documento contabile che permette di determinare periodicamente il capitale ed il

risultato di gestione di un'impresa e dal quale è possibile ricavare informazioni circa la situazione

patrimoniale, finanziaria ed economica della stessa.

Il bilancio si compone di tre parti:

• Stato patrimoniale che dimostra la situazione patrimoniale dell'impresa alla fine

dell'esercizio

• Conto economico che dimostra il risultato economico conseguito dall'impresa nell'esercizio

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• Nota integrativa documento descrittivo

Situazione o stato patrimoniale è il documento che definisce la situazione dell’azienda in un

determinato periodo, fornisce una visione istantanea della situazione del patrimonio e da una

visione dell’azienda nel suo aspetto statico consentendo la valutazione della consistenza del

patrimonio in un dato momento. Lo stato patrimoniale si presenta graficamente come un prospetto

dotato di due sezioni Passivitá e

Attivitá Netto patrimoniale

La prima sezione comprende le attività (investimenti attuati dall’azienda). Gli investimenti produttivi

possono riguardare:

• Fattori generici di produzione: fattori utili per qualsiasi tipo di produzione

(denaro, crediti)

• Fattori specifici di produzione: fattori che riguardano le specifiche

produzioni (macchinari, materie prime).

I fattori di produzione possono essere suddivisi anche in base all’intervallo di tempo necessario per

il loro reintegro finanziario:

• Fattori a lungo ciclo di reintegro

• Fattori a rapido ciclo di reintegro

La seconda sezione comprende le passività (finanziamenti) ed il netto patrimoniale (differenza tra

attività e passività) I canali di finanziamento aziendale si distinguono in:

• Capitale proprio: mezzi finanziari messi a disposizione dai proprietari aziendali e soggetti al

rischio generale d’impresa (cioè rischio di non essere più restituiti in quanto persi

nell’attività aziendale)

• Debiti di finanziamento: mezzi finanziari dati in prestito da economie terze, di solito per più

anni, con vincolo di restituzione

• Debiti di funzionamento: opportunità di rinviare nel breve tempo il pagamento di somme

relative ad operazioni di compravendita.

L’obbiettivo principale dello stato patrimoniale è dare una visione generale della situazione in un

dato momento del patrimonio aziendale che è costituito da tre componenti fondamentali:

1. Attività

2. Passività

3. Netto patrimoniale (differenza tra attività e passività, se il suo valore è inferiore a zero si

avrà un deficit patrimoniale)

Il patrimonio aziendale all’inizio coincide con il capitale proprio che successivamente cambia in

funzione dell’andamento economico-finanziario della gestione ed in funzione delle variazioni del

capitale proprio; se il valore patrimoniale è pari a zero si avrà il deficit patrimoniale.

I valori espressi nello stato patrimoniale non sono valori certi, ma valori frutto di valutazioni, stime,

previsioni ed ipotesi; in quest’ottica lo stato patrimoniale è una rappresentazione delle attese della

gestione aziendale in un dato momento della sua vita e i suoi elementi possono rappresentarsi

come attese di realizzi ed attese di esborsi

Un singolo stato patrimoniale non fornisce nulla per ciò che riguarda i risultati conseguiti dalla

gestione, solo con la comparazione di due situazioni patrimoniali cronologicamente successivi si

può trarre una definizione del reddito inerente al periodo intercorso e questo perché il reddito è

l’incremento (utile) o decremento (perdita) del capitale netto per effetto della gestione; subisce nel

tempo delle variazioni:

• Gestionali: ricchezza creata o distrutta dalla gestione aziendale

• Extragestionali: altre concessioni o prelievi da parte dei proprietari; inflazione (processo di

costante aumento d ei prezzi che determina un persistente declino del potere d'acquisto

della moneta)

Conto economico è il documento del bilancio che contiene costi e ricavi dell’esercizio

amministrativo e che illustra i risultati della gestione del periodo considerato.

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Si compone di due sezioni: Costi Ricavi

Costi dei fattori produttivi, Utilità conseguita,

Indicano il valore dei nostri rappresentano il valore della

acquisti vendita dei servizi

Si ricava il risultato economico dell'esercizio se

C > r = perdita d’esercizio

• R > c = utile o reddito di gestione

Il momento in cui si contabilizzano costi e ricavi, solitamente coincide con il momento in cui è

possibile misurare in moneta tale costo o ricavo, può però non coincidere con il momento

dell’effettivo sostenimento del costo o del conseguimento del ricavo.

Si utilizza pertanto una regola logica o principio della competenza economica (per evitare

sfasamenti) per il quale si devono attribuire al periodo amministrativo costi e ricavi che si

riferiscono a operazioni che si sono concluse nel periodo considerato.

I corollari che ne garantiscono la corretta realizzazione:

• Al conto economico non si possono attribuire costi e ricavi per i quali i relativi costi e

ricavi non si sono manifestati

• I costi già sostenuti e i ricavi già conseguiti si rimandano all’esercizio successivo (è

attendibile che nel futuro esercizio si manifestino i costi e i ricavi relativi)

• Costi e ricavi non ancora manifestati vanno attribuiti all’esercizio corrente

Ne deriva che il conto economico deve avere delle rettifiche e integrazioni, quindi le due sezioni

principali dei costi e dei ricavi vanno a loro volta divise in tre sezioni che comprendono

1. Operazioni iniziate nel passato ma che sono di competenza dell’esercizio

corrente e operazioni dell’esercizio passato ma di competenza di quello corrente;

2. Operazioni contabilizzate nell’esercizio corrente:

• Costi e ricavi di esercizio, con fattori a rapido reintegro economico

• Costi e ricavi poliennali, con fattori e lento reintegro economico.

3. Operazioni iniziate nell’esercizio corrente o passati ma di competenza di

esercizi futuri e operazioni di competenza dell’esercizio corrente ma di futura

manifestazione

È importante sottolineare che in questa rappresentazione del conto economico (detta a sezioni

contrapposte poiché contrappone la sezione dei costi e dei ricavi) per prassi contabile invece di

mettere valori di segno opposto nella stessa sezione i valori da sottrarre vengono indicati nella

sezione opposta e inoltre si salta questo passaggio inserendo in taluni casi nel conto economico

direttamente la differenza fra questi due valori.

Le rettifiche dei costi e dei ricavi sono costituite da quagli elementi di costi e ricavi ce si sono

manifestati nell’esercizio corrente ma non hanno dato luogo nello stesso esercizio ai rispettivi ricavi

e costi, essendo di competenza degli esercizi futuri.

Si parla di costi poliennali per quei componenti il cui contributo alla gestione viene fornito da più

esercizi, quindi ogni esercizio ne consuma una parte, e la parte non consumata dà luogo a

rimanenza di costi poliennali, da dedurre al costo intero del fattore poliennale. Analogo

ragionamento, ma di segno opposto, va fatto per i ricavi poliennali.

Si definisce quota di ammortamento dei costi poliennali la differenza fra l’intero costo del fattore

produttivo a lento reintegro e la rimanenza del costo poliennale, ovvero la parte di questo che si

rinvia agli esercizi futuri.

Non tutti i costi di esercizio (anche se a rapido ciclo di reintegro) sono consumati nello stesso

esercizio in cui vengono acquisiti (materie prime non utilizzate, prodotti finiti ma ancora invenduti);

essi danno luogo a rimanenze finali di costi di esercizio da sospendere dal conto economico

dell’esercizio attuale e rinviare al futuro (si parla di costi sospesi).

Le rimanenze possono riferirsi anche a fattori immateriali (ad esempio un fitto passivo per la

locazione di un locale dove si svolge l’attività aziendale, un pagamento bimestrale anticipato) si

parla in questo caso di riscontri finali attivi cioè di rimanenze contabili.

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Riassunto per l'esame di Economia Aziendale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Esistenza e lo Sviluppo dell'Azienda, Puglisi. Gli argomenti trattati sono particolare attenzione sono: Gino Zappa, il fondatore dell'economia aziendale, definizione e classificazione dell'azienda, l’iniziativa della costituzione dell’azienda, le tre operazioni: gestione, organizzazione e rilevazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e amministrazione aziendale
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher niobe di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Vergara Corrado.

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