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Dispensa di economia aziendale – Prof. S. Colli Lanzi

Introduzione per lo studente

La presente dispensa riporta con accuratezza i contenuti del corso di Economia Aziendale relativi all'insegnamento del prof. Colli Lanzi. Costruita sulla base di un'assidua frequenza alle lezioni, tale dispensa fa anche rimando al materiale didattico messo a disposizione dal docente e costituisce un buon riassunto del programma di riferimento del manuale. La completezza del lavoro permette, anche con sole poche letture, di avere un quadro chiaro e puntuale del contesto d'analisi e degli aspetti più volte richiamati dal docente; la ricchezza di particolari e di esempi, il rimando a questioni citate in precedenza ed i numerosi collegamenti permettono di comprendere rapidamente anche gli aspetti più complessi della materia, soprattutto per chi vi si approccia per la prima volta.

La dispensa comprende anche la teoria della parte pratica dell'esame, relativa a contabilità e bilancio, e si conclude inoltre con un ricco glossario ed elenco di definizioni utili ai fini dell'esame.

Indice

  • Introduzione all'economia aziendale
    • I beni
      • L'attività economica e gli istituti
      • Analogie e differenze tra i concetti di impresa e azienda
      • Operazioni di attività economica
      • Caratterizzazioni di un istituto
      • Autonomia d'impresa, intesa come soggetto storico
      • Imprenditore ed imprenditorialità
      • Trasformazione dei sistemi economici
      • L'impresa
        • Interesse pubblico
        • Gestione privata
        • Sviluppo collettivo
  • Modello di riferimento per l'analisi dell'azienda
    • Rapporto azienda-ambiente
    • Le variabili interne all'azienda
      • Variabili input
      • I soggetti
      • Variabili intercorrenti
      • Variabili output
  • Analisi dell'azienda – Variabili input
    • Premessa
    • Organismo personale
    • Patrimonio
  • Introduzione alla contabilità
    • Premessa
    • Contabilità
      • Presupposti della contabilità
      • Finanziamenti
      • Vantaggi e svantaggi delle aziende a capitale accentrato e decentrato
      • Equazione fondamentale della contabilità (Equazione patrimoniale)
      • Un primo esempio concreto di contabilità
      • Le variazioni di patrimonio netto: Equazione economica ed Equazione di bilancio come ampliamenti dell'equazione fondamentale
  • Introduzione al bilancio
    • Premessa
    • Bilancio d'esercizio
    • Rilevazioni
  • Sistema competitivo
    • L'influenza ambientale
    • Ambienti economici e non economici
    • Mercati e settori
      • Mercato
      • Settore
      • Concorrenza
  • Sistemi di produzione e formula competitiva
    • Premessa
    • Formula competitiva
    • Le strategie competitive di base
  • Combinazioni economiche e classificazione delle operazioni
    • Premessa
    • Le combinazioni economiche
    • Coordinazioni parziali
    • Combinazioni parziali
    • Classificazione delle operazioni
  • Registrazioni contabili – Debiti e crediti
  • Registrazioni contabili – Il costo del lavoro
  • Capacità produttiva, economie di saturazione, economie di scala ed economie di apprendimento
    • Capacità produttiva
    • Grado di utilizzo della capacità produttiva (grado di saturazione)
    • Economie di saturazione (o di assorbimento)
    • Economie di scala
    • Economie di apprendimento (o di esperienza)
  • Scelte di estensione delle combinazioni economiche
  • Aggregati aziendali
    • Forze aggreganti
    • Forze disaggreganti
    • Tipologie di aggregati
    • Classi di aggregati – Il gruppo economico
  • Organizzazione aziendale
    • Lessico organizzativo
  • Registrazioni contabili – Scritture di assestamento
    • Scritture di integrazione
    • Scritture di rettifica
    • Scritture di ammortamento
  • Economicità
    • Premessa
    • L'economicità
    • Economicità nell'azienda di produzione
    • Equilibrio reddituale (equilibrio economico)
    • Equilibrio monetario
    • Equilibrio finanziario
    • Misurare l'economicità: Riclassificazione del bilancio
    • Conto economico
    • Stato patrimoniale
    • Misurare l'economicità: Indici di valutazione
    • Equilibrio economico: Redditività ed indici di redditività (ROE, ROA/ROI)
    • Equilibrio monetario: Liquidità e solidità e relativi indici
    • Lessico di bilancio
    • Analisi del reddito operativo
    • Analisi di break-even
    • La leva operativa
  • Glossario e definizioni utili

Introduzione all'economia aziendale

I beni

Esistenza e bisogno di beni, collegate alla scarsità degli stessi, danno origine al tema dell'economia. Tali beni si suddividono in economici (scarsi), non economici o liberi (non soggetti al limite di scarsità), privati e pubblici. Possiamo dunque dire che l'attività economica consiste nelle operazioni di produzione e consumo di beni economici, ossia beni e servizi utili per il soddisfacimento dei bisogni delle persone, e scarsi rispetto alle esigenze espresse dalle stesse.

Essi vengono qualificati con una serie di aggettivi, i meno intuitivi dei quali sono:

  • Fungibili (o sostituibili): Es: “Se compro la macchina non mi serve la moto”
  • Complementari: Es: “Se compro la macchina mi serve anche la benzina”
  • Di consumo: ossia che rispondono al bisogno immediato di chi li usa (Es. un panino)
  • Strumentali: ossia che servono per fare altre cose, produrre altri beni (Es. un cacciavite)

L'attività economica e gli istituti

Ricordando che l'attività economica consiste nelle operazioni di produzione e consumo di beni economici, ossia beni e servizi utili per il soddisfacimento dei bisogni delle persone, e scarsi rispetto alle esigenze espresse dalle stesse; va sottolineato che essa (l'attività economica) si svolge prevalentemente in istituti, ossia società umane che sorgono per realizzare uno o più fini comuni.

Una classificazione piuttosto esaustiva dei vari tipi di istituti risulta essere la seguente:

  • Famiglie
  • Imprese di produzione
  • Amministrazioni pubbliche
  • Istituti non-profit (non orientati al profitto)

Analogie e differenze tra i concetti di impresa e azienda

Vi è a volte confusione riguardo le differenze tra impresa ed azienda; ciò è dovuto al fatto che spesso nel linguaggio parlato i due termini vengono utilizzati come sinonimi. Tecnicamente, l'azienda è l'attività economica di un qualsiasi istituto, mentre l'impresa è uno dei diversi tipi di istituti. Risulta comunque evidente che, essendo l'impresa l'istituto in cui è particolarmente rilevante la coincidenza tra attività economica ed istituto stesso, i due concetti tendono a coincidere.

Operazioni di attività economica

  • Trasformazione fisico-tecnica [senza trasformazione non c'è valore aggiunto, plusvalore]
  • Negoziazione di beni [scambio]
  • Negoziazione di rischi particolari [categoria riguardante il settore assicurativo che nasce più che altro per finezza, ma che potrebbe essere inclusa nella negoziazione di beni]
  • Negoziazione di capitale di prestito
  • Negoziazione di capitale proprio [Investimento di chi vuole partecipare al governo di un'azienda e che, a differenza di una banca che presta denaro, partecipa al rischio d'impresa: non si aspetta indietro i suoi soldi entro una determinata data e con gli interessi, ma avrà recupero del capitale e guadagno se l'impresa va bene così come perdita se l'impresa andrà male; in cambio dell'accettazione di tale rischio l'investitore chiede il diritto di parola nella governance dell'impresa]
  • Negoziazione di lavoro

Come si caratterizza un istituto

Un istituto può essere definito come un complesso di elementi e fattori, energie e risorse personali e materiali. Esso risulta caratterizzarsi come:

  • Duraturo: Poiché nasce con scopo non temporaneo od estemporaneo, ma per andare anche oltre la vita dell'imprenditore
  • Dinamico: Poiché in continuo cambiamento; basti pensare all'evoluzione da materie prime a materie finite, da personale di primo impiego a personale qualificato ecc
  • Ordinato: Poiché di strutture organizzate, ad esempio le classificazioni gerarchiche
  • Unitario: Poiché vi è interdipendenza e complementarità pur nella differenziazione → organicità
  • Autonomo (Vedi paragrafo successivo)
  • Volto ad un insieme comune di fini

L'autonomia dell'impresa, intesa come soggetto storico

L'impresa va percepita come soggetto storico che determina le sue forme ed il suo ambiente, non come oggetto di una spazialità ed una temporalità esterne, in quanto essa risulta sì determinata e condizionata dall'ambiente circostante, ma allo stesso tempo lo codetermina.

Ogni impresa è infatti un soggetto a sé stante, assolutamente autonomo da qualunque altro soggetto che la circonda, e come tale va considerata, ma è anche interessante cogliere elementi comuni a più imprese, ripetitivi (dunque prevedibili, proprio perché comuni a tante particolarità), e quindi utili per approcciarvisi e capirle.

Se ogni realtà fosse assolutamente slegata da qualsiasi possibile modello, infatti, lo studio imprenditoriale ed aziendale sarebbe privo di senso, in quanto si limiterebbe all'analisi di un'infinita gamma di casi diversi. Compito dell'economia aziendale è invece quello di elaborare modelli attraverso i quali sia possibile leggere diverse particolarità, capendo ad esempio che così come “quando un bambino cresce si complica”, allo stesso modo un'azienda piccola non può essere analizzata con le stesse categorie mentali di un'azienda grande, nonostante essi abbiano profonde matrici di similitudine.

Come soggetto storico, dunque, la singola impresa evolve nella storia, ma lo stesso vale per il concetto di impresa in sé: il meglio di 50 anni fa sarebbe inadeguato oggi, basti pensare a quanto ha cambiato Internet riguardo la virtualizzazione delle imprese e la perdita d'importanza del sito fisico.

Esempio: Si pensi alla rivoluzione di mentalità introdotta con iTunes dalla Apple riguardo il pagare la musica; è evidente che tale impresa ha modificato con un suo prodotto l'ambiente circostante. Si può quindi affermare che l'impresa potenzia le capacità del singolo: se da soli si può cambiare ciò che ci circonda, con un'impresa lo si può fare 100 volte tanto.

Imprenditore ed imprenditorialità

Alla base di ogni azienda vi è un'idea di sviluppo imprenditoriale. L'idea dell'imprenditore è ciò che determina la soggettività dell'impresa, dal momento che è unica e non ripetibile. Se l'idea fa la differenza, in ogni caso, è il metodo ad essere fondamentale per il successo.

L'imprenditore è dunque colui che sposta risorse economiche da un'area di più bassa produttività ad un'area di più alta produttività. Per aumentare la produttività si può:

  • Divenire più efficienti nel fare le stesse cose
  • Fare cose migliori

Connesso all'idea di imprenditorialità è dunque il concetto di innovazione, sia essa tecnica, economica o organizzativa.

Trasformazione dei sistemi economici

Avendo precedentemente definito l'impresa come un soggetto storico, è evidente che essa evolva e si modifichi nel tempo; ecco alcuni esempi di trasformazione dei sistemi economici:

  • Drastica riduzione del tempo dedicato al lavoro
  • Incremento di qualità e quantità dei beni disponibili pro capite
  • Aumento dell'efficienza dei processi di produzione
  • Innovazione tecnologica

Ogni sistema economico presenta inoltre una tendenza di fondo verso una crescente specializzazione, in quanto essa risulta essere una leva fondamentale dello sviluppo. A livello generale la specializzazione riguarda:

  • Grandi classi di istituti aziende
  • Sottoclassi di aziende (differenziate in settore) [Es: Logistica, prima interna alle singole aziende, oggi spesso esterna]
  • Organi, gruppi di persone nell'ambito delle aziende secondo la struttura organizzativa delle stesse

L'impresa

L'impresa è un istituto di interesse pubblico a gestione privata (o pubblica), strumento strategico ed operativo per lo sviluppo collettivo. Essa è l'istituto per eccellenza in economia aziendale, vista la sua particolare dedizione all'attività economica, la sua coincidenza con l'azienda, ed è dunque il fondamentale oggetto di studio.

Andremo dunque ora ad analizzare nel dettaglio la definizione data in apertura di paragrafo, per meglio addentrarci nelle strutture basilare di tale istituto di fondamentale importanza:

Interesse pubblico

Si è detto in primo luogo che l'impresa risulta essere un istituto di interesse pubblico. Premesso che con “interesse pubblico” non si intende “interesse statale”, ma “interesse di più soggetti”, risulta evidente che ciò deriva dal fatto che le finalità dell'azienda non coincidono con le finalità dell'imprenditore, né con l'interesse dei lavoratori, dello stato ecc: essa non è affatto un coacervo di biechi interessi; una considerazione simile dimostrerebbe profonda miopia.

Le imprese hanno infatti finalità proprie, che non si identificano con la composizione al ribasso dei particolari interessi, e lo stesso apporto dei singoli (chiunque essi siano) ad un'impresa deve sempre tener conto dell'interesse comune che essa porta avanti. Riconoscere che un'impresa sia un istituto di interesse pubblico non è tanto un problema etico (inteso come di rispetto altrui), ma strutturale, poiché se non ce ne si rende conto l'impresa crolla.

[L'etica vera è in questo ambito il rispetto del reale, e nasce dalla conoscenza] In essa (impresa) coesistono infatti fattori tanto diversi che se non adeguatamente armonizzati sarebbero in grado di disgregarla. In un'impresa convivono infatti gli interessi di:

  • Proprietari [anche nelle no-profit]
  • Lavoratori [che lavorano sì per le finalità dell'azienda come una squadra, ma hanno anche aspettative personali (crescita professionale, stipendio ecc)]
  • Banche e fornitori [che vogliono lavorare sempre di più tramite l'azienda]
  • Clienti [che chiedono servizi sempre migliori]

Gestione privata

All'interesse pubblico di un'azienda si è in definizione contrapposta la sua gestione privata. Ciò deriva dal fatto che le imprese non hanno una gestione democratica, ma combinano una gestione gerarchica (o privata, appunto), alla consapevolezza dell'interesse pubblico, accettandone tutti i rischi del caso (ad esempio il tradire l'interesse pubblico di cui sopra nel caso chi comanda persegua esclusivamente fini propri).

Sviluppo collettivo

L'apporto delle imprese alla storia è quello di aver dimostrato di essere in grado più di altri istituti (stato compreso) di produrre sviluppo, ricchezza, benessere. Aumentare l'efficienza di un'azienda, di per sé, non produce sviluppo, e la crisi sta oggi dimostrando come molte aziende ultimamente riescano solo a lavorare riducendo i tempi di lavoro e così via, senza però produrre realmente valore.

Conseguenza è la tendenza alla riduzione dei costi, ma spesso non ci si rende conto che sarebbe a volte meglio armonizzare diverse fasi di uno stesso processo che cercare di efficientare ciascuno separatamente. [Allo stesso modo in un'orchestra è preferibile avere discreti violini e discreti corni, piuttosto che ottimi violini, ma pessimi corni]

Modello di riferimento per l'analisi dell'azienda

Tenendo presente il modello in slide, e ricordando che un modello, essendo una rappresentazione della realtà non può per definizione coincidere con la realtà stessa ci accingiamo ora ad una prima analisi delle imprese e dei relativi settori economici (aziende).

Rapporto azienda-ambiente

Va detto in primo luogo che ogni impresa è in rapporto con un ambiente: un'impresa è strutturalmente in relazione con altri enti, dal momento che non può bastare a se stessa. L'ambiente di relazione di un'azienda può schematicamente essere diviso in:

  • Sistema degli interlocutori sociali
  • Sistemi competitivi

Alla prima categoria appartengono i fornitori di risorse: ogni impresa nasce vuota e ciò che possiede lo ha procurato dall'ambiente esterno. Essa (impresa) può trasformare, ma non creare, deve quindi approvvigionarsi sia di fattori da trasformare che di fattori trasformanti. Alla seconda categoria appartengono invece i clienti, interessati a far sì che un loro bisogno venga soddisfatto da un bene prodotto dall'azienda, ed i concorrenti, che cercano di rispondere agli stessi bisogni degli stessi clienti con altri beni.

Le variabili interne all'azienda

Ogni impresa è una composizione originale ed unica di categorie di ingredienti ricorrenti, che vengono chiamate “variabili input”.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SimoGR di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Colli Ianzi Stefano.
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