Economia digitale
Perché questa storia è importante?
Ricostruiamo la storia di uno strumento, che è oggettivamente un mezzo di comunicazione, ma è la storia di un processo di ricerca che è stato perseguito con una determinazione senza pari per 50 anni, grazie alle istituzioni pubbliche. Perché internet non nasce grazie all'investimento dei soggetti privati, ma grazie alla determinazione del soggetto pubblico, soprattutto in questo caso degli Stati Uniti.
Ci fa capire che non parliamo solo di uno strumento tecnico ma di un paradigma di sviluppo della conoscenza, in cui internet è il prodotto più fertile di un modo di fare ricerca, totalmente diverso da quello dei computer science; questo paradigma ha trasformato il modo in cui viviamo. Non è la storia di un’innovazione nata all’improvviso ma conseguentemente a uno studio di ricerca lento.
L’anno scorso abbiamo festeggiato il 50enario di internet, ma i primi embrioni sono nati già molto prima, nel 1957, e non nel 1969. Internet ha iniziato ad essere disponibile nei primi anni '90, grazie al www.
Ci spiega come l’analisi dei mercati non possa essere fatta con una strumentazione elementare, perché la storia di internet è la storia di un’evoluzione nella quale i soggetti che hanno cooperato hanno dovuto stabilire degli standard, stabilirsi delle regole. Il sistema si è evoluto in parallelo.
Analisi storica di internet
Il saggio spiega da cosa deriva l’esigenza di un’analisi storica per internet: internet emerge negli Stati Uniti come uno degli elementi che scaturiscono dagli avanzamenti tecnologici che rivoluzionarono nel secolo scorso il capo delle telecomunicazioni. Non nasce quindi come monopolio integrato ma sulle ceneri di quel monopolio, in una maniera non pianificata ma emergente dall’interazione fra molti soggetti economici.
Questa storia va analizzata nel complesso della sua evoluzione, nella quale si sono generate contemporaneamente gli sviluppi tecnologici, il sistema di regole per gli sviluppi e le istituzioni che governavano l’evoluzione di internet. Questi tre elementi vanno valutati insieme.
Ci sono fasi diverse del sistema, in alcuni momenti hanno prevalso istituzioni, imprese e regole consolidate ma spesso le innovazioni hanno rotto questi sistemi e li hanno trasformato in qualcosa di diverso; per far sì che ce ne fossero di nuove e in grado di gestire le innovazioni.
Campi organizzativi
Il concetto principale di cui si parla è quello di “campi organizzativi”, ovvero l’insieme di tre elementi precedentemente nominati. Domande principali:
- Che caratteristiche avevano?
- Come si sono succeduti l’uno all’altro?
- Come si sono generati, consolidati e sopravvissuti i campi organizzativi?
Il merito di internet è stato quello di generare i campi organizzativi sui quali hanno collaborato diversi soggetti con legami lenti rispetto al sistema economico (per un lungo periodo), permettendogli di non risentire dell’ambiente esterno. I campi organizzativi insieme alle loro componenti sono stati dominati da dei soggetti che hanno segnato il percorso che hanno seguito.
L’originalità dell’economia di internet è che è un’economia evolutiva. I campi organizzativi, individuati dall’autrice sono quattro:
- Crescita e caduta del sistema AT&T, il soggetto che negli USA ha gestito il monopolio delle telecomunicazioni telefoniche, dalla fine dell’800 fino alla metà degli anni '80 dello scorso secolo; rappresentando un soggetto completamente integrato.
- Emergere di ARPANET: programma di ricerca nato prevalentemente in ambito militare dal quale emergono gli embrioni del sistema informatico della sua progettazione organizzativa, in particolare il protocollo TCP/IP, grazie al quale internet è diventato strumento di trasmissione di telecomunicazioni.
- Era della National Science Foundation, un organismo che aveva l’obiettivo di promuovere l’integrazione delle conoscenze scientifiche tramite l’utilizzo della rete.
- Internet come mercato, come luogo dove nascono i mercati principali (a partire dalla seconda metà degli anni '90 del secolo scorso).
Sono quattro periodi completamente diversi, nei quali istituzioni e soggetti diversi hanno operato con regole diverse e hanno portato a quello che conosciamo ora.
Il sistema Bell
Il sistema BEL è il sistema che governava la telefonia fissa negli USA, dominato da un’impresa e da AT&T; nasce alla fine dell’800, collocando i primi centralini telefonici e costruendo le prime linee via cavo che collegavano città diverse. Nasce proteggendosi con la tutela degli “standard”, non viene concesso agli altri operatori di accedere alle centraline e alle reti di Bell, inoltre era proprietaria degli apparecchi che venivano utilizzati per la gestione delle telecomunicazioni telefoniche.
La telefonia si espande con rapidità, inducendo l’ingresso nel mercato di altri soggetti che però vengono ostacolati da AT&T, che proteggeva il proprio monopolio, e riesce a sostenere a tal punto questa necessità che arriva ad un accordo col governo sulla base del quale, pur di impedire l’accesso di altri operatori nel mercato, accettava di essere monopolista ma sotto una regola: un sistema, una politica e servizio universale.
Quindi si impegnava a garantire lo standard e il sostenimento tecnico del sistema, un unico standard per tutti gli Stati Uniti, un’unica politica commerciale nei confronti di tutti gli utenti e il servizio universale (a tutti i potenziali clienti presenti sul territorio degli Stati Uniti). Se qualcuno fosse voluto entrare nel mercato avrebbe dovuto chiederlo a BEL e veniva acquistato da AT&T, la quale fu monopolio dal 1913 fino alla metà degli anni '80 del secolo scorso. BEL vietò ai concorrenti il diritto a interconnettersi alla rete e agli apparecchi che già aveva installato.
Col crescere del valore del monopolio nasce la minaccia dei competitor, sfidato dalla circostanza, il presidente di AT&T cercò di spazzare via l’opposizione chiedendo lui stesso di regolare la compagnia, trasformandola in un monopolio pubblico. Il governo riconobbe i benefici del monopolio, ristrutturò il campo, consentendo ad AT&T di operare come un monopolista soggetto al controllo governativo; gli fu richiesto di fornire i servizi come un vettore, un semplice trasportatore di traffico voce. Il prezzo da pagare per escludere le altre imprese era il fatto che fosse regolamentato e il governo assicurava la regolamentazione del sistema.
Ci furono conseguenze importanti: l’interoperabilità fra reti diverse permettendo di lucrare il vantaggio dell’economia di scala e di scopo. AT&T si occupò di una importante campagna di telecomunicazione nei confronti del pubblico per convincerlo che un monopolio regolamentato era l’unico modo possibile per arginare una concorrenza distruttiva, che avrebbe impedito di raggiungere gli obiettivi di universalità pubblica.
Si crea quindi un sistema gerarchizzato, organizzato verticalmente, interamente governato dal governo per gli aspetti economici e da AT&T per gli aspetti tecnologici. Ma successivamente il sistema cade in conseguenza di una serie di cambiamenti tecnologici che determinano un crollo del sistema di regole e operatori; il cambiamento è repentino e AT&T non riesce più ad operare efficientemente sul mercato (fine degli anni '80 del secolo scorso, quasi 100 anni dopo in cui era stata costruita).
Fattori di cambiamento
Furono quattro i fattori dipendenti che determinarono questo cambiamento:
- Fattori tecnologici: hanno avviato la convergenza tra il campo delle telecomunicazioni e dell’information technology. Questa convergenza porta alla disarticolazione della rete, permettendo ai compratori di comprare le tecnologie e i servizi che servivano e gestire i sistemi di telecomunicazioni locali, che potevano essere interoperabili. Le barriere all’entrata nel settore delle telecomunicazioni si ridussero perché la tecnologia abbassò i costi, e quindi molte imprese tentarono di entrare nei mercati inizialmente serviti da AT&T. L’entrata dei nuovi competitor mise una forte pressione sul sistema di prezzi sussidiati che era stato costruito per permettere a AT&T di servire fette della clientela non profittevoli.
- Fattori economici: accrescono gli incentivi per entrare sul mercato. L’informazione inizia ad avere un ruolo maggiore nella gestione degli affari e parallelamente i sistemi di telecomunicazione esplodono.
- Cambio generale di visione della regolamentazione: non c’è nessuna ragione che il sistema debba essere un monopolio naturale, perché i pezzi potrebbero essere gestiti in concorrenza da più imprese. Iniziano a cambiare le regole adottate dalle istituzioni. Una serie di decisioni furono dirompenti:
- Nel 1959: liberalizza la possibilità di licenza dei sistemi di trasmissione a onde corte, così le comunicazioni seguono le onde radio e non seguono più i cavi telefonici. Quindi nasce una nuova tecnologia e l’accesso a questa viene liberalizzato.
- Nel 1969: si stabilì che anche altri soggetti potevano iniziare a vendere le apparecchiature telefoniche, installate poi sulla rete AT&T solo nel caso non recava danni;
- Decisione antitrust che apriva alla concorrenza il mercato della trasmissione delle comunicazioni a distanza nel 1976 e nel 1978. AT&T era obbligata a fornire connessioni a MCI a propri tratti di rete che collegavano città diverse nel caso in cui MCI non fosse in grado di gestire la comunicazione attraverso il sistema a onde corte; aprì il sistema ad un nuovo soggetto operatore.
Nel 1984, AT&T venne spaccata in sette società con la possibilità, tramite il pagamento di un canone, di accedere alla rete o traffico interurbano di AT&T. Il processo di liberazione in Italia arriva nel 1997. Negli USA c’è un processo di liberalizzazione della telefonia fissa, mentre in Italia della telefonia mobile.
Sviluppo di ARPANET
Parallelamente inizia un altro processo (dalla fine degli anni '50, 1957, in anni molto caldi successivamente alla seconda guerra mondiale e c’è il timore della guerra nucleare) di ricerca in maniera indipendente, quello governato da ARPANET, finanziato dal Ministero della Difesa degli US, finalizzato alla creazione di una rete efficiente di trasmissione dei dati (mettere in comune informazioni, capacità di calcolo, conoscenze disponibili) basato sulla comunicazione dei dati. La comunicazione voci e dati in questo periodo sono completamente separati.
Nasce e si sviluppa come separato ma un incentivo allo sviluppo di internet nasce da una circostanza tecnologica particolare: alcune innovazioni che portano alla convergenza tra la trasmissione dei dati e della voce, perché quando si generano si verificano delle masse critiche di investimento che fanno esplodere il sistema.
Qualche anno dopo la nascita di ARPANET si genera una convergenza nei sistemi di trasmissione voce e informazione ma non nei dispositivi che consentivano di ascoltare la voce o utilizzare l’informazione. In una seconda ondata dello sviluppo di internet successivamente si genera una convergenza tra i dispositivi. Quando arrivò la convergenza dei televisori la convergenza fu massima.
Nel 1957 l’Unione Sovietica lancia la prima navicella spaziale che viene lanciata e va in orbita intorno alla terra, gli USA sono terrorizzati da questa quasi supremazia tecnologica dell’Unione Sovietica e all’interno del dipartimento della difesa pensano ad un programma di ricerca gigantesco, finanziato da loro, che aveva un obiettivo, cioè creare le basi per custodire la conoscenza nel caso si fosse scatenata una guerra atomica che avesse coinvolto le due potenze.
Nel 1958 venne fondata l’ARPA. Lo lancia il presidente tramite un’agenzia per i progetti di ricerca avanzati, all’interno del dipartimento della difesa. Si crea all’interno del progetto ARPA un meccanismo stranissimo, che è esattamente il contrario di quello che ci si aspettava.
Mentre il sistema telefonico era completamente finanziato dal privato e gerarchico, questo nuovo progetto di ricerca, che aveva come obiettivo la condivisione della conoscenza della capacità di elaborazione dei dati, si svolge interamente finanziato dal pubblico ed in maniera completamente decentralizzata. Alcune imprese, nel corso della storia, tentano di costruire delle reti di trasmissione dati centralizzate senza alcun successo.
L’obiettivo dell’ARPA era quello di testare delle tecnologie innovative, come la commutazione di pacchetto, la capacità di calcolo decentrata e distribuita, l’interconnessione tra i computer separati. Con l’obiettivo ufficiale di incrementare la produttività e l’innovazione favorendo la condivisione delle risorse.
ARPA, che era l’agenzia che gestiva il progetto, non svolge la ricerca da sola ma distribuisce il lavoro finanziando alcuni fra i principali centri di ricerca di informatica all’interno degli Stati Uniti, coinvolgendo inizialmente quattro centri di ricerca:
- Istituto di ricerca dell’università di Stanford
- Università di Los Angeles
- Università di Santa Barbara
- Università dello Utah
Ognuno aveva specializzazioni diverse, ma complimentandosi l’un l’altro. Siccome per sperimentare la ricerca bisognava iniziare a costruire una rete di collegamento tra i computer e servivano delle infrastrutture fisiche che si cercava di capire come dovevano essere fatte, ARPA mette sotto contratto anche un’impresa che aveva il compito di costruire queste infrastrutture e gestire il sistema.
Il modo in cui lavora ARPANET è la costituzione del metodo anarchico della cultura hacker e mette al lavoro alcuni gruppi informali che avevano come unico elemento di strutturazione interna, non un capo, ma il ricercatore più prestigioso che aveva il compito di coordinare gli sponsor.
Questi centri sviluppano una rete costruendo una rete di computer eterogenei e inizieranno a far lavorare insieme e condividere risorse conoscitive tra i diversi ricercatori che partecipano ai sistemi. L’obiettivo era quello di creare un sistema tecnologico di comunicazione di base, e su questa struttura tecnologica di comunicazione costruire le funzioni di comunicazione, cioè gli applicativi che permettevano la trasmissione e l’utilizzo delle informazioni.
Si creano sottogruppi di ricerca, il più importante è quello di Principal investigator che si incontravano periodicamente per discutere l’evoluzione delle proprie ricerche e all’interno di questo gruppo eterogeno nasce l’idea di base, dalla quale scaturisce internet.
L’idea di fare un sottosistema di computer, completamente autonomo, collegati fra di loro, che potesse fare due funzioni:
- Spostamento dei dati dalla fonte alla destinazione
- Offrire un’interfaccia per tutti quelli che volevano accedere alla comunicazione per avviare la comunicazione, formulare ricerche, ricevere risposte ecc.
Pensarono che se si fosse riuscito a costruire un sottosistema completamente autonomo di rete, che gestiva queste funzioni di base di comunicazione, i centri di ricerca avrebbero potuto disinteressarsi della gestione tecnica della trasmissione e avrebbero potuto concentrarsi solo sullo sviluppo dei contenuti scientifici. La trasmissione sarebbe avvenuta in maniera automatica, gestita dal sistema.
Questa idea fa nascere internet, cioè creare un sistema di rete che consentisse il collegamento tra un numero enorme di terminali con una caratteristica: la rete è "stupida", cioè al centro del sistema di rete non c’è nessun elemento di intelligenza mentre questa è distribuita ai nodi esterni, con cui ci si interconnette alla rete. Questo avrebbe permesso espansioni/modificazione della rete e aggiunta di capacità di calcolo, elaborazioni di ulteriori informazioni software senza che fosse mai necessario intervenire su quella al centro.
È il 1957 e questo progetto è talmente dirompente perché viene sviluppata la tecnologia di trasmissione a commutazione di pacchetto: prima c’erano commutazione di linea, esiste una rete telefonica fatta di cavi telefonici; se il soggetto A telefonava al soggetto B la comunicazione doveva essere veicolata attraverso un cavo, fino alla centralina locale, che la connetteva attraverso un cavo, che gestiva la comunicazione tra due città (questo cavo era completamente occupato da quella telecomunicazione) fino alla casa dell’utente B. Una chiamata corrispondeva a un cavo.
Questo nuovo sistema è digitale e non analogico, prende il codice e lo spedisce sulla linea. I pacchetti sono sottoinsiemi di informazioni che compongono la comunicazione e che vengono contemporaneamente instradati sulla rete, in maniera indipendente l’uno all’altro, evitando le congestioni e sfruttando i tratti liberi (sistema del "best effort").
Una volta giunti a destinazione c’è un programma che legge i pacchetti, li riordina e consente la lettura dell’informazione trasmessa (es. voce o insieme di dati). La tecnologia a commutazione di pacchetto elimina il vincolo tecnologico della tecnologia a commutazione di linea e apre ad un mondo diverso.
La trasmissione analogica, quindi, fa spazio a quella digitale che si afferma prima nei servizi di trasmissione dei dati e poi a quella della voce, portando alla convergenza tra conversione dati e voce. Era una tecnologia adattata all’andamento esclusivo che ci si aspettava potesse avere la trasmissione delle informazioni e molto economica, cosicché i costi di gestione della trasmissione delle informazioni crollarono.
Sulla base di questa innovazione e di quel progetto originario, dentro ARPA si pensò a realizzare il sistema di collegamento tra i computer come un sistema distribuito e scalabile, permettendo in futuro espansioni senza la necessità di rivedere l'intera infrastruttura.
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