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Economia e gestione delle aziende di assicurazione

Lezione del 07/03/2018

Il sistema finanziario è un sottosistema del più ampio sistema economico. Il sistema finanziario costituisce una struttura fondamentale dell’economia reale, poiché ne migliora il funzionamento, l’efficienza e la capacità di produrre ricchezza.

Struttura del sistema finanziario

La struttura del sistema finanziario è divisa in 4 componenti:

  • Intermediari finanziari
  • Strumenti
  • Mercati
  • Autorità di vigilanza

Gli intermediari finanziari sono i soggetti specializzati che facilitano l’incontro tra la domanda e l’offerta di un bene che nel caso specifico è rappresentato dalle risorse finanziarie. L’intermediario finanziario è un soggetto che si frappone fra unità in surplus e unità in deficit ma senza assumersi il rischio. Sono intermediari finanziari: le banche, le compagnie di assicurazione, le società di leasing (sono intermediari creditizi non bancari), le società di gestione del risparmio e, infine, le società di credito al consumo. I mediatori di assicurazione e riassicurazione (broker) sono intermediari che agiscono su incarico del cliente e senza poteri di rappresentanza di imprese di assicurazione e di riassicurazione.

Gli strumenti sono rappresentati dalle polizze assicurative (premi), che consentono il trasferimento delle risorse.

Il mercato è definito mercato delle assicurazioni dirette. Le imprese di assicurazione negoziano contratti assicurativi in qualità di assicurazione con la propria clientela. In pratica, il mercato è il luogo in cui vengono scambiate le polizze assicurative.

Le autorità di vigilanza sono delle istituzioni super partes che all’interno del sistema finanziario hanno un duplice ruolo: quello di andare a disegnare un quadro normativo di riferimento e la funzione di controllo. Nelle compagnie di assicurazione l’autorità di vigilanza è rappresentata dall’IVASS ossia, l’istituto per la vigilanza sulle assicurazioni.

Polizze assicurative

Nel ramo vita le polizze assicurative possono essere: polizze vita, caso morte, vita temporanea, si tratta di un evento certo e coerente; polizze vita, caso morte temporanea si tratta di un evento aleatorio, può verificarsi o meno.

L’attività delle imprese di assicurazione è caratterizzata da una gestione tecnica e una gestione patrimoniale finanziaria. L’impresa di assicurazione raccoglie i premi che vengono destinati ad investimenti patrimoniali, questi ultimi danno luogo ad una gestione patrimoniale che può considerarsi un momento della gestione assicurativa, intesa in senso ampio. La gestione patrimoniale è complementare alla gestione assicurativa; l’evolversi del portafoglio assicurativo è correlato alla gestione patrimoniale dell’impresa, che deve sempre essere in grado di garantire la solvibilità degli impegni assunti. Il concetto di solvibilità si ricollega, da un lato, alla solidità patrimoniale intesa come possesso di adeguati mezzi propri e, dall’altro lato, alla struttura produttiva (riserve tecniche).

Gestione delle compagnie di assicurazione

Le diverse fasi tipiche attraverso le quali si articolano le due gestioni si possono sintetizzare nei seguenti punti:

  • Gestione assicurativa:
    • Assicurazione dei rischi e riscossione dei premi;
    • Riassicurazione dei rischi assunti e pagamento dei premi;
    • Pagamento delle somme assicurate;
    • Riscossione delle somme riassicurate.
  • Gestione patrimoniale:
    • Investimento delle disponibilità derivanti dalla riscossione dei premi;
    • Amministrazione degli investimenti patrimoniali;
    • Disinvestimenti eventuali.

Lezione del 12/03/2018

Le compagnie di assicurazione assumono il rischio, lo gestiscono in modo simile alle banche per alcune cose, e in modo differente e più specifico per altre cose. Si viene a creare un rapporto diretto tra le compagnie di assicurazione e l’assicuratore. Le compagnie di assicurazione sono coloro che offrono garanzie.

Esempio: Divisione del premio di una RC Auto

  • Una parte al risarcimento
  • Una seconda parte agli intermediari assicurativi (sono diversi dagli intermediari finanziari), essi sono i soggetti che operano a favore dell’assicurato.
  • Una parte del premio è destinato agli azionisti.

Le informazioni sono fondamentali nell’assicurazione dei rischi. Se stipulo una serie di contratti sulla base di informazioni, alla fine non dovrei aver rimanenze. Se considero come informazioni le materie prime queste alla fine dell’anno non possono essere immagazzinate.

Il requisito patrimoniale utilizzato nelle compagnie di assicurazione serve per le perdite inattese, a fronte di ciò che utilizzano le riserve tecniche. Una parte delle riserve tecniche è di natura economica.

Il periodo che intercorre tra il momento in cui viene incassato il premio e il momento in cui avverrà il pagamento della prestazione assicurativa è di ampiezza tale da determinare l’accantonamento della riserva tecnica e l’impiego della stessa. Le riserve tecniche assumono denominazione diversa a seconda che si tratti dei rami vita o rami danni. Nel ramo vita vengono denominate riserve matematiche e riserve per somme da pagare. Nel ramo danni invece, riserve premi e riserve sinistri.

L'attestato di rischio è un documento con cui si vede la rischiosità; il pool assicurativo è l’insieme dei premi pagati dagli assicurati.

Attività finanziarie e riserve tecniche

Attività reali Riserve tecniche

Attività finanziarie Mezzi propri

Lezione del 14/03/2018

Articolo 1882 del codice civile: “l’assicurazione è il contratto con il quale l’assicuratore, verso pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l’assicurato, entro i limiti convenuti, del danno a esso prodotto da un sinistro, ovvero a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente la vita umana”.

Funzione del contratto assicurativo

La funzione del contratto assicurativo è l’eliminazione di un rischio, che può essere trasferito ad altri soggetti, che lo assume e lo inserisce all’interno di un pool di rischi, che hanno come caratteristica principale l’omogeneità, la numerosità e l’indipendenza, riuscendo in questo modo a minimizzarli e a renderli sopportabili dal punto di vista patrimoniale.

L’oggetto del contratto assicurativo è il rischio, questo rappresenta la probabilità che un determinato evento futuro ed incerto si avveri.

Categorie di assicurazione

L’assicurazione si divide in due categorie:

  • Assicurazione danni: a fronte di un pagamento del premio assicurativo, l’assicuratore si obbliga a rivalere l’assicurato di un danno a esso prodotto da un sinistro. La finalità è quella di risarcire il danno che l’assicurato ha subito.
  • Assicurazione vita: l’assicuratore a fronte del pagamento di un premio, si obbliga a corrispondere un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente la vita umana.

Teoria dell'intermediazione finanziaria

La teoria dell’intermediazione finanziaria proposta da Akerlof si basa sulle asimmetrie informative. Gli scambi assicurativi si caratterizzano per la presenza di asimmetrie informative, questa si compone di:

  • Selezione avversa: questa situazione comporta che la compagnia antecedentemente alla stipula del contratto di assicurazione, non sia in grado di apprezzare correttamente la rischiosità della propria controparte. In questa circostanza viene a crearsi un prezzo (premio assicurativo) di equilibrio che, da una parte induce i soggetti più esposti al rischio che vogliono trasferire ed accettare le condizioni determinate dalla compagnia, dall’altra parte incentiva i soggetti meno esposti al rischio ad uscire dal mercato, poiché penalizzati dal prezzo non equo.
  • Azzardo morale: è post-contrattuale; può essere trattato considerando che la possibilità di ottenere un elevato risarcimento potrebbe indurre l’assicurato a simulare l’accadimento del sinistro oggetto del contratto.

Sia nel caso di selezione avversa sia di azzardo morale viene imposto un massimale, ossia il limite previsto in tutti quei contratti dove non si sa il limite massimo di risarcimento. Un esempio di massimale è RC Auto; non metto invece il massimale nella polizza di incendio e furti, in quanto, in caso di danno il valore massimale è il valore del bene.

Clausole assicurative

L’assicurazione prevede specifiche clausole per il corretto accertamento del rischio e per l’incentivo verso comportamenti virtuosi dell’assicurato, queste clausole possono essere:

  • Franchigia e scoperto: sono clausole contrattuali che limitano quantitativamente la garanzia offerta dalla compagnia di assicurazione, favorendo la compartecipazione al rischio da parte dell’assicurato. Rispettivamente si ha che, la franchigia (espressa in valore assoluto) sono limitazioni alla responsabilità della compagnia riguardanti danni che, o non raggiungono un determinato valore o superano il valore del bene; lo scoperto invece, è una limitazione alla responsabilità della compagnia ma in valore percentuale.
  • Riduzione delle tariffe in presenza di adeguate cautele: fa riferimento alla black box.
  • Bonus/Malus: ad esempio, RC Auto, in caso di incidente scendi dalle classi di merito.
  • Tecniche di controllo volte a contenere le frodi.

Tipologie di polizze

Si hanno diverse polizze a seconda che si tratti del ramo vita o del ramo danni;

  • Nel ramo danni:
    • Polizze sulle persone
    • Polizze sulle cose
    • Polizze RC Auto
  • Nel ramo vita:
    • Polizze di produzione tradizionale (morte o sopravvivenza)
    • Polizze finanziarie assicurative

Grazie alle diverse polizze è possibile individuare dei multiprodotto del business assicurativo, e in base a ciò troviamo tre tipologie di servizi:

  1. I servizi di natura indennitario-previdenziale: rappresentano il prodotto tradizionale di una compagnia e possono essere ricondotti a quattro categorie di obbligazione:
    • Promessa di risarcire le conseguenze economiche di un evento che colpisca un bene facente parte del patrimonio dell’assicurato. Appartengono a questa categoria di contratti: le polizze dei rami furto, incendio, trasporti;
    • Promessa di risarcire le conseguenze economiche di un evento che materializzi una responsabilità dell’assicurato verso terzi. Esempi sono: polizze responsabilità civile generale, polizze RC veicoli a motore, polizze RC professionale;
    • Promessa di risarcire le conseguenze economiche di un evento che determini la cessazione di un flusso di reddito. Esempio: polizze infortuni e malattia;
    • Promessa di corrispondere un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente la vita umana, si tratta di contratti del ramo vita che hanno perso la loro caratteristica indennitario-previdenziale pura a fronte di crescente profili di gestione del risparmio.
  2. I servizi di gestione del risparmio: sono rappresentati dall’impiego dell’assicuratore di rivalutare le somme assicurate in funzione del rendimento della propria attività di investimento dei premi corrisposti dal cliente e dall’obbligazione di erogare le somme stesse senza che vi sia una correlazione con il manifestarsi del rischio eventualmente individuato dal contratto come oggetto del servizio indennitario-previdenziale. Questi elementi sono assenti dai rami danni, nel ramo vita rientrano nel ramo capitalizzazione.
  3. I servizi di gestione del rischio: consistono nell’erogazione di consulenza in materia di risk management, affiancata o meno alla fornitura di coperture. Questi servizi hanno per oggetto metodi di prevenzione e protezione dai sinistri.

Risk management

Il risk management si divide in 4 fasi:

  1. Individuazione del rischio;
  2. Misurazione del rischio in relazione alla frequenza e all’impatto patrimoniale;
  3. Si pongono in essere le scelte gestionali riconducibili a quattro situazioni: eliminazione del rischio, riduzione dei rischi, trasferimento dei rischi, ritenzione dei rischi;
  4. Controllo dei rischi assunti.

La prima fase che riguarda l’identificazione dei rischi, fa riferimento alla distinzione tra i rischi puri, rischi speculativi e rischi demografici. Ogni persona è esposta ad un insieme di rischi (un unicum), che lo differenzia dagli altri individui e dalle altre imprese. Una volta portata a termine la puntuale mappatura dei rischi, si può passare alla fase della loro misurazione, che consiste nel valutare la frequenza con cui si possono manifestare e l’impatto ad essi associato. A seconda della propensione/avversione al rischio, di ciascun soggetto e della valutazione del rischio specifico, sarà possibile procedere nella pianificazione delle azioni da intraprendere, facendo riferimento alle 4 modalità della fase di gestione del rischio. Queste azioni possono spesso integrarsi tra loro. L’ultima fase del risk management è il controllo dell’intero processo. Poiché il risk management è un processo dinamico, va rinnovato periodicamente e ogni volta avvenga una variazione del profilo soggettivo di un individuo o dell’impresa, ovvero avvengono delle modifiche a livello di contesto in cui ci si trova ad operare.

Strategie di gestione del rischio

Eliminazione del rischio: rappresenta la prima, più immediata e probabilmente auspicabile (sperabile) delle alternative tra quelle possibili in termini di gestione. Ma questa azione è anche la meno praticabile, in quanto:

  • Rappresenta un “estremo maramente teorico”, cioè è necessario approssimare il rischio, ma non è sempre raggiungibile;
  • Perché all’assunzione di un rischio non è associabile un evento negativo per un individuo o per un’impresa.

Riduzione del rischio: si sostanzia nella definizione di una serie di azioni per diminuire la probabilità o l’impatto del rischio, oppure entrambi. La prima modalità di riduzione è rappresentata dalla prevenzione del rischio, ovvero un’azione ex ante rispetto al verificarsi del rischio, volta all’eliminazione parziale delle cause che possono produrre un danno, con conseguente diminuzione della frequenza con cui un determinato evento può manifestarsi. In questo caso, il danno associato al verificarsi di un evento può comunque venire a determinarsi. La riduzione del rischio può avvenire tramite un intervento ex post, che miri al suo contenimento, facciamo riferimento, in questo caso, alla protezione dal rischio. Quando parliamo di prevenzione e di protezione facciamo riferimento al rischio puro; nel momento in cui rivolgiamo l’attenzione ai rischi speculativi, la modalità più appropriata per ridurre il danno ad essi associato è rappresentato invece dalla diversificazione. Infine, con specifico riferimento alle persone giuridiche, tra le tecniche di riduzione del rischio è possibile includere anche l’adozione di un miglior assetto organizzativo.

Ritenzione del rischio: rappresenta una modalità di gestione che porta un soggetto a prendersi in carico le conseguenze associate al manifestarsi di un determinato rischio. Tale assunzione può aver luogo secondo due diverse modalità:

  • La prima di tipo inconsapevole (ritenzione passiva), in quanto associabile all’inesattezza delle stime effettuate in merito ad un determinato evento o alla mancata individuazione di uno specifico rischio;
  • La seconda di natura consapevole (ritenzione attiva), che si sostanzia nella costituzione, mediante accantonamenti periodici, di un fondo di autofinanziamento, da utilizzare nelle situazioni di emergenza determinate dal verificarsi dell’evento dannoso.

Poi è il soggetto che decide consciamente di coprire il rischio.

Trasferimento del rischio: per i rischi puri e i rischi demografici il trasferimento è rappresentato dalle polizze assicurative danni e da quelle vita, per i rischi speculativi, si hanno diverse alternative, una di queste è quella assicurativa, anche se le soluzioni preferibili possono essere ottenibili col ricorso a clausole contrattuali e strumenti finanziari, come gli strumenti derivati.

Lezione del 19/03/2018

Nelle imprese di assicurazione il cosiddetto “margine assicurativo” si identifica aggiungendo al risultato della gestione tecnico-assicurativa così ottenuto:

  • Saldo lavoro diretto
  • Saldo cessioni lavoro diretto
  • Saldo lavoro indiretto

= Risultato della gestione tecnico-assicurativa

Il risultato della gestione patrimoniale:

  • Risultato gestione patrimoniale ordinaria
  • + o – componenti straordinari di reddito

= Risultato della gestione patrimoniale

Il saldo del lavoro diretto è il risultato della somma algebrica tra:

  • Premi di competenza del lavoro diretto;
  • Sinistri di competenza del lavoro diretto;
  • Oneri di acquisizione, produzione ed organizzazione;
  • Altri oneri e proventi tecnici.

Il saldo di cessione del lavoro diretto si ottiene sommando algebricamente i valori derivanti dalle operazioni di riassicurazione passiva.

Il saldo lavoro indiretto, infine, è il risultato che scaturisce dalle operazioni di riassicurazione attiva e di retrocessione attiva e passiva.

Il risultato della gestione patrimoniale si ottiene dalla somma algebrica dei proventi ed oneri patrimoniali e finanziari, delle quote di ammortamento, degli accantonamenti, con l’aggiunta del saldo relativo ai proventi ed oneri straordinari.

Ai risultati ottenuti (risultato gestione tecnico-assicurativa + risultato gestione patrimoniale) vanno aggiunti:

  • Costi fissi di struttura, che riguardano quelle voci di costo non imputabili direttamente alla gestione tecnico-assicurativa o a quella patrimoniale;
  • Imposte.

Ogni riassicurazione e retrocessione deve combaciare tra le compagnie, mentre il lavoro diretto è presente in ogni conto economico delle compagnie.

Componenti del risultato economico

Le principali componenti negative (costi) e positive (ricavi) del risultato economico sono:

  1. Premi e accessori dell’esercizio: è la voce di ricavo più consistente che distingue i premi di lavoro diretto dai premi di lavoro indiretto. Con specifico riferimento al ramo vita, distinguiamo tra premi annuali, distinti in prima annualità e annualità successive, e premi unici, corrisposti in un'unica soluzione a
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sabrina95. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di economia e gestione delle aziende di assicurazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Santoboni Fabrizio.
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