Economia aziendale – 1ª parte
Iniziamo con il definire la "scienza": essa può essere considerata come un processo utile ad ottenere delle conoscenze oppure come un corpo organizzato di conoscenze ottenute tramite questo processo. La scienza può essere se si occupa di un singolo caso, o se si occupa di situazioni generali. La scienza individualizzante, generalizzante, può essere se non cerca verifiche nella realtà, o se cerca risultati concreti nella realtà. formale, empirica.
Se la scienza empirica studia i comportamenti sociali, essa è detta "scienza sociale". La scienza sociale che studia i comportamenti umani sotto l’aspetto economico è detta "scienza economica". L’economia aziendale è un ramo della scienza economica che studia il comportamento delle aziende (organizzazioni umane) sotto l’aspetto economico. L’economia aziendale nasce come "ragioneria". La ragioneria si esplica nelle rilevazioni e determinazioni quantitative dell’azienda:
- Rilevazione dei fatti amministrativi;
- Determinazione dei risultati;
- Valutazione dei fatti e dei risultati.
Intorno agli anni ’30, fu il primo a parlare di economia aziendale come scienza che studia il comportamento delle aziende sotto l’aspetto economico, Zappa. La vita delle aziende è caratterizzata da molte decisioni; il modello tipico di comportamento aziendale inizia con il processo di programmazione, momento in cui vengono prese le decisioni, poi vi è il processo esecutivo, il processo di controllo, dove vengono analizzati i risultati ottenuti rispetto a quelli programmati, vengono calcolati gli eventuali scostamenti e vengono analizzate le cause degli scostamenti; poi vi è il feedback (processo di retroazione) con le azioni di correzione, individuando e definendo il problema, per poi sviluppare soluzioni alternative, individuando le loro conseguenze, e alla fine viene scelta l’alternativa più conveniente.
Teorie economiche nel processo decisionale
In questo processo decisionale si sono sviluppate 2 teorie economiche opposte tra loro:
- Teoria della razionalità obiettiva, ha come protagonisti l’uomo economico, il quale è onnisciente, obiettivamente razionale e massimizza le sue scelte; questa teoria è legata al dilemma del prigioniero, ovvero il modello di Tucker nel quale gli individui razionali arcano il miglior risultato possibile senza sapere le scelte dei concorrenti avendo così dei risultati non ottimali; seguito dagli economisti neoclassici, dai matematici, dagli statistici (teoria matematico-statistica delle decisioni, teoria delle strategie e dei giochi);
- Teoria della razionalità limitata, ha come protagonista l’uomo amministrativo il quale ha conoscenze limitate, razionalità limitata, effettua scelte al massimo delle sue conoscenze.
Definizione di azienda secondo Zappa
L’azienda è stata definita da Zappa nel 1956 come "un istituto economico destinato a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione la produzione". Istituto = sistema, complesso coordinato di persone, beni, conoscenze ed operazioni. La mission aziendale, ovvero lo scopo dell’azienda, è creare utilità la quale viene ottenuta con l’impiego dei fattori produttivi: capitale, conoscenza, lavoro. Il sistema di persone occupate nell’azienda è detto "organizzazione"; essa è costituita da un sistema coordinato di persone specializzate in determinati compiti; la specializzazione ed il coordinamento sono ottenuti tramite il processo organizzativo: determinazione degli obiettivi, determinazione delle funzioni da svolgere per il raggiungimento degli obiettivi, scomposizione e ricomposizione delle funzioni per definire i ruoli, specificazione per ogni ruolo dei compiti, delle responsabilità e dei poteri da assegnare alle persone (mansionari), definizione delle linee d’influenza (tra i ruoli). La struttura organizzativa è il complesso dei ruoli, delle linee d’influenza e del sistema informativo. Span of control è il numero di persone controllate da un dirigente, generalmente tra 3 e 12. L’organigramma è la rappresentazione grafica della struttura organizzativa.
Patrimonio e bilancio d'esercizio
Il patrimonio o capitale è un complesso di beni coordinati a disposizione dell’azienda; secondo l’art. 810 cc. sono tutte le cose che possono formare oggetto di diritti. Il patrimonio può essere suddiviso sotto due aspetti: quantitativo, valore monetario dei beni, e qualitativo, tipo di beni che compongono il patrimonio. Nell’aspetto qualitativo i beni vengono rappresentati in un prospetto chiamato inventario a quantità eterogenee, che si fa a fine anno. Nell’aspetto quantitativo, il patrimonio è costituito da elementi resi omogenei tramite il processo di valutazione; gli elementi del patrimonio sono rappresentati in un conto detto "Stato Patrimoniale". A differenza dell’aspetto qualitativo, quello quantitativo dà una nozione sintetica del patrimonio. Nello Stato Patrimoniale le attività rappresentano il totale degli investimenti e le passività il totale delle fonti di finanziamento. Se A > P, A-P=capitale netto, se P > A, P-A=deficit patrimoniale; il totale delle attività deve essere uguale al totale delle passività. Lo Stato Patrimoniale fa parte del Bilancio d’esercizio; calcolato dall’1/1 al 31/12 dello stesso anno e obbligatoriamente da compilare da parte degli amministratori; viene consegnato all’ufficio Registro delle Imprese presente in ogni Camera di Commercio; è un documento pubblico ed è costituito, oltre che dallo Stato Patrimoniale, anche dal Conto Economico e dalla Nota Integrativa. Le fonti di finanziamento presenti nello Stato Patrimoniale, sono le risorse necessarie alla costituzione dell’azienda e possono essere di capitale proprio/sociale/netto o di capitale di terzi (debiti).
Lo Stato Patrimoniale viene riclassificato in base al criterio finanziario: gli elementi dell’attivo sono classificati in base alla loro attitudine a convertirsi in denaro; si distinguono in:
- Liquidità (si presentano già sotto forma di denaro);
- Disponibilità (liquidità differite e rimanenze, tornano in denaro entro un anno);
- Immobilizzazioni (tornano in denaro oltre un anno).
Gli elementi del passivo sono classificati in base alla loro attitudine a richiedere denaro; si distinguono in:
- Esigibilità (richiedono denaro entro un anno);
- Redimibilità (richiedono denaro oltre un anno);
- Capitale proprio o netto (fondi permanentemente vincolati o a scadenza indeterminata).
Gli indicatori finanziari rilevano la salute finanziaria dell’impresa:
- Current ratio (ha come soglia minima 2);
- Quick ratio (ha come soglia minima 1);
- Leverage ratio (ha come soglia massima 1).
Resource Based View e conoscenza
Secondo la Resource Based View l’azienda crea utilità principalmente valorizzando le risorse interne (beni+conoscenze). La conoscenza ha diverse caratteristiche: parziale escludibilità (può essere limitata in alcuni casi), non rivalità (si può godere delle conoscenze senza impedirne il godimento di altri), cumulabilità (nuove conoscenze poggiano su conoscenze già esistenti). Lo scambio di conoscenze avviene tramite il ciclo di retroazione positiva che sviluppa processi di crescita. La produzione di conoscenza avviene tramite la ricerca che può essere finanziata dal settore privato o dal settore pubblico. Il settore pubblico ha lo scopo di diffondere i risultati della ricerca mentre il settore privato li tiene segreti per poi avere rendite su eventuali brevetti. La ricerca e lo sviluppo sono definiti dall’International Accounting Standard n. 38 (IFRS):
- La ricerca è un’indagine originale e pianificata per acquisire nuove conoscenze sia scientifiche che tecniche;
- Lo sviluppo è l’applicazione dei risultati della ricerca o di altre conoscenze a un progetto per la produzione prima della produzione commerciale.
La conoscenza può essere tacita o esplicita. Il sistema delle conoscenze a disposizione dell’azienda è detto "capitale intellettuale". Il capitale intellettuale è costituito dal capitale umano (conoscenze individuali), capitale aziendale (brevetti, procedure, codici etici, ecc.), capitale relazionale (immagine, reputazione, ecc.).
Sistema operativo aziendale
L’azienda è un sistema di operazioni divise tra gestione (sistema delle operazioni simultanee e successive dell’intera vita aziendale), periodo amministrativo (tempo di gestione programmata), esercizio (sistema di operazioni del periodo amministrativo). Le operazioni della gestione divise per funzioni, che possono essere operative o direzionali: quelle operative comprendono le operazioni di produzione, commerciale, finanziaria, contabilità e sicurezza, mentre le funzioni direzionali comprendono la programmazione, il controllo, l’organizzazione e la leadership. La leadership è una funzione strategica, nelle quali vi sono 4 teorie di pensiero: le teorie dei tratti, le teorie degli stili, le teorie contingenti, le teorie moderne.
Teorie sulla leadership
Le teorie dei tratti (1900-1940 ca.) indicano che leader si nasce e non si diventa poiché solo gli uomini dotati di caratteri specifici possono emergere sugli altri; questo metodo fu molto utilizzato nella Marina Statunitense per studiare le qualità degli ufficiali. Le teorie degli stili (1940-1969 ca.) individuano il leader democratico (promuove la collaborazione), il leader autoritario (attento alle procedure, poco sensibile allo stato d’animo dei dipendenti), leader lassista (indifferente sia alle procedure che allo stato d’animo dei dipendenti). Le teorie contingenti (1970-1980 ca.) indicano che il comportamento del leader dipende dalla sua attitudine caratteriale e dall’ambiente in cui opera l’azienda. Le teorie moderne (1980-oggi) si diramano in approcci diversi ma accomunati dal fatto che un vero leader diffonde leadership, cioè favorisce la crescita dei dipendenti.
L’azienda soddisfa i bisogni dei clienti mediante i beni e i servizi prodotti, dei dipendenti mediante le remunerazioni, degli stakeholders mediante comportamenti e risultati. La soddisfazione dei bisogni umani è stata molto studiata e la scuola di pensiero che raccoglie gli studi è nota come "teoria motivazionale" che si articolano in due gruppi: le teorie di contenuto (si fondano sulla domanda "cos’è un bisogno?" e i maggiori esponenti sono Maslow, Herzeberg, McClelland) e le teorie.
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