Economia dell’età digitale
1° lezione
L’economia è lo studio delle scelte di agenti economici (individui, aziende) per allocare risorse scarse (denaro, materie prime, tempo), e degli effetti di tali scelte.
L’economia si suddivide in microeconomia e macroeconomia. L’oggetto di studio della microeconomia sono i soggetti economici individuali (individui, imprese, governi), mentre quello della macroeconomia sono gli aggregati economici, ossia come l’insieme dei soggetti economici individuali interagiscono all’interno di un sistema (come un paese).
La macroeconomia si occupa anche di studiare come gli aggregati economici si rapportano tra di loro in un’ottica internazionale.
Microeconomia e macroeconomia si suddividono anche in base agli obiettivi dell'analisi che eseguono: la microeconomia si concentra sull’analisi teorica; la microeconomia ha come obiettivo di delineare delle linee guida a supporto di decisioni di politica economica.
Analisi riassuntiva del sistema economico
Gli individui forniscono sul mercato dei fattori di produzione (lavoro, capitale, terra, ossia i fattori di cui sono in possesso). In cambio di essi ottengono un reddito, con il quale si rivolgono al mercato di beni e servizi per acquistare quello di cui hanno bisogno, dunque quello che era il loro reddito si trasforma in spesa.
Le imprese forniscono beni e servizi sul mercato ottenendo in cambio ricavi che saranno reinvestiti nella produzione, formeranno profitti o sosterranno i costi della produzione. Questo diagramma di flusso rappresenta il funzionamento di un sistema economico in cui è osservabile in rosso il flusso di beni e servizi, e in verde il flusso di denaro che è sottostato a queste transazioni.
Si tratta di un riassunto del funzionamento di un sistema economico in cui agenti economici di imprese interagiscono scambiando beni, servizi e fattori di produzione in cambio di una remunerazione.
I tre principi della teoria economica
- Il principio di ottimizzazione. Le persone decidono cosa fare valutando i pro e i contro delle varie opzioni che hanno a disposizione, cercando sulla base di questa valutazione di scegliere la migliore opzione. Il principio dell'ottimizzazione indica dunque che gli individui prendono decisioni valutando i benefici e i costi di ogni scelta. Ottimizzare significa cercare di massimizzare il proprio beneficio minimizzando i costi;
- Il principio di equilibrio. I sistemi economici tendono a raggiungere sempre l'equilibrio, descritto come una situazione in cui tutti gli agenti economici ottimizzano simultaneamente le loro scelte: in equilibrio nessuno ha incentivo a cambiare il comportamento che sta attuando, in quanto se lo facesse non otterrebbe alcun miglioramento. Questo è implicato dal fatto che i soggetti economici raggiungono l'equilibrio al contempo (massimizzano i benefici e minimizzano i costi);
- Il principio dell’empirismo. Gli economisti controllano le teorie economiche e stabiliscono cosa causa gli avvenimenti di natura economica solo sulla base di dati ed evidenze. Senza dati è difficile trarre conclusioni sulle cause o sulle conseguenze di certi eventi, sarebbe possibile solo fare delle congetture che andranno poi eventualmente verificate di nuovo con dati alla mano.
Ottimizzazione
- Costo-opportunità. È definito come il valore del migliore uso alternativo di una risorsa. Gli individui valutano costi e benefici di ogni azione prima di prendere una decisione, e siccome le risorse sono limitate, scegliere una cosa implica rinunciare ad un’altra. <<The value of the next best alternative forgone when making a decision>>. Con questa definizione si pone l'accento sul fatto che valutiamo una scelta sulla base della prossima scelta migliore (se ho di fronte un ventaglio di alternative, faccio un ranking di queste).
- Analisi marginale. Gli economisti studiano le differenze tra costi e benefici di varie alternative, così come fanno gli individui quando valutano cosa scegliere di fare. Questi costi e benefici vengono valutati soprattutto al margine, cioè guardando gli incrementi dei costi e dei benefici totali derivanti da una determinata scelta. Il beneficio marginale è il beneficio associato ad un'unità aggiuntiva di una certa attività (se mi trovo di fronte alla scelta di acquistare un paio di jeans, valuto qual è il soddisfacimento che deriverebbe dall’acquistare un paio di jeans in più rispetto ai jeans che già possiedo). Parallelamente, valutiamo anche il costo marginale, cioè il costo associato ad un’unità aggiuntiva di una certa attività (di quanto aumenterebbero il costo totale dello shopping che ho fatto quest'anno se acquistassi un paio di jeans in più).
Mercato
Il mercato è definito come un gruppo di agenti economici che scambiano un bene o un servizio, nonché le norme e gli accordi che regolano questi scambi. In esso la domanda e l'offerta per un certo bene si incontrano.
Il mercato viene rappresentato graficamente da due curve: la curva della domanda e la curva di offerta, che si intersecano. La curva di domanda è la rappresentazione grafica della quantità domandata di un bene o un servizio per livelli di prezzo differenti. La curva di offerta è la rappresentazione grafica della quantità che le imprese sono disposte a offrire di un determinato bene o servizio per livelli di prezzo differenti.
La domanda
La curva di domanda esprime la quantità domandata di un bene in corrispondenza di diversi livelli di prezzo. Derivando per ogni coppia di prezzo e quantità i punti sul grafico e unendoli, si ottiene la curva di domanda. Sull’asse orizzontale si ha sempre la quantità, mentre sull’asse verticale si hanno sempre i prezzi.
Essa ha inclinazione negativa perché vi è una relazione negativa tra il prezzo e la quantità (se il prezzo diminuisce un maggior numero di persone sarà disposto ad acquistare il bene, e viceversa se il prezzo aumenta un minor numero di persone sarà disposto ad acquistare il bene). Questa correlazione negativa tra prezzo e quantità che determina l'inclinazione negativa della curva di domanda è detta legge della domanda.
L’offerta
La curva di offerta esprime la quantità offerta di un bene in corrispondenza di diversi livelli di prezzo. Il prezzo rappresenta per le imprese un incentivo che gli indica quanto possono produrre.
Unendo i punti trovati dalle combinazioni si ottiene una curva di offerta con pendenza positiva, in quanto se il prezzo diminuisce le imprese saranno disposte ad offrire una quantità minore del bene e viceversa. Questa correlazione positiva tra prezzo e quantità è nota come legge dell’offerta.
Equilibrio di mercato
In un mercato si incontrano domanda e offerta, che graficamente si intersecano. La rappresentazione dell'equilibrio tra domanda e offerta intorno ad un prezzo P* ed una quantità Q* di un bene è rappresentata dal punto E*. Se il prezzo fosse più basso del P* sul mercato, avremmo che la quantità domandata è superiore alla quantità offerta. La differenza tra quantità domandata e quantità offerta si chiama eccesso di domanda: se il prezzo fosse più basso, un numero maggiore di consumatori sarebbe disposto ad acquistare il bene a quel prezzo, ma allo stesso tempo le imprese a quel prezzo sarebbero disposte a produrne una quantità minore, per cui vi è una situazione di disequilibrio.
Al contrario, se il prezzo fosse maggiore di quello di equilibrio, ci troveremmo di fronte ad una quantità offerta superiore alla quantità domandata. La differenza della quantità che le imprese sarebbero disposte a offrire sul mercato se il prezzo fosse maggiore di quello di equilibrio, e la quantità che i consumatori potrebbero e vorrebbero acquistare se il prezzo fosse minore, viene chiamata eccesso di offerta. Vi è una situazione di disequilibrio, ma le forze di mercato si occupano di portare il mercato all'equilibrio attraverso dei meccanismi: all’intersezione tra domanda e offerta risulta che la quantità offerta è uguale alla quantità domandata (ciò che avviene in Q*).
Principio di efficienza paretiana
Una data combinazione di P e Q si dice pareto-efficiente quando non è possibile aumentare la soddisfazione di un gruppo di individui senza diminuire la soddisfazione di un altro gruppo di individui. Se prendessimo in considerazione il punto E*, probabilmente i consumatori starebbero meglio se diminuisse il prezzo di vendita, ma questo peggiorerebbe la soddisfazione delle imprese, che vedrebbero ridotti i loro ricavi. D'altro canto, le imprese starebbero meglio se il prezzo di vendita fosse più alto, ma questo determinerebbe un peggioramento della soddisfazione dei consumatori che non potrebbero più permettersi di acquistare tutte le unità del bene che vorrebbero dato il prezzo maggiore.
Dato il prezzo più alto nel punto di equilibrio sono massimizzati sia la soddisfazione dei consumatori che il beneficio per le imprese.
Analisi statica comparata
Si analizza che cosa succede nel mercato se cambiano le condizioni che influenzano la domanda e l’offerta. La statica comparata è un'analisi che si occupa di confrontare due o più equilibri una volta che sono intervenute delle variazioni nelle condizioni di mercato. Nell’analisi semplificata di quello che succede nel mercato è fondamentale distinguere:
- Gli spostamenti della curva di domanda o di offerta, ossia quei movimenti della curva da un punto all'altro del grafico, dovuti a cambiamenti dei fattori che influenzano la domanda e l'offerta;
- I movimenti lungo la curva di domanda e di offerta, dovuti a variazioni dei prezzi.
Domanda
Uno spostamento della curva di domanda dipende da variazioni nei fattori che influenzano la curva di domanda quali:
- I gusti e le preferenze;
- Il reddito e la ricchezza. All’interno del reddito è opportuno distinguere i beni normali (beni il cui consumo aumenta all’aumentare del reddito, come abbigliamento e tecnologia) e i beni inferiori (beni il cui consumo si riduce all’aumento del reddito, come il pesce surgelato vs pesce fresco) (Giffen e non di Giffen);
- La disponibilità di beni correlati. È bene distinguere i beni sostituti (beni per cui l’aumento del prezzo dell’uno conduce all’aumento della quantità domandata dell’altro, come burro e margarina) e i beni complementi (beni utilizzati insieme per cui l’aumento del prezzo dell’uno determina la diminuzione della quantità domandata dell’altro, come l’olio del motore e la benzina);
- Il numero e le dimensioni dei consumatori;
- Le aspettative circa il futuro. Se i consumatori si aspettano che in futuro un bene sarà più richiesto sul mercato, aumenteranno la loro domanda per questo bene (esempio mascherine, eccesso di domanda).
A parità di condizioni (se nessuna delle condizioni precedentemente elencate cambiasse) assisteremmo ad un movimento lungo la curva di domanda.
Offerta
Lo spostamento della curva di offerta è dovuto a variazioni:
- Dei prezzi degli input usati per produrre il bene (le materie prime, i fattori produttivi);
- La tecnologia usata per produrre un bene. Al miglioramento di una tecnologia il processo produttivo potrebbe diventare più efficiente, i costi si abbasserebbero e l'impresa sarebbe in grado di produrre di più;
- Il numero e la dimensione delle imprese produttrici. Più imprese ci sono più ampia sarà l'offerta;
- Le aspettative circa il futuro.
A parità di condizioni (se nessuna delle condizioni precedentemente elencate cambiasse) assisteremmo ad un movimento lungo la curva di offerta.
Il mercato: cambia la domanda
In questo grafico abbiamo un equilibrio in E* in cui la curva di domanda e la curva di offerta si intersecano.
Cosa succede se la domanda aumenta? Assisteremmo ad uno spostamento verso destra della curva di domanda (da D a D’). Conseguentemente, osserveremo un movimento lungo la curva di offerta, per cui il nuovo equilibrio non sarà più E* ma E’*, in cui la quantità di equilibrio sarà Q’* e il prezzo di equilibrio sarà P’*.
Non cambia nessuno dei fattori che influenza l'offerta, per cui osserviamo un movimento lungo la curva di offerta.
Cosa succede se la domanda diminuisce? Essa slitta verso sinistra. Allo spostamento della curva di domanda sulla sinistra (da D a D’’) consegue un movimento lungo la curva di offerta verso sinistra. Nel nuovo equilibrio si avrà E’’*, in cui la quantità di equilibrio Q’’* è inferiore a quella in E*, e il prezzo di equilibrio P’’* sarà inferiore al prezzo dell’equilibrio E*.
In questo caso cambia uno dei fattori della domanda che la fa spostare verso sinistra, ma l'offerta, che non vede cambiare nessuno dei propri dei fattori per cui non si sposterà, e assisteremo solo ad un movimento lungo la curva di offerta verso il nuovo equilibrio.
Il mercato: cambia l’offerta
Se la curva di offerta si sposta a destra perché l'offerta aumenta, assistiamo ad un nuovo equilibrio E’*, in cui la quantità venduta sul mercato aumenta da Q* a Q’*, e il prezzo si abbassa da P* a P’*.
Se l’offerta diminuisce, la curva dell’offerta slitta verso sinistra da O a O’’, in cui si passa da E* a E’’*, in cui il prezzo è diventato più alto e di conseguenza una minore quantità verrà acquistata.
In questo grafico abbiamo visto come il cambiamento di uno dei fattori che influenza la curva di offerta modifichi e sposti la curva di offerta, ma a parità di condizioni della curva di domanda, essa non si sposta ma vi saranno solo dei movimenti lungo di essa.
Il mercato: D e O si aggiustano a vicenda
Domanda e offerta possono cambiare in base ai cambiamenti dell’una o dell’altra, cioè “aggiustarsi” reciprocamente.
Il fatto che l’offerta aumenti significa che la curva si sposta verso destra, da O a O’. Raggiungeremo dunque un nuovo equilibrio temporaneo in E’*, in cui Q’* verrà venduta al prezzo P’*.
Se la domanda si aggiusta insieme all’offerta, al t1 la domanda aumenta e vi sarà quindi uno spostamento verso destra della curva di domanda (D’’), in cui vi sarà l’equilibrio E’’*.
A questo nuovo equilibrio una quantità maggiore verrà venduta ad un prezzo maggiore.
Il mercato
Tre criteri dei mercati:
- La sostituibilità. È l'esistenza ed omogeneità qualitativa di prodotti sostituti;
- L'interdipendenza. È l’intensità della misura in cui le imprese di uno specifico settore tengono in considerazione le reazioni delle imprese concorrenti. Essa dipende sia dal numero di imprese, che dalla differenziazione di prodotto (ad esempio Apple e Samsung producono entrambe smartphone, ciononostante difficilmente le scelte strategiche della prima saranno influenzate da quelle della seconda, tutto ciò perché i prodotti sono abbastanza differenziati tra loro);
- Le condizioni di entrata. È l'esistenza di barriere all'ingresso di un mercato per imprese che vogliono avviare la produzione di un bene o un servizio. Più alte sono le barriere più possibile è definire i confini di un mercato.
Forme di mercato
Sono dei costrutti teorici dell'economia che ci permettono di studiare e capire le leggi che governano le interazioni tra imprese. Sostanzialmente sono dei raggruppamenti di imprese fatti sulla base delle loro caratteristiche. Una delle forme più studiate è la concorrenza perfetta:
- Molte imprese;
- Prodotto omogeneo (perfetti sostituti);
- (Price-taker, le imprese non influenzano il prezzo di mercato prendono il prezzo di mercato così com'è);
- Comportamento atomistico (ignorano i concorrenti, tendono a massimizzare il loro profitto guardando il prezzo di mercato);
- Entrata nel mercato libera e facile (le barriere all'ingresso sono basse).
A partire dalla situazione teorica di concorrenza perfetta gli economisti classificano altre forme di mercato più concentrate, sino al massimo grado di concentrazione che è il caso del monopolio:
- Una sola grande impresa;
- Assenza di prodotti sostituiti;
- Domanda dell’impresa che coincide con la domanda di mercato;
- Barriere all’entrata (elevati costi da sostenere).
Altre due forme di mercato sono:
L’oligopolio
- Poche imprese;
- Ciascuna impresa prende in considerazione le reazioni dei concorrenti (attuano dei comportamenti strategici);
- Elevata rivalità a meno di collusione (le imprese tendono a mettersi d'accordo per decidere dei prezzi artificiosamente più alti di quelli che sarebbero ottimi e di produrre delle quantità più basse, portando ad un disequilibrio di mercato);
- Diversi tipi di comportamento oligopolistico.
Concorrenza monopolistica
- Molte imprese;
- Comportamento atomistico;
- Prodotti differenziati;
- Entrata libera e facile.
2° lezione
Nel mercato la domanda (consumatori) e l’offerta (imprese) si incontrano determinando il prezzo (P), la quantità (Q) e l’equilibrio (E*). La domanda è data dalla quantità di un determinato bene che i consumatori domandano per ciascun livello di prezzo. L’offerta è la quantità di un certo bene che le imprese sono disposte a produrre e offrire sul mercato per un livello di prezzo. La domanda di mercato è la somma delle domande individuali. Una delle variabili fondamentali che influenza le nostre scelte in termine di acquisto di un bene o servizio è il prezzo; oltre a questo, ci son
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