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ECONOMIA MONETARIA

Monopolio di emissione della moneta: l’emissione della moneta è un potere politico e ci va ad

indicare i soggetti che possono emettere moneta.

Variabili monetarie nominali e variabili reali:

si fa riferimento al Pil a prezzi costante, quindi tenendo conto della variazione dei prezzi. Questo è

il Pil in termini reali, cioè riflette solo il volume dei beni e servizi prodotti, senza tener conto della

variazione del prezzo. Possiamo anche considerare una misura della moneta, stock di moneta

(m1), aggregato monetario più rispetto include solo il contante in circolazione e il saldo dei conti

correnti di famiglie e imprese nel sistema bancario nazionale. Un altra variabile che possiamo

considerare è lo stock di Moneta (m3), comprende anche le obbligazioni emesse dalle banche a

scadenza 2 anni. l’m3 è una misura indicativa dell’espansione del credito bancario. (slide tassi

correnti, stock moneta ecc.).

(Slide tassi ufficiali bce e interbancario Econia):

I gradini indicano tutte le decisioni riguardo i tassi di interesse presi nel corso degli anni.

abbiamo 3 tassi ufficiali che la banca europea annuncia e decide se modificarli o rimangono

invariati. In Più c’è interbank rates sono le banche che negoziano liquidità, esso non è proprio un

mercato libero perché è condizionato dal corridoio in cui sta. La banca centrale ne ha il monopolio.

Obiettivi della bce, la stabilita dei prezzi che è la priorità assoluta, è stata poi la bce che ancora

prima di operare decide che l’indicazione di stabilita dei prezzi sta nel mantenere il tasso di

inflazione tra 0 e 2 percento. Poi viene corretta con ”sotto ma vicino” al 2 percento. la tendenza dei

prezzi è che vada nel medio termine a questa cifra, quindi può superare il 2 ma nel medio termine

deve tornare a ridosso del 2 percento. Si alzano i tassi quando è sopra l’obiettivo e si diminuisce

quando è al di sotto. Negli ultimi anni sta crescendo e arrivando al ridosso di 2 quindi vedremo

cosa deciderà di fare la bce se aumentarli oppure rimane così.

Un fattore che influenza nel mondo è il prezzo dell’energia in particolare il petrolio che influenza il

tasso di inflazione.

Tasso nominali, cioè che sono tassi di mercato senza tener conto dell’inflazione

Tasso reale, tasso nominale e sottraiamo il tasso di inflazione

Un ulteriore variabile da considerare è la disoccupazione.

Economia monetaria: è una branca dell’economia che studia la teoria della moneta e della politica

monetaria ed è parte integrante della macroeconomia. Parte dal riconoscere che gli aspetti

economici e finanziari è particolarmente rilevante e sia stock che flussi monetari influenzano le

decisioni economiche. Devo capire come funziona il sistema e poi anche le variabili al suo interno.

Valori nominali e reali: Adam Smith, il valore monetario del prodotto o il valore di uno stock di

ricchezza finanziaria sono espressi in unità nominali, per definizione arbitrarie. La ricchezza delle

nazioni, spiega la differenza tra le due, la ricchezza delle nazioni non è la moneta o l’oro a

discussione del paese ma è invece la capacità di produrre beni e servizi per l’utilità e convenienza

delle persone che ci abitano, trasformando costi reali in benefici reali per la popolazione.

Da qui si passa ad una seconda fase, modello neoclassico, che si dedica esclusivamente nei valori

reali (a diff di Smith che analizza i valori nominali). Ci si basa su prezzo relativo, rapporto tra il

valore nominale di due beni e prezzi deflazionistici. E tutto ciò porta all’equilibrio economico

generale.

I limiti del metodo neoclassico: rimuovo la moneta e questo mi porta dei benefici ma devo

affrontare un problema teorico in cui il fatto di ipotizzare che si possa comprendere un sistema

senza moneta o comunque che non ha utilità, il problema che si perde molto se non analizziamo

anche questo elemento.

Valori nominale e reali: Keynes, ha un latra idea complementare a quella di Smith, le decisioni

delle unita economiche sono fortemente influenzato dalle aspettative dei rendimenti monetari,

perché viviamo in una economica di credito debito obbligo di pagamento, quindi lo stock nominale

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e i flussi di monetari che dobbiamo pagare o ricevere, sono molto importante e giocano un urlo

chiave nel processo decisionale. Inoltre sostiene che bisogna considerare la moneta, sono i portati

e rappresenta il nostro modo per trasferire valore nel futuro, ovviamente a livello nominale perché

non posso sapere se tra anni vale uguale.

Oggetto di studio è l’economia monetaria: pagamento è regolato nella forma di un corrispettivo

monetario. Modalità di trasferimento di valore di verse da quelle dell’ex monetaria comprendono:

• cessioni volontarie con reciprocità informale o baratti contestuale non contrattuale

• cessioni ottenute sulla base di una posizione gerarchica

• cessioni contrattuali con un corrispettivo reale.

Caratteristiche dell’ec. monetaria:

• favorisce in maniera straordinaria la specializzazione produttiva: sentita private producono

per vendere e consumano il prodotto altrui.

• si fonda su una doppia infrastruttura governata dall’entità pubblica: 1) diritto dei contratti,

fornisce il quadro giuridico istituzionale che regola e rende esecutivi gli obblighi assunti 2)

sistema die pagamento, fornisce un sistema di regolamento monetario che assicuri

affidabilità, sicurezza e bassa onerosità.

DUE MODELLI ALTERNATIVI SUL CONCETTO DI MONETA

moneta mezzo di pagamento, deve essere riconosciuto come tale, per essere accettato deve

avere delle condizioni. due modelli alternativi:

1 “Metallismo”, la moneta è un mezzo di pagamento che consente un uso più efficiente delle

risorse riducendo i costi del baratto, e il cui valore dipende da un valore intrinseco che la

garantisce

2 “Cartalista", mezzo di pagamento che non ha bisogno di avere valore intrinseco ma si deve

basare sul potere dello stato che la emette.

Nell’ultimo secolo gli economisti hanno aderito alla visione metallista, si sostituisce il baratto con

una merce più comoda. per es. l’oro utilizzato come mezzo di pagamento per avere una merce che

mi serve.

La moneta nazionale è espressione dello stato oggi, l’idea generale è che le valute ufficiali

consistono in un sistema monetario controllato dallo Stato. L’Euro-sistema, cioè l’insieme delle

banche centrali dell’area Euro, (la BCE e l’insieme delle banche centrali di tutti i paesi

appartenenti), sono unico emittente di banconote e riserve bancarie, che non sono banconote in

forma cartacea disponili a chi un conto, alla quale sono autorizzate le banche o i 19 tesori dei

governi dell’area Euro. In virtù di questo monopolio la BCE è in grado di fissare certi tassi di

interessi in maniera amministrativa.

Paradigma metallista: Secondo questa visone, la moneta nasce per iniziativa dei privati che

trovano molto più conveniente scambiarsi le merci passando dai costi del baratto, ad un’economia

dove si utilizza un sistema di moneta, per minimizzare i costi di transazione. Si può misurare il

costo reale di transazione del baratto diretto, come il numero atteso di incontri necessari per

soddisfare la doppia coincidenza dei bisogni. Questo costo viene misurato attraverso il numero di

incontri, ed il numero di incontri in una definizione probabilistica è 1/la prob di trovare chi desidero

PI x la prob PJ, quindi 1/(Pi x Pj).

Si può ridurre questo costo attraverso il baratto indiretto, ovvero scambiando un prodotto per un

altro che il soggetto non desidera ottenere, ma che potrà essere a sua volta scambiato con il

prodotto desiderato, arrivando così a ridurre il numero atteso di incontri: 1/(Pi x Pk)+ 1/(Pk x Pj).

Dove PK è la probabilità di trovare qualcuno che abbia quella merce intermedia, cioè quella merce

che non mi serve ma che posso piazzare a qualcun altro successivamente.

L’economia di baratto diretto si evolve in un sistema in cui viene introdotta una merce che si pone

come intermediario, nello scambio o moneta-merce, quella che negli osi presenta a conservare il

proprio valore reale tra uno scambio e l’altro, arrivando così a definire il numero di incontri atteso

pari a : 1/ (Pi x Pm) + 1/ (Pm x Pj) < 1/(Pi x Pj). La soluzione avviene quando PK diventa pari a 1,

in cui vi è una merce che ha determinate caratteristiche, cioè quelle della fungibilità

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(indistinguibile), divisibilità, indeteriorabilità, la facilità di trasposto e di custodia, come ad esempio

è l’oro. In questo caso ho sempre un doppio scambio però la probabilità PK = 1 riduce nuovamente

gli incontri. Nel mercato dei cambi, vi è un’applicazione di questo sistema, con l’Euro o il Dollaro

come riferimento per tutti (PK).

Paradigma cartalista: Il punto di partenza è che la moneta è espressione del potere sovrano,

che per il metallisti lo può diventare, mentre per i caratisti è il punto di origine. Sono esistiti degli

oggetti che possono essere utilizzati a scopo sociale che fanno da premessa della moneta, da cui

poi nasce lo sviluppo del commercio regolato da contratti con corrispettivo monetario che utilizza

questi oggetti che già preesistevano. Inoltre lo Stato ha un ruolo centrale nell’evoluzione

dell’economia monetaria, questo perchè è difficile pensare ad un’economia di puro baratto senza

Stato che fornisce legge, ordine e quindi il quadro normativo-istituzionale fondante.

Limiti del metallismo: Vi sono vari limiti, di cui primo è il problema del costo di identificazione. Nel

passaggio tra il baratto e la moneta, si passa a scambiare l’oro perchè permette di ridurre gli

incontri, però vi è il limite che non tutte le persone conoscono la qualità esatta del oro, quindi vi è

un costo di identificazione elevato. L’esempio che riporta Goodhart è quello di una persona

normale che entra in gioielleria che ha pochissima capacità di giudicare la finezza, o il peso

dell’oro posto davanti a lui. Di solito infatti prendiamo sulla fiducia la gioielleria. Se l’individuo però

volesse andare a verificare la qualità dell’oro dovrebbe rivolgersi ad un azienda specializzata, che

gli costerebbe tempo e denaro. Così tali costi sarebbero probabilmente più elevati, rispetto ad

esempio ai costi di identificazione di beni ad uso quotidiano. Questo si può risolvere attraverso

l’emissione unica, in cui vi è un unico ente che conia le monete d’oro e d’argento garantendo la

qualità del metallo. Se la coniazione è essenziale, ma allora è mai esistita una coniazione privata?

Nella storia la coniazione è stata anche privata, persino oggi, però tali privati devono seguire

sempre uno standard fissato dallo Stato che poi farà iniziare la circolazione, ottenendo inoltre da

questi privati una rendita chiamata signoraggio, che deve essere pagata sotto forma di percentuale

dai privati allo Stato, per aver avuto la concessione di coniare la monta.

Ulteriore limite riguarda la regolarità storica della coincidenza tra Stati sovrani e moneta, che non

viene spiegata dal metallismo. Inoltre esso non spiega i casi di regresso del baratto in seguito alla

caduta di un forte potere centrale. Storicamente quando è caduto un potere dello stato, con esso è

caduto anche il sistema monetario e così si è ritornati al baratto, anche se la visione metallista

vede la moneta come un’evoluzione spontanea dei privati. In fine vi è il problema che tale sistema

non spiega il passaggio dalla moneta merce (l’oro), alla moneta senza valore intrinseco.

Punti di forza del cartalismo: Tale visione ha una maggiore capacità di prevedere ed interpretare gli

eventi. Innanzitutto è un’osservazione empirica la coincidenza tra Stati e monete (eccetto l’Euro

che ha una struttura sovranazionale, anche se vi è un accordo politico che lo definisce; oppure in

Ecuador che non ha un propria moneta ma usa il dollaro americano). Inoltre vi è il fatto che quando

si creano diverse nazioni, con esse viene creata una propria moneta, oppure quando due diversi

stati si uniscono, con essi si forma una moneta unica (ex la Germania del Est e Ovest), spesso si

unisce la moneta anche prima dell’unione politica. Ulteriore punto di forza riguarda la correlazione

tra poteri sovrano forti ed uso e diffusione delle monete, come accade oggi che la moneta più

diffusa sia il dollaro americano simbolo della forza politica ed economica degli Stati Uniti.

In aggiunta la visione cartalista è in grado di spiegare alcuni fenomeni storici, come nel sistema di

tassazione e monetizzazione di economie rurali. In fine spiegare perchè oggi sia così diffusa una

moneta non garantita da valore intrinseco in quanto garantita dal potere dello stato di imporre le

tasse, è facilmente spiegabile con tale sistema.

Ruolo dello Stato nella visione metallista: Per i metallisti, con riferimento particolare agli

economisti Klein e Hayek, sarebbe meglio una privatizzazione della moneta, dove i privati

competono sulla qualità della moneta (free banking), che porterebbe un sistema più stabile della

moneta, rispetto ad un sistema di monopolio, quindi affidare agli utilizzatori della moneta, quale

moneta sia migliore. Però vi sono molti limiti di questo free banking, legai al fatto che i privati

hanno un orizzonte temporale breve ed inoltre il monitoraggio da parte degli utilizzatori di moneta

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delle banche è altamente costoso ed infine mancherebbe un mezzo di regolamento terzo tra le

banche.

Un altro economista, Friedman, ha affermato che il reggimento monopolistico della moneta è

giustificato dal fatto che qualora la moneta venisse emessa dai privati in concorrenza, il suo valore

scenderebbe al costo marginale di produzione che è zero. Grazie al monopolio dello Stato la

moneta riesce infatti a mantenere il valore alto della moneta, però a condizione che esso segua

delle regole. Vi sono tutta una serie di vantaggi legati al fatto che essa sia emessa solo dallo Stato,

tra cui il risparmio di costi di identificazione, oppure il risparmio di utilizzo di risorse reali, oppure

evita variazioni erratiche della massa monetaria adattandola alle necessità del commercio, ma

segna allo Stato il potere incondizionato di produrre moneta, causa di inflazione.

Teoria dello spazio monetario: Per i metallismo, la moneta ha un suo ambito territoriale d’uso,

che per essi non deve per forza coincidere con lo Stato, ma dipende da costi e benefici reali. Dal

punto di vista di efficienza economica, non vi è necessità che i confini politici coincidano con quelli

monetari. Nella visione cartalista l’unico ambito in cui la teoria dell’area valutaria ottimale è

significativa è il caso degli stati di piccole dimensioni. Inoltre le monete che si affermano in maniera

internazionale, sono monete che sono espressione di nazioni che hanno una forza politica, militare

e culturale e che quindi ci richiama ancora alla visione cartalista.

Con riferimento all’area dell’Unione Europea nel paradigma metallista, l’euro è una moneta di

elevata qualità. Il divorzio tra moneta e Stato impedisce a questo di svilirne il valore, producendo

un esito simile a quello del modello della concorrenza tra monete private o a quello della moneta

aurea. Nel paradigma cartalista l’euro è un progetto incompleto, infatti la moneta comune

contraddice l’essenza ultima della moneta come oggetto sociale e politico. Se l’interpretazione

metallista non è fondata, allora la separazione tra processo di creazione della moneta e sovranità

politica e fiscale è un’incognita per la stabilità dell’euro.

FUNZIONI DELLA DOMANDA DI MONETA

La domanda di moneta è riferita a quanta moneta domandando i soggetti economici, sia da un

punto di vista microeconomico, sia dal punto di vista macroeconomico. Con riferimento

all’economia monetaria è fondamentale il dato della domanda aggregata. La domanda di moneta è

il primo pezzo della trasmissione della politica monetaria.

Con riferimento alla domanda di moneta abbiamo:

1) La teoria neoclassica che enfatizza la moneta come mezzo di pagamento

2) La teoria keynesiana che enfatizza la moneta come mezzo di pagamento, ma anche come

riserva di valore, cioè il fatto che la moneta mantiene il valore nel corso del tempo, avendo

un’implicazione nel momento in cui si va a determinare la domanda di moneta.

TEORIA NEOCLASSICA

Nell’economia neoclassica la moneta ha esclusivamente la funzione di mezzo di pagamento.

Secondo gli economisti aderenti a tale teoria, l’ammontare di moneta che è determinata dai

soggetti per far fronte alla sfasata tra incassi e pagamenti, dipende dal numero delle transazioni T

e dal loro valore unitario, vale a dire il livello dei prezzi P.

M: Ammontare di moneta detenuta

T: numero di transizioni

P: valore unitario della moneta o livello dei prezzi

V: numero di passaggi della moneta (quante volte passa la moneta da un soggetto all’altro)

Secondo tale teoria è possibile scrivere: MV = PT che rappresenta l’equazione degli scambi di

Fisher; da cui M = PT/V

Per i neoclassici il valore T è costante in quanto pari in ogni istante a quello cui corrisponde in

piena occupazione, analogamente costante V.

L’equazione quindi può essere riscritta come segue: M = (P x cost)/ cost*

- Se la quantità di moneta in circolazione dovesse aumentare, aumenterebbe il valore unitario

della moneta, cioè avremo una crescita del livello dei prezzi. Questa teoria neoclassica è in linea

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con il lungo periodo, in cui l’impatto della moneta è nullo, perchè l’unica variabile chiave per

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/02 Politica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher carlokauf di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia monetaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Terzi Andrea.
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