Tecniche finanziarie per la valutazione di progetti, piani e programmi
06/05/2019-07/05/2019
È una branca che fino a poco tempo fa non esisteva; bisogna risalire ai primi anni del Novecento, quando si cominciò ad operare in termini di economia del benessere sociale: non più l’occhio rivolto al singolo individuo, ma si intravede già in quegli studi il riferimento alla collettività. L’economia neoclassica si identifica in larga parte con l’economia del benessere; l’economia del benessere, essendo rivolta al benessere collettivo, comincia a riflettere sui vantaggi e gli svantaggi di alcune decisioni che vengono prese e le decisioni operative vengono prese attraverso azioni di programmazione, di progettazione, di pianificazione.
Cosa succede? Si salda il rapporto tra finalità (raggiungere il benessere sociale) e mezzi (adeguate azioni per operare degli interventi a ciò finalizzati) attraverso adeguate azioni di progettazione da implementare successivamente. È automatico quindi il trasferimento della riflessione economica inerente all’economia del benessere e legata alla computazione di vantaggi e svantaggi e quindi si cerca di considerare se l’azione messa in piedi (il progetto varato) soddisfa gli obiettivi del benessere sociale o meno: è l’altro elemento che bisogna considerare oltre alla formazione accademica (l’impostazione della scienza economica che apre e porte a questo tipo di considerazione).
Una parte fondamentale dell’economia del benessere diventa l’analisi dei costi e dei benefici delle azioni prodotte da un certo progetto; l’azione, affinché si possa considerare in termini razionali (presupposto dell’economia classica e neoclassica) porta alla valutazione di queste azioni. La valutazione economica dei progetti nasce con l’economia del benessere agli inizi del Novecento e diventa la costola fondamentale dell’economia del benessere.
Prassi e valutazione dei progetti
La prassi la valutazione dei progetti quando comincia ad operare? La prassi entra in gioco in maniera sostanziale alla fine del secondo conflitto mondiale. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale si ha una catastrofe, con alcuni vincitori e alcuni perdenti ma è sostanzialmente una catastrofe generale (tranne gli Stati Uniti, che non avevano visto la catastrofe consumarsi sul loro territorio). Nei riguardi dei Paesi perdenti, i Paesi vincitori usano anche delle soluzioni di sostegno, tant’è che viene varato il piano Marshall che era un ampio sostegno finanziario alle attività di ricostruzione per i Paesi che avevano subito danni irreparabili.
I vincitori anche hanno il problema di rimettere apposto le loro situazioni. I fondi connessi alle banche centrali o ai fondi di carattere internazionale sono disponibili ad erogare i finanziamenti per le opere di ricostruzione a patto che i progetti risultano vantaggiosi per la collettività, risultino effettivamente operativi, risultino quindi convenienti dal punto di vista economico-finanziario. Allora, i tre comparti delineati (quello scientifico che dice cosa si deve fare (la scienza economica); quello accademico che comincia a formare, soprattutto nelle facoltà di economia, le figure necessarie; la prassi che comincia, per l’erogazione dei finanziamenti, a valutare i progetti).
Le banche condizionano il finanziamento dell’intervento pubblico post-bellico alla valutazione del progetto preventiva, per sapere preventivamente se è una cosa che è buona, può funzionare e va a vantaggio della comunità. Tutti i progetti che vengono varati nel dopoguerra ottengono una valutazione economica del progetto di intervento. Successivamente la prassi si sviluppa ulteriormente negli anni successivi, dagli anni Sessanta in poi, sull’attività di cooperazione ai Paesi in via di sviluppo: non c’era più la guerra, ma c’erano i Paesi sottosviluppati che quando chiedevano un finanziamento alle banche centrali per opere di interesse pubblico erano sottoposti alla valutazione economica dei progetti (anche agricoltura e progetti non connessi al territorio ma con finalità sociali).
Metodologie di valutazione
Si sviluppa in tutti i Paesi un itinerario che parte inizialmente con l’analisi costi-benefici e con l’analisi finanziaria, perché la scienza economica nell’economia del benessere aveva parlato di queste prassi: si ha la valutazione attraverso una quantificazione monetaria di costi-benefici e costi-ricavi. Il criterio monodimensionale è finalizzato all’analisi finanziaria e all’analisi dei costi benefici.
Si sviluppa un nuovo settore che proviene da un settore particolare che viene definito come “ricerca operativa” (non dalla scienza economica) e che è fondato sulla conoscenza e sulle nozioni statistico-matematiche e che formalizza un approccio basato sulle valutazioni multidimensionali che poi oggi sono ancora più robuste sotto il profilo della tecnologia perché oltre alla matematica e alla statistica si aggiungono il calcolo informatico e il calcolo delle probabilità. Sono tutte tecniche operabili: analisi finanziaria e analisi costi benefici (valutazione monodimensionali), la seconda fornisce un giudizio di convenienza che non può rimanere vincolato esclusivamente alla componente economica.
Trova sviluppo quest’ultima dimensione su una particolare tipologia: sui progetti che analizzano finalità e beni con riflessi che impongono effetti e conseguenze non solo economiche ma anche di altra natura; questi beni sono quelli di natura ambientale e di natura stoico-culturale, che richiedono un approccio particolare proprio per le loro caratteristiche.
Le valutazioni monodimensionali a sfondo economico derivano dall’economia del benessere sin dal primo Novecento; le valutazioni multidimensionali derivano dalla branca scientifica della ricerca operativa e sono finalizzati a giudizi non solo economici ma anche di altra natura (sociali, ambientali, ecc).
Momenti e funzioni della valutazione dei progetti
Quando operare con la valutazione? Quando applicare la valutazione? Si hanno tre diversi livelli di intervento:
- Valutazione ex ante: "ex ante" = prima che si verifichi l’operatività di cui si parla. Si valuta utilizzando soprattutto la strumentazione a livello ideativo, a livello preliminare, a livello di progetto di fattibilità. È la più importante perché tutte le decisioni che recedono la soluzione tecnica avvengono a questo livello; se le risposte sono negative il progetto non viene varato, perché già si sa che non conviene; se le risposte sono positive si vara il progetto.
- Valutazione in itinere: in corso d’opera, mentre si sviluppa la progettazione. Entra in gioco quando si vara la progettazione architettonica, impiantistica, tecnologica; si applica momento per momento una valutazione. È un rapporto biunivoco tra valutazione e progettazione, interattivo (in base alle risposte che ho tra progetto-economia e progetto-decisione si decide cosa fare) oltre che iterativo (man mano che va avanti la progettazione sviluppo la valutazione, in parallelo). Oggi ha avuto un boom grazie a BIM: si tratta di sviluppare il progetto con questa rete informatica (se qualcuno cambia la parte architettonica, qualcun altro espone il cambiamento in termini finanziari, impiantistici, ecc).
- Valutazione ex post: applicabile al progetto già completato, quindi che consente alcune riflessioni importanti soprattutto finalizzate al futuro. Si opera con alcune conclusioni. Questa valutazione è ritenuta importante perché in questa fase si ha la possibilità di creare una sintesi di tutto quello che è avvenuto e farlo diventare un elemento decisivo (l’aspetto operativo) per le future esperienze. Diventa fondamentale in quanto è un arricchimento incredibile e che può influenzare le successive attività di valutazione. Si è iniziato ad utilizzarli in maniera più diffusa soprattutto quando coloro che vedevano le varie fasi della progettazione (ad esempio quella compositiva) separate tra di loro hanno compreso che così non era.
Le funzioni della valutazione sono:
- Creativa/propositiva: i vincoli aiutano nella costruzione del progetto.
- Dimostrativa: attraverso la valutazione trovi le argomentazioni di maggiore validità per sostenere quella scelta.
- Critico-interpretativa: è lo strumento che consente di operare un giudizio critico sulle soluzioni progettuali considerate, aiuta a valutare criticamente una determinata soluzione.
Analisi finanziaria
Siamo nel campo delle valutazioni monodimensionali, basate esclusivamente su un misuratore monetario e siamo nella fase di valutazione finanziaria dell’intervento. C’è differenza tra la tecnica valutativa finanziaria e la tecnica di valutazione dei costi e benefici economica: sono approcci diversi che danno risultati diversi. Il mondo reale si muove con la valutazione finanziaria. La valutazione economica si muove su altri binari, che sono i costi e i benefici sociali e i prezzi dei beni o degli effetti stimati attraverso la disponibilità a pagare (non i prezzi di mercato). Consiste nel valutare la convenienza del progetto che si fa sotto il profilo dei costi di mercato che si devono sopportare per realizzarlo e degli eventuali ed auspicabili ricavi che dal progetto realizzato si possono ottenere.
Interazioni tra i principali momenti operativi dell’analisi finanziaria
Progetto: progetto che si ha davanti, da valutare in ex ante, in itinere, ecc.
- Analisi dei tempi e delle fasi di attuazione: prima fase. Uno dei riferimenti chiavi del settore economico è che l’uso di un capitale comporta un prezzo che si chiama interesse; c’è un rapporto biunivoco fortissimo tra quantità di capitale (finanziario) che si utilizza e i tempi, cioè il periodo di tempo in cui si pensa di utilizzare quel capitale. Per quel capitale si paga sempre un interesse o si perde un interesse nell’usare quel capitale; il tempo, dunque, è decisivo, specialmente negli interventi edilizi in cui il tempo è in genere lungo. Deciso il periodo di tempo in cui si deve fare uso di un certo capitale, è necessario individuare delle fasi operative collocate in questo periodo complessivo al fine di attuare le varie componenti del progetto. Es.: per una palazzina si deve fare il cronoprogramma che prevederà certe quantità di giorni per gli scavi, poi un altro periodo di tempo per le fondazioni, poi le elevazioni, poi le sistemazioni esterne, poi le finiture. Si deve stabilire quanto dura ogni fase; se si sbaglia il cronoprogramma si ha una serie di conseguenze negative tra cui il costo del denaro che si utilizza: quindi, uno slittamento di tempo comporta un esborso notevole che va ad incidere sul bilancio finanziario.
- Analisi delle fonti finanziarie: è il secondo elemento. Nel valutare finanziariamente il progetto si devono assolutamente precisare le fonti da cui si attingono le risorse finanziarie per realizzare le opere. Le fonti finanziarie quali sono? Sono le più disparate: famiglie o banche (con pagamento dell’interesse; più è lungo il periodo di restituzione, più loro guadagnano). Questo ricorso a fonti familiari o bancarie è il più usuale: fonti familiari è utilizzare i fondi propri, ma utilizzando i propri soldi si perdono degli interessi attivi che si sarebbero avuti mettendo i soldi in banca. Il prestito bancario si configura come un credito. Esiste un terzo canale, una terza modalità: è quello che negli ultimi tempi viene chiamato “project financing”. È il ricorso ai finanziamenti che possono derivare periodicamente dalla messa in attività (a regime) del progetto. L’ideale è che quando si fa un complesso immobiliare, si vendono o affittano gli appartamenti e si comincia ad introitare; il punto chiave è la capacità del progetto di recuperare i soldi dell’investimento e anche di remunerarli (si deve recuperare quanto si è investito e si deve avere in premio la remunerazione per questa attività). Se invece di far maturare al completamento totale del progetto il project financing esso si organizza per fasi operative, si ottengono delle risorse per quota parte che coprono le altre fasi del progetto. Si cerca di finanziare le vari fasi del progetto attraverso le risorse ottenute grazie alla divisione in fasi operative indipendenti. Tecniche di questo tipo vengono messe in cantiere perché le fonti finanziarie che servono per realizzare il progetto sono fondamentali.
- Analisi di mercato: siamo in un’economia di mercato; prima di fare gli investimenti ci si deve sempre rendere conto delle condizioni di mercato in cui si va ad operare. Bisogna analizzare la domanda del consumatore e le offerte del produttore; senza di esse non si possono fare le previsioni dei ricavi.
- Analisi dei costi e dei ricavi: tutto questo porta ad individuare nelle fasi previste, annualmente o semestralmente (se il progetto è importante) le entrate e le uscite del progetto. Le uscite si verificano i primi anni: si hanno delle erogazioni e non si hanno delle entrate, si sostengono dei costi e non si dispone di nessun ricavo. Successivamente il trend si inverte: i costi, almeno quelli fondamentali di realizzazione, si bloccano e comincia il ritorno dell’investimento attraverso i ricavi (vendite, locazioni, affitti, ecc). il ciclo di vita utile del progetto (il cronoprogramma) parte dal primo momento e arriva alla fine utile del progetto. Dopo, però, si hanno i costi di manutenzione e di gestione. Deve mettere in condizione di capire se, sulla carta, il progetto programmato dà delle convenienze finanziarie o è meglio non realizzarlo.
Principali tipologie di costi e ricavi da considerare nell’analisi finanziaria
COSTI
- Investimento
- Acquisizione
- Acquisto: importante è l’acquisto del terreno per realizzare i fabbricati, è fondamentale perché sulle aree molte volte si sviluppa la rendita fondiaria e quindi c’è molto impegno finanziario che va rivolto solo all’acquisizione dell’area (più essa è centrale rispetto alla città, più costa).
- Esproprio: è possibile nei lavori pubblici. In assenza di risorse, però, diventa un ostacolo insuperabile: senza fondi non si espropria e senza esproprio non si può realizzare l’opera.
- Acquisizione temporanea
- Lavori
- Rilevazione
- Progettazione
- Esecuzione
- Collaudo
- Esercizio
- Manutenzione ordinaria: mantiene inalterato nel tempo la funzionalità del fabbricato.
- Manutenzione straordinaria: tende ad apportare qualche intervento migliorativo o di adeguamento rispetto al progetto iniziale.
- Spese di gestione
- Promozione
RICAVI: derivano dalle rendite, dalle vendite o dalle locazioni.
- Tariffari
- Canoni
- Tariffe, pedaggi, ecc
- Non tariffari
- Cessioni
- Permute
- Vendite
- Sovvenzioni
- Promozioni
Criterio del valore attuale netto (VAN)
È dato dalla sommatoria del differenziale ricavi-costi, attualizzato con un opportuno saggio di sconto r per una durata dell’investimento n. Una volta che si sono individuati costi, ricavi e tempi va tutto riportato ad oggi.
- Ri = ricavi
- Ci = costi
- r = tasso di sconto
- i = anno
- n = durata dell’investimento
Il valore attuale netto VAN, attraverso il differenziale ricavi-costi attualizzato, è espressione della massa quantitativa dei vantaggi e svantaggi che il progetto offre.
Criterio del rapporto ricavi-costi (RRC)
È dato dalla sommatoria dei ricavi attualizzati diviso la sommatoria dei costi attualizzati, con un opportuno saggio di sconto r e per una durata dell’investimento n.
- Ri = ricavi
- Ci = costi
- r = tasso di sconto
- i = anno
- n = durata dell’investimento
È indice della convenienza, è indicatore di efficienza del progetto.
Criterio del tasso di rendimento interno (TRI)
È dato dalla sommatoria di tutti i ricavi maturati dal progetto meno i costi, attualizzati ad un opportuno saggio di sconto r, per la durata dell’investimento n. A questa espressione si impone l’uguaglianza a zero: i diversi progetti si possono valutare in base al saggio r che crea le condizioni per porre i ricavi uguali ai costi.
- Ri = ricavi
- Ci = costi
- r = tasso di sconto
- i = anno
- n = durata dell’investimento
Il tasso di rendimento interno è come un saggio di interesse: se si vuole sapere quale progetto dà il saggio di interesse più conveniente (più alto) si deve applicare questa formula.
Criterio del payback period
È dato dalla sommatoria dei ricavi meno i costi, attualizzati ad un opportuno saggio di sconto r, per la durata dell’investimento i; all’espressione si impone la condizione di essere maggiore di zero.
- Ri = ricavi
- Ci = costi
- r = tasso di sconto
- i = anno
- n = durata dell’investimento
Significa avere l’informazione finanziaria in ragione del numero di anni che servono per recuperare l’investimento iniziale.
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