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ARNALDO CANZIANI

LEZIONI DI ECONOMIA AZIENDALE

Seconda Edizione

SCHEMI

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Introduzione

L'economia aziendale studia i sistemi economici di ogni tempo indagando l'agire dei soggetti

effettivamente operanti:

FAMIGLIE: sono considerate le unità di base, le cellule del vivere civile;

IMPRESE: unità che per natura propria producono redditi e riproducono capitali, tramite

la produzione di BENI ECONOMICI di vario genere;

STATO: aggregazione territoriale indipendente definita dall'ordinamento, con tutte le sue

partizioni amministrative (provincie, regioni, ecc.)

2

Capitolo Primo: Economia Empirica e Scienze Economiche

L'attivita` economica quale attivita` perenne

L'attività economica è antica quanto il cuore dell'uomo stesso:

1. Costruzione delle piramidi

2. Amministrazione pubblica assiro-babilonese

3. Via etrusca da Livorno all'Adriatico

4. Attività agricola dell'antica Grecia, Fenici, Romani; attività artigianali, bottegai, ristoratori,

allevamenti, alberghi; in Cina: porcellana e compagnia;

5. Attività commerciali veneziane, ecc.

L'attività economica è dunque una attività empirica, basata cioè sulla pratica, sulla tecnica,

fondamentale: essa causa e con-causa:

1. Tendenze socio-politiche

2. Guerre

3. Trattati

4. Alleanze

5. Tendenze espansionistiche e regressive.

Prima che l'economia avesse un ruolo riconosciuto cosi importante, politica e teologia

governavano rispettivamente la popolazione e le anime.

Una svolta avvenne dalla prima metà del 1800 ed in seguito con le Rivoluzioni Industriali:

l'economia entrerà (forse troppo) a far parte della vita di ciascuno.

Dall'economia empirica alle scienze economiche: il dominio delle tecniche fino al primo 1800

Alcuni autori dell'antichità cercarono di teorizzare i principi generali di questo campo speciale che

poi verrà denominato economia. Questo ci porta subito a comprendere:

1. Tutte le dinamiche - attività (domanda-offerta, utili, salari, interessi, capitali, ecc.) legate a

quella che noi oggi chiamiamo Economia erano racchiuse tutte in un unico corpus;

2. Questo corpus venne denominato solo successivamente Economia in quanto ''leggi per il

governo della casa'' cioè ''leggi per guidare l'amministrazione delle risorse'';

3. In quanto corpus doveva essere organico: teorizzandolo si poteva arrivare a leggi di

comportamento ben precise;

4. ''Governo della casa'' si poteva poi via via riferire a:

1. Proprietà privata

2. Imprese

3. Stato 3

Tutto questo costituiva un corpus primitivo di teorie più o meno fondate sull'economia. Con

l'avvento del metodo scientifico si cercò dunque di applicare quest'ultimo anche a questo corpus.

Le prime teorie (così possono essere definite) legate all'economia possono essere le tecniche. Vale a

dire: si stendevano delle trattazioni molto mirate che erano volte ad istruire operai piuttosto che

impiegati circa il lavoro che avrebbero dovuto svolgere. Di questi trattati possiamo riconoscere due

gradi ''filoni'':

1. CONTABILE, in pratica quella che definiamo come Ragioneria;

2. TECNICHE DI AMMINISTRAZIONE, come la gestione delle attività e non solo.

Chiaramente vi erano trattazioni più specifiche o meno.

In mezzo a tutti questi trattati tecnici, verso la metà e la fine del 1800, spiccano per importanza 3

teorici molto influenti per quella che sarà l'economia teorizzata futura:

1. Cerboni e Besta in Italia

2. Schmalenbach in Germania

Questi studiosi sono importanti per i seguenti motivi:

1. Colgono aspetti particolarmente fondamentali dell'economia empirica

2. Propongono soluzioni valide che tutt'ora sono utilizzate

3. ''Spianavano il terreno'' a Gino Zappa (allievo indiretto di Cerboni, ma discepolo e

successore di Besta) che sarà il fondatore dell'economia aziendale italiana.

La loro argomentazione e "punto di forza" su cui teorizzano e` certamente la Ragioneria. Un po'

come in una dialettica Hegeliana, avremo:

1. Cerboni che fonda la ragioneria sul patrimonio capitale

2. Besta invece sostiene che la ragioneria si fondi su una particolare attenzione al patrimonio

ed alle sue variazioni: riesce a perfezionarla in maniera tutt'ora insuperata

3. Schmanelbach la fonda non sul patrimonio, ma sul reddito: la riserva alle sole imprese.

Approfondendo le figure appena esaminate, possiamo inoltre dire che:

a. Cerboni divenne influente sull'economia poiche` invento` un nuovo ed interessante sistema

integrale di ragioneria patrimoniale denominato logismografia (lett. "scrivere conti"). Egli

sostiene inoltre che la ragioneria divenga una scienza amministrativa di tutti gli operatori

economici: famiglie, imprese, Stato.

b. Besta e` l'antitesi di Cerboni: non sostiene un ampliamento a livelli notevoli della

ragioneria, ma la "riduce" ad una disciplina eminentemente contabile, fondandola

prevalentemente sul patrimonio (capitale).

c. Schmalenbach fonda invece una "dottrina dell'economia privata" nota come

Privatwirtschaftslehre: se applicata nel concreto, sostiene, ha anche una funzione normativa.

Quest'ultima teoria, quale sintesi del procedimento, merita un piccolo approfondimento.

I punti cardine di questa dottrina sono i seguenti:

1. Individuare le regole nella definizione dei comportamenti aziendali ottimali

4

2. Utilizzare i processi contabili per misurare la produzione/distribuzione di valore: un

patrimonio d'impresa tende infatti a variare profondamente in funzione dei redditi futuri.

Non a caso, egli disse che non conta un patrimonio come tale: conta se conta a sua volta la

capacita` di reddito futura data dallo stesso.

Il sorgere e dominare dell'economia politica: A. Smith, K. Marx, gli "Economisti puri", J.A.

Schumpeter.

La realta` economica suiscito` interesse non solo dalla parte dei "tecnici" come abbiamo appena

visto, ma anche da parte di studiosi desiderosi di dare all'Economia una dignita` scientificamente

programmatica. Fra i tanti nomi che assunse questo punto di vista nei confronti dell'economia, fu

quello di Economia Politica.

1. Adam Smith. Avviene con lui una prima trattazione organica e compiuta dell'Economia.

Per lui quest'ultima prende vita fra i produttori, consumatori e Stato nella forma di prezzi,

scambi e mercati. Tutto cio` porterebbe ad un insolito (e forse apparentemente

contraddittorio ed impossibilitato) equilibrio del sistema.

Noi otteniamo la carne che ci serve per nutrirci, non dalle benevolenze del macellaio, ma

dall'interesse che egli ha a vendercela per guadagnare

La Teoria della mano invisibile sostiene questo equilibrio che va creandosi nei rapporti fra

domande ed offerte: pur apparendo come un equilibrio soggetto a forti squilibri, la teoria,

secondo Smith, e` assolutamente fondata e dimostrabile.

Altro punto essenziale delle teorie dell'inglese, fu la teoria della divisione del lavoro nella

dinamica di una tecnica diffusa e perfezionata. Il lavoro, nel contesto aziendale/industriale,

veniva ripartito in modo analitico fra i vari addetti e questi si specializzavano sempre di piu`.

Il processo sfociava in un efficiente conseguenza:

a. Divisione del lavoro

b. Specializzazione

c. Coordinamento

d. Controllo

Cio` permetteva di raggiungere i fini aziendali in tempi rapidi senza sprechi di materiale e di

lavoro. (Cfr. esempio della Fabbrica di spilli)

2. Karl Marx. Egli vide senz'altro fenomeni di sfruttamento degli operai nella sua epoca

(condizioni di lavoro pessime, ecc.) e decide di erigere questi fatti a come unica realta`

economica. Decide di dichiararsi apostolo di una "rivoluzione sociale" che aveva come

unico obbiettivo quello di rendere tutti economicamente eguali. Non a caso egli suddivide

l'umanita` in due sole categorie:

a. Capitalisti-Proprietari-Sfruttatori

b. Proletari sfruttati, privati dei risultati del proprio lavoro.

Marx teorizza inoltre che in modalita` ciclica si verificheranno nel corso del tempo delle

crisi periodiche fino a quando non si verifichera` l'ultima che considera definitiva: andando

5

tutto per aria, l'unica soluzione sara` la dittatura del proletariato che consentira` la nascita

della societa` senza classi.

Segue la Critica Canzianea a Marx:

1. Le classi sociali non sono due, ma molte di piu` ed intrecciate, per giunta

2. I fenomeni di "sfruttamento" dipendono solo dal rapporto domanda-offerta ed, a

sua volta, quest'ultima da cause storiche, giuridiche e soprattutto demografico-

culturali

3. Il sistema si regge su produzioni in serie scambiate sul libero mercato

4. L'operare delle imprese tende a migliorare le condizioni di vita di tutte le classi

sociali

5. Le singole imprese possono contrarre periodi di crisi per svariati motivi: cio` sta

nelle regole del gioco

6. L'intero sistema economico trova momenti di crisi, ma queste sono necessarie, come

insegna la storia: generale miglioramento delle condizioni di vita

7. Le crisi portano ad un miglioramento tecnologico

8. Circolazione delle elites.

3. Gli economisti puri e Vilfredo Pareto (Matematismo). Con matematismo s'intende una

importante tendenza dell'economia politica di esprimere relazioni fra gli operatori

economici tramite lo strumento matematico (algebra, algoritmi), depurando il tutto dalla

complessita` del reale. L'obbiettivo di creare uno studio cosi` matematicamente economico

va ricondotto a tre altri importanti fattori, che possiamo definire un po' come i motivi per

cui si e` creato questo approccio all'economia.

a. Dominazione per decenni della Scuola storica che vantava un'analitica e

documentatissima - ma soprattutto descrittiva - analisi degli eventi storici legati

all'economia

b. Le grandi scoperte della chimica e della fisica hanno contribuito alla nascita

dell'approccio scientifico del matematismo

c. Si diffuse l'idea che le uniche scienze considerate vere erano quelle della natura.

L'obbiettivo dei discepoli del matematismo fu dunque quello di interpretare l'economia

esprimendola in leggi di tipo meccanico e di forma algebrica come quelle della fisica

classica: dovevano cioe` riuscire ad esprimere la complessita` del mondo con una o piu`

equazioni.

Essi decisero di agire secondo i principi della semplificazione e della generalizzazione

utilizzando equazioni di I o II grado con una sola variabile [ y=f(x) ]

I "problemi" degli economisti puri furono pero` i seguenti:

a. Tutto doveva svolgersi in un unico istante ben preciso senza coordinate spaziali:

come se tempo e spazio non esistessero, in pratica

b. I prodotti della stessa specie erano tutti uguali

c. Nessuna concorrenza fra le imprese

d. Ogni operatore economico avrebbe dovuto conoscere a fondo tutte le informazioni

comprese le variazioni marginali delle stesse.

Ecco perche` una visione cosi` tanto scientifica quanto limitata dell'economia viene da molti

definita come una teoria anti-realistica. Pareto si accorse di quanto infondata fosse la sua

6

teoria che decise di definirla come una branca speciale di quest'ultima denominandola

economia matematica.

4. Joseph Alois Schumpeter. Fu il primo a teorizzare un flusso circolare della vita economica

che tenderebbe all'aggiustamento e all'equilibrio nell'ambito delle situazioni e della

tecnologia date.

Subentra a questo punto una figura fondamentale della vita economica: l'imprenditore. E`

come se si trattasse del motore che permette l'introduzione delle innovazioni, cioe` nuove

combinazioni produttive. Per Schumpeter l'imprenditore significa innovatore sistematico

dell'attivita` produttiva, mentre l'impresa e` la realizzazione pratica di tali innovazioni.

Sostiene inoltre una distruzione creatrice nell'ambito economico: imprese falliscono per farne

progredire altre involontariamente. 7

Capitolo Secondo: L'Economia Aziendale

L'economia Aziendale quale derivazione e quale scisma

Verso la fine del 1800, le tecniche ragioneristiche e quelle gestionali avevano registrato degli

sviluppi molto significativi; molti pensatori erano infatti soddisfatti e provvedevano a migliorare

sempre di piu` tali tecniche.

Tuttavia, altri pensatori aziendali sostenevano che mancasse ancora qualcosa: un qualcosa che

analizzasse l'impresa come tale, l'impresa quale unita` organica. Non a caso, gli unici pensieri che

avevano una forte dignita` in questo periodo erano quello marxista e quello derivante dalle teorie

schematiche dell'economia pura. Questi "nuovi pensatori" si erano accorti che al di sopra delle

tecniche amministrative, c'era ben altro:

1. Unita` sistematica dell'impresa quale attore economico

2. Unita` organica degli altri due operatori economici, Stato e Famiglie.

Tutte le altre teorie, pertanto, erano definite irrealistiche.

Motivati da questa visione del tutto innovativa, questi pensatori diedero vita ad una nuova branca

delle Scienze Economiche, fondata sugli operatori-base del sistema (fam, imp, stato) e la

denominarono Economia Aziendale. Questa deriva in larga misura dalle tecniche quali ragioneria e

matematica, ma il suo approccio era realistico.

L'economia aziendale nacque dunque:

1. Per derivazione delle tecniche

2. Quale scisma rispetto all'economia politica dell'800 (paretismo - marxismo)

I fondatori sono considerati:

a. Heinrich Nicklisch in Germania.

Propose per primo una distinzione fra l'economia globale che doveva prendere atto delle

singole nazioni ed una economia che studiasse le singole aziende all'interno del contesto

nazionale. La prima e` destinata allo studio delle relazioni fra le famiglie, imprese ed enti

pubblici intesi come totalita`, la seconda e` rivolta ad uno studio piu` incentrato sulle

famiglie (che rappresentano la domanda) e le imprese (che rappresentano l'offerta).

Propose inoltre una seconda teoria denominata organica. Questa comprendeva ed

analizzava in maniera sistematica gli operatori economici nei loro processi ed

interrelazioni. Punti salienti della teoria sono i seguenti:

1. Rilievo della Ragioneria ai fini del calcolo economico dell'impresa

2. Fattore organizzativo personale negli svolgimenti d'impresa

3. Concorrenza fra le imprese e gli accordi fra esse per limitarla

4. Estensibilita` della teoria a tutte le categorie di imprese, quali le banche, p.e.

Importante per il tedesco e` anche il cosiddetto schema di circolazione dei valori:

fondamentalmente inquadra le connessioni fra aziende familiari, considerate come

originarie, e aziende di produzione, considerate come derivate di quelle familiari. Punti

salienti della teoria: 8

1. Le aziende originarie sono quelle familiari

2. Nacquero le aziende di produzione derivate da quelle familiari

3. Le vendite delle imprese corrispondono agli acquisti delle famiglie

4. Nel contempo le famiglie offrono lavoro alle imprese ed eventualmente vi

investono; le imprese coordinano i capitali ed il lavoro tramite la gestione

producendo ricchezza

5. La nuova ricchezza viene a sua volta redistribuita sotto forma di salari, stipendi,

interessi, utili.

b. Gino Zappa in Italia.

L'economia aziendale, secondo Zappa, si focalizza solo sul reddito quale grandezza

fondamentale dei sistemi economici. Zappa non fa altro che perfezionare la teoria che

Schmalenbach aveva posto. Ma perche` questi studiosi si concentrarono in modo

particolare sul reddito e non sul capitale?

1. Non c'e` capitale che prima non sia stato reddito, secondo il flusso economico

tradizionale

2. Il capitale non ha valore in se`, ma vale in funzione dei redditi che esso puo` originare.

L'economia aziendale e` per Zappa una sintesi fra la Ragioneria, la Gestione,

l'Organizzazione di un'azienda. L'azienda e` una coordinazione economica in atto che negozia

costi per ottenere ricavi ottenuti vendendo sul mercato dei beni economici secondo la

domanda degli acquirenti: questo vale per tutte le aziende. Le attivita` possono essere

riassunte secondo 1) Combinazioni produttive e 2) Coordinazioni lucrative:

1. Sono la fusione di tutte le operazioni quotidiane dell'azienda, cioe` i modi

attraverso i quali essa trasforma fattori produttivi in beni economici destinati alla

vendita

2. Livelli, tempi e condizioni dell'intreccio fra i vari costi di varie categorie che

l'azienda riesce ad ottenere cercando di ottimizzare i costi determinano le

coordinazioni lucrative; la modalita` con cui l'impresa raggiunge utili o perdite nel

tempo, per farla breve.

Con maggiore ampiezza, Zappa afferma che tutti gli operatori economici sono aziende vere

e proprie.

Per concludere il discorso sulla nascita dell'economia aziendale, e` doveroso ricordare che non tutti

condividevano questa nuova impostazione/approccio a questo tipo di studi. Per citarne solo un

paio si ricordano Domenico Amodeo, che continuo` lo studio nel campo ragioneristico, Ubaldo De

Dominicis, il quale allo stesso modo sviluppo` in modo ampio lo studio della ragioneria

applicandolo ad ogni operatore economico. 9

Il "campo di una scienza" nell'insegnamento di Husserl; i due campi husserliani dell'economia

aziendale: Il sistema organico di Giannessi ed il sistema globale di Zappa ed allievi

Zappa fondava la sua teoria sull'economia aziendale sullo studio dei problemi-tipo delle aziende,

sulla sintesi di ragioneria-organizzazione-gestione, formulando leggi di equilibrio e di

comportamento relative alle unita` operanti del sistema.

Ma cos'e` esattamente l'azienda? A tale riguardo, ci riconduciamo a Husserl. il quale suggerisce

una teoria valida per tutti i campi di ricerca; essa ha i seguenti punti salienti:

1. Affermazione della verita` che sosteniamo all'interno della nostra ricerca

2. Ripartizione della verita` in campi quali unita` oggetive

3. Possibilita` di attingere tale verita` tramite l'indagine speculativa

4. L'indagine deve indirizzarsi a quei campi unitari dando vita alle scienze.

L'economia aziendale, fin dalla sua nascita, si diver

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Parnassus92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof Canziani Arnaldo.
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