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La preparazione del convegno

Si tratta di un convegno nazionale sulla condizione del teatro di prosa italiano tenuto dal 18 al 20 giugno 1948. Ebbe sede alla Casa della Cultura a Milano e fu presieduto da Greppi, sindaco, e fu costituito dalla Casa della Cultura stessa, dal circolo del teatro Diogene e dal Piccolo Teatro. Aveva due scopi: dibattere pubblicamente e formulare richieste e proposte per il rinnovamento del teatro italiano.

L'ufficio della segreteria era in mano a Tosi e Giunti. Tra i grandi nomi di chi partecipò si ricordano: d'Amico, Guerrieri, Salvini, Costa, Visconti, Giannini ed altri. D'Amico mise fin da subito le mani avanti per paura che si trattasse di un convegno politico data la situazione politica di quel periodo che vedeva le elezioni politiche e Democrazia Cristiana in grande vantaggio. Grassi, direttore del Piccolo ed uno degli ideatori se non l'ideatore del convegno, lo rassicurò affermando che si tratterà di un convegno totalmente apolitico nonostante i partecipanti siano di vari schieramenti (tra cui Andreotti e De Pirro).

Il 9 giugno venne emanato il comunicato stampa che annunciava che il tema generale del convegno sarebbe stato la situazione attuale della scena italiana di prosa con relatori su singoli argomenti. Alcuni si lamentarono per non esser stati invitati, ma Greppi rispose prontamente che si è voluto fare un convegno generale e non di soggetti di campi artistici specifici proprio per ricoprire tutti gli aspetti problematici e sottolineò che comunque era aperto a tutti coloro che volessero ascoltare.

Furono invitati celebri personaggi della cultura italiana quali Quasimodo, Montale, Carrà, Vittorio Gassman e altri.

Prima giornata

La prima giornata, sessione mattutina, iniziò con Antonio Greppi, sindaco di Milano, che affermò che il convegno fosse fatto a Milano in quanto la città lo sente profondamente. Il teatro è oggi in crisi in Italia e lo scopo del convegno è fare una diagnosi il più completa possibile.

Sessione mattutina

Mario Apollonio: Teatro e cultura

Apollonio, docente presso l'Università Cattolica, fu il primo relatore e fece una relazione introduttiva dedicata al tema "Teatro e cultura" nella quale illustrò il ruolo della critica evidenziandone le carenze ed il ruolo informativo; analizzò poi storicamente l'organizzazione e l'insegnamento scientifico, non pratico, delle discipline teatrali in scuole ed università. Fu dunque una prima relazione di alto valore scientifico volta alla riorganizzazione della critica intesa come mediatrice tra teatro pubblico proponendo l'istituzione di una facoltà dell'arte teatrale o delle arti. Sottolinea poi che vi è una frattura tra critica militante e quotidiana e critica accademica e scientifica in quanto i critici vanno molto a teatro ma non lo studiano ed i professori fanno il contrario. Le schiere opposte si manifestarono subito, con ad esempio Simoni che non riteneva necessario tale insegnamento in quanto il teatro è pratica.

Sessione pomeridiana

La sessione pomeridiana della prima giornata inizia con Costa, docente di recitazione all'Accademia d'arte drammatica, col tema "L'insegnamento dell'arte scenica": affermava che l'attore è una materia malleabile nelle mani del regista, analizzò il metodo Stanislavskij, quello astrattista di Tairov ed infine ne crea uno suo detto "metodo mimico" proponendo l'istituzione di scuole di recitazione dove tale disciplina mimica è il testo della grammatica e della logica scenica dell'attore. I metodi d'apprendimento dell'arte scenica secondo lui devono essere un po' astratti e teorizzanti con il metodo mimico come motore dell'interpretazione sia per attori sia per registi. Si crearono due fonti che rimasero per tutto il convegno: da un lato i tradizionalisti (ex. Simoni = l'attore mima dimenticando la sua vera natura) e dall'altro gli innovatori.

Secondo ed ultimo relatore della prima giornata fu Fabbri con il tema "Problema dell'autore drammatico in Italia" con un'impronta autobiografica. C'è difficoltà nel messaggio dell'autore drammatico se egli non sente solidarietà con gli altri e se non riesce dunque ad uscire da se stesso e ci è dunque contrasto con i suoi sentimenti e quello del pubblico. Strehler affermava che prima si fa la società e poi il teatro. La prima giornata terminò con l'assistere allo spettacolo "Giganti della montagna" di Pirandello per regia di Strehler che aveva debuttato nell'ottobre dell'anno prima con grande successo.

Seconda giornata

La seconda giornata iniziò con Strehler con il tema "Condizioni del regista e della regia in Italia". Il regista non aveva un suo contratto, aveva stipendi bassissimi e dunque era precario. Il rapporto registi-attori era però problematico in quanto il capocomico era colui che dirigeva in origine i lavori e non gli andava a genio l'idea che qualcuno potesse dirgli cosa e come fare. Trattò la formazione dei futuri registi, figure esistenti nell'antico teatro greco e perdute nell'Ottocento. Dunque ha una sua definizione storica in quanto il teatro nasce sulla scena ed è tale solo quando attore, regista ed autore si fondono in una sola persona: Eschilo, Shakespeare, Molière.

Seguì Ratto col tema "Scenografia e scenografi" considerando la scenografia parte integrante dello spettacolo e non una cornice e dunque servivano scuole specializzate per la creazione di un tale albo professionale.

La mattinata venne conclusa da Tofano col tema "La vita economica e le condizioni degli attori". Il problema attuale dell'attore è la sicurezza materiale e la loro condizione economica è molto brutta. Si richiede dunque la stabilizzazione delle compagnie per giungere al contratto annuale per normalizzare la vita dell'attore. Ciò significava che il teatro si avviasse alla definita stabilità ed il Piccolo, due mesi dopo, diede pratica alla riforma teatrale di Tofano firmando il primo contratto annuale con i propri personaggi tecnici ed artistici segnando una svolta nell'organizzazione del settore dello spettacolo (=contratto di 12 mesi con 15 giorni di ferie). Tale contratto fu il modello per quello successivo nazionale per gli attori di prosa del 25 settembre 1948.

Nella sessione pomeridiana iniziò d'Amico con il tema "Il teatro e lo Stato". Pochi mesi prima era stato approvato il decreto legislativo n. 62 che stabiliva nuove provvidenze finanziarie a favore di manifestazioni teatrali in Italia ed all'estero. D'Amico dedica il suo discorso alla commissione che sarà incaricata di distribuire le sovvenzioni; insiste sulla composizione di essa affermando che due terzi dovessero essere artisti e studiosi di provata competenza e fama con due rappresentanti degli autori ed uno degli attori; ovviamente le relazioni poi dovranno esser rese pubbliche. La sua relazione affrontò anche il tema del teatro lirico e le ingenti sovvenzioni ad esso destinate rispetto a quelle a quello di prosa che sono dunque sproporzionate. Si dichiarò poi favorevole allo sviluppo ed incremento delle compagnie teatrali stabili. Da esempi di teatri sovvenzionati di livello internazionale, con sedi ed attori fissi.

Seguì poi Salvini con il tema "Nuovi organismi teatrali e teatro stabile" affermando che i teatri stabili devono essere nelle città più importanti e dovrebbero essere affiancati da scuole teatrali. Il tutto senza ostacolare ovviamente le iniziative private.

Terza giornata

La terza giornata è occupata da una tavola rotonda di un'unica sessione che accoglie gli interventi di tutti: vengono presentati i singoli ordini del giorno senza soluzione di continuità; si parla poi della polemica sui risultati conseguiti dall'Istituto del Dramma Italiano (IDI).

Gherardi aveva rilevato che fosse necessario l'IDI dovesse esser di un complesso di buoni attori costituendo un teatro sperimentale stabile a Roma per rappresentarvi delle commedie artisticamente degne, ma che non diano troppo affidamento al successo. Altro argomento fu il ruolo che la censura, teatrale e cinematografica, deve avere in Italia.

I lavori del convegno terminarono senza dare soluzioni concrete, ma le linee guida per agire. Fu importante in quanto primo momento di riflessione, dibattito e libero confronto dopo i coinvolgimenti politici che avevano sconvolto l'Europa dimostrando che il teatro di prosa poteva ancora rivestire un ruolo primario.

Atti del convegno nazionale del teatro (Milano, 18-20 giugno 1948)

18 giugno 1948: prima giornata, sessione mattutina

Antonio Greppi, sindaco di Milano, afferma che il convegno sia fatto a Milano in quanto la città lo sente profondamente. Il teatro è oggi in crisi in Italia e lo scopo del convegno di fare una diagnosi il più completa possibile.

Mario Apollonio: Teatro e cultura

Parla di "cultura organizzata" che vede il teatro come luoghi di incontri e dove la cultura cessa di essere un fatto personale e diventa partecipato: nella cultura c’è la fase dell'organizzazione scientifica dottrinale. Tuttavia oggi non esiste una vera organizzazione teatrale né tantomeno una critica teatrale: il critico di teatro è un personaggio insostituibile che si colloca tra il testo, l'esecuzione ed il pubblico. Tuttavia vi è una frattura tra la vera critica e la rielaborazione dei quotidiani dato che i critici, per forze esterne, sono costretti a fare cronache mondane. Parlando della situazione storica, ricorda che il teatro è stato organizzato per secoli artigianalmente ed adesso è diventato professionale con una scuola.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

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