Economia e gestione delle imprese
Parametri che definiscono la dimensione dell’impresa
La dimensione dell’impresa è difficilmente definibile perché esistono diversi parametri (e non basta solo un parametro per definire le dimensioni dell’impresa, ma bisogna guardare l’insieme) che variano di caso in caso.
Parametri economici
- Fatturato (parametro più spesso utilizzato perché per tutte le imprese si esprime nella stessa unità di misura)
- Valore aggiunto (la differenza tra il valore finale della produzione e il costo delle materie e dei servizi acquistati per ottenerla)
Parametri tecnico-produttivi
- Produzione realizzata (più l’impresa è grande, più produce, ma anche un’impresa piccola potrebbe produrre molto)
- Capacità produttiva (quanto potenzialmente si può produrre, cioè quanto potenzialmente posso realizzare in termini di produzione un’impresa potrebbe dotarsi di macchinari che potenzialmente producono, ma in realtà sono poco utilizzati)
Parametri patrimoniali
- Patrimonio netto = elementi attivi e passivi che servono all’impresa per condurre la società. Indica la differenza tra l’attivo (attivo immobilizzato e circolante) e il passivo (debiti). È dato dal capitale sociale conferito al momento della costituzione o in corso e dalle riserve
- Totale attivo patrimoniale = (totale degli impieghi) + più l’impresa è grande, più il patrimonio netto è consistente, più necessita di beni strumentali e più è rigida. È il parametro più rappresentativo perché con il patrimonio netto si possono chiedere soldi a finanziatori
Parametri organizzativi
- Più sono, più l’impresa è grande (in passato è capitato spesso che le imprese assumessero più personale rispetto al necessario, ma bisogna sempre guardare di quanta forza lavoro l’impresa necessita)
Funzioni dell’impresa
L’impresa rappresenta una realtà complessa intorno a cui si sviluppa una rete di rapporti non solo di scambio, ma anche di collaborazione, informazione e di interessi, svolgendo una varietà di ruoli nei confronti di chi vi partecipa.
Organizzazione economica
Lo scopo è il soddisfacimento dei bisogni umani, mettendo a frutto le risorse naturali limitate o non idonee. Utilità per la connettività grazie alla divisione e specializzazione del lavoro.
Sistema sociale
L'obiettivo è la distribuzione della ricchezza creata (tramite la produzione) a vantaggio di chi opera al suo interno (fornitori, fisco, addetti).
Struttura patrimoniale
È un complesso di beni organizzati per lo svolgimento dei processi produttivi, e di soggetti da cui derivano i concetti di capitale imprenditoriale, rischio aziendale. Bisogna saper organizzare per lo svolgimento dell’attività: più è rischiosa, più è richiesta la capacità e più si aspetta maggior redditività.
Teorie classiche sulla finalità imprenditoriale
L’azienda è la rappresentazione di una volontà imprenditoriale volta al conseguimento di determinate finalità.
Massimizzazione del profitto
Complesso spettante per l’organizzazione dei fattori produttivi = complesso per i rischi e i premi per l’innovazione. Tutte le attività possono generare profitto laddove si crea un profitto aggiuntivo: è anche il risultato dell’acquisizione di posizioni monopolistiche (per affermarsi l’impresa deve acquisire più fette di mercato a discapito delle altre imprese).
Dello sviluppo e della sopravvivenza aziendale
Assicurare continuità aziendale = gestire la struttura patrimoniale grazie al profitto e diminuendo le attività rischiose (generare un profitto sicuro per l’attività aziendale per evitare il rischio che possono minare a ciò che garantisca la sopravvivenza) per l’organizzazione.
Della creazione e diffusione del lavoro
Il valore economico è il valore effettivo dell’impresa; massimizzazione del valore economico ha come obiettivo il crescere dell’impresa affinché si rafforzi e generi risultati sempre migliori. Visione orientata al futuro: non causa solo avere profitti ma generare potenzialità di produrre risultati sempre migliori e oltre a creare valore si mira anche a quotazioni azionarie. L’azienda deve avere le caratteristiche per essere quotata in borsa (quando frammento il capitale in più azionisti non ho più una percentuale che mi consente il contratto, ma posso comunque avere contratto parziale, relativo). Se devo valutare beni che hanno costi pluriennali, sono da riportare sugli anni in cui i beni danno la loro utilità = la quota non attualizzata su questi beni si rientra nel patrimonio (in caso di cessione dell’attività, il valore del patrimonio non è dato dalla differenza tra attivo e passivo, ma devo contare anche il plusvalore per determinare il valore economico dell’impresa valutando il valore economico effettivo, non riferito alle singole cose).
Dello sviluppo dimensionale
Espansione, più l’impresa è grossa, più saranno le problematiche associate, più l’impresa è solida, più è forte contro la concorrenza (i concorrenti si limitano agli aspetti qualitativi e possono fare concorrenza solo laddove ci si basa su aspetti specifici), più sconfigge la concorrenza, più si ottengono migliori livelli di redditività. Se l’impresa cresce, anche i dirigenti traggono benefici perché a base fissa si aggiungono incentivi e benefici.
Esempio: supermercato (vende volumi di merce elevata e sottocosto) VS negozietto; margine di profitto del negozietto è più alto, ma in termini assoluti i profitti più elevati li hanno le strutture grosse.
Teoria comportamentale o dei limiti sociali alla massimizzazione del profitto
Il reddito è il risultato che deriva da accordi di cooperazione o dalla composizione di conflitti interni ed esterni e la sua misura non è mai liberamente determinata dall’imprenditore. La determinazione dello stipendio non è data dalla libera contrattazione delle parti perché esistono dei contratti, delle condizioni base stabiliti da organi di rappresentanza tra datori di lavoro e lavoratori, ma ci sono degli accordi in tutti i campi come ci sono conflitti che portano alla riduzione del mio reddito (le imposte). Se si potesse stabilire il proprio massimo di profitto, il reddito si raggiungerebbe mediando i massimi interessi discordanti: il massimo profitto è influenzato da: forze esterne (clienti, fornitori, concorrenti, distributori, finanziatori, pubblica amministrazione) = tutti hanno interessi diversi e il cliente vuole pagare il prima possibile perché l’impresa vuole fargli pagare subito; forze interne (proprietari, dirigenti, dipendenti, lavoratori) = si tutela l’interesse dell’azienda per tutelare il posto di lavoro delle persone.
Teoria del successo sociale
Si compone di diverse fasi: sopravvivenza dell’organizzazione grazie al perseguimento del profitto = perché se la mia impresa sopravvive e si consolida, si afferma come impresa e io divento imprenditore di successo (ma il potere non basta, perché bisogna arrivare ad assumere più posizione di preminenza nella società).
Gestione
La gestione è, in senso proprio, l'insieme delle azioni che l'azienda stessa pone in essere per perseguire i suoi obiettivi e compiere scelte riguardanti le relazioni tra i suoi elementi costitutivi (persone e tecnologie). In realtà, la gestione inizia molto prima di fare qualcosa, già quando penso a come strutturare un’attività.
Ciclo direzionale aziendale
- Programmazione = atti di decisione
- Organizzazione = atti di disposizione
- Conduzione = atti di guida
- Controllo = atti di valutazione
- Controllo dei risultati e dei contenuti che siano in linea con cosa si era previsto
- Controllo finale più incisivo = controllo su tutte le fasi della direzione
Controllo direzionale
Fase sia preventiva che concomitante volta a effettuare valutazioni di rendimento che si traducono in misurazione di efficienza (rapporto tra risultati consentiti e risorse impiegate = più risorse sono impiegate, più il prodotto è costoso) e di efficacia (rapporto tra gli obiettivi ottenuti e gli obiettivi che si sarebbero dovuti ottenere; gli obiettivi devono essere raggiungibili e solo in seguito si verifica se la gestione è stata efficace). Tutte queste fasi di controllo non sono completamente a posteriori, perché i controlli vengono sempre effettuati e man mano si svolgono le attività bisogna svolgere anche le verifiche.
Sistema informativo aziendale
Il sistema informativo aziendale serve agli addetti al controllo:
- Patrimonio di dati (possono riguardare la produzione, le tecniche di produzione e vendita, i mercati di approvvigionamento, di sbocco, dati che sono in continuo divenire, in continua crescita, non c’è un pacchetto iniziale che resta tale ma è qualcosa che incrementa nel tempo.
- Insieme di procedure (noi dobbiamo avere delle procedure che tendano a rendere sempre migliore ed economicamente più rilevante l’attività aziendale) commerciali, produttive che si vengono a creare che servono a generare efficienza, sono proprie di ogni impresa, possono essere simili in un’impresa.
- Insieme di mezzi e strumenti (non basta avere le idee e saperle mettere in pratica) nella teoria ci vuole anche qualcosa di fisico, delle adeguate strumentazioni, strumenti o reperiti sul mercato.
- Insieme di persone, le persone sono un aspetto produttivo importante ma non sono degli strumenti, le persone operano meglio se sono adeguatamente motivate, se non si sentono come un semplice tassello del mosaico.
Esempio: Stabilimento A, B, C = servono procedure per vedere come lo stabilimento A riesce a ottenere materie prime che passano allo stabilimento B.
Programmazione aziendale
A lungo termine
È il percorso a lungo termine che vogliamo tracciare, è il business della nostra impresa, quale è il fine, che cosa vogliamo fare (la strada che vogliamo percorrere, come percorrerla e in che modo concretamente farlo). Deve considerare:
- Obiettivi da raggiungere (l’obiettivo non è mai uno solo, ogni impresa tende a diversificarsi, non si percorre mai un’unica strada perché se non va bene le conseguenze sono dure)
- Politiche da adottare (come facciamo ad arrivare a quel determinato obiettivo, quali sono le tecniche, come dobbiamo attuare la nostra produzione, in che modo, secondo quali standard: tuttavia ci sono dei vincoli di costo, di risorse ossia tutto questo va visto sotto l’aspetto di quanto possiamo spendere ecc.)
- Valutazione dei vincoli e delle risorse da impegnare (budget) dobbiamo considerare i vincoli e le risorse, i vincoli possono anche non essere di carattere economico ma ad esempio normativi.
- Attività da svolgere
A breve termine
L’orizzonte temporale è più vicino, nel breve termine le cose cambiano velocemente:
- Stima delle opportunità del mercato (devo cogliere le opportunità che mi dà il mercato, possibilità che sono spesso mutevoli = dobbiamo avere una certa capacità di adattamento allo scenario attuale per accogliere le opportunità che la situazione mi offre nei limiti possibili vincoli interni: determinazione delle possibilità aziendali) cercare di adattare la produzione secondo le esigenze del mercato, cogliere le opportunità a breve a seconda delle proprie esigenze.
- Valutazione delle politiche da adottare
- Fissazione degli obiettivi
Ci sono però dei vincoli da rispettare:
-
Vincoli interni, sono propri dell’impresa stessa
- Potenzialità produttiva = è fondamentale per raggiungere certi obiettivi (es. non posso pensare di mettere 100 tavoli in un ristorante se la mia struttura non me lo consente, o produrre un tot di beni se i miei impianti non me lo consentono)
- Potenzialità organizzativa = quello che la nostra organizzazione ci consente di fare, dove andiamo a prendere i soldi per fare il tutto se ho delle idee imprenditoriali devo vedere se ho la possibilità di reperire le risorse da qualche parte
- Potenzialità finanziaria, di denaro
- Potenzialità economico-strutturale di effettivamente porre in essere determinate iniziative, bisogna essere realisti
-
Vincoli esterni
- Crescita della domanda, devo vedere se quello che vendo viene richiesto, devo valutare bene quale è la domanda e se ha delle prospettiva di crescita se si svilupperanno perché non devo limitarmi a qualcosa di immediato
- Pressione della concorrenza = bisogna in qualche modo differenziarsi perché posso avere concorrenti già sul mercato ma anche concorrenti potenziali, che attualmente non lo sono perché offrono altri prodotti ecc.
- Progresso tecnologico = è necessario modernizzare sempre soprattutto quando si tratta di aziende medie e piccole
- Regolamentazione pubblica = ci sono disposizioni di vario genere
Gestione strategica
Atti di gestione riguardanti lo sviluppo aziendale = la si fa prima, quando si pensa a come fare l’attività, e la si fa durante l’attività. Si porta sempre avanti una gestione strategica per individuare la strada che si deve percorrere e le limitazioni da affrontare.
Strategie complessive
Di sviluppo (o espansione, si differenziano soprattutto rispetto al rapporto prodotto/mercato, cioè alla permanenza, al superamento e all’allargamento delle relazioni fra prodotti fabbricati e mercati serviti) e di mantenimento della posizione.
Strategie competitive
Servono per fronteggiare la concorrenza e acquisire clientela.
Strategie funzionali
Di produzione, di finanza, di vendita. Esempio:
- Gestione dei punti vendita
- Gestione dei canali di vendita (attraverso strutture o direttamente al pubblico?)
Alternative di crescita
Significa cercare di pilotare laddove è possibile le tendenze future, l’impresa deve scegliere la strada da percorrere ad esempio crescere in business già esistenti o in nuovi, stare in ambienti che già conosciamo o magari anche penetrare in ambienti diversi, nuove aree d'affari.
Espansione nei business esistenti, possiamo avere:
- Mutamenti nell’ampiezza prodotto-mercato e nell’estensione geografica (ricercare nuove aree):
- Prodotti e mercati esistenti = comporta l’esplorazione verso aree geografiche nuove verso cui inizializzare il prodotto
- Prodotti esistenti in nuovi mercati = (incremento di usi e applicazioni) significa trovare nuovi usi e nuove applicazioni per i prodotti già esistenti, far sì che i nostri prodotti possano servire anche a nuovi usi, possano soddisfare bisogni di diverso genere creano magari anche delle nuove necessità per trovare nuovi mercati.
- Nuovi prodotti in mercati esistenti = diversificare
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