1. Che cosa si intende quando si parla di “economia monetaria”?
2. L’esistenza di moneta è condizione sufficiente a permettere a caratterizzare un qualsiasi sistema
economico come una “economia monetaria”?
3. Che cosa distingue un mezzo di scambio da un mezzo di pagamento e perché questa distinzione è
rilevante per gli economisti?
4. In astratto è possibile che un sistema economico fondi i suoi scambi sul baratto. D’altro canto
l’evidenza storica mostra che i sistemi economici evoluti non utilizzano tale sistema: perché?
5. La moneta influenza in modo permanente il livello e la dinamica dell’attività aggregata (PIL e
occupazione) di un sistema economico? Breve giustificazione delle diverse possibili posizioni teoriche
6. Quale è la principale implicazione derivante dall’idea che la moneta sia una riserva di valore?
7. Attraverso quale particolare trade‐off può essere spiegata l’evoluzione delle forme di moneta e delle
tecnologie di pagamento?
8. Utilizzando opportuni grafici rappresentativi dei costi di transazione legati agli scambi, spiegare
l’evoluzione storica dei sistemi di pagamento (in particolare giustificare il passaggio da sistemi fondati sul
baratto, a sistemi con moneta‐merce, per finire con moneta bancaria).
9. A livello teorico la produzione di moneta può avvenire attraverso un processo delegato ad un
monopolista (vedi Banca Centrale), o all’estremo opposto attraverso un processo competitivo:
giustificare brevemente le ragioni a sostegno/opposizione di ciascuna delle due posizioni.
10. Come e perché si passa da economie con scambi fondati sul baratto, ad economie con scambi
monetari?
11. STOCK E FLUSSI FINANZIARI: DEFINIZIONE E RUOLO DELLA RICCHEZZA FINANZIARIA NETTA CON
DISTINZIONE FRA POSIZIONI INDIVIDUALI E SITUAZIONE A LIVELLO AGGREGATO
La ricchezza finanziaria netta è composta sia da capitale fisico (ricchezza reale) che da capitale finanziario e deve
essere valutata in termini netti ovvero tramite la differenza tra Attività Finanziarie e Passività Finanziarie( RFN = AF
– PF). Essa rientra nel calcolo della ricchezza come grandezza di stock sia a livello individuale che a livello
aggregato. La ricchezza individuale W infatti è data da: Wit = Kit + RFNit in cui K è la ricchezza reale e può essere
maggiore o uguale a 0, mentre RFN è la ricchezza finanziaria netta, la quale può essere maggiore, minore o
uguale a 0 in relazione al fatto che le AF di un individuo siano maggiori, uguali o minori delle sue PF. Da RFN
dipendono le pozioni di stock degli operatori: con RFN > 0 allora si dice che l’operatore è un creditore netto; se
RFN < 0 l’operatore sarà un debitore netto e con RFN=0 abbiamo un operatore in pareggio. La sommatoria di
RFN deve essere uguale 0 poiché se nel bilancio di un operatore vi sono delle AF sicuramente nel bilancio di
almeno un altro operatore vi saranno delle PF.
A livello aggregato la ricchezza è data dalla somma delle ricchezze individuali e quindi accade che Wt=
sommatoria di Wit= sommatoria (Kit + RFNit) = sommatoria Kit + sommatoria RFNit. Siccome la sommatoria delle
RFN individuali deve dare 0 allora la ricchezza aggregata sarà data soltanto dalla somma delle ricchezze reali
individuali.
12. STOCK E FLUSSI FINANZIARI: DEFINIZIONE E RUOLO DEL RISPARMIO CON DISTINZIONE FRA
POSIZIONI INDIVIDUALI E SITUAZIONE A LIVELLO AGGREGATO
Il risparmio S si configura come una grandezza di flusso, legata al concetto di ricchezza, di cui determina le
variazioni in positivo o negativo. Il risparmio individuale si esprime mediante la formula S = Y – C in cui Y indica il
reddito individuale e C i consumi. Considerando il risparmio come variazione di ricchezza si può esprimere come
S= variazione W=variazione K + variazione RFN = I+ variazione AF – variazione PF e ciò significa che il flusso di
risparmio può essere impiegato in investimenti reali I, nell’aumento delle AF, nella diminuzione di PF o in una
combinazione delle tre alternative. Si possono registrare due casi: se S > 0 si accumula nuova ricchezza, se S < 0
vi è un eccesso di consumo rispetto al reddito, finanziato riducendo AF e incrementando PF. Dalla definizione del
risparmio come variazione di ricchezza si ricava la formula del finanziamento degli investimenti I = S – variaz. AF
+ variaz. PF ; in cui S – variaz AF indica l’autofinanziamento e +variaz. PF indica finanziamenti esterni. Si ricava
inoltre la formula di calcolo del reddito Y = C + S, da cui si può sottrarre A ovvero l’assorbimento di risorse reali
composto da investimenti e consumi (A = I + C). Sottraendo A dal reddito si ottiene : Y – A = S – I = variaz. RFN =
variaz. AF – Variaz. PF che esprime il legame contabile tra squilibri reali e saldi finanziari.Come per la ricchezza,
anche per il risparmio si identificano tre posizioni di flusso: variaz. RFN < 0 corrisponderà ad un operatore in
deficit, variaz. RFN > 0 operatore in surplus e RFN = 0 operatore in pareggio.
A livello sistemico il risparmio è la somma dei risparmi individuali, come per la ricchezza, e sarà quindi dato da S
= sommatoria Sit = sommatoria (I + variaz. RFNit) = sommatoria I it in quanto vale la condizione secondo cui la
sommatoria della variazione di RFN è uguale a 0 perché a livello aggregato le variazioni finanziarie attive di alcuni
individui compensano le variazioni finanziarie passive di altri
13. IL LEGAME STOCK-FLUSSI FINANZIARI: QUALI SONO LE POSIZIONE FINANZIARIE RILEVANTI?
La grandezza di stock è la ricchezza e la relativa grandezza di flusso è il risparmio. Tra le due esiste un legame
dato dalla ricchezza finanziaria netta e dalle sue variazioni, che determinano diverse posizioni di stock e diverse
posizioni di flusso, le quali, messe in relazione, sono in grado di illustrare la situazione finanziaria di un operatore.
Delle 9 combinazioni possibili, le più rilevanti sono 5: 1- debitore crescente, cioè un debitore netto a cui si
aggiunge una situazione di deficit; 2-debitore decrescente, debitore netto e situazione di surplus; 3- creditore
crescente, creditore netto e situazione di surplus; 4- creditore decrescente, creditore netto e situazione di deficit;
e infine 5- operatore in pareggio, sia dal punto di vista dello stock che dei flussi finanziari, questa situazione si
realizza quando nel bilancio dell’operatore la somma delle AF eguaglia la somma delle PF e così per le loro
relative variazioni.
14. DUE MODI DI INTERPRETARE IL LEGAME STOCK FLUSSI: LA PROSPETTIVA INTERTEMPORALE E LA
PROSPETTIVA CROSS-SECTION
Vi sono due possibili interpretazioni del legame stock – flussi : la prospettiva intertemporale o la prospettiva cross
– section. La prospettiva intertemporale analizza la variazione della posizione finanziaria di un operatore (che sia
esso una famiglia o un’impresa o lo Stato) nel tempo. Si potrebbe fare l’esempio del ciclo di vita di un’impresa,
durante il quale essa attraversa tutte le posizioni finanziarie rilevanti ed emergenti dal legame stock – flussi:
all’inizio dell’attività l’impresa si troverà nella posizione 1 di debitore crescente poiché si indebita anche con
finanziatori esterni per dare inizio all’attività; con l’inizio della produzione, l’impresa inizia anche a guadagnare e
quindi a realizzare surplus portandosi nella posizione 2 di debitore decrescente poiché con parte del surplus
realizzato verranno diminuite le passività finanziarie e remunerati i finanziatori esterni; se la situazione di surplus si
protrae nel tempo l’impresa si pone nella posizione 3 di creditore crescente; durante la vita dell’impresa la sua
posizione oscilla tra la 3 e la 4 (creditore decrescente) e se la situazione 4 dovesse protrarsi nel tempo per deficit
accumulati, allora l’impresa potrebbe tornare alla posizione di partenza 1, e a lungo andare addirittura fallire.
La prospettiva cross-section, anche detta interindividuale, si occupa invece di studiare la situazione finanziaria di
più individui nello stesso momento: tale analisi consente di individuare le compatibilità macroeconomiche
sottostanti alle diverse posizioni contemporanee degli operatori. A livello cross-section vanno rispettati alcuni
vincoli di compatibilità (affinché non siano violate le condizioni aggregate di posizioni di stock e di flusso):
1 gli individui NON possono essere tutti contemporaneamente in deficit (surplus)
2 gli individui NON possono essere tutti contemporaneamente debitori (creditori).
15. RISPETTO AL LEGAME STOCK-FLUSSI FINANZIARI A LIVELLO AGGREGATO, SPIEGARE QUALI
CONDIZIONI IMPLICANO UN SISTEMA FINANZIARIO “CONVERGENTE” RISPETTO AD UN SISTEMA
FINANZIARIO “DIVERGENTE”
Rispetto al legame stock – flussi si definiscono due tipologie di sistemi finanziari: convergente e divergente. Il
sistema convergente prende in considerazione solo le posizioni di Debitore decrescente e Creditore decrescente
che convergono sul mercato aggregato, poiché se decresce il debito di alcuni operatori (es. perché viene
remunerato) decrescerà conseguentemente anche il credito, ad esso associato di altri operatori. Un esempio
potrebbe riguardare la compravendita di titoli di Stato e in particolare per il caso convergente il riacquisto di tali
titoli da parte dello Stato che riducendo così il proprio indebitamento, riduce il credito delle famiglie che avevano
acquistato i titoli. Il lato della vendita e dell’emissione dei titoli di Stato riguarda invece il sistema divergente che
consiste nell’associazione delle posizioni di debitore crescente e creditore crescente, posizioni che divergono
perché entrambe si allontanano dalla situazione di pareggio centrale. Nel sistema divergente lo Stato accumula
debito crescente con l’emissione dei titoli che vengono acquistati dalle famiglie (creditori dello Stato).
16. Illustrare sinteticamente le principali funzioni dei mercati finanziari
16.CONTINUA
17. La presenza di mercati finanziari implica un potenziale miglioramento del benessere collettivo, non
solo un miglioramento per i debitori netti: commentare
Per dimostrare che l’esistenza dei mercati finanziari sia conveniente non solo per il singolo ma anche a livello
aggregato, paragoniamo le due situazioni.
In assenza di mercati finanziari: le uniche possibilità per l’individuo sono (il vincolo della scelta):
• consumare in ogni periodo in misura pari al reddito percepito: C1=Y1 e C2=Y2; l’individuo potrebbe consumare
in ogni periodo al massimo quanto percepito nel periodo corrente.
• risparmiare nel periodo 1 per consumare maggiormente nel periodo 2:
C1<Y1 e C2>Y2 con S1= Y1-C1 e C2=Y2+S1.
Non tutti gli individui hanno le stesse preferenze intertemporali, consumo presente e futuro non sono né sostituti
perfetti, né simmetricamente sostituti (forma delle curve di indifferenza):
• alcuni preferiscono fortemente il consumo presente al consumo futuro;
• altri sono sostanzialmente indifferenti fra consumo presente e consumo futuro;
• altri ancora preferiscono fortemente il consumo futuro al consumo corrente.
Pertanto in assenza di mercati finanziari le uniche possibilità di scelta per l’individuo sono di essere: neutrale,
cicala o formica ovvero indifferente, consumatore o risparmiatore.
In presenza di mercati finanziari emergono le posizioni di:
• risparmiatori netti , coloro che oggi consumano meno del reddito corrente
• investitori netti, coloro che oggi consumano più del reddito corrente
Dati Y1 reddito corrente del consumatore, Y2 reddito successivo del consumatore e ‘ i ‘ tasso di interesse stabile
(tassi di remunerazione crediti e debiti coincidono).
Se il consumatore decide di consumare tutto il suo reddito potenziale nel periodo corrente, può consumare al
massimo: Y1 + (1+i)-1 Y2
Se il consumatore decide di consumare tutto il suo reddito potenziale nel periodo futuro, può consumare al
massimo: Y1(1+i) + Y2
Nello spazio consumo corrente (C1) consumo futuro (C2) questo permette di costruire il vincolo di bilancio
intertemporale che è definito dalla retta: C2 = [Y1(1+i) + Y2 ] – (1+i)C1
Il miglioramento principale è l’ampliamento della regione ammissibile per la scelta individuale. Infatti:
- l’individuo neutrale sarà indifferente anche in questo caso e pertanto non comporta alcun cambiamento di
scelta
- l’individuo formica che desidera risparmiare può ottenere una soddisfazione maggiore (diventa risparmiatore
netto)
- L’individuo cicala può indebitarsi e consumare più di quanto percepito con Y1 (diventa consumatore netto
anche se consuma meno rispetto alla presenza di un tasso di interesse nullo)
18. Rappresentazione della convenienza legata all’esistenza dei mercati finanziari (vincolo di bilancio e
scelta ottima)
19. Rappresentazione della convenienza legata all’esistenza dei mercati finanziari (vincolo di bilancio e
scelta ottima): il caso del risparmiatore netto.
20. Rappresentazione della convenienza legata all’esistenza dei mercati finanziari (vincolo di bilancio e
scelta ottima): il caso del consumatore netto.
21. RAGIONI DI ESISTENZA DEI MERCATI FINANZIARI
Le ragioni principali di esistenza dei mercati finanziari sono sintetizzabili in 3 ragioni:
1.Movimentazione del risparmio : (permette ottimizzazione intertemporale dell’uso delle risorse) tramite i mercati
finanziari i soggetti possono scambiare risorse: se un operatore realizza risorse finanziarie in eccesso può infatti
decidere di impiegarle in un deposito D ad un certo tasso i o può decidere di investirle, mentre gli operatori che
necessitano di finanziamento, quindi di risorse finanziarie aggiuntive, possono ricorrere al mercato dei
finanziamenti e mediante l’aumento delle proprie passività finanziarie possono ottenere le risorse di cui
necessitano.
2.Diffusione dell’informazione: in un contesto di informazione asimmetrica, la presenza di mercati finanziari
permette fenomeni di “scalate ostili” e di cambio del management e degli assetti proprietari
3.Gestione dei rischi : in presenza dei mercati finanziari, anche il piccolo risparmiatore può ridurre il rischio
diversificando il proprio portafoglio.
Inoltre grazie all’esistenza dei mercati finanziari gli individui possono trarre maggiore utilità dai propri consumi,
in quanto se non vi fossero i mercati potrebbero consumare al massimo tutto il proprio reddito del periodo
corrente, ma i mercati permettono loro di ampliare le proprie disponibilità ai consumi tramite l’indebitamento.
22. Convenzionalmente si distingue fra mercati monetari e mercati finanziari: che cosa si intende?
Ha senso questa distinzione?
23. La ricerca dei nessi causali: che cosa determina la domanda di moneta nei sistemi economici? Breve
caratterizzazione delle tre visioni esaminate: tradizionale, keynesiana, hicksiana.
24. La domanda di moneta nella visione tradizionale. Presupposti e conseguenze della teoria
quantitativa della moneta nella versione di Fisher.
25. La domanda di moneta nella visione tradizionale. Presupposti e conseguenze della teoria quantitativa
della moneta nella versione della scuola di Cambridge.
26. DESCRIZIONE DEGLI EFFETTI DI UNA POLITICA MONETARIA ESPANSIVA NELL’APPROCCIO DELLA
TQM Teoria Quantitativa della Moneta: EMISSIONE DI BASE MONETARIA
Se inizialmente ci si trova in una posizione di equilibrio in cui Md=Ms con un’operazione di politica monetaria
espansiva consistente nell’emissione di base monetaria aumenterebbe Ms. Tale aumento provocherebbe un
eccesso di offerta di moneta sul mercato Ms > kpY. Perciò gli individui cercherebbero di aumentare la propria
spesa ma presto il reddito effettivo raggiungerebbe il reddito di pieno impiego causando così il fenomeno
dell’inflazione che determina un aumento dei prezzi. Se i prezzi aumento aumenta conseguentemente la domanda
di moneta Md la quale torna ad eguagliare l’offerta di moneta per effetto del riassorbimento dell’eccesso di
offerta.
27. Descrizione degli effetti di un a politica monetaria espansiva nell’approccio della TQM: operazione di
mercato aperto (aggiustamento di Marshall‐Wicksell).
28. Presupposti e implicazioni del monetarismo: punti di forza e debolezza dell’approccio di Friedman.
29. La domanda di moneta nella visione keynesiana. Presupposti e conseguenze della presenza di
domanda speculativa di moneta.
Quando si studia la domanda di moneta, l’elemento di distinzione dell’approccio Keynesiano è ricondotto alla
presenza di domanda «speculativa» . Ovvero quando la moneta è utilizzata dagli operatori anche come strumento
finanziario per effettuare investimenti speculativi. È composta dall'ammontare di moneta investita nelle attività
finanziarie ( titoli ) in base alle aspettative degli agenti economici sulla redditività dei titoli e dell'andamento del
tasso di interesse.
Una certa quantità di moneta può essere tenuta nella speranza di lucrare dei guadagni.
Secondo Keynes ogni persona può decidere di: tenere la moneta in forma liquida;
oppure investirla in obbligazioni.
Keynes volutamente semplifica la sua analisi prendendo in esame solamente due possibili impieghi
della ricchezza.Se il soggetto tiene la moneta in forma liquida, egli non trae da essa alcun reddito, tuttavia in caso
di bisogno può usarla prontamente. Se il soggetto decide di investire in obbligazioni, egli ricava dall'investimento
un interesse, ma chiaramente in caso di bisogno si trova sprovvisto di liquidità.
Si può ritenere che, quando i tassi di interessi sono alti, il soggetto tenderà ad investire in obbligazioni e, di
conseguenza la quantità di moneta tenuta in forma liquida sarà scarsa, mentre quando il tasso di interesse è
basso, il soggetto preferirà conservare la moneta in forma liquida e quindi la domanda di moneta sarà elevata.
Quindi la domanda di moneta a scopo speculativo è legata al tasso di interesse da una relazione inversa.<
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