Cap 1: Contesto socio economico
Ambiente
Domanda d'esame frequente: La valutazione dell'ambiente in cui l'impresa opera è il punto di partenza di qualsiasi valutazione strategica, operativa, funzionale, ecc.
Macro ambiente
Contesto generale in cui l'impresa è chiamata a svolgere le sue funzioni. Ne consegue che il macro ambiente rappresenta un insieme di vincoli e opportunità esterni all'impresa, su cui l'impresa non può intervenire: quindi essa deve vivere le opportunità e subire i vincoli, assumendo un comportamento passivo. Invece comportamento proattivo vuol dire trasformare le minacce in opportunità.
Micro ambiente
Insieme dei mercati in cui l'impresa scambia le risorse. Tale micro ambiente può essere distinto in ambiente transazionale e ambiente competitivo.
Macroambiente
- Sistema socio-demografico: distribuzione della società in termini, di giovani, anziani, reddito.
- Politico istituzionale: insieme di normative. Ogni nazione ha un proprio insieme di normative che non possono essere governate dall'impresa ma rappresentano i vincoli entro cui l'impresa deve muoversi. È vero che l'impresa in sé non può modificare il macro ambiente, ma più un'impresa è in grado di fare pressione morale nei confronti di un governo, tanto più avrà la possibilità di intervenire sul sistema politico istituzionale e su quello economico.
- Tecnologico: disponibilità di tecnologie funzionali alla realizzazione del processo produttivo.
- Economico
Microambiente
- Ambiente transazionale: in cui avviene lo scambio di beni e risorse. Ne fa parte il mercato del lavoro in cui avviene lo scambio fra risorse monetarie che l'impresa dà al lavoro e il conseguimento della forza lavoro. Ne fa parte il mercato di produzione, dove acquisisco i fattori produttivi dove avviene lo scambio fra risorse monetarie da parte dell'impresa e fattori produttivi. Ne fa parte il mercato finanziario dove avviene lo scambio di mezzi monetari funzionari allo svolgimento della produzione.
- Ambiente competitivo: in cui l'impresa realizza la competizione. Questo ambiente è costituito dai clienti serviti, cioè quelli che comprano il mio bene, e dalle imprese concorrenti.
Un'altra teoria ben orientata a definire i comportamenti dell'impresa è la teoria dei costi di transazione, elaborata da Coase e Williamson, che si interrogarono sulle relazioni poste in essere dalle imprese. Entrambi seguendo strade diverse, Coase parlando dei costi delle relazioni e Williamson parlando della tipologia delle relazioni, arrivarono a concludere che l'impresa può acquisire vantaggi internalizzando alcune attività che di norma venivano svolte all'esterno. A seconda delle condizioni dell'ambiente l'impresa ha la possibilità di valutare cosa internalizzare e cosa acquistare dal mercato.
Non è detto che è sempre meglio internalizzare, dipende dalle condizioni. Quanto più la ripetizione della valutazione è bassa, e quanto più il fornitore è affidabile, tanto più mi conviene rivolgermi al mercato. Quanto più il fornitore è inaffidabile, quanto più devo ripetere più volte la valutazione del se acquistare e da quale fornitore acquistare, allora mi conviene internalizzare.
Cap 2: Impresa come sistema
Impresa: prima definizione
L’impresa è un’organizzazione economica che, mediante l’impiego di un complesso differenziato di risorse, svolge processi di acquisizione e di produzione di beni o servizi da scambiare con entità esterne al fine di conseguire un reddito.
Organizzazione: insieme di “cose” in relazione.
Economica: le categorie logiche prevalenti nell’organizzazione dell’impresa devono essere i costi e i ricavi.
Complesso differenziato di risorse: si acquistano risorse (materie prime, forza lavoro, …) che vengono combinate per ottenere un valore maggiore di quello iniziale.
Acquisizione: processi di acquisizione di risorse finanziarie, umane, attrezzature.
Produzione: le risorse vengono combinate tra loro attraverso processi di trasformazione.
Scambiare: la fase che segue l’acquisizione la produzione è quella dello scambio.
Entità esterne: lo scambio dell’impresa di solito non avviene con il consumatore finale, ma con altre imprese ad esempio (differenza tra mercato di consumo e mercato dell’impresa).
Reddito: l’impresa fa tutto ciò per conseguire un reddito, che è la differenza positiva tra ricavi e costi. Non sempre il fine dell’impresa è massimizzare il reddito.
Ricavi = Prezzo
Ricavi totali = P * Q
Costi = sacrificio dell’impresa per l’acquisto dei mezzi di produzione.
Impresa vs altre organizzazioni
Altre tipologie di organizzazioni che non hanno i requisiti per essere considerate imprese sono: volontariato, ONLUS, religiose ecc.
Non è la semplice organizzazione che caratterizza il concetto di impresa ma la finalità dell’organizzazione.
Impresa e azienda
Il nostro codice civile disciplina l’azienda (complesso di beni organizzati). Nell’impresa, l’imprenditore rappresenta la mente che determina i fini di certi beni.
Forme giuridiche dell’impresa (previste dal codice civile)
- Ditta individuale: presenza di un solo soggetto proprietario dell’impresa, cioè l’imprenditore.
- Forme collettive
Distinzione in termini di responsabilità patrimoniale (principio cardine del codice civile)
- Ditta individuale: la responsabilità dell’imprenditore è illimitata e solidale. Il patrimonio dell’azienda non è separato da quello dell’imprenditore.
- Società di persone: Società semplice - Società in Nome Collettivo - Società in Accomandita Semplice
- Società di capitali
Ordine delle società di persone in base alla decrescenza della responsabilità
- Società semplice: Non vi è separazione tra patrimonio personale dell'imprenditore e patrimonio dell'impresa.
- In nome collettivo: tutti i soci hanno pari dignità nella gestione dell’impresa, e sono responsabili illimitatamente e solidalmente.
- Società in accomandita semplice: si caratterizza per la presenza di due categorie distinte di soci Socio accomandante: si limita a conferire il denaro, senza intervenire nella gestione. In capo a lui sorge la responsabilità solo nel momento in cui interviene della gestione. Socio accomandatario: oltre a conferire denaro gestisce anche l’impresa. In questo caso la responsabilità è illimitata e solidale.
Società di capitali
Caratterizzata dalla distinzione tra patrimonio della società e patrimonio dei singoli soci. L’amministratore, se si dimostra il dolo, è responsabile patrimonialmente.
Fattori dinamici
L’impresa è un sistema, cioè un insieme interrelato di componenti che tendono verso un obiettivo comune. L’impresa opera in un ambiente fisico, e ha contatti con coloro che insistono in quel luogo, perciò ha un legame con il luogo in cui insiste. L’impresa si apre all’ambiente, dal quale importa elementi (positivi o negativi, come delle “pertubazioni”).
Impresa: Seconda definizione
L’impresa è un sistema aperto, di tipo sociale e tecnico perché attraverso i macchinari produciamo.
Metafore dell’impresa
- Sistema meccanico: dalle decisioni prese derivano reazioni a catena.
- Vivente: sono gli uomini che all’interno dell’impresa decidono cosa fare. L’impresa quindi vive attraverso le decisioni dell’imprenditore. A questo punto si pone il problema della transazione generazionale che consiste nel trasferimento della funzione imprenditoriale e manageriale agli eredi nel caso delle imprese familiari. Nel caso delle imprese familiari è più difficile che questa transazione avvenga in modo positivo perché non è certo che gli eredi dell’imprenditore siano anch’essi bravi imprenditori.
- Cognitivo: l’impresa è un sistema che incorpora conoscenza, e ciò le consente di sopravvivere alla morte dell’imprenditore, perché la conoscenza si trasferisce dal manager all’interno dell’impresa. La conoscenza infatti consente di adattare le scelte al contesto, abbattendo anche l’idea del meccanicismo.
Teoria neoclassica: 5 ipotesi
- Proprietario e manager coincidono
- Obiettivo impresa = Max Profitto
- Benefici e oneri = ricavi e costi
- Assenza di alcuna forma di pensiero per l’impresa (applicazione meccanica delle regole di convenienza economica)
- L’impresa in quanto unità puntuale funzionale alla spiegazione del mercato
Piccola o grande impresa?
L’interesse del manager non coincide più con quello dell’imprenditore. Al manager interessa aumentare la dimensione dell’impresa, cioè il fatturato (volume di vendite), in modo da aumentare il suo guadagno Teoria dello sviluppo dimensionale. La dimensione dell’impresa dipende dal parametro tecnico su cui ci basiamo. Non esiste un unico parametro. Le 5 ipotesi della teoria neoclassica vengono superate con l’entrata in scena di altre teorie.
Caratteristiche del mercato individuate dalla teoria neoclassica:
- Totale conoscenza, assenza di asimmetrie informative: cioè tutto si conosce e tutti conoscono tutto.
- Tutto è meccanico
Al contrario secondo la teoria manageriale non è possibile conoscere tutto e vi sono delle asimmetrie.
Ipotesi sul comportamento delle organizzazioni
- Razionalità limitata cioè non si conosce tutto.
- Opportunismo cioè non è vero che tutto è meccanico. Anche l’etica è secondaria rispetto all’opportunismo.
Queste 2 ipotesi non erano presenti nella teoria neoclassica e diventano il punto di partenza per la gestione dell’impresa.
Forme istituzionali di impresa
- Imprese capitalistiche
- Imprese manageriali
Si distinguono per la presenza o meno della delega della funzione imprenditoriale al manager. Inoltre il management utilizza e applica strumenti di gestione. Invece l’imprenditore assume scelte a prescindere dalle indicazioni dello strumento, a volte addirittura contro lo strumento. L’imprenditore spesso spinge i manager ad accelerare i tempi.
Impresa capitalistica (impresa familiare)
Non c’è una forte delega della funzione imprenditoriale al manager. Nell’impresa familiare l’imprenditore mantiene la funzione manageriale.
Impresa manageriale (public company)
Public company concentrazione via via decrescente del potere nelle mani di pochi. Non c’è più un solo soggetto di riferimento come nell’impresa familiare:
- Proprietà concentrata (soggetto di maggioranza)
- Imprenditore delegato (pacchetto di comando)
- Proprietà assente (public company)
Funzione dell’impresa e finalità imprenditoriali
Impresa come sistema sociale: L’impresa è un sistema socio-tecnico di tipo aperto. L’ipotesi su cui si basa il funzionamento dell’impresa è l’opportunismo. L’interpretazione più moderna è che l’impresa deve soddisfare le finalità di chi opera al suo interno teoria degli stakeholders: non si può pensare solo a massimizzare il profitto, ma si deve tener conto di chi opera al suo interno. Infatti migliorando le condizioni, ad esempio riducendo le ore di lavoro, si può aumentare la produttività degli operai. Questa teoria nasce proprio nel momento in cui si inizia a tener conto delle necessità di quanti operano nella gestione.
Visione sociale dell’impresa
Carrol ha introdotto il concetto di RSI (responsabilità sociale dell’impresa). L’impresa è un’istituzione a finalità plurime socio-economiche. Secondo Carrol l’impresa è “un sistema economico e sociale a cui prende parte una pluralità di attori guidato in funzione di un giusto equilibrio fra obiettivi economici e responsabilità sociali”. Un’impresa con finalità sociali è la P.A. che non ha come fine il profitto.
Cap 3: Teoria degli stakeholder
Teoria degli stakeholder Nei confronti dell'impresa esistono diversi portatori di interessi, gli stakeholder, e l'impresa deve tenerne conto. Secondo Freeman lo stakeholder è colui che può influenzare l'andamento, la gestione dell'impresa, la modalità di raggiungimento degli obiettivi strategici e di quelli operativi. Ma è stakeholder anche colui che può essere influenzato a sua volta dall'attività dell'impresa. La definizione di stakeholder di Freeman è negativa, successivamente abbandona questa negatività.
Gli stakeholder nella visione di Freeman possono essere
- Fornitori
- Concorrenti
- Dipendenti
Importante nella teoria degli stakeholder è la distinzione tra:
- Stakeholder primari: hanno un interesse diretto nella vita dell'impresa. Se esiste un contratto tra chi ha l'interesse e l'impresa, allora il gruppo di soggetti che ha contrattato con l'impresa ha un interesse proprio, diretto, perché il contratto regola delle obbligazioni, dei reciproci diritti e obblighi tra le parti.
- Stakeholder secondari: hanno un interesse indiretto nella vita dell'impresa. Se non c'è il contratto, allora l'interesse è quasi certamente indiretto: lo stakeholder ha solo un'influenza sul comportamento dell'impresa o subisce un'influenza dall'impresa per cui non è uno stakeholder primario. Attenzione: Ci potrebbero essere stakeholder che anche senza contratto hanno un interesse diretto nell'impresa.
Chi è sicuramente uno stakeholder primario perché stipulerà un contratto con l'impresa? I fornitori, i dipendenti, finanziatori, clienti. A differenza del consumatore, il cliente è sicuramente primario perché ha il contratto.
Dalla teoria degli stakeholder deduciamo che l'impresa è: "Un'organizzazione economica costituita da un complesso di interlocutori interni ed esterni che mediante la combinazione di risorse differenziate, svolge processi di acquisizione e produzione di beni e servizi allo scopo di creare e distribuire valore fra tutti i suoi partecipanti".
*Alcuni stakeholders sono interni all'impresa (dipendenti, imprenditore, proprietario), altri sono esterni. Stakeholder primari interni sono i dipendenti, stakeholder primari esterni sono i clienti.
Significato della suddetta definizione di impresa: La teoria degli stakeholder pone l'accento sul fatto che ci sono soggetti che hanno un interesse diretto all'impresa: nelle scelte di gestione l'impresa deve sapere che siccome ha una responsabilità sociale, dovrebbe stare attenta al tipo di scelta strategica e operativa che pone in essere per poter conseguire l'obiettivo di creare e distribuire valore fra tutti i suoi partecipanti cioè devi pagare il giusto stipendio e chi lavora per te, devi pagare la materia prima al fornitore.
È fondamentale per l'impresa l'individuazione degli stakeholder secondari perché per i primari è stato fatto il contratto col quale è stata disciplinata la relazione. Bisogna capire quali sono gli interessi degli stakeholder secondari, i problemi e vantaggi che potranno offrire. Dopo averli classificati, l'impresa capirà quale comportamento adottare nei confronti degli stakeholder secondari.
Criteri per classificare gli stakeholder secondari
- In base alla forza, all'importanza (Associazioni di consumatori - Gruppi di consumatori - consumatore singolo - ecc.)
- Legittimazione (riconoscimento ufficiale): le associazioni di consumatori riconosciute sono legittimate.
- Attualità dell'interesse
Sulla modalità di azione/reazione dell'imprenditore a comportamenti degli stakeholder possiamo distinguere 3 tipologie di comportamenti
- Comportamenti passivi: imprenditore che aspetta che l'evento accada, senza far nulla, ritenendo che l'evento in qualche modo si riassorbirà da sé.
- Reattivi: viene adottato dalla maggior parte degli imprenditori, che reagiscono non appena l'evento è accaduto.
- Proattivi: consiste nell'identificazione delle probabili reazioni di diversi stakeholder secondari e prevenire queste probabili reazioni adottando specifici comportamenti da parte dell'impresa.
Teoria dell'agenzia
Nasce sulla base dell'assunto che in tutte le relazioni umane, e in particolare nell'impresa, esistono rapporti che comportano l'intervento di persone che hanno poteri diversi. Queste disparità in termini di poteri comporta la necessità di regolamentare questa relazione mediante un contratto. Quando questo accade e quando in questo contratto si disciplinano rapporti in cui io chiedo a un altro di fare una determinata cosa si parla di relazione di agenzia.
Contratti basati sulle azioni// // sui risultati
Quando è difficile valutare l'azione e il comportamento del delegato è più opportuno il contratto basato sui risultati. Gli operai ad es. hanno un contratto basato sulle azioni, con orari e pausa ben precise. Invece un rappresentante di vendita ha un contratto basato sui risultati perché non si può controllare in modo diretto la sua azione. Tra il principale e l'agente ci sono asimmetrie informative: il delegato deve vendere un certo oggetto a 100 euro, può venderlo anche a 250 tenendosi la differenza e mettendo in atto un comportamento opportunistico.
Cap 4: Motivazioni dei partecipanti all’impresa e teorie sulle finalità imprenditoriali
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