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ELEMENTI DI ECONOMIA E TEORIE ECONOMICHE DEL VALORE

CAP. 1: MERCATI, DOMANDA E OFFERTA

MICROECONOMIA: economia delle singole parti di un sistema economico nel suo complesso.

SISTEMI ECONOMICI

Economia totalmente pianificata: tutte le decisioni economiche sono prese dallo stato.

Libera economia di mercato: tutte le decisioni sono prese dal settore privato (famiglie e imprese). Le

famiglie decidono quanto lavoro offrire e quali beni consumare. Le imprese decidono cosa produrre e quali

fattori di produzione impiegare date le tecnologie a disposizione. Le strutture della produzione e del

consumo dipendono dalle interazioni tra tutte queste decisioni individuali di domanda ed offerta.

ECONOMIA PIANIFICATA su cui si basava il sistema economico socialista. Lo stato pianifica l’allocazione

delle risorse a tre livelli:

1. Allocazione delle risorse tra consumo attuale e investimento per il futuro: sacrificando parte del

consumo attuale a favore dell’investimento, si può aumentare il tasso di crescita dell’economia

2. Pianifica l’output di ciascuna industria, le tecniche usate, il lavoro e le altre risorse necessarie alla

produzione

3. Pianifica la distribuzione dell’output tra i consumatori in base agli obiettivi

ECONOMIA DI MERCATO tutte le decisioni sono prese da famiglie e imprese, che si suppone agiscano in

base a considerazioni utilitaristiche. I consumatori devono essere liberi di scegliere cosa comprare con i loro

redditi, i lavoratori devono essere liberi di scegliere quanto e dove lavorare, le imprese devono essere

libere di scegliere cosa produrre e quali tecnologie adottare. Da queste decisioni individuali si ottengono le

domande e le offerte di imprese e famiglie che interagiscono tra di loro attraverso la variazione dei prezzi.

MERCATO luogo dove si offrono i beni = luogo fisico dove avviene lo scambio di mercato tra chi produce

e chi acquista. Funziona solo se c’è equilibrio tra i soggetti:  Bene = oggetto di mercato

 Impresa = produce e offre il bene

 Consumatore = a chi viene offerto il bene,

sulla base di bisogni o desideri

L’equilibrio dipende da due elementi: 1. Quantità dei beni da produrre (troppi o troppo pochi)

2. Individuazione del prezzo di scambio

L’obiettivo è massimizzare i benefici per l’impresa che produce (=minimizzare i costi di produzione e

massimizzare i profitti) e quelli per il consumatore (=massima utilità ottenere la maggiore quantità al

minor prezzo).

MECCANISMO DEI PREZZI i prezzi aumentano in situazioni di scarsità, diminuiscono in situazioni di

abbondanza. Se i consumatori desiderano una maggiore quantità di un bene, la domanda eccederà

l’offerta, causando un aumento dei prezzi (il quale agirà come incentivo per i produttori ad incrementare la

produzione che ora è più conveniente); ugualmente, l’aumento di prezzo scoraggerà i consumatori ad

aumentare la domanda e li convincerà a ridurla: i prezzi continueranno a crescere fino a quando la scarsità

sarà eliminata. Se i consumatori domandano una minore quantità di un bene (o se i produttori ne

aumentano l’offerta), l’offerta eccederà la domanda: il surplus che ne deriva causerà una diminuzione dei

prezzi (che costituirà un disincentivo per i produttori, che ridurranno la produzione in quanto meno

conveniente); il calo dei prezzi incoraggerà i consumatori ad aumentare la domanda: i prezzi continueranno

a diminuire fino a quando il surplus non verrà annullato.

EFFETTO DELLE VARIAZIONI DI DOMANDA E OFFERTA si supponga un cambiamento della struttura del

consumo:

 VARIAZIONE DELLA DOMANDA: aumento della domanda incremento del prezzo = incentivo per

le imprese a produrre una quantità maggiore del bene l’offerta aumenta. L’aumento del prezzo

indica che i consumatori desiderano destinare più risorse a questo bene a scapito di altri e le

imprese sottraggono risorse dalla produzione di beni con prezzi più bassi rispetto ai costi di

produzione per destinarle alla produzione di beni più profittevoli. Contemporaneamente

l’aumento del prezzo disincentiverà i consumatori a domandare ulteriori quantità di quel bene.

Calo della domanda aumento dell’offerta calo del prezzo = incentivo per i consumatori ad

 

acquistare di più la domanda aumenta. Le imprese riducono la produzione in quanto meno

conveniente l’offerta diminuisce.

 VARIAZIONE DELL’OFFERTA: aumento dell’offerta riduzione del prezzo = incentivo per i

consumatori ad acquistare di più la domanda aumenta. Le imprese non sono incentivate ad

aumentare ulteriormente la produzione di quel bene. Calo dell’offerta incremento del prezzo =

incentivo per i consumatori a comprare meno la domanda diminuisce. Le imprese sono

incoraggiate a produrre di più.

INTERDIPENDENZA DEI MERCATI DEI BENI E DEI FATTORI: aumento della domanda aumento del prezzo

le imprese aumentano l’offerta (produrre quel bene è più redditizio): occorrono quindi più input, la cui

domanda aumenterà facendo aumentare il prezzo; i fornitori di quell’input ne aumenteranno l’offerta.

 MERCATO DEI BENI: la domanda del bene aumenta eccesso di domanda aumento del prezzo

 

l’aumento del prezzo elimina l’eccesso di domanda (incentiva le imprese ad aumentare la

produzione e scoraggia i consumatori a chiedere maggiori quantità di quel bene).

 MERCATO DEI FATTORI: maggiore offerta di un bene aumento della domanda di input necessari

per produrlo eccesso di domanda di tali fattori aumento del loro prezzo l’aumento del

  

loro prezzo elimina l’eccesso di domanda (incentiva i fornitori ad aumentare l’offerta di input e gli

acquirenti a ridurne la domanda).

I mercati dei beni influenzano i mercati dei fattori. Ma anche i mercati dei fattori influenzano i mercati dei

beni: aumenti dell’offerta di materie prime riduzione del loro prezzo diminuzione del costo di

 

produzione delle imprese che utilizzano tali materie prime aumento dell’offerta di lavoro finito

 

l’eccesso di offerta che ne deriva causerà un calo di prezzo che farà aumentare la domanda da parte dei

consumatori.

INTERDIPENDENZA DEI MERCATI DI VARI BENI: aumento del prezzo di un bene i consumatori saranno

incentivati a domandare beni alternativi, il cui prezzo aumenta i produttori sono incoraggiati ad

aumentare la produzione di beni alternativi.

INTERDIPENDENZA E INTERESSE PUBBLICO: gli individui sono mossi da considerazioni utilitaristiche (=

perseguimento dell’interesse individuale), attraverso l’incentivo rappresentato dal meccanismo dei prezzi

si può raggiungere il benessere collettivo. Interesse individuale e interesse collettivo sono in armonia =

maggior vantaggi dell’economia di mercato (teorema della mano invisibile di Adam Smith, seconda metà

del ‘700).

MERCATI CONCORRENZIALI: consumatori e produttori sono troppo piccoli per influenzare il prezzo di

mercato con le loro decisioni (price-takers) = concorrenza perfetta. Per le imprese: i produttori sono

troppo piccoli e non sono in grado di aumentare il prezzo a causa della forte concorrenza tra le imprese.

Nel mondo reale le imprese hanno il potere di fissare i prezzi, tenendo sempre conto della domanda

complessiva dei consumatori e dei prezzi dei loro concorrenti, ma avendo comunque una certa flessibilità

nella scelta del prezzo (“hanno un certo grado di potere di mercato”).

LA DOMANDA

LEGGE DELLA DOMANDA: relazione generale che intercorre tra prezzo e quantità domandata. Quando il

prezzo di un bene aumenta, la quantità domandata diminuisce. Si fonda su due elementi:

1. Effetto di reddito: in seguito ad un aumento del prezzo i consumatori si sentiranno più poveri. Non

potranno più permettersi di comprare la stessa quantità di quel bene con lo stesso reddito il

potere di acquisto del loro reddito è diminuito rivedono le loro decisioni di domanda.

2. Effetto di sostituzione: se il bene è più costoso, gli individui tenderanno a sostituirlo con altri beni

divenuti più a buon mercato.

Se il prezzo di un bene diminuisce la domanda aumenta: le persone possono permettersi di acquistare

maggiori quantità di quel bene e il consumo di beni alternativi diminuisce.

Ampiezza della riduzione della domanda dipende dall’entità degli effetti di reddito e sostituzione.

Ampiezza effetto di reddito dipende dalla quota di reddito che il consumatore destina all’acquisto di

quel bene. Maggiore quota di reddito spesa per quel bene maggiore impatto dell’aumento del prezzo

sul reddito reale del consumatore maggiore riduzione della domanda.

Ampiezza effetto di sostituzione dipende dal numero di beni sostituti e dal loro grado di sostituibilità.

Quantità domandata = quantità che i consumatori sono disposti e ad essere in grado di acquistare a un

dato prezzo in un dato periodo di tempo (non indica ciò che le persone desidererebbero consumare).

CURVA DI DOMANDA: rappresentazione grafica della funzione di domanda. Asse verticale = prezzo; asse

orizzontale = quantità. Le curve di domanda individuali sono negativamente inclinate: minore è il prezzo

maggiore quantità domandata.

Non solo il prezzo (sia del bene specifico che quello dei beni che sono competitivi con esso (beni sostituti o

complementari)) influenza la quantità domandata: anche (6 variabili)

 Gusti: bene più desiderabile maggiore domanda. {desiderio pubblicità}

 Numero e prezzo dei beni sostituti (alternativi): maggiore prezzo dei beni sostituti maggiore

domanda di un particolare bene (effetto di sostituzione).

 Numero e prezzo dei beni complementari (=beni che si consumano insieme): più alto il prezzo di

un bene complementare minore domanda per entrambi i beni.

 Reddito: aumenta il reddito personale la domanda aumenta (beni normali) {le persone

diventano più ricche meno reddito destinato a beni inferiori e più reddito a beni di qualità

superiore}. Reddito aumenta la curva si allontana dall’origine: si può comprare di più e meglio.

Reddito diminuisce si avvicina all’origine.

 Distribuzione del reddito: ridistribuzione del reddito dagli individui più poveri a quelli più ricchi

aumento domanda beni di lusso.

 Aspettative di variazioni future dei prezzi: le persone pensano che in futuro i prezzi di un dato

bene aumenteranno la domanda aumenta.

Curva di domanda costruita ipotizzando che le determinanti della domanda (diverse dal prezzo) restino

invariate.

Effetto della variazione del prezzo spostamento lungo la curva.

Effetto variazione di una delle determinanti nuova curva:

  Aumento domanda curva verso

destra (in corrispondenza di ciascun

prezzo la quantità domandata sarà

maggiore)

 Riduzione domanda curva verso

sinistra

Spostamenti della curva = variazioni della funzione domanda

Spostamenti lungo la curva = variazione della quantità domandata.

OFFERTA

Relazione generale tra offerta e prezzo: prezzo aumenta (incentivo a produrre di più) aumenta l’offerta.

La relazione si fonda su tre elementi:

1. Le imprese aumentano l’offerta da un certo livello di produzione in poi i costi

cresceranno sempre più rapidamente. Aumento dell’output incremento dei costi di

produzione i produttori offrono un’ulteriore quantità solo a un prezzo più elevato

2. Maggiore prezzo di un bene produzione più redditizia le imprese ne aumentano la

 

produzione (riducendo la produzione di beni meno redditizi)

3. Il prezzo di un bene rimane alto (col passare del tempo) nuovi produttori tentano di

entrare nel mercato e iniziare la produzione aumento offerta

1 e 2 influenzano offerta nel breve periodo

3 influenza offerta nel lungo periodo

FUNZIONE OFFERTA: quantità che i produttori sono disposti ad offrire per qualunque dato prezzo. Può

essere rappresentata graficamente con una CURVA DI OFFERTA (individuale o di mercato (=dell’industria)).

Prezzo = asse verticale; offerta = asse orizzontale. Non tutte le curve di offerta saranno inclinate

positivamente: possono essere verticali, orizzontali o negativamente inclinate (dipende dall’arco di tempo

in cui viene considerata la reazione delle imprese alla variazione di prezzo).

L’offerta non è determinata solo dal prezzo, ma anche (6 variabili):

 Costi di produzione: maggiori costi di produzione minore profitto in corrispondenza di un dato

prezzo. Aumentare dei costi le imprese riducono la produzione (a vantaggio di prodotti i cui costi

non siano aumentati). Ragioni della variazione dei costi: variazione del prezzo di input (i costi di

produzione aumentano all’aumentare dei salari, delle rendite, dei tassi di interesse, dei prezzi di

materie prime o altri input); cambiamento della tecnologia; cambiamenti organizzativi

(riorganizzazione della produzione può portare risparmio all’impresa); politiche industriali del

governo (costi diminuiscono in presenza di sussidi, aumentano a causa delle imposte)

 Redditività di prodotti alternativi (sostituti nella produzione): prodotti sostituti nella produzione

diventano più redditizi i produttori riducono la produzione del bene considerato a loro favore.

Altri beni possono diventare più redditizi se: il loro prezzo aumenta; il loro costo di produzione

diminuisce.

 Redditività dei prodotti congiunti: produzione di un bene produzione di altri beni (prodotti

congiunti)

 Natura, shock stocastici, eventi imprevedibili

 Obiettivi dei produttori: impresa che massimizza il profitto offre una quantità di bene divrso da

una che ha obiettivi diversi

 Aspettative di variazioni future dei prezzi: i produttori aspettano un aumento del prezzo ridurre

l’offerta per aumentare le scorte (vendere il prodotto a un prezzo più elevato in seguito)

Effetto variazione del prezzo spostamento lungo la curva di offerta.

Variazione di una delle determinanti dell’offerta l’intera curva si sposta: aumento dell’offerta curva

 

verso destra; calo dell’offerta curva verso sinistra.

Variazione della quantità offerta = spostamento lungo la curva di offerta.

Variazione della funzione offerta = spostamento della curva.

DETERMINAZIONE DEL PREZZO

Eccesso di domanda aumento del prezzo.

Aumento del prezzo quantità domandata diminuisce aumenta l’offerta l’eccesso di domanda viene

  

progressivamente eliminato.

Eccesso offerta calo del prezzo (concorrenza tra produttori per vendere le scorte)

Un prezzo possibile: quello corrispondente al punto in cui la domanda eguaglia l’offerta mercato in

equilibrio (l’offerta soddisfa la domanda: non c’è né eccesso di domanda, né eccesso di offerta).

PREZZO DI EQUILIBRIO: unico prezzo in corrispondenza del quale i desideri dei produttori e consumatori

sono entrambi soddisfatti quanto i produttori intendono offrire è esattamente pari a quanto i

consumatori desiderano acquistare punto di intersezione (intersezione deriva da una contrattazione

 

tra domandante e offerente) tra le due curve (resta invariato solo se le curve di domanda e di offerta

restano invariate).

Se anche solo una delle due curve si sposta nuovo equilibrio.

VARIAZIONE DELL DOMANDA (no prezzo): si sposta l’intera curva di domanda movimento lungo la curva

di offerta verso il nuovo punto di intersezione. (=movimento lungo la curva di offerta dal nuovo al vecchio

equilibrio).

Se il reddito del consumatore diminuisce e l’offerente mantiene l’offerta ferma intersezione si sposta a

sinistra.

Se il reddito del consumatore aumenta e l’offerente mantiene l’offerta ferma intersezione si sposta a

destra.

VARIAZIONE OFFERTA (no prezzo): si sposta l’intera curva di offerta movimento lungo la curva di

domanda verso il nuovo punto di intersezione.

Se l’offerta aumenta l’intersezione si sposta verso destra.

Se l’offerta diminuisce l’intersezione si sposta verso sinistra.

VARIAZIONE CONTEMPORANEA DI ALCUNI FATTORI: spostamento di entrambe le curve equilibrio si

muove dal vecchio al nuovo punto di intersezione.

ECONOMIA DI MERCATO

Funziona automaticamente no burocrazia complessa e costosa per coordinare le decisioni economiche.

Può rispondere velocemente a variazioni delle condizioni di domanda e offerta.

Mercati fortemente competitivi concorrenza tra imprese: prezzi bassi e incentivo all’efficienza.

PROBLEMI ECONOMIA DI MERCATO:

 Limitata concorrenza tra imprese: poche e grandi imprese possono dominare il mercato prezzi

elevati per maggiori profitti. No concorrenza e profitti elevati rimuovere incentivi all’efficienza

produttiva.

 Le prassi di alcune imprese possono essere socialmente indesiderabili.

 Generazione di instabilità macroeconomiche: periodi di recessione con disoccupazione elevata e

calo della produzione VS periodi di prezzi crescenti.

 Incoraggiano il perseguimento del benessere individuale egoismo.

ECONOMIA MISTA il governo può influire su:

 Prezzi relativi dei beni e degli input (imposte o sussidi; controlli diretti dei prezzi)

 Redditi relativi (imposte sul reddito, trasferimenti, controlli diretti sui salari, profitti, rendite)

 Struttura della produzione e del consumo (leggi, fornitura diretta di alcuni beni e servizi, imposte e

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessiaannaf di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia ed estimo civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Miccoli Saverio.
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