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Economia e politica alimentare

Prezzo: valore che viene attribuito ad un bene. Il prezzo viene stabilito dal venditore, ma deve venire incontro alle esigenze del consumatore. Il consumatore ha, infatti, una definita willingness to pay, ossia una certa disponibilità a pagare.

Il mercato può funzionare bene oppure fallire. Esempi di fallimento del mercato sono le esternalità negative, i beni pubblici e l'asimmetria informativa. Quest'ultima si ha quando esiste un dislivello di informazione, ossia produttore e consumatore non hanno la stessa conoscenza del prodotto. Il fatto che venditore abbia informazioni che il consumatore non ha fa sì che il secondo non sia in grado di verificare la veridicità e adeguatezza del prezzo stabilito dal venditore. La disponibilità a pagare per un dato bene è definita anche in base agli attributi del prodotto; se il consumatore non conosce tali attributi, non può determinare se è disposto o meno a pagare la data cifra per acquistarlo. In queste condizioni, quindi, possono esserci comportamenti opportunistici da parte del produttore. In caso di fallimento del mercato, sono necessari interventi pubblici che, in un certo senso, ristabiliscano delle regole per riportare il sistema economico ad una situazione di efficienza. Gli interventi pubblici sono mirati a migliorare l'efficienza o l'equità del mercato.

Elementi della microeconomia

Consumatore, produttore, mercato sono i tre elementi fondamentali della microeconomia. Il mercato è luogo virtuale in cui si incontrano il consumatore e il venditore, ossia domanda e offerta, e avviene la transazione. Le scienze che si occupano del consumatore sono tante (psicologia, sociologia, marketing, consumer science, ecc). L'economia si occupa del consumatore in presenza di una risorsa scarsa (ossia non infinita). Essa studia le scelte che possono ottimizzare il fattore scarso. L'economia resta, però, una scienza sociale dato che ha come oggetto di studio la società. Il problema della scarsità non riguarda solo il consumatore, ma anche l'impresa: il tempo, le materie prime, l'energia elettrica, la manodopera sono risorse scarse. L'economia è definita come "lo studio del modo in cui le società utilizzano risorse scarse per produrre beni utili e come tali beni vengono distribuiti tra i diversi soggetti".

  • Economia politica (economics): disciplina teorica, studia la scienza economica; si divide in: teoria della domanda, teoria dell'offerta e teoria del mercato.
    • Microeconomia: Parte dall'osservazione dei comportamenti dei singoli individui ed estrapola un modello teorico.
    • Macroeconomia: studia i sistemi economici nel loro complesso; si occupa di crescita, sviluppo, inflazione, finanza, tassazione, relazioni economiche fra stati.
  • Economia aziendale (business administration): parte dalla microeconomia e si concentra sulla gestione dell'azienda (teoria dell'offerta → teoria dell'impresa). Comprende bilancio aziendale, organizzazione aziendale, strategia aziendale e marketing aziendale.
  • Economia applicata: applicazione dell'economia politica a specifici settori.
  • Politica economica (economic policy): è una scienza normativa; ha l'obiettivo di dare indicazioni per migliorare l'efficienza o l'equità della società. È sia una disciplina teorica che un campo di applicazione; non va confusa con l'economia politica che è una scienza positiva, ossia che guarda alla realtà, e non normativa, che modifica la realtà.

Mercato: domanda e offerta

Il mercato è il luogo virtuale in cui domanda e offerta di un bene si incontrano e avviene la transazione. Per domanda si intende "la parte" di coloro che intendono acquistare un bene, per offerta si intende "la parte" di coloro che offrono un bene. Il mercato si caratterizza dalla presenza di tre componenti: i soggetti che operano all'interno del mercato (acquirente e venditore), l'oggetto dello scambio ed il prezzo. Il prezzo corrisponde, teoricamente, al valore del bene; affinché lo scambio avvenga il prezzo, stabilito dal venditore, deve incontrare la disponibilità di spesa del compratore per il dato prodotto. Se l'incontro non avviene, non avviene la transazione.

Teoria della domanda

La quantità domandata dipende del prezzo del bene, del prezzo di beni sostituti, del reddito del consumatore e delle preferenze del consumatore. Ci sono prodotti che hanno beni sostituti e prodotti che non li hanno (es. benzina). La quantità di bene domandata è rappresentata da una retta a pendenza negativa funzione del prezzo del bene. Esiste una relazione inversa fra prezzo e quantità domandata. Man mano che il prezzo si riduce la richiesta aumenta e viceversa. La quantità domandata può variare per due ragioni:

  • Spostamenti lungo la retta: causati da una variazione del prezzo di mercato del bene. In caso di variazione del prezzo non c’è uno spostamento della retta, ma uno spostamento lungo la retta. Il prezzo è l'unica variabile che determina spostamenti lungo la curva della domanda perché costituisce una componente interna al mercato.
  • Spostamenti della curva: causati da variazioni di altre determinanti della domanda (reddito, prezzo degli altri beni e preferenze). Un cambio delle preferenze, del reddito, del prezzo del bene sostituto causa uno spostamento della retta. Le preferenze vengono modificate da fattori esterni al mercato.

Se il reddito aumenta, genericamente aumenta la quantità di bene normale domandato. Tuttavia, i prodotti alimentari non sono beni normali ma beni di prima necessità. Per questo se il reddito aumenta la domanda aumenta, ma in modo limitato, si arriva a saturazione. Allo stesso modo se il reddito diminuisce la domanda può diminuire, ma entro un certo livello perché per definizione non si può rinunciare ai beni di prima necessità. Questa è la ragione per cui l'industria alimentare è anticiclica ossia non segue i cicli economici, resiste ai momenti di crisi economica e non cresce così tanto nei momenti di boom economico.

Domanda e offerta seguono direzioni opposte, l'acquirente vuole comprare al prezzo minore possibile, se diminuisce il prezzo a cui può comprare, compra di più, mentre il venditore vuole vendere al prezzo maggiore possibile se aumenta il prezzo a cui può vendere, vende di più. Il punto di incontro fra domanda e offerta definisce la quantità di equilibrio ed il prezzo di equilibrio, ossia la quantità ed il prezzo a cui avviene la transazione, in quanto mette d'accordo venditore e acquirente.

Elasticità della domanda rispetto al prezzo

Quanto cambia la domanda in relazione ad una variazione del prezzo? Es. un incremento del prezzo del 30% dei mandarini fa diminuire la domanda dell'80% mentre un incremento del prezzo del 50% della benzina fa diminuire la domanda del 10%. L'elasticità della domanda rispetto al prezzo è il rapporto fra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione percentuale del prezzo. Detti Q la quantità domandata e P il prezzo, il coefficiente di elasticità e(d) è pari a:

\( e(d) = \frac{\delta Q}{Q} / \frac{\delta P}{P} \)

La domanda di un bene è detta rigida se la quantità domandata risponde poco ad una variazione del prezzo (E <1). Una domanda tende ad essere rigida quando ci sono pochi beni sostitutivi. Nel caso di una domanda rigida la variazione percentuale della domanda è minore della variazione percentuale del prezzo. La domanda di un bene è detta elastica se la quantità domandata risponde molto ad una variazione del prezzo (E >1). Una domanda tende ad essere elastica quando ci sono tanti beni sostitutivi. Nel caso di una domanda elastica la variazione percentuale della domanda è maggiore della variazione percentuale del prezzo. Una domanda è detta perfettamente anelastica se rimane inalterata ad una variazione del prezzo. La domanda di beni di prima necessità e senza sostituti è perfettamente anelastica (es. farmaci).

  • Domanda perfettamente anelastica (E =0): una variazione del prezzo non causa una variazione della quantità domandata.
  • Domanda perfettamente elastica (E =1): una variazione del prezzo causa una variazione esattamente proporzionale della quantità domandata.
  • Domanda rigida (E <1): una variazione del prezzo causa una variazione meno che proporzionale della quantità domandata.
  • Domanda elastica (E >1): una variazione del prezzo non causa una variazione più che proporzionale della quantità domandata.

Per i prodotti alimentari di grande consumo, una riduzione del prezzo non porta a incrementi rilevanti nei consumi. La domanda dei prodotti alimentari è rigida: una variazione del prezzo comporta una variazione meno che proporzionale della quantità domandata. Ci sono beni alimentari non di prima necessità che vengono considerati beni alimentari di lusso (es. vino, carne scelta) per cui una variazione del prezzo comporta un aumento più che proporzionale della quantità domandata.

Elasticità rispetto al reddito

Quanto cambia la domanda in relazione ad una variazione del reddito? L'elasticità della domanda rispetto al reddito è il rapporto fra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione percentuale del reddito. Detti Q la quantità domandata e R il reddito, il coefficiente di elasticità e(d) è:

\( e(d) = \frac{\delta Q}{Q} / \frac{\delta R}{R} \)

Per i prodotti alimentari (beni di prima necessità) l'elasticità rispetto al reddito è bassa: all'aumento del reddito, la quantità aumenta in modo meno che proporzionale. All'aumento del reddito cresce la domanda di beni non alimentari e, quindi, si riduce l'incidenza percentuale dei consumi alimentari sui consumi complessivi. Con lo sviluppo economico si riduce negli anni il peso percentuale dei consumi alimentari (dal 50% negli anni ‘70, al 20% attuale), ma la spesa alimentare è stabile se non in crescita. La rigidità della domanda rispetto al reddito causa una stabilità dei consumi alimentari a medio termine.

La curva di Engel è una rappresentazione grafica che riporta in ascissa la domanda di mercato di un bene e in ordinata il reddito. Si può osservare che nella parte iniziale del grafico, prima del punto A, all'aumentare il reddito si ha un aumento più che proporzionale della quantità domandata (reddito +1, domanda +2). Nella parte della curva che va dal punto A al punto C, all'aumentare il reddito si ha un aumento proporzionale della quantità domandata (reddito +1, domanda +1). Nella parte della curva che va dal punto C al punto B, all'aumentare il reddito si ha un aumento meno che proporzionale della quantità domandata (reddito +2, domanda +1). La curva di Engel non ha un andamento rettilineo: la quantità aumentata aumenta fino ad un certo punto all'aumentare del reddito. Nell'ultimo tratto, l'aumento del reddito viene destinato dal consumatore maggiormente alla domanda di un altro bene.

Vincolo di bilancio

Il vincolo di bilancio è l'insieme delle possibilità di scelta del consumatore limitato sulla base della quantità di moneta a sua disposizione o del suo reddito. Il vincolo di bilancio presuppone che la persona abbia un reddito, o una quantità di moneta a sua disposizione da spendere per acquistare beni e servizi. Dati n beni di consumo x e un reddito R, il vincolo di bilancio del consumatore può essere scritto nel seguente modo: \( p_1 x_1 + p_2 x_2 + \ldots + p_n x_n \leq R \).

Il consumatore può scegliere diverse combinazioni di beni (\( x_1, x_2, \ldots, x_n \)) purché la spesa complessiva non superi il reddito (R). I prezzi dei beni ed il reddito sono dati noti. Le sole incognite della disequazione sono le variabili x che rappresentano le quantità di acquisto degli n beni. Se il consumatore può scegliere tra due soli beni x1 e x2, il vincolo di bilancio può essere rappresentato in un piano cartesiano. In ascissa è rappresentata la quantità del bene x1 e in ordinata la quantità del bene x2. Destinando l'intero reddito all'acquisto del bene 1 si ha che \( p_1 x_1 = R \) e \( x_2 = 0 \); quindi \( x_1 = R/p_1 \). Questa combinazione di scelta (\( x_1 = R/p_1 \), \( x_2 = 0 \)) individua le coordinate del punto A sul diagramma. Destinando l'intero reddito all'acquisto del bene 2 si ha che \( p_2 x_2 = R \) e \( x_1 = 0 \); quindi \( x_2 = R/p_2 \). Questa combinazione di scelta (\( x_1 = 0 \), \( x_2 = R/p_2 \)) individua le coordinate del punto B sul diagramma. Per rappresentare il vincolo di bilancio nelle situazioni intermedie è sufficiente tracciare una retta per congiungere il punto A con il punto B. Detta "retta del vincolo di bilancio" o "retta di bilancio". La retta di bilancio individua l'insieme delle combinazioni in cui il consumatore spende interamente il suo reddito per acquistare il bene 1 ed il bene 2. L'area al di sotto della retta del vincolo di bilancio viene detta insieme delle possibilità di consumo. La retta è, invece, detta frontiera delle possibilità di consumo poiché tali combinazioni (o panieri di consumo) implicano la spesa dell'intero reddito R da parte del consumatore. Lo spazio al di fuori della retta di bilancio è l'insieme delle scelte che il consumatore non può raggiungere perché al di sopra delle proprie possibilità reddituali.

La variazione del rapporto dei prezzi \( p_2/p_1 \) muta la pendenza del vincolo di bilancio e le intercette sull'asse delle ascisse e delle ordinate. La retta ruota verso l'asse di riferimento del bene in caso di aumento del suo prezzo e viceversa. La variazione del reddito R sposta la retta di bilancio verso destra o verso sinistra, a seconda che si tratti di un aumento o di una riduzione del reddito, in modo parallelo alla sua posizione di origine.

Domanda aggregata

La domanda aggregata è la sommatoria delle domande individuali determinata da una serie di macro-caratteristiche sociodemografiche. Ad esempio, la domanda aggregata risente dell'età media della popolazione. La domanda individuale ci serve per fare riflessioni sulle quantità domandate. Età, reddito, genere, livello di istruzione.

Evoluzione della teoria della domanda

Principi fondamentali della teoria neoclassica. Non sono applicabili per il nostro mercato, per il nostro settore e non ha senso. Si basa su quattro principi fondamentali:

  • Razionalità del consumatore: Il consumatore è un individuo razionale e quindi cerca di massimizzare la sua utilità; ciò significa che in base al reddito a disposizione egli sceglie il bene che gli fornisce la massima utilità. Nel modello neoclassico, il reddito è considerato come unico vincolo all'attività di consumo e, in generale, le variabili economiche tradizionali (prezzo e reddito) rappresentano i fattori determinanti nella struttura decisionale del processo di acquisto. Non considera le preferenze, ma solo il reddito.
  • Trasparenza del mercato: Il consumatore è perfettamente in grado di riconoscere l'utilità che un determinato prodotto genera e, inoltre, conosce esattamente tutte le possibili alternative di scelta; conosce quindi chi produce tale bene e a che prezzo (perfetta conoscenza della domanda e dell'offerta). Questo è un presupposto fondamentale perché il consumatore possa essere razionale nelle sue scelte. Prevede una perfetta simmetria informativa e una conoscenza molto elevata; non ci sono comportamenti opportunistici da parte del produttore.
  • Principio dell'utilità marginale decrescente: Nel consumo di una unità in più del prodotto, aumenta l'utilità totale. Tuttavia, l'utilità marginale dell'ultima dose è inferiore dell'utilità marginale fornita dal consumo della penultima dose. All'aumentare del consumo l'utilità aumenta sempre, però con incrementi sempre minori. Quindi, all'aumentare della quantità aumenta l'utilità totale (con incrementi sempre minori) e diminuisce l'utilità marginale.
  • Omogeneità: tutti i consumatori sono uguali (stessi gusti), quindi si comportano nel medesimo modo e non ci sono differenze di qualità tra i prodotti.

Per i prodotti alimentari:

  • Il consumatore è poco razionale: Non necessariamente egli massimizza il suo budget iniziale acquistando il prodotto che gli conferisce la massima utilità. Molte volte non viene acquistato il prodotto per lui più conveniente, ma la scelta può essere influenzata da altri fattori (gusto, aspetto nutrizionale, convenienza). Massimizza la sua utilità sulla base di tantissimi fattori. Il reddito è solo uno di questi, aspetto nutrizionale, gusto, familiarità, pubblicità, passaparola, confezione, ecc.
  • Il mercato non è trasparente: Contiene una moltitudine di servizi (proprietà/caratteristiche) e il consumatore non ha la piena conoscenza di tutte le alternative possibili. Possiamo parlare di un prodotto la cui utilità possiamo valutarla a pieno solo dopo il consumo. Quelle che vengono acquistate sono aspettative o informazioni. Il mercato per definizione non è trasparente, a maggior ragione quello alimentare. C'è asimmetria informativa fra chi offre un prodotto/servizio e chi acquista. Il consumatore avrà sempre un certo grado di disinformazione. L'etichettatura viene un po' in aiuto del consumatore, rimane comunque una differenza di informazioni.
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiadaPastorelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e politica alimentare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Cavaliere Alessia.
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