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Economia e politica alimentare

I parte: l'analisi del mercato nella scienza economica

La teoria economica neoclassica dice che il prezzo è l'elemento centrale, ma quando si fanno scelte riguardanti cosa comprare, in realtà vengono fatte scelte molto diverse, le quali dipendono dalle nostre preferenze (cosa vogliamo dalle nostre preferenze, prezzo, gusto, convenienza, facilità d'uso...) dipende dal consumatore.

Scelte che fa il consumatore in presenza di scarsità di:

  • Tempo
  • Costo
  • Conoscenza del prodotto (health claim)
  • Origine del prodotto

Obesità: non è un problema solo medico-nutrizionale. Es. Stati Uniti 33% di obesità sono persone che hanno necessità di più cure degli altri (costi), hanno dei tassi di assenteismo dal lavoro più alto delle altre persone (in Italia il tasso di obesità è del 10%). La scelta dell'obesità genera dei costi diretti e indiretti.

Il mercato orienta l'economia

L'economia si divide in:

  • Economia politica divisa in:
    • Microeconomia: teoria della domanda, teoria dell'offerta, teoria dei mercati
    • Macroeconomia
  • Economia aziendale: si occupa di come lavorano le imprese (bilancio, organizzazione, strategia marketing)
  • Economia applicata: studiamo il sistema alimentare
  • Politica economica: cosa bisogna fare per raggiungere un obiettivo, in modo tale che il mercato funzioni bene

Mercato

Possiamo immaginare il mercato come un luogo dove compratori e venditori si incontrano per una transizione, ovvero per lo scambio del bene (acquisto del bene per il consumatore e vendita per il venditore). Attraverso questo incontro si stabilisce il prezzo del prodotto.

Il mercato è dunque un gruppo di venditori (imprese) che vogliono vendere il loro prodotto a un certo prezzo e da un gruppo di consumatori (compratori), luogo ideale per l'incontro tra domanda e offerta. I compratori determinano la domanda, i produttori o rivenditori rappresentano l'offerta.

In qualunque mercato si possono individuare 3 elementi fondamentali:

  1. Compratori (acquirenti che domandano i beni di consumo) e venditori (soggetti implicati nello scambio che offrono beni)
  2. Beni o servizi: oggetti di scambio o transazione (case, beni alimentari, azioni, auto). Transazione: passaggio del diritto di proprietà di un bene. Nei beni complessi richiede un notaio che certifichi questo passaggio.
  3. Prezzo: valore del bene

Il valore del bene viene espresso nel mercato, durante la transazione. Es. immaginiamo di essere stati assunti dalla catena di supermercato più grande al mondo (Walmart, la seconda come fatturato è il Carrefour) ed occuparci dei pricing (fissare i prezzi dei prodotti). Stabiliamo dei prezzi molto alti, dopo giorni nessuno compra i biscotti. Quindi abbassiamo il prezzo. Ecco perché si dice che il valore del bene è espresso nel mercato.

Nel momento in cui i venditori mettono un prezzo alto i consumatori non lo comprano, allora abbassano il prezzo fino ad un livello tale al quale i compratori sono disposti a pagare, willingness to pay.

Willingness to pay: disponibilità da parte del consumatore di acquistare ad un certo prezzo un determinato bene.

Teoria della domanda

La domanda è rappresentata dall'insieme degli acquirenti. Può essere:

  • Individuale: domanda del singolo consumatore
  • Collettiva: domanda di un gruppo di consumatori (popolazione), per esempio un gruppo di studenti, degli italiani.

La domanda è la quantità di un bene che i compratori vogliono acquistare viene indicata con y.

y = f (p , p , R, pr)
dove y = quantità domandata del bene i;
pi = prezzo del bene i;
pj = prezzo di beni sostituti;
R = reddito del consumatore;
pr = preferenze qualitative.

Prezzo (pi)

Il prezzo e la domanda sono inversamente proporzionali, al diminuire del prezzo la domanda aumenta e viceversa. Ciò può essere declinato in diversi modi: se il prezzo diminuisce può cambiare la quantità che io compro di quel bene; se il prezzo di un prodotto tecnologico diminuisce posso cambiarlo prima rispetto a quando lo avrei cambiato;

Es. se il prezzo della benzina diminuisce molto, invece di prendere il treno per un viaggio scelgo la macchina, quindi aumenta la quantità di domanda per la macchina. Ma se il prezzo della benzina sale allora scelgo il treno, in questo caso diminuisce la quantità di domanda.

Grafici in economia: sull'asse delle ascisse viene posta la domanda e sull'asse delle ordinate viene posto il prezzo.
y = -ap (funzione lineare) (ma possono esserci anche funzioni più complesse, es l'iperbole equilatera).
Quando il prezzo è massimo, la domanda è nulla. Man mano che il prezzo scende, la quantità consumata aumenta.

La domanda è dinamica, considera un certo arco temporale come 1 settimana, 1 mese, 1 anno. Se il prezzo diminuisce acquistiamo più quantità di quel prodotto, ma si arriva ad un punto di saturazione dove, se il prezzo scende a zero, i consumatori non lo comprano più, perché non viene più consumato. È un punto teorico. Succede che quanto più il prezzo scende e il consumo aumenta, ad un certo punto si satura e non si consuma più il prodotto.

Es. se ho già comprato ortaggi freschi, anche se abbassano molto il prodotto non ne compro più perché se no poi vanno a male. Se il prezzo è talmente alto, non lo si compra. Se il prezzo è troppo basso, non lo si consuma più. NB: Stiamo facendo considerazioni prescindendo dalla percezione del valore del bene dato dal prezzo.

Reddito (R)

Quando il prezzo è alto, alcuni consumatori non se li possono permettere. Man mano che il prezzo scende, i consumatori (domanda) aumentano.

Movimenti curva della domanda:

  1. Lungo la curva della domanda: per cui, se il prezzo diminuisce (da p2 a p1), allora la quantità domandata passa da q2 a q1. La diminuzione del prezzo passa lungo la curva della domanda.
  2. Spostamenti della curva di domanda, a causa del reddito, prezzo di altri beni, preferenze. Viene traslata o verso l'alto o verso il basso. La differenza è che se trasla verso l'alto, per il medesimo prezzo, compro più bene perché è aumentato il reddito, se invece il reddito cala, compro meno prodotti con lo stesso prezzo (crisi).

Ci sono spostamenti della curva della domanda che dipendono dalle preferenze, reddito o prezzo di altri beni. Con una diminuzione del prezzo ci si sposta, invece, lungo la curva della domanda.

NB: ci sono degli spostamenti di curva apparenti, dove i consumatori acquistano di più perché il prezzo è agevolato. In realtà i consumi non sono aumentati: i prodotti vengono stoccati e consumati in seguito.

Esempio 1:

Numero di sigarette fumate al giorno e prezzo a pacchetto. Se ci fosse una tassa che fa aumentare il prezzo delle sigarette si ridurrebbe il consumo di sigarette fumate al giorno. Il consumatore reagisce all'incremento del prezzo riducendole. Ci muoviamo lungo la domanda.

Esempio 2:

Se scoraggiassi il fumo con una politica di informazione sui danni del fumo (non agisco sul prezzo) ed è una campagna efficace, la curva della domanda si sposta verso sinistra e, a parità di prezzo, avremo meno sigarette vendute. Agisce sulla consapevolezza dei consumatori. La curva della domanda viene traslata.

Esempio 3:

Se aumentasse il reddito, si passa dalla curva di domanda D1 a D2, ovvero con la possibilità di acquistare più prodotto. La medesima cosa avviene con la riduzione del reddito, con la differenza che la curva di domanda è traslata all'opposto, quindi viene acquistato meno prodotto.

Prezzo di beni sostituti (pj)

Anche il prezzo di altri beni influenza la curva di domanda verso l'alto o verso il basso. Se la curva trasla verso l'alto, per il medesimo prezzo ci saranno meno acquisti/domanda.

Esempio prezzo di altri beni: Potrebbe essere che tra la carne bovina e la carne avicola ci sia una certa sostituibilità? Magari se una costa più dell'altra, cambio scelta e prendo quella meno costosa. La quantità del bene y non dipende solo dal prezzo del bene i ma anche dal prezzo del bene j che è un sostituto di i. Se la carne bovina resta a un certo prezzo e la carne avicola diminuisce, i consumi di carne bovina risentono del ribassamento della carne avicola? Sì perché i consumatori spostano le preferenze dalla carne bovina a quella avicola.

Se il prezzo di j diminuisce, il consumo di y diminuisce anch'esso. Se il prezzo di j aumenta (carne avicola), il consumo di carne bovina aumenta. Tra il consumo del bene i e il prezzo del bene j c’è un rapporto di proporzionalità diretta (opposto di y e il prezzo del bene stesso).

Esempio: due marchi della stessa categoria di prodotto, come vino Chianti e Valpolicella. Se il Valpolicella aumenta di prezzo e il Chianti rimane uguale, aumentano i consumi del Chianti, se la preferenza è debole. Stessa cosa il contrario.

Preferenze (pr)

Le preferenze dei consumatori possono anche loro spostare la curva di domanda. L'effetto di un aumento del reddito è quello di aumentare la possibilità di acquistare quel prodotto, quindi è un altro elemento fondamentale. Quelli che non hanno un reddito elevato, non possono permettersi certi prodotti. Se dovesse aumentare, la tendenza è quella di un aumento della quantità acquistata. Rapporto di proporzionalità diretta. Ciò avviene per i beni normali.

Esistono beni inferiori che, all'aumentare del reddito, il consumo diminuisce. Sono solitamente beni molto poveri, di bassissima qualità, consumati da persone molto povere.

  • Quindi: Prezzo inverso, Prezzo del bene sostituto diretto, Reddito (R) diretto, Preferenze (pz) non si può dire (compro in base ai miei gusti, è più un vincolo).

Equilibrio

Si raggiunge a un prezzo dove domanda e offerta si ritengono soddisfatte. La willingness to pay del consumatore equivale con il prezzo fissato dal venditore. In questo caso le curve di domanda e offerta si intersecano perché il valore si equivale. Naturalmente anche le quantità si equivalgono e le rispettive curve si intersecano.

La linea dell'offerta è opposta rispetto a quella della domanda, perché il ragionamento è opposto. Per il consumatore più è basso il prezzo e più acquista, per il venditore più è alto il prezzo e più tenderà a produrre e vendere il bene. Al prezzo di equilibrio si trova anche una quantità di equilibrio.

Elasticità

Non tutti i prodotti hanno la stessa reattività rispetto a una diminuzione/aumento dei prezzi. Ci sono prodotti in cui, se il prezzo diminuisce del 30%, la domanda non aumenta del 30%.

Esempio: pasta, prodotto molto stabile in Italia, molto consumata ma leggermente in diminuzione. Se dovesse costare meno di quello che attualmente costa, inizialmente potranno esserci più vendite, ma nel lungo periodo (1 anno) si noterà che il consumo non è aumentato. Se invece prendo lo champagne, prezzo diminuisce del 30%, molto probabilmente avrò un aumento rilevante dei consumi, perché è un alimento che si consuma poco. I consumi aumenteranno.

Questa diversa reattività dei consumi alla variazione dei prezzi si chiama elasticità. L'elasticità della domanda rispetto al prezzo è il rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione percentuale del prezzo.

  • La domanda di un bene tende ad essere rigida (la quantità domandata diminuisce poco all'aumento del prezzo) quando ci sono pochi sostituti: la benzina
  • La domanda tende ad essere elastica quando il bene ha molti sostituti: i mandarini

La risposta della domanda può essere classificata in due grandi categorie:

  • Elastica: la variazione percentuale della quantità è maggiore della variazione percentuale del prezzo (se si riduce di poco il prezzo, i consumi aumentano molto). Elasticità > 1 (prodotti di lusso)
  • Rigida: la variazione percentuale della quantità è minore della variazione percentuale del prezzo. Elasticità < 1 (beni alimentari)

Es: nei beni di lusso se il prezzo diminuisce la reattività è fortissima e la domanda aumenta di molto subito (es. iPhone). Per i prodotti che sono abitualmente consumati, l'elasticità è bassa (es pasta); se diminuisse del 30% faccio la scorta ma non aumentano i miei consumi nel lungo periodo.

L'elasticità si verifica sia con un aumento che con una diminuzione della percentuale.

Esempio crisi recente: beni di prima necessità sono rimasti abbastanza stabili (elasticità rigida), beni di lusso hanno subito una brusca diminuzione della domanda. L'elasticità della domanda è quindi la variazione percentuale della quantità domandata sulla variazione percentuale del prezzo. Devo prendere anche il valore assoluto, altrimenti viene sempre negativo.

Se il numeratore è una quantità maggiore rispetto al denominatore, allora il valore è maggiore di 1 (domanda elastica), viceversa è minore di 1 (domanda rigida). Es: se ΔQ / Q è 30% e ΔP / P è 20%, l'elasticità è > 1.

  • Domanda elastica: variazione percentuale di quantità è maggiore della variazione percentuale del prezzo. ΔQ / Q > ΔP / P
  • Domanda rigida: variazione percentuale di quantità è minore della variazione percentuale del prezzo. ΔQ / Q < ΔP / P

Il concetto di domanda

È importante il fatto che il mercato non sia inteso come -luogo reale- ma come luogo -virtuale e ipotetico- dove domanda e offerta si incontrano. Il mercato è un qualsiasi luogo o una qualsiasi situazione in cui avviene uno scambio. Chi acquista rappresenta la domanda, il prodotto da acquistare rappresenta l'offerta. Nel mercato avviene un incrocio tra domanda e offerta in un punto detto -punto di equilibrio-.

Da cosa dipende la domanda?

  1. La quantità domandata è influenzata dal prezzo del bene. Infatti se un prodotto costa di più in linea di massima se ne acquisterà meno di quel prodotto. Questo è l'andamento generale della domanda, ma non sempre è vero. Infatti ci sono dei prodotti che seguono questo andamento generale della domanda, mentre altri che lo seguono ma un po' meno, come per esempio i bisogni di prima necessità o i beni di lusso.
  2. All'aumento del prezzo del bene, si può andare a sostituire con altri beni (il cosiddetto bene sostituto). Un'impennata del prezzo del mandarino può facilmente condurre all'acquisto del prodotto arancia. Nel momento in cui si parla di un aumento della benzina invece non si potrà sostituirla con l'acqua. Anche il reddito del consumatore cambia la domanda (se si è più ricchi, se si è più poveri). Un aumento del reddito determinerà un cambiamento del reddito, visivamente importante solo ed esclusivamente su alcuni prodotti. Ad esempio chi è più ricco non per forza comprerà quintali di pane rispetto a me. La differenza la si può notare ad esempio su prodotti come la macchina, che verrà cambiata ogni due mesi rispetto a chi prende meno reddito e la cambia una volta ogni dieci anni.
  3. Le preferenze: l'industria alimentare offre tantissime variabili di prodotti proprio perché deve poter soddisfare esigenze diverse di ciascuno (chi acquista solo prodotti "light", chi solo biologico, chi solo senza glutine ecc). I cambiamenti che stanno avvenendo nell’industria alimentare (a livello di consumo) sono dettati dalle preferenze. Ad esempio l’anno scorso nel paniere dell'Istat sono entrate le bevande vegetali (questo implica che il consumo del latte si sia notevolmente ridotto). Quest’anno nel paniere dell’Istat è entrato lo zenzero.

Nel paniere dell'Istat si trovano beni di largo consumo e ciò dimostra quanto stia cambiando la composizione delle abitudini alimentari di ciascuno. L'industria risponde alle esigenze dei consumatori attraverso la formulazione di nuovi prodotti, come è avvenuto per i prodotti di IV gamma. Questi si sono sviluppati perché il consumatore aveva bisogno di un prodotto già pronto, per fare più veloce.

Elasticità della domanda rispetto al prezzo

Come varia la domanda, come si riduce la domanda? Se ho una variazione percentuale del prezzo come risponde la percentuale di quantità domandata?

L'elasticità è la misura della variazione della quantità domandata, rispetto a una variazione del prezzo. (esempio: mandarino aumenta del 30%, la quantità domandata viene ridotta); l'elasticità ci dice quanto meno viene ridotto il prezzo.

Se la domanda diminuisce del 70%, si dice che la domanda è elastica; in funzione di piccolissime variazioni la domanda cambia tantissimo. Se la domanda diminuisce del 5%, si dice che la domanda è rigida; la domanda di un bene tende ad essere rigida quando ci sono pochi sostituti (benzina). A prescindere dalla variazione del prezzo la domanda rimane stabile.

Tanto più un bene è insostituibile, tanto più la domanda è rigida!

Esempio:

  • Elasticità = 0 (anelastica): prezzo aumenta da 4 a 5 euro e determina una variazione della domanda.
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Scienze agrarie e veterinarie AGR/01 Economia ed estimo rurale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Elispran96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e psicologia dei consumi alimentari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Banterle Alessandro.
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