L’attività economica 21/09
Economia: cercare di sfruttare al meglio ciò che è disponibile per arrivare ad un obiettivo
Concetti:
● BISOGNI: stato negativo, in cui una persona si trova e da cui vuole uscire. Per modificare la propria
situazione si possono usare delle risorse (beni). I bisogni sono infiniti, al contrario delle risorse, perché
ognuno ha propri bisogni che si generano continuamente, molte volte i bisogni diventano anche
necessità.
● BENI: risorse di ogni tipo (materiali e immateriali) che risolve lo stato di bisogno. Il bene non è in senso
assoluto, ma relativo al soggetto e a ciò che esso pensa (è il soggetto che ritiene se qualcosa è un
bene o meno). Essi sono finiti (un numero finito), una volta consumati spariscono.
→Bene economico: risorsa scarsa in base a determinati bisogni e in determinati contesti. Un bene
può essere economico in una situazione, e allo stesso tempo non economico in un’altra.
PROBLEMA: dato che bisogni sono infiniti e beni finiti, non ci sono abbastanza risorse per soddisfare tutti i
bisogni in modo definitivo.
COSA FA L’ECONOMIA? L’economia si preoccupa di collegare in maniera opportuna e corretta i beni con i
bisogni da soddisfare. Si tratta di un’allocazione corretta delle risorse in base agli obiettivi e scopi che si
vogliono raggiungere.
Dalla necessità di coordinare beni economici con i bisogni illimitati e risorgenti, si basa il pensiero
economico, da cui si fonda a sua volta l’azione economica.
Entrambi si devono fondare su:
● informazioni documentabili
● misurazioni dimostrabili
● ipotesi verosimili (dati dell’esperienza e previsioni/indicatori di predittività)
PROBLEMI DI CONVENIENZA ECONOMICA: problemi che ci si ritrova di fronte quando bisogna decidere
come è più conveniente collegare bisogni infiniti con beni illimitati, per ottenere un determinato risultato.
Quando si compie questa scelta si deve essere cosciente e socialmente responsabile (quando si usa una
risorsa si priva gli altri del suo uso). Si trattano di problemi che capitano quotidianamente.
La convenienza economica può essere:
● intrinseca: situazioni in cui si soddisfano bisogni primari; per natura, attraverso la consumazione di un
determinato bene si soddisfa un proprio bisogno (fame, sete)
● indiretta: situazioni in cui una risorsa permette di raggiungere altri beni per soddisfare un bisogno; per
necessità strumentale. Se si hanno beni che non servono e sono in esubero, ma ho bisogno di altro, si
attua uno scambio (es. vendita)
ATTIVITÀ ECONOMICA: sono azioni compiute da qualcuno, uno o più soggetti, che sono tese a coordinare in
maniera efficiente ed efficace, beni (economici) e bisogni (infiniti).
FASI:
1. Gli individui si procurano le risorse
2. • autoconsumo: le risorse vengono auto-consumate
oppure
• produzione: le risorse vengono utilizzate per produrre qualcosa di diverso. Trasformazione delle
risorse procacciate (incapaci, allo “stato grezzo”, di soddisfare un certo bisogno)
3. • autoconsumo: il prodotto può essere autoconsumato
oppure
• scambio: il prodotto può essere venduto o scambiato (es. imprese). Cessione dietro corrispettivo dei
beni prodotti a soggetti terzi oppure
• distribuzione: Cessione a titolo gratuito dei beni prodotti a soggetti terzi (es. enti non-profit).
Entrambi, scambio e distribuzione, producono e cedono a terzi, ma il primo in cambio di denaro o altro,
il secondo in maniera gratuita
… 4. • consumo finale: è un atto individuale, al contrario delle fasi precedenti che sono per la maggior parte
collettive (collaborazione tra diversi soggetti).
Esiste anche il consumo intermedio: ad esempio quando un’impresa produce un bene che viene
usato come risorsa da un’altra impresa.
ECONOMIA: scienza sociale (si occupa di individui che agiscono come collettività, nonostante esistano anche
individui che agiscono come singoli) che si basa su due proto postulati:
1. scarsità dei beni in natura rispetto ai bisogni
→ ciò comporta a compiere delle scelte allocative che tengono conto:
● non si è gli unici a compierle (anche altri sono nella nostra situazione; ciò comporta
competizione)
● scale di priorità che sono soggettive, bisogna stabilire quali sono i bisogni più importanti
→ poi si risolvono i problemi di convenienza economica
2. razionalità dell’agire umano in campo economico: bisogna agire in maniera ponderata, valutando
pro e contro ed esaminando i possibili esiti. Agire tentando di trarre il maggior vantaggio possibile in
quella situazione.
La razionalità è vincolata in quanto:
● soggettiva: legata ad una determinata situazione, all’obiettivo (es. sportivo che corre è meglio
distanze lunghe o corte → dipende dal suo obiettivo). Dipende dalla soggettività dell’individuo
(per un’altra persona la scelta può non essere razionale).
● relativa: quando si fa una scelta la si considera razionale, ma non è detto che la si considererà
sempre tale. E’ razionale l’azione migliore fra le opzioni a disposizione.
● limitata: la razionalità è influenzata dalla disponibilità di informazioni (può essere che quando
compio una scelta non abbia tutte le informazioni disponibili).
L’impresa e il mercato 23/09 - 27/09 CAP 5; pp.99
IMPRESA
Definizioni possibili:
● unione durevole (attività continuativa) di più individui che svolgono un certo tipo di attività che a sua
volta dipende dallo scopo. Esistono attività anche a volte in maniera individuale, ma per la maggior
parte si tratta di attività svolta da gruppi. Il comportamento razionale scaturito dalla mediazione in un
gruppo è quello più conveniente: interesse per le azioni collettive.
● definizione di natura giuridica: insieme dei beni a disposizione dell’imprenditore per raggiungere un
determinato obiettivo
● attività economica finalizzata a scambiare beni e servizi (noi facciamo riferimento a questa
definizione)
L’impresa è una tipica forma aziendale (rientra nell’insieme delle aziende), attività che produce beni da
scambiare a terzi. Si tratta di un’attività economica organizzata caratterizzata da:
1. finalità profit: valore di tipo economico a vantaggio dei soggetti che hanno prodotto per poi scambiare
2. opera sistematicamente nel e per il mercato; per realizzare questa finalità l’impresa si muove nel
mercato
Senza una di queste due caratteristiche si tratta non più di un’impresa, ma un’azienda.
AZIENDA: attività economica svolta da un certo numero di persone per raggiungere un obiettivo qualsiasi (può
anche essere non economico). Un’azienda non profit ha come obiettivo creare un utilità a vantaggio di
qualcuno che non è in grado di acquistarla (obiettivo non economico).
Un’impresa per esistere ha necessariamente bisogno della presenza di risorse e persone che agiscono
utilizzando i beni per raggiungere un obiettivo. L’obiettivo deve essere specificamente economico: quando si
agisce si è spinti da diversi impulsi (come quello culturale), ma in questa occasione si è spinti prevalentemente
dalla componente economica, la quale facilita l’individuazione di questo tipo di attività. Dal punto di vista
economico si vedono prevalentemente imprese e non aziende.
Un altro aspetto fondamentale dell’impresa è la presenza di un mercato. Il mercato è quel luogo reale o
virtuale dove avvengono scambi (‘luogo ideale di scambi’).
Le aziende non fanno scambi di tipo oneroso, ma donano gratuitamente (es volontari), si dice che sono fuori
mercato. Le imprese invece operano sistematicamente nel mercato.
Nel mondo delle imprese il motore è lo scambio. I beni ottenuti non sono destinati agli stessi attori
dell’impresa, ma sono destinati al mercato dove sono offerti a soggetti terzi, i quali possono acquistarli soltanto
cedendo un equivalente somma di denaro.
SCAMBIO: sostituzione di un bene con un altro/ si sostituiscono due beni con lo stesso valore. Lo scambio
avviene solo se quello che una persona acquista, cedendo ciò che ha, ha un valore superiore; se si ha un
beneficio. Il contraente A riceve denaro che rappresenta un valore soggettivo più alto rispetto al bene ceduto
(più valore piuttosto se se lo fosse tenuto) e viceversa il contraente B. Lo scambio apparentemente avviene in
equità rispetto al valore, ma i contraenti danno due valori diversi rispetto alla somma di denaro ricevuta o data.
Tutti e due i contraenti devono ritenere lo scambio vantaggioso, altrimenti lo scambio non avviene.
Le imprese operano:
● nel mercato: le risorse materiali e immateriali sono acquistate onerosamente nei mercati di
approvvigionamento
● per il mercato: la produzione realizzata è destinata ai mercati di sbocco dove è ceduta ai clienti dietro
corrispettivo
Il mercato permette di oggettivare il valore dei beni che vengono scambiati attraverso l’attribuzione di un
prezzo. Il prezzo è il valore di un bene riconosciuto dal mercato e rappresenta un punto di incontro tra le
differenti valutazioni compiute da ciascun contraente.
Indipendentemente dai motivi soggettivi che muovono i contraenti A e B, all’interno del mercato essi trovano
un accordo su un certo ‘valore di scambio’, che consente l’oggettivazione del valore dei beni scambiati
mediante la formazione del prezzo. Una volta fissato il prezzo, deve essere accettato da tutti.
Il valore di scambio (prezzo) è oggettivo, ciò che cambia è il valore soggettivo che può essere più o meno alto
del prezzo reale.
L’impresa e il mercato
L’impresa da un lato acquista beni-fattore: beni necessari per alimentare i processi produttivi (qualunque
processo renda disponibile un certo bene nel tempo e nello spazio; riguarda beni materiali, ma anche servizi).
Dall'altro lato vengono ceduti beni-prodotto:
● ad altre imprese: consumo intermedio/strumentale; atto collettivo che non produce un godimento in sé,
ma permette l'ottenimento di un vantaggio superiore. Quando un bene-prodotto partecipa ad un
processo produttivo nel quale viene trasformato insieme ad altri componenti (diventando un
bene-fattore), al fine di ottenere un altro bene dal quale l’attore si attende di ricavare un maggior
vantaggio.
● consumatori finali: consumo finale; atto individuale che permette di appagare direttamente un dato
bisogno. Alcuni beni destinati al consumo così inteso, possono andare totalmente ed immediatamente
perduti in un’unica occasione di utilizzo (utilizzati una sola volta). Altri beni invece, pur logorandosi nel
tempo, hanno una durata che ne permette un utilizzo lento e ripetuto.
Diseguaglianza che tengono conto le imprese: il valore che viene riconosciuto dal mercato ai prodotti
dovrebbe essere superiore al valore riconosciuto sul mercato ai fattori produttivi. In questo modo la differenza
di valore generato va a beneficio di coloro che hanno promosso l’azienda.
L’imprenditore e i soci per attivare l’impresa mettono a disposizione qualcosa, come ad esempio la loro abilità,
denaro, beni; entrambi conferiscono un valore di loro proprietà. Essi però si aspettano che questo valore
accresca con il passare del tempo (se non crescesse è inutile continuare l’attività (comportamento razionale)),
si aspettano un guadagno perché hanno rischiato mettendo a disposizione un capitale o delle risorse in
partenza.
Il valore netto creato è la differenza tra due valori di scambio, quello dei prodotti ceduti nei mercati di sbocco e
quello dei fattori acquistati nei mercati di approvvigionamento.
Esistono dei principi che l’impresa utilizza per muoversi all’interno dei mercati secondo il comportamento
razionale. L’impresa è tesa alla contemporanea realizzazione di processi caratterizzati da:
1. efficienza: dimensione di tipo quantitativo (si parla di quantità di risorse o quantità di prodotto ottenuto
→ idea di rendimento). Si può definire in due modi:
● capacità dell’impresa o di un individuo di ottenere l’obiettivo prestabilito impiegando la minima
quantità di risorse
● capacità di ottenere il massimo risultato da una quantità di risorse prefissata
La differenza tra le due definizioni è che si invertono le variabili.
Per massimizzare l'efficienza si possono trovare dei processi migliori o agire sulla qualità delle risorse
utilizzate. Ma se massimizzo solamente l'efficienza si possono ottenere prodotti più scadenti.
2. efficacia: dimensione di tipo qualitativo. Capacità dell’impresa di soddisfare i bisogni dei soggetti che
beneficiano dei prodotti. Tale valutazione dipende dalla scala di valori del beneficiario, dunque gli attori
dell’impresa devono cercare di comprendere quale sia la percezione dell'acquirente.
Se si cerca di aumentare solamente l’efficacia, l'efficienza inizia a ‘diminuire’ (l’efficacia si massimizza,
ma la produzione diventa più costosa).
Queste due condizioni devono essere coerenti con il comportamento razionale: quando si combinano queste
due principi all’interno di un’impresa, devono essere massimizzati entrambe, ma fino ad un limite, altrimenti ne
risentono entrambe. L’equilibrio tra le due non è una posizione fissa e stabile, ma mutevole e variabile.
Comportamento razionale: massimizzare sia efficienza che efficacia.
L’impresa assolve ad una funzione generatrice di valore, attraverso l’espletamento di operazioni economiche
che hanno svolgimento esclusivamente nel mercato, coerentemente agli obiettivi profit perseguiti dall’istituto
sociale.
L’impresa fa capo ad un pensiero (concezione istituzionale) che concepisce l’azienda come un’attività
economica qualificata svolta da un istituto sociale.
ISTITUTO SOCIALE: organizzazione stabile che ha dato vita e governa le sorti dell’impresa. Gruppo di
persone che ha come caratteristiche:
● obiettivi comuni da raggiungere
● presenza di norme condivise di comportamento (norme codificate o non, che vengono create dal
comportamento condiviso)
● continuità temporale (una volta unito il gruppo, esso si perpetua nel tempo, anche modificando i
componenti, ma che resta come entità)
ISTITUTO: organizzazione stabile
SOCIALE: presenza di persone
Se si trova un istituto sociale e se si isola l’attività di tipo economico, si riesce ad individuare un'azienda (non
impresa perchè deve avere anche obiettivi profit e deve essere nel mercato).
L’obiettivo dell’impresa è strettamente economico, il gruppo ha obiettivi profit.
PROFIT: valore generato con gli scambi e destinato alla disponibilità dell’istituto sociale. Il valore è il
corrispettivo ottenuto che viene ceduto nel mercato. Si tratta dell’eccedenza tra il valore dei beni ottenuti
grazie all’attività produttiva e il valore dei beni strumentalmente consumati per darle svolgimento.
Il ‘modello teorico’ di impresa presenta in maniera completa:
● processo di astrazione
● logica dello scambio applicata nella totalità delle relazioni
● razionalità economica
Isolare l’attività economica non è sempre così facile, perché gli impulsi sono molti oltre a quelli economici.
Bisogna quindi compiere un processo di astrazione (filtraggio) eliminando tutti gli impulsi eccetto quello
economico ed isolando una ‘parte’ di un fenomeno complesso.
Riassumendo:
Un’attività economica è di tipo aziendale quando ha determinati requisiti:
● continuità temporale
● strumentalità: raggiungere un obiettivo. L’attività compiuta è lo strumento per arrivare all’obiettivo
● sistematicità: tutto ciò che si usa e fa fa parte di un sistema (tutto è condizionato)
● dinamicità: nello svolgimento dell’attività economica è presente una dinamicità, i mercati non sono
stabili, ma cambiano continuamente.
L’impresa è strettamente legata al mercato e l’uno è dipendente dall’altro. Essa ha bisogno del mercato per
procacciare i fattori produttivi, ma anche per cedere la propria produzione. Immersa nel mercato, l’impresa
riesce a coinvolgere innumerevoli soggetti; essa è un sistema di attività economiche e, come tale, può essere
definita anche come un sistema di relazioni (a contenuto economico) con una serie di soggetti definiti
stakeholders (portatori di interesse).
Gli stakeholders sono tutti i soggetti – interni ed esterni – a vario titolo coinvolti nei processi gestionali ed
interessati all’andamento dell’impresa. Essi partecipano alle vicende evolutive dell’impresa, contribuendo a
vario titolo alla sua realizzazione (obiettivo profit). Essi hanno interesse al perdurare dell’impresa, cosicché la
relazione con la stessa si consolidi e si sviluppi, continuando a generare reciproci vantaggi. Gli stakeholders
possono essere anche clienti, oppure dipendenti o la comunità, ma anche l’ambiente.
In forza del grado di coinvolgimento degli stakeholders nella vita dell’impresa e della natura del legame che li
unisce ad essa, si distingue tra:
● soggetti interni: shareholders/azionisti, manager, lavoratori dipendenti
● soggetti esterni: tutti gli altri stakeholders; clienti, fornitori, intermediari finanziari...
I mercati con cui l’impresa ha relazioni sono:
1. mercato finanziario: le imprese sul mercato finanziario si procurano le risorse per attivare le attività
attraverso:
● (vincolo di proprietà) istituto sociale (soggetti che hanno deciso di promuovere l’azienda):
l’impresa si procura le risorse attraverso il denaro (risorse finanziarie)
● (vincolo di prestito) istituzioni che
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